STRADE BLU E' UN VIAGGIO NELLA PROVINCIA AMERICANA LUNGO LE STRADE SECONDARIE CHE NELLE VECCHIE CARTINE DEGLI ANNI '50 ERANO COLORATE DI BLU; COME HEAT-MOON HA SCRITTO NEL SUO LIBRO, "UNO SPAZIO DOVE L'UOMO PUò PERDERSI".

PRIMA DELLA COSTRUZIONE DELLE GRANDI INTERSTATE E HIGHWAY AMERICANE,LE VIE DI COMUNICAZIONE NEGLI STATI UNITI ERANO

LA ROUTE 66 - LA MOTHER ROAD - E LE STRADE SECONDARIE, LE STRADE BLU APPUNTO.PERCORRENDOLE OGGI E' POSSIBILE RAGGIUNGERE IL CUORE DELL'AMERICA.E PER COMPRENDERE L'AMERICAN WAY OF LIFE NIENTE E' MEGLIO DI UN VIAGGIO IN QUELLA PROVINCIA INFINITA IN CUI "LO SPAZIO DA' UNA SORTA DI DIGNITA' PERFINO ALLO SQUALLORE", COME SCRIVE BAUDRILLARD.

 

  STRADE BLU E' L'ESPRESSIONE DEL PROFONDO RAPPORTO CHE LEGA L'UOMO AL PAESAGGIO; UNA SORTA DI ELOGIO DELLA LENTEZZA NELL'EPOCA FRENETICA DELLA GLOBALIZZAZIONE.

IL PAESE PIU' MODERNO E RICCO DEL MONDO HA UN CUORE PRIMITIVO E SELVAGGIO.

 

 STRADE BLU  IL RACCONTO DI UN VIAGGIO TESO A RACCOGLIERE E AD ASCOLTARE STORIE DI UOMINI E DI LUOGHI

 

 

Il primo dei quattro film esplora le strade e i luoghi del Midwest, in particolare lo stato dell’Illinois. Il primo incontro avviene con Penny e Martin Davidsmeier, una coppia di farmer a Beardstown, Illinois. Siamo vicinissimi ai luoghi dei romanzi di Mark Twain.
Dal racconto dei due farmer emerge l’attaccamento e l’amore per la terra; i valori, la pragmaticità e l’orgoglio americano.
Poco più a sud, l’incontro con il sindaco di Detroit, Illinois, un piccolo gruppo di case con 94 abitanti, non lontano dal punto in cui il fiume Illinois incontra il Mississippi. Un paese sospeso nella nebbia che tra qualche anno forse non esisterà più. Le parole e l’emozione nel racconto del sindaco di Detroit sono una commovente testimonianza dell’american pride, oggi più forte dopo l’11 settembre.
E poi strada e ancora strada attraverso campi, fattorie e silos di grano dalle forme stravaganti e bandiere a stelle e strisce.
Poi l’arrivo a St.Louis, Missouri, e l’incontro con l’Imam di una comunità musulmana durante la pratica della preghiera con i bambini.
Il viaggio prosegue lungo le strade secondarie fino al penitenziario di Centralia, Illinois. Qui l’incontro con Ramiro Rodriguez, un ragazzo di 23 anni di origine messicana che sta scontando 20 anni di carcere. Un’esperienza intensa e drammatica: una storia vera di giovani e gang metropolitane; una tragedia predestinata e annunciata, simile a quella di migliaia di ragazzi americani.
Un incontro che fa riflettere sullo stile di vita americano, sull’adolescenza e sulla violenza nella società di oggi.
Verso sud, all’estremità dello stato dell’Illinois, una città fantasma: Cairo.
Negli anni ’20 era una delle città più ricche degli Stati Uniti, poi in progressivo declino durante gli scontri razziali degli anni ’60, è oggi uno spettro, surreale e allucinato, nell’inquietante notte americana.
Infine l’incontro a Memphis, Tennessee, con un pilota automobilistico veramente speciale. La storia toccante e crudele di un uomo che, al culmine del successo professionale nel mondo delle corse, decide di "rimettere in ordine la propria identità sessuale" diventando quello che ha sempre saputo di essere: una donna.

 

Il secondo episodio di Strade Blu (presentato alla 59° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia) si sviluppa lungo le strade del sud, in particolare nelle zone rurali del Mississippi, del Tennessee e dell’Alabama, per concludersi in Louisiana.
E’ un viaggio nell’America rurale, immobile come mezzo secolo fa; un viaggio nella terra delle radici del blues, nella storia dei conflitti razziali e nella progressiva affermazione dell’identità Cajun in Louisiana.
Il primo incontro è con Robert Belfour, un bluesman di Memphis, Tennessee; un autodidatta che con le note della chitarra e la sua voce struggente fa rivivere i sentimenti del popolo nero americano.
Poi la "visita" al Lorraine Motel di Memphis, luogo in cui il leader del movimento nero, Martin Luther King, fu assassinato nel ’68. A pochi passi dal luogo che pose fine a un sogno, due storie di "gente comune", due neri che esprimono le contrapposte filosofie sul rapporto tra i bianchi e i neri: l’integrazione a tutti i costi o la definitiva separazione come unica possibilità di convivenza.
Il viaggio prosegue nel "triangolo" Selma-Birmingham-Montgomery, epicentro delle lotte del Black Power dove l’irrisolta questione razziale continua ad essere viva e scottante. Qui, l’incontro con un vecchio fotografo, Chris McNair - testimone attraverso le sue fotografie dei conflitti razziali dell’Alabama e dei disordini di Birmingham – che con commozione racconta l’attentato alla chiesa della città in cui, nel 1963, perse la vita la sua bambina.
La visita in un barber shop nel quartiere dei Civil Rights di Birmingham in cui piccoli bambini si prestano al rituale del taglio dei capelli del sabato mattina e l’incontro con lo straordinario Tommy "The Bookie", una specie di boss del gambling di Birmingham. La visita al casinò illegale e l’incontro con i goodfellas, i suoi ragazzi, ci offre uno spaccato di questo straordinario stato del Sud degli Stati Uniti.
Il viaggio prosegue verso Est, attraverso la Louisiana, la terra in cui i discendenti acadiani della Nuova Scozia si insediarono nella metà del diciottesimo secolo. Una storia di resistenza culturale, di riappropriazione della propria identità e della propria lingua, il francese, nelle parole e nei suoni del violino cajun di Hadley Castille. Poi una diretta radiofonica nella terra del cajun style, nei caldi pomeriggi del sud tra gli alligatori nei bayou e le umide notti delle infide paludi della Louisiana.
E a Eunice la fine del viaggio, nel corso di una jam session nel Municipio del paese: come accade ogni primo lunedì del mese, un gruppo di vecchi musicisti suona e canta in lingua francese con orgoglio e passione.
Un esempio di resistenza culturale e di riaffermazione delle proprie origini in un mondo irrimediabilmente omologato.

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Il terzo film percorre le strade dell’altra America attraverso lo stato del Texas e del New Mexico.
Ad Orange, Texas, al confine con la Louisiana, un cartello posto davanti alla chiesa Starlight, con la frase del reverendo E. B. Lindsey, appare come una chiara anticipazione dello spirito del West: "God is like Coca Cola, He’s the Real Thing".
Dopo tre giorni di praterie e ranch, lo spostamento verso il Western Texas, con le sue lunghe strade, le linee infinite di pali elettrici, le pompe e i pozzi petroliferi sparsi nell’estesa campagna e immersi nel grigio e nell’odore pungente del petrolio. Poi l’incontro con la scena musicale di Austin, oggi una delle capitali della musica americana, un mix di Tex-Mex e Cojunto, già in odore di Mexico.
E qui la storia della Supernatural Family Band di Tommy Hancock, una sorta di vecchio hippie che da quasi mezzo secolo gira nel West con la sua famiglia di musicisti. Tommy è oggi la sintesi tra il pensiero hippie e la filosofia zen: è diventato un two steps dancer, come racconta nel suo libro "Lo Zen o l’arte di ballare il two steps".
Dalla sesta strada, il cuore della musica di Austin, ai margini di una strada di San Antonio: il racconto di un coach latino, un emarginato dalla società che vive una nuova vita: in un garage-palestra pratica il programma di riabilitazione Tre B (Bible, Books, Boxing) grazie al quale forse nasceranno i futuri campioni di boxe di lingua ispanica. Un modo possibile per emergere dalla povertà e dal sottosviluppo.
A San Antonio l’incontro con uno dei tantissimi proprietari di Pawn Shop della città, i Banchi dei Pegni, luoghi in cui è possibile trovare di tutto, dai fucili alle pistole fino alle gambe di legno, impegnate il venerdì per una serata di divertimento.
E poi Jim Lehmberg, venditore di armi nella piccola cittadina di Mason, Texas: un giovane cresciuto con il mito delle guns and rifles; un esempio di filosofia di vita basata sull’affermazione della proprietà privata e delle armi come unico strumento di autodifesa.
In Texas – come nel resto del West – le infinite distanze ridisegnano e ridefiniscono i rapporti tra le persone.
Il viaggio lungo le Strade Blu prosegue verso Ovest, e qui le strade diventano lunghe e diritte. Il cielo cambia colore, la natura diventa selvaggia.
Si raggiunge il New Mexico, terra di esperimenti nucleari, di straordinarie bellezze naturali e di contraddizioni: il White Sands, il deserto lunare abitato da lucertole azzurre e il Trinity Site, luogo del primo test nucleare, sono due facce dello stesso paesaggio.
E poi Alamogordo e Los Alamos, luogo in cui gli scienziati di tutto il mondo progettarono la bomba atomica. Qui l’incontro al Black Hole, il buco nero, con Ed Grothus, ex-tecnico del National Laboratory, memoria critica di Los Alamos e oggi grande attivista antinucleare.
Poi, "nel mezzo del nulla", l’apparizione di Roswell, New Mexico, luogo senza storia diventato famoso per il presunto avvistamento e atterraggio di un UFO con a bordo quattro extraterrestri: "l’incidente di Roswell" del ’47. Il Museo cittadino dedicato agli UFO ha determinato un cambiamento radicale dell’economia della città: forza della vocazione al marketing del popolo americano.
Roswell – una una sorta di Disneyland nel luogo con la più alta concentrazione di esperimenti militari della nazione e forse del mondo – di notte si trasforma in un surreale mondo popolato da extraterrestri.
Fine del viaggio a El Paso, a sud del New Mexico, ultima città del Western Texas lungo il confine con il Messico. Con un ufficiale della Border Patrol, la polizia di confine, si percorre in un’auto corazzata la lunga recinzione attraverso cui ogni anno centinaia di messicani tentano di abbandonare l’inferno di Ciudad Juarez in Messico per raggiungere il paradiso americano.

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L’ultimo episodio del viaggio lungo le Strade Blu, ci conduce attraverso i territori del New Mexico e dell’Arizona e si conclude in California.
Il New Mexico è la terra delle riserve di antiche tribù indiane, diventate ricche – per una legge federale del ’94 – grazie alla gestione dei Casinò. Randy Padilla, giovane manager dei Casinò Cities of Gold a Pojoaque Pueblo nella riserva indiana non lontano da Santa Fe, New Mexico, racconta di come la piccola tribù a cui appartiene sia diventata importante e politicamente potente per la ricchezza accumulata.
A Polacca, in piena riserva degli Hopi in Arizona, l’altra faccia della condizione dei Nativi Americani: i villaggi degli Hopi, la tribù forse più antica. Gli Hopi –chiamati dai Navajo in modo dispregiativo "Hopeless", senza speranza – appaiono poveri e diseredati; le loro case, più simili a baracche, sono grigie e permanentemente avvolte da tempeste di sabbia. Qui, l’intenso racconto di Secakuku, Piede Giallo, capo tribù di Second Mesa, depositario della cultura orale del popolo Hopi, profondamente legato alla terra e alla natura, e quello di Wookotaga, Grande Cervo, giovane membro della comunità Hopi impegnato nelle lotte per la difesa dell’acqua, la più importante risorsa della tribù.
Poi l’immobilità dei deserti dell’Arizona e infine a Tucson, l’incontro con un’altra tribù, questa volta di tipo metropolitano, i Low Rider, gruppi ispanici che trovano nei car club il modo per esprimere il loro orgoglio e la loro identità messicana. La storia di Alejandro Villa, membro dei Duke’s di Tucson ed ex-capo della gang del Barrio Central, è un esempio della cultura dei messicano-americani negli Stati Uniti di oggi.
Il viaggio prosegue tra le meraviglie del Grand Canyon e della Monument Valley, deserti incantevoli e terre di miraggi, passando per Albuquerque. Qui l’incontro con Joel-Peter Witkin, fotografo visionario, il lato oscuro del New Mexico; l’espressione inquietante delle ossessioni freudiane dell’amore e della morte.
Ad Amboy, California, a tre ore da Los Angeles, il Roy’s Café, un vecchio bar con annesso Motel in stile anni ’50 diventato luogo di location per film cult e poi il Joshua Tree Park.
Dopo la scoperta di finte Ghost Town, le città minerarie diventate oggi meta turistica, e il passaggio in città-spettacolo sulla vecchia Route 66, finalmente una vera città western: Cowtown Keeylocko.
Cowtown Keeylocko ha un unico abitante: Ed, un vero cowboy nero a metà tra il protagonista di uno spaghetti-western di Sergio Leone e un personaggio dei film di Tarantino.

 

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