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STRADE BLU E' UN VIAGGIO NELLA PROVINCIA AMERICANA LUNGO LE STRADE SECONDARIE CHE NELLE VECCHIE CARTINE DEGLI ANNI '50 ERANO COLORATE DI BLU; COME HEAT-MOON HA SCRITTO NEL SUO LIBRO, "UNO SPAZIO DOVE L'UOMO PUò PERDERSI".
PRIMA DELLA COSTRUZIONE DELLE GRANDI INTERSTATE E HIGHWAY AMERICANE,LE VIE DI COMUNICAZIONE NEGLI STATI UNITI ERANO
LA ROUTE 66 - LA MOTHER ROAD - E LE STRADE SECONDARIE, LE STRADE BLU APPUNTO.PERCORRENDOLE OGGI E' POSSIBILE RAGGIUNGERE IL CUORE DELL'AMERICA.E PER COMPRENDERE L'AMERICAN WAY OF LIFE NIENTE E' MEGLIO DI UN VIAGGIO IN QUELLA PROVINCIA INFINITA IN CUI "LO SPAZIO DA' UNA SORTA DI DIGNITA' PERFINO ALLO SQUALLORE", COME SCRIVE BAUDRILLARD.
STRADE BLU E' L'ESPRESSIONE DEL PROFONDO RAPPORTO CHE LEGA L'UOMO AL PAESAGGIO; UNA SORTA DI ELOGIO DELLA LENTEZZA NELL'EPOCA FRENETICA DELLA GLOBALIZZAZIONE.
IL PAESE PIU' MODERNO E RICCO DEL MONDO HA UN CUORE PRIMITIVO E SELVAGGIO.
STRADE BLU IL RACCONTO DI UN VIAGGIO TESO A RACCOGLIERE E AD ASCOLTARE STORIE DI UOMINI E DI LUOGHI
Il
primo dei quattro film esplora le strade e i luoghi del Midwest, in particolare
lo stato dell’Illinois. Il primo incontro avviene con Penny e Martin
Davidsmeier, una coppia di farmer a Beardstown, Illinois. Siamo
vicinissimi ai luoghi dei romanzi di Mark Twain.
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Il
secondo episodio di Strade Blu (presentato alla 59° Mostra
Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia) si sviluppa lungo le strade
del sud, in particolare nelle zone rurali del Mississippi, del Tennessee e
dell’Alabama, per concludersi in Louisiana.
E’ un viaggio nell’America rurale, immobile come mezzo secolo fa; un viaggio
nella terra delle radici del blues, nella storia dei conflitti razziali e nella
progressiva affermazione dell’identità Cajun in Louisiana.
Il primo incontro è con Robert Belfour, un bluesman di Memphis, Tennessee; un
autodidatta che con le note della chitarra e la sua voce struggente fa rivivere
i sentimenti del popolo nero americano.
Poi la "visita" al Lorraine Motel di Memphis, luogo in cui il leader
del movimento nero, Martin Luther King, fu assassinato nel ’68. A pochi passi
dal luogo che pose fine a un sogno, due storie di "gente
comune", due neri che esprimono le contrapposte filosofie sul rapporto tra
i bianchi e i neri: l’integrazione a tutti i costi o la definitiva separazione
come unica possibilità di convivenza.
Il viaggio prosegue nel "triangolo" Selma-Birmingham-Montgomery,
epicentro delle lotte del Black Power dove l’irrisolta questione razziale
continua ad essere viva e scottante. Qui, l’incontro con un vecchio fotografo,
Chris McNair - testimone attraverso le sue fotografie dei conflitti razziali
dell’Alabama e dei disordini di Birmingham – che con commozione racconta
l’attentato alla chiesa della città in cui, nel 1963, perse la vita la sua
bambina.
La visita in un barber shop nel quartiere dei Civil Rights di Birmingham
in cui piccoli bambini si prestano al rituale del taglio dei capelli del sabato
mattina e l’incontro con lo straordinario Tommy "The Bookie", una
specie di boss del gambling di Birmingham. La visita al casinò illegale
e l’incontro con i goodfellas, i suoi ragazzi, ci offre uno spaccato di
questo straordinario stato del Sud degli Stati Uniti.
Il viaggio prosegue verso Est, attraverso la Louisiana, la terra in cui i
discendenti acadiani della Nuova Scozia si insediarono nella metà del
diciottesimo secolo. Una storia di resistenza culturale, di riappropriazione
della propria identità e della propria lingua, il francese, nelle parole e nei
suoni del violino cajun di Hadley Castille. Poi una diretta radiofonica nella
terra del cajun style, nei caldi pomeriggi del sud
tra
gli alligatori nei bayou e le umide notti delle infide paludi della Louisiana.
E a Eunice la fine del viaggio, nel corso di una jam session nel
Municipio del paese: come accade ogni primo lunedì del mese, un gruppo di
vecchi musicisti suona e canta in lingua francese con orgoglio e passione.
Un esempio di resistenza culturale e di riaffermazione delle proprie origini in
un mondo irrimediabilmente omologato.
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Il terzo film percorre le strade dell’altra America attraverso lo stato
del Texas e del New Mexico.
Ad Orange, Texas, al confine con la Louisiana, un cartello posto davanti alla
chiesa Starlight, con la frase del reverendo E. B. Lindsey, appare come
una chiara anticipazione dello spirito del West: "God is like Coca Cola,
He’s the Real Thing".
Dopo tre giorni di praterie e ranch, lo spostamento verso il Western Texas,
con le sue lunghe strade, le linee infinite di pali elettrici, le pompe e i
pozzi petroliferi sparsi nell’estesa campagna e immersi nel grigio e
nell’odore pungente del petrolio. Poi l’incontro con la scena musicale di
Austin, oggi una delle capitali della musica americana, un mix di Tex-Mex e
Cojunto, già in odore di Mexico.
E qui la storia della Supernatural Family Band di Tommy Hancock, una sorta di
vecchio hippie che da quasi mezzo secolo gira nel West con la sua famiglia di
musicisti. Tommy è oggi la sintesi tra il pensiero hippie e la filosofia zen:
è diventato un two steps dancer, come racconta nel suo libro "Lo
Zen o l’arte di ballare il two steps".
Dalla sesta strada, il cuore della musica di Austin, ai margini di una
strada di San Antonio: il racconto di un coach latino, un emarginato
dalla società che vive una nuova vita: in un garage-palestra pratica il
programma di riabilitazione Tre B (Bible, Books, Boxing) grazie al
quale forse nasceranno i futuri campioni di boxe di lingua ispanica. Un modo
possibile per emergere dalla povertà e dal sottosviluppo.
A San Antonio l’incontro con uno dei tantissimi proprietari di Pawn Shop della
città, i Banchi dei Pegni, luoghi in cui è possibile trovare di tutto, dai
fucili alle pistole fino alle gambe di legno, impegnate il venerdì per
una serata di divertimento.
E poi Jim Lehmberg, venditore di armi nella piccola cittadina di Mason, Texas:
un giovane cresciuto con il mito delle guns and rifles; un esempio di
filosofia di vita basata sull’affermazione della proprietà privata e delle
armi come unico strumento di autodifesa.
In Texas – come nel resto del West – le infinite distanze ridisegnano e
ridefiniscono i rapporti tra le persone.
Il viaggio lungo le Strade Blu prosegue verso Ovest, e qui le strade
diventano lunghe e diritte. Il cielo cambia colore, la natura diventa selvaggia.
Si raggiunge il New Mexico, terra di esperimenti nucleari, di straordinarie
bellezze naturali e di contraddizioni: il White Sands, il deserto lunare abitato
da lucertole azzurre e il Trinity Site, luogo del primo test nucleare,
sono due facce dello stesso paesaggio.
E poi Alamogordo e Los Alamos, luogo in cui gli scienziati di tutto il mondo
progettarono la bomba atomica. Qui l’incontro al Black Hole, il buco nero, con
Ed Grothus, ex-tecnico del National Laboratory, memoria critica di Los Alamos e
oggi grande attivista antinucleare.
Poi, "nel mezzo del nulla", l’apparizione di Roswell, New Mexico,
luogo senza storia diventato famoso per il presunto avvistamento e atterraggio
di un UFO con a bordo quattro extraterrestri: "l’incidente di Roswell"
del ’47. Il Museo cittadino dedicato agli UFO ha determinato un cambiamento
radicale dell’economia della città: forza della vocazione al marketing del
popolo americano.
Roswell – una una sorta di Disneyland nel luogo con la più alta
concentrazione di esperimenti militari della nazione e forse del mondo – di
notte si trasforma in un surreale mondo popolato da extraterrestri.
Fine del viaggio a El Paso, a sud del New Mexico, ultima città del Western
Texas lungo il confine con il Messico. Con un ufficiale della Border Patrol, la
polizia di confine, si percorre in un’auto corazzata la lunga recinzione
attraverso cui ogni anno centinaia di messicani tentano di abbandonare l’inferno
di Ciudad Juarez in Messico per raggiungere il paradiso americano.
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L’ultimo episodio del viaggio lungo le Strade Blu, ci
conduce attraverso i territori del New Mexico e dell’Arizona e si conclude in
California.
Il New Mexico è la terra delle riserve di antiche tribù indiane, diventate
ricche – per una legge federale del ’94 – grazie alla gestione dei Casinò.
Randy Padilla, giovane manager dei Casinò Cities of Gold a Pojoaque
Pueblo nella riserva indiana non lontano da Santa Fe, New Mexico, racconta di
come la piccola tribù a cui appartiene sia diventata importante e politicamente
potente per la ricchezza accumulata.
A Polacca, in piena riserva degli Hopi in Arizona, l’altra faccia della
condizione dei Nativi Americani: i villaggi degli Hopi, la tribù forse più
antica. Gli Hopi –chiamati dai Navajo in modo dispregiativo "Hopeless",
senza speranza – appaiono poveri e diseredati; le loro case, più simili a
baracche, sono grigie e permanentemente avvolte da tempeste di sabbia. Qui,
l’intenso racconto di Secakuku, Piede Giallo, capo tribù di Second Mesa,
depositario della cultura orale del popolo Hopi, profondamente legato alla terra
e alla natura, e quello di Wookotaga, Grande Cervo, giovane membro della comunità
Hopi impegnato nelle lotte per la difesa dell’acqua, la più importante
risorsa della tribù.
Poi l’immobilità dei deserti dell’Arizona e infine a Tucson, l’incontro
con un’altra tribù, questa volta di tipo metropolitano, i Low Rider,
gruppi ispanici che trovano nei car club il modo per esprimere il
loro orgoglio e la loro identità messicana. La storia di Alejandro Villa,
membro dei Duke’s di Tucson ed ex-capo della gang del Barrio Central,
è un esempio della cultura dei messicano-americani negli Stati Uniti di oggi.
Il viaggio prosegue tra le meraviglie del Grand Canyon e della Monument Valley,
deserti incantevoli e terre di miraggi, passando per Albuquerque. Qui
l’incontro con Joel-Peter Witkin, fotografo visionario, il lato oscuro del New
Mexico; l’espressione inquietante delle ossessioni freudiane dell’amore e
della morte.
Ad Amboy, California, a tre ore da Los Angeles, il Roy’s Café, un vecchio bar
con annesso Motel in stile anni ’50 diventato luogo di location per film cult
e poi il Joshua Tree Park.
Dopo la scoperta di finte Ghost Town, le città minerarie diventate oggi meta
turistica, e il passaggio in città-spettacolo sulla vecchia Route 66,
finalmente una vera città western: Cowtown Keeylocko.
Cowtown Keeylocko ha un unico abitante: Ed, un vero cowboy nero a metà tra il
protagonista di uno spaghetti-western di Sergio Leone e un personaggio dei film
di Tarantino.