Due famiglie nel Southwest

Un racconto di Roberto
Blog e racconti di viaggio sugli Stati Uniti sono singolarmente scarsi di notizie ad uso di famiglie complete.
Nella nostra esperienza due famiglie di collaudata amicizia (2 adulti e 2 ragazzi di 16 e 10 aa ciascuna) si sono associate per un viaggio estivo di tre settimane nel sudovest americano.
Ecco alcuni consigli.
1. Preparazione
a) Scelta del percorso. Il nostro è stato: Los Angeles (1 notte)- Santa Barbara (2 notti) - Monterey (1) - San Francisco (2) - Yosemite (2) - Death Valley (1) - Las Vegas (1) - Bryce Canyon (1) - Page (1) - Grand Canyon South Rim (1) - Monument Valley (1) - Moab/Arches (3) - Aspen (1) - Denver (2). Stati attraversati: California, Nevada, Utah, Arizona, Colorado. Ovviamente, si può fare diversamente ma se lo considerate “your journey of a lifetime” cercate di vedere il più possibile e non ve ne pentirete.
La scelta si è rivelata molto buona e adeguata anche alla resistenza dei ragazzi, pure a fronte di ca. 5300 Km totali.
Essenziale secondo noi arrivare in un punto e ripartire da un altro, anche se più costoso per il noleggio auto (drop off charge 300$).
Studiate maniacalmente il percorso e documentatevi moltissimo. Il viaggio sarà più sicuro e consapevole. Acquistate guide recenti con indirizzi web e email, possibilmente diverse.
b) Stagione. Noi siamo andati nelle ultime tre settimane di Luglio: molto caldo all’interno ma affrontabile. Ideale probabilmente subito dopo la fine delle scuole.
c) Lingua. Almeno una persona per famiglia deve essere di livello "intermediate" o superiore. In USA aiutano il turista ma l'imprevisto è sempre dietro l'angolo (e poi, non facciamoci
riconoscere...). Insegnate ai più piccoli le frasi elementari da ripetere in caso di necessità e spronateli allo studio dell’inglese.
d) Compagnia. Meglio amicizie ben rodate, che potranno sempre essere messe alla prova. Ogni sera, comunque, le camere diverse permettono un minimo reintegro della intimità familiare. Meglio evitare sovrapposizioni di ruoli e partire con lo spirito più collaborativo possibile.
e) Prenotazioni. Anche se le tariffe dei voli su internet sembrano buone, una agenzia fidata può farvi risparmiare parecchio, a patto di acquistare i biglietti entro Gennaio-Febbraio (noi abbiamo risparmiato circa 600€ rispetto alla tariffa internet migliore). I bambini pagano un 20-30% di meno, i ragazzi come gli adulti. Inoltre fra anticipo, saldo e prenotazioni alberghiere abbiamo avuto una mini-rateizzazione.
Per l'auto, meglio internet: non ci sono strani contratti di assistenza che si sovrappongono inutilmente a quello della compagnia di rent-a-car e si risparmia prenotando direttamente negli USA via web presso una compagnia importante (Hertz, Avis, Budget, Alamo, etc). Prenotate un'auto unica anche se siete due famiglie (di dimensioni adeguate al vostro numero), con abilitazione alla guida di tutti i patentati, almeno di ambedue i genitori. Eccellente la nostra Toyota Sienna 3500cc benzina 8 posti. Alla fine, la spesa carburante è stata pari a circa 20 km/litro in Italia per famiglia. Prenotate l’albergo all’arrivo ma anche al ritorno, vicino all’aeroporto.
I posti da prenotare in anticipo, lungo il nostro tragitto, a causa della notevole pressione turistica, sono: San Francisco (meglio non risparmiare troppo) e Yosemite (ottimo il paesino di Mariposa, anche se è fuori dal parco è in posizione strategica e c’è comunque un eccellente Visitor Center).
Assicurazione: a noi hanno proposto la Globy, più economica della Europ Assistance e con plafond sanitario illimitato. Fortunatamente, non abbiamo avuto necessità. Probabilmente il punto cruciale di tutte le assicurazioni sta nel fatto che bisogna comunicare la richiesta di assistenza prima della fruizione della stessa e in situazioni di emergenza può essere un problema serio. Comunque, non assicurarsi prima di un viaggio negli USA non è da pazzi, è da idioti.
f) Documenti. Passaporto anche per i ragazzi. Calcolare bene i tempi della richiesta per non rischiare ritardi e controllare la data di emissione in relazione ad alcune restrizioni. Patente internazionale sostanzialmente inutile (75€). Meglio avere anche la carta di identità. Patente di ognuno.
g) Bagaglio. Una valigia trolley floscia di 40-50 litri e uno zainetto a testa, ragazzi compresi: i più piccoli vengono responsabilizzati. Meglio non allestire grossi bagagli cumulativi per più persone.
Mettete un ricambio completo nel bagaglio a mano nell’eventualità la vostra valigia arrivi in ritardo. Ricordatevi i sacchetti per le sostanze liquide nel bagaglio a mano.
h) Attrezzatura. Scarpe comode per camminare molto: anche un paio di scarpe da ginnastica robuste vanno bene. Ideali quelle da trekking leggero, basse. Cappello a tesa larga, occhiali da sole. Costume da bagno. Mettete in conto 3-4 lavaggi bucato in albergo. Vestiario estivo spartano più un maglione e una giacca a vento. Pacco medicinali soprattutto con quelli che richiedono ricetta (antibiotici per es.); nei supermercati si trova un sacco medicinali da banco e da automedicazione.
Acquistate un riduttore-presa multipla per la rete elettrica. Le apparecchiature elettroniche tipo cellulari e fotocamere di solito hanno già il trasformatore incorporato ma è meglio sincerarsene.
Macchina fotografica con scheda memoria capace. Avendo una reflex, meglio portarla (le foto che potrete fare meriteranno l’attrezzatura migliore).
g) Soldi e costi. Almeno 1500$ in contanti per famiglia suddivisi fra i più grandi. Con la carta di credito classica si va dappertutto. Le carte ricaricabili senza il nome del titolare possono venire rifiutate. Almeno una carta di credito per maggiorenne, una delle quali con plafond robusto (5000€). Con il bancomat (Cirrus) si può prelevare dalle automatic teller machines con una spesa ragionevole.
Prenotando via internet da un albergo all’altro di regola la somma non viene addebitata subito ma dopo il check-out. In qualche raro caso in albergo possono chiedervi pagamento cash anticipato all’arrivo per farvi lo sconto (possibile evasione fiscale: fate voi…). La vita, specie al di fuori delle grandi città, è decisamente meno cara che da noi, grazie ovviamente anche al super-euro.
Alla fine, tutto compreso (aereo, assicurazione, auto, alberghi, pasti, inevitabili acquisti etc etc), potete cavarvela, (per una famiglia di quattro persone) con 9-10.000€ totali senza sfarzi ma senza tirare la cinghia (volo e auto circa 1000€ a testa). Un pernottamento per famiglia in un motel, talvolta con breakfast included, raramente supera i 110$ (parliamo naturalmente di prezzi estate 2007): presso le aree di maggior interesse turistico può essere più caro, ma non molto; ciò non vale per S. Francisco, dove conviene l’albergo.
h) Sicurezza. Consigliamo di preparare un talloncino, scritto in inglese, da infilare nella cintura dei ragazzi, recante le generalità, i nomi dei genitori con il n. di cellulare e il n. di polizza sanitaria col telefono della centrale operativa.
Fotocopiate i passaporti, i biglietti aereo, le prenotazioni già effettuate, il contratto di assicurazione sanitaria e i n. di telefono dei consolati italiani delle zone da visitare e infilatene una copia nel bagaglio di ognuno oltre ad una altra da tenere addosso. Mandate una email con gli stessi dati al vostro stesso indirizzo di posta elettronica. Memorizzate i numeri di telefono più importanti nel vostro cellulare. Almeno due cellulari triband per famiglia con addebito su carta di credito già predisposto prima della partenza. Acquistate un portafoglio con catenella da attaccare alla cintura (serve soprattutto a non dimenticarlo in giro). Un marsupio a fascia per i passaporti e i biglietti, da tenere sempre addosso e da non lasciare mai in auto. I ragazzi più grandi devono avere il passaporto con sé o almeno un altro documento (la carta di identità italiana è sempre meglio di niente).
Prima della partenza, preparate un bloc-notes di promemoria da lasciare in bella vista su cui annotare nelle due-tre settimane prima della partenza tutto ciò che vi passa per la mente di dover fare o portare ma che non avete il tempo di eseguire subito.
Preparate degli adesivi su cui siano già scritti gli indirizzi dei destinatari delle cartoline che invierete.
2. Il Viaggio
L’immigration di solito non è un problema. Aspettatevi le classiche domande (perchè venite, quanto vi fermate, quale è il vostro albergo etc). Presentatevi col form compilato in aereo già nel passaporto.
Al momento di ritirare l’auto, vi proporranno il navigatore satellitare, con discreto surcharge.. Prendetelo assolutamente e fatevelo settare in italiano.
La circolazione, anche grazie al navigatore, è in genere tranquilla o addirittura rilassante. Non c’è quasi mai percezione di pericolo. Ingorghi sono possibili solo in prossimità delle grandi città e comunque molto meno giganteschi dei nostri.
Non è del tutto vero che tutti rispettano i limiti di velocità ma voi fatelo e nessun automobilista vi farà i fari o vi suonerà il clacson. I limiti di velocità possono sembrare ridicolmente bassi ma è facile adeguarvisi, anche perché una multa molto salata o un confronto con la polizia (la più amichevole e la più brutale del mondo) può rovinare il viaggio.
Il copilota, seduto di fianco, dovrebbe comunque tenere sotto occhio il percorso sulla carta sia perché il GPS può non ragionare come noi sia per controllare possibili deviazioni interessanti. Cartina particolareggiata, da comprare in Italia per studiare prima il percorso. Bisogna sempre avere ben chiaro il percorso da fare alla mattina prima di mettersi in marcia.
I bambini possono essere il problema maggiore. La novità del viaggio, almeno per i primi giorni, li tiene abbastanza buoni. Dovrebbero essere comunque già abituati a viaggiare. Portare libri, giornaletti, giochi da fare in poco spazio. Eventualmente, avendolo già, un lettore dvd da viaggio. I dvd americani hanno una codifica diversa. Utile prepararli al viaggio con libri e racconti sulla storia americana e l’epopea del west, usi e costumi degli indiani ( per una certa parte del viaggio sarete a contatto quotidiano con i Navajos). Fateli partecipare alla preparazione e all’organizzazione coinvolgendoli il più possibile. Si possono divertire parecchio eseguendo fotografie, anche non necessariamente legate ai siti turistici. Per esempio, far loro fotografare nei parcheggi le targhe delle auto dei diversi stati degli USA.
Tali e tante sono le cose da vedere lungo il percorso che, volendo, ci si può fermare molto spesso sia per riposare e rifocillarsi sia per ammirare il paesaggio da uno degli innumerevoli “Vista Point”. Ciò fraziona molto gli spostamenti ma costituisce anche l’essenza del viaggio stesso. Lunghi trasferimenti sono però inevitabili. Se l’auto è confortevole, dormire sarà più facile. Non dimenticate alcuni cd con la vostra musica preferita. Utili i cuscini cervicali gonfiabili ed eventualmente le mascherine paraocchi.
Gli alberghi funzionano come da noi. C’è sempre una postazione internet da cui prenotare l’albergo successivo o testare la disponibilità e i prezzi. Si possono trovare comunque ottime sistemazioni lungo la strada con abbondante disponibilità di posti, piscina (molto frequente) e prezzi assolutamente ragionevoli. Non lasciate incustoditi i vostri indumenti durante i lavaggi nelle washrooms degli alberghi. Tutte le camere hanno asse e ferro da stiro, molte anche l’occorrente per un caffè o un the.
Gli americani, specie al di fuori delle grandi città, sono in genere simpatici e disponibili, assolutamente abituati ai turisti. Sono spesso curiosi e chiedono da dove si viene. Voi non perdetevi in particolari e nominate la grande città più vicina (Roma, Venezia, Firenze etc.). L’Italia è generalmente bene considerata, anche se spesso in virtù dei noti stereotipi (good food, fine arts, friendly people and so on…) e molti l’hanno visitata.
Il paese è sostanzialmente sicuro, specie nelle aree extraurbane turistiche. Difficile provare sensazione di pericolo. Comunque prudenza, prudenza, prudenza sempre. Improbabile avere rogne con un comportamento corretto. Se andate in un outlet, controllate bene la corrispondenza fra i capi acquistati e quelli battuti alla cassa: ogni tanto cercano di fare i furbi.
La pulizia che troverete anche nei posti più sperduti sarà certo un bel ricordo (e un termine di paragone per noi umiliante). Il Paese è molto organizzato e c’è il culto dell’orario, anche se magari poi chiudono un occhio. Non ci si sente assolutamente in un altro pianeta, anzi ci si chiede come mai certe cose non possano funzionare così anche in Italia, ma questo è un altro discorso…
Tenete le ricevute delle carte di credito in ordine cronologico per facilitare il controllo all’arrivo dell’estratto conto. Quando vi chiedono il n. della carta al momento della prenotazione dell’albergo della tappa successiva su internet, potete dare anche quello di una carta ricaricabile con poco plafond e poi pagare invece alla ripartenza con quella nominativa.
Spesso per il pieno di benzina vi chiedono di depositare la carta di credito alla cassa e di passare poi per la transazione: meglio sempre essere in due, uno alla pompa e uno alla cassa.
Cose da non perdere assolutamente (e che noi avremmo magari dovuto visitare meglio) o che si possono evitare.
Tenendo per buono il nostro percorso (vedi sopra):
La costa del Pacifico nella zona Big Sur-Monterey è straordinaria. Obbligatorio l’Acquario di Monterey.
San Francisco è bellissima e vale tre pernottamenti. Al contrario, la visita ad Alcatraz non è nulla di speciale, è costosa e conviene solo se si passano molti giorni a SF. Gran bel ricordo la gita con le bici (affittate) dal molo 39 costeggiando la baia e passando sul Golden Gate fino a Sausalito con ritorno col ferry-boat.
Yosemite: ok 2 giorni, ottima e conveniente la sistemazione a Mariposa. All’ingresso del parco si acquista il pass valido per tutti i parchi nazionali (80$)
Valle della Morte: stupefacente, straordinaria, bellissima. Se trovate posto, venendo da Yosemite dormite a Panamint Springs, un’oasi già all’interno del deserto e partite prima dell’alba per ammirare la valle attraversandola con temperature accettabili.
Las Vegas: può piacere da matti o dare fastidio (a noi la seconda alternativa). Antropologicamente interessante. Inevitabile.
Zion National Park: sottovalutato, ci è molto dispiaciuto esserci passati senza visitarlo. Secondo i nostri gusti, sarebbe stato molto meglio che passare un giorno a Las Vegas.
Bryce Canyon: solo vedendolo ci si può credere. Nessuna foto o filmato può rendere la bellezza del luogo.
Page: non perdete per nessuna ragione l’Antelope Canyon (gestito dai Navajos).
Grand Canyon: probabilmente e classicamente il clou del viaggio. Possibile perdere la parola per qualche minuto. Unico problema, la folla del South Rim. Al punto che ci siamo forse pentiti di non avere considerato il North Rim, che è visitato dal 10% dei turisti di tutto il Grand Canyon (lì c’è però un solo albergo, bellissimo, da prenotare con grande anticipo).
Monument Valley: l’essenza spirituale e simbolica del West. Non si può perderla per nessun motivo.
Ci siamo fermati tre giorni a Moab (UT) per riposarci, vedere Arches, Canyonlands, Dead Horse Point e per fare rafting sul Colorado (quest’ultima esperienza divertente, assolutamente alla portata dei bambini che si sono divertiti molto). Posto molto tranquillo e strategico.
Da lì in poi, il viaggio ha avuto meno da dire. Aspen è una cittadina molto carina, assai rinomata specie per gli sport invernali ma d’estate non vale molto, a parte l’atmosfera signorile senza certe cafonaggini tipiche di alcune stazioni turistiche italiane; le nostre Dolomiti comunque surclassano le Montagne Rocciose, almeno nelle zone che abbiamo visto. Vail è ancora peggio.
Denver ha un bel centro città con Museo d’arte molto importante ma niente di speciale per il resto. In compenso, fra Moab e Denver un percorso molto lungo e discretamente noioso.
Possibili alternative, allora: tornare in Italia da Phoenix o da Albuquerque, in quest’ultimo caso con visita a Santa Fe, che ha fama di città molto bella e assai interessante.
Pasti: menu in genere noioso e ipercolesterolemico.Carne dappertutto, di solito eccellente peraltro; i tagli migliori: filet mignon, T-bone e prime rib; pollo ottima alternativa, di solito a fettine e associato ad insalata. Pesce soprattutto sulla costa; ottima la zuppa clam-chowder. Verdure a richiesta o comprese nel piatto principale. Si possono trovare, con un po’ di fortuna, pizze decenti per i bambini. Buone cose nei ristoranti dei musei. Baracchini a lato della strada di qualità accettabile e prezzi buoni. Colazioni in genere spartane se comprese nel prezzo della stanza. Quando in ristorante vi chiedono se volete altro e la risposta è negativa, il conto arriva nel giro di due minuti e bisogna alzarsi. Mance: i camerieri ci vivono letteralmente, quindi è meglio calcolarle in partenza (almeno 10%) e magari aggiungerle cash oltre al conto pagato con carta di credito. L’acqua in bottiglia è singolarmente cara. Costa meno la coca-cola che talvolta è addirittura gratis (meglio comunque l’acqua). Birra di buona qualità generale. Vino dappertutto, molto fruttato e piuttosto caro. Prima di addentrarvi nel deserto, acquistare alcune confezioni di acqua da un gallone in un supermercato.
Fate un backup delle vostre foto su cd durante il viaggio, non si sa mai.
Tenete un diario di viaggio che costituirà un documento importante per i vostri ricordi.
Guardate sempre il cielo: vi sembrerà più grande e più alto di quanto l’abbiate mai visto.
Roberto, Francesco, Raffaella, Roberta, Cecilia, Luca, Margherita, Giorgio
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