COME
ARRIVARE
Molti turisti arrivano negli USA con voli internazionali; la concorrenza e la
grande offerta permettono quasi sempre di trovare biglietti molto convenienti. I
principali aeroporti internazionali sono: Boston, New York, Washington, Miami,
Chicago, Dallas-Fort Worth, Houston, Atlanta, Denver, Seattle, San Francisco e
Los Angeles. Da questi aeroporti partono comode coincidenze per centinaia di
destinazioni nazionali. Le mille e mille tasse di partenza e di arrivo
dovrebbero essere incluse nel biglietto, ma se l'avete comprato fuori degli USA
a volte non sono comprese le locali tasse aeroportuali. Al confine con Canada e
Messico ci sono moltissimi valichi di frontiera.
Trasporti interni: Grazie all'alto numero di linee aeree nazionali e alla
concorrenza spietata, viaggiare sulle rotte più frequentate a volte costa
veramente poco; per le destinazioni meno richieste, invece, in alcuni casi si
spende parecchio. Nonostante il ruolo fondamentale che le ferrovie hanno avuto
nella storia degli USA, viaggiare in treno può essere particolarmente scomodo e
poco pratico, realtà che si scontra fortemente con il mito americano della
ferrovia. I prezzi dei biglietti non sono fissi, ma in generale prima si
prenota, meno si spende. La rete degli autobus Greyhound è fitta e raggiunge, a
prezzi accessibili, quasi tutte le destinazioni; viaggiare in autobus vi
permetterà, inoltre, di conoscere gli unici 35 americani che non hanno la
macchina.
L'America vive del mito dell'automobile, non è strano quindi che appena
raggiunta l'età per prendere la patente tutti si comprino la macchina e la
usino anche per spostarsi di pochi metri. Chiunque conosca i road movie
americani, sa sicuramente che le highways non sono solamente un modo comodo per
coprire lunghe distanze, ma sono soprattutto luoghi pieni di immagini mitiche.
Viaggiare sulla Route 66, per esempio, non significa semplicemente spostarsi da
Chicago a Los Angeles: si tratta piuttosto di un pellegrinaggio lungo la 'strada
madre', che ha il potere di rappresentare e di evocare l'espansione verso ovest,
gli esuli del Dust Bowl (la regione delle Grandi Pianure divenuta desertica
negli anni '30) e ovviamente la voce di Nat King Cole.
L'onnipresenza delle automobili spesso si traduce nell'insufficienza dei
trasporti pubblici, ma sappiate che gli americani, piuttosto rilassati o
distratti nei confronti dei loro veicoli, lasciano tranquillamente le chiavi
attaccate, dandovi la possibilità di prendere in prestito quattro ruote, quando
vi trovate lontani da casa in un posto dove non ci sono autobus. Moltissime sono
le agenzie di autonoleggio, che non costano neanche troppo, ma le più grosse
noleggiano solamente a chi ha almeno 25 anni. Il sistema del drive-away (che non
significa 'prendi la macchina e scappa') permette di non spendere, poiché si
unisce l'esigenza di portare l'automobile in un posto lontano e il desiderio di
qualcuno di andare nella stessa destinazione; quindi se bisogna consegnare
l'auto nel posto in cui volete andare, vi danno l'assicurazione, le chiavi della
macchina e la data fissa di consegna.
Nelle zone rurali i trasporti pubblici sono a volte quasi inesistenti, a causa
dell'alto numero di auto private. Nelle grandi città, invece, ci si muove
spesso con i mezzi pubblici, anzi, prendere la metropolitana a New York, o l'El
a Chicago o ancora i cable car a San Francisco è un'imperdibile esperienza di
vita americana, un po' come per il double-decker a Londra. Negli ultimi anni sta
aumentando il numero di chi preferisce spostarsi in bicicletta, soprattutto
nelle cittadine, dove le strade sono in buone condizioni, il fisico degli
abitanti è prestante e gli automobilisti non guidano come pazzi. Camminare a
piedi è considerato un'attività molto poco americana, a meno che non lo
facciate sui sentieri tracciati dei parchi nazionali.
La benzina e' molto meno cara che in Italia. Considerate che un gallone di GAS (
come la chiamano gli americani ) sono circa meno di 4 litri e costa mediamente 2
dollari