Compleanno a New York
Un racconto di Silvia
Inizio del viaggio verso la Big Apple!
Voli: ore 07.35 da Bologna - arrivo al Charles de Gaulle di Parigi ore 10.00
ore 10.30 da Parigi - arrivo al JFK di New York ore 12.35 (18.35 Italia)
Prassi doganali per la denuncia dello smarrimento dei due bagagli (iniziamo
bene, eh? ) come si sospettava, data la coincidenza in un tempo limitato tra i
due voli.
Trasferimento dal JFK, prendendo l’AirTrain, direzione Sutphin Blvd, la linea E,
diretta a Queen Plaza, e la linea R diretta a 49th Street a Times Square.
Arrivo ore 17 circa al “The Portland Hotel”, nella 47 th Street tra la 6 th e la
7 th Avenue, camera 237 con vista sulla 47th. Hotel modesto, pulito, essenziale
e in posizione ottima tra Times Square e Rockfeller Center.
Cena da Charlie’s a base di hamburger e patatine (chicken grilled, potato and
salad).
Prima e dopo cena a spasso per Times Square, dove si è rapiti dalle innumerevoli
luci e dai pannelli pubblicitari appesi nei grattacieli, dalle insegne luminose
degli spettacoli di Broadway, dalla moltitudine di gente, dalla smania di
trovare angoli particolari da fotografare. Abbiamo girato fino alla New York
Public Library, per fotografare al meglio il Chrysler Building e l’Empire State
Bulding illuminati rispettivamente il primo di luci bianche, il secondo di rosso
con cima gialla!
Visita di alcuni negozi lungo Times Square, come Toy’s, negozio di giocattoli
più grande al mondo, con una ruota panoramica al suo interno. Bellissimo, con le
costruzioni della Statua, dell’Empire e di altro con i tantissimi piccoli pezzi
della Lego, e con una realistica ricostruzione di un dinosauro animato!
Entrati da Footlooker, con tantissime scarpe ma tanta gente e un po’ di
menefreghismo dei commessi un po’ sbadati!
Tanti altri locali visti da fuori, come Virgin, Planet Hollywood, Hard Rock Cafè,
Bubba Gump,….
E’ stata l’unica sera molto fredda, forse perché non eravamo abituati al clima e
anche perché i giorni precedenti non era stato bel tempo ma nuvoloso.
In tutti i giorni successivi, il tempo ci ha regalato sempre cielo azzurro e
sole splendente, ottimo per visitare la città!
Alle ore 02.00 passaggio dall’ora solare all’ora legale (lancette un’ora
indietro!)
Domenica 30/10/2005:
Al mattino partenza per il quartiere di Harlem. E’ un quartiere esclusivamente
di neri, un po’ degradato, con angoli in cui si nota di più la povertà e la vita
più umile di Manhattan. E’ un posto però tranquillo dove i turisti possono
girare inosservati senza problemi con la gente del posto.
Abbiamo passeggiato per le strade di Harlem, prima visita alla Columbia
Universiy, deserta visto che era domenica, con la Low Library: fondata nel 1754,
è una scuola dell’Ivy League nota per le facoltà di legge, medicina,
giornalismo, da cui sono usciti in passato celebri premi Nobel; visita poi del
Columbus Circle con la statua marmorea di Cristoforo Colombo e l’ingresso del
Central Park, dove alcuni atleti già si allenavano per la maratona del 6
novembre.
Visita dall’esterno di Sylvia’s, ristorante soul più conosciuto, con brunch
domenicale accompagnato da canti gospel.
Aspettando su una panchina in tipici campi da basket, alle 11.00 è iniziata la
cerimonia workship con canti gospel al Metropolitan Baptist Church (125th
Street). Un pastore, accompagnato da una ventina di coristi tipicamente vestiti
in tonaca nera e bianca (oltre ai suonatori di pianoforte, di chitarra e anche
batteria!) ha celebrato la Messa leggendo, o facendo leggere a bimbi eleganti,
brani della Sacra Bibbia e preghiere, sempre seguito da pubblico con le
esclamazioni Amen (I-men), Ya, Oh yes e applausi. La cerimonia è unita dai tanti
canti gospel, lenti e melodiosi, ma anche ritmati da seguire battendo le mani a
ritmo insieme a loro. Verso la fine, il pastore ha benedetto i turisti presenti
che a turno si sono presentati in piedi al microfono. Era meglio io non parlassi
visto che mi sono emozionata ed impappinata, ma la mia presentazione è stata:
“Hello, my name is Silvia, I’m from Italy, I’m very happy to be here with you in
this day, thank you!”
Al rientro, passeggiando per Harlem, abbiamo visto l’enorme fila di ragazzi,
rigorosamente di colore, che aspettavano di entrare all’Apollo Theater per uno
spettacolo in memoria di Bob Marley.
Pranzo vicino Central Park, all’Europe Caffè, con chicken grilled e salad.
Al pomeriggio visita del Central Park. All’ingresso ci siamo fatti portare con
una specie di riscio’ al centro LotboatHouse. Da lì abbiamo proseguito
passeggiando per i viali alberati tinti dei colori dell’autunno fino al
Belvedere Castle, al parco The Great Lawn, pieno di gente che si riposava al
sole o giocava a baseball, a football americano, a pallone, a freesby.
Verso sud, camminata al The Lake, con tante barchette, un paesaggio rilassante
sotto le punte dei grattacieli e il tramonto che si avvicinava; veduta del
BowBridge e arrivo alla Bethesda Fountain and Terrace, al parco Sheep Meadon e a
una festa in maschera e pattini a rotelle in piena atmosfera halloween lungo The
Mall.
Al rientro, partenza in taxi in aeroporto per ritirare la mia valigia.
Serata in camera per riposo e delusione per la valigia di Roberto…dov’è???
Lunedì 31/10/2005:
Al mattino partenza per Battery Park, fila per comprare i biglietti per la
Statua della Libertà, che non abbiamo visitato visto la fila troppo lunga.
Abbiamo optato per iniziare il giro per Downtown, partendo da Castle Clinton,
dove si comprano i biglietti per la statua. Abbiamo visto la Sphere, scultura di
ferro ora ammaccata, in memoria della tragedia del 11/09/2001, un tempo situata
al centro della piazza del WTC; il World Financial Center, centro finanziario di
4 palazzi ciascuno con un tetto con una sua forma geometrica, nel cui cuore si
trova l’atrio, il Winter Garden, un’area pubblica in vetro adornato di 16 alte
palme tropicali; veduta dalla piattaforma nota come Ground Zero, dove un tempo
c’erano le Torri Gemelle del WTC, con il tempo il perimetro va stringendosi man
mano che gli edifici vengono ristrutturati; non ci si rende conto della
drammaticità della situazione semplicemente guardando il perimentro spianato del
Ground Zero, ma considerando che uno tra i più alti grattacieli presenti è la
metà di quello che 4 anni fa erano le torri; visita della vicina S.Paul’s Church,
con concerto di pianoforte in beneficenza e commuoventi pareti addobbate in
memoria del 11/09, con peluche, foto, preghiere, manifesti, cappellini,
magliette, ecc…; visita rapida a Century 21, un negozio di abiti firmati a
prezzo scontato, entrati e usciti per la gran folla, impraticabili gli
acquisti!; camminata lungo le strette strade di Wall Street, osservando
dall’esterno la Federal Reserve Bank, la New York Stock Exchange, ossia la borsa
di New York dove si distinguono fuori i traders o brokers dalle giacchette
colorate; entrata alla Trinity Church, all’esterno addobbata con fili stile
ragnatela, palloncini, fiocchi, tutto in tema halloween.
Pranzo al Mc’Donalds. Al pomeriggio passeggiata per le strade del financial
district e foto al Toro, simbolo del rialzo in borsa, a Bowling Green.
Alle ore 19.30 siamo pronti per andare al Greenwich Village per la parata di
Halloween. Migliaia di persone, molte delle quali mascherate, erano presenti
lungo la 6 th Avenue dove avveniva la parata, partendo dalla SpringStreet fino
alla 23 th Street. Per ore bellissime maschere e costumi hanno sfilato
ininterrottamente in modo divertente e carnevalesco. Gli americani hanno davvero
molta fantasia!
Cena in un locale spagnolo, il Matador, a base di scampi buonissimi, carne per
Robi e un vassoio di olive miste. Dopo cena, birra e patatine (anche se io
volevo degli snack, tipo peanuts o chips! Ma non sapevano che fossero…com’è
possibile? ) al Partage, guardando le tante maschere che ancora passavano per
strada. Nel Village, in cui la strada principale è Christopher Street, c’è una
buona parte della comunità gay di New York, basti entrare nei negozi di ogni
genere, nei bar, nei ristoranti, dove tutto è normale e non dà scandalo.
Martedì 01/11/2005:
Al mattino partenza per Battery Park e alle 10 circa imbarco per la Statua della
Libertà, questa volta senza trovare molta fila!
Dal traghetto si ha la veduta di Downtown mentre si allontana coi suoi maestosi
grattacieli e la veduta della Statua della Libertà che si avvicina, prima dal
suo lato sinistro, poi centrale, poi lato destro. Ogni lato è buono per scattare
tante foto e per ammirare la tanto nota Statua. Scesi dal traghetto, andiamo
sotto la statua ma non saliamo ai suoi piedi perché si necessita di biglietti
particolari.
La statua è bellissima, alta 93 metri, dominante la baia con Downtown in
lontananza e l’odore di mare e il volo dei gabbiani alle spalle.
Con il traghetto successivo ci spostiamo a Ellis Island, l’isola vicina dove gli
immigrati venivano accolti e smistati fino al 1954; venivano accettati o
rifiutati e rimpatriati. L’edificio ha all’interno la sala d’arrivo, la stanza
dei bagagli, le stanze per le visite mediche, per i controlli psichici, per la
detenzione, le sale d’attesa per il lasciapassare, i dormitori lungo squallidi
corridoi e tante altre stanze.
All’esterno l’American Immigrant Wall of Honor è il piu grande muro di nomi al
mondo; da questa isola il panorama su Downtown è ancora più bello e dai suoi
tranquilli giardini esterni si ha la possibilità di sostare un po’ e scattare
bellissime foto paesaggistiche.
Traghetto di rientro a New York ore 13 circa.
Pranzo in un Guy and Gattern con panini molto cattivi e un risotto
insignificante!
Pomeriggio visita di MidTown, in particolare del General Post Office, dove
abbiamo comprato i biglietti per le nostre cartoline, il Madison Square Garden,
ma solo dall’esterno con i suoi pannelli e nella hall interna con le tante foto
di personaggi famosi, da sportivi a politici; i tour guidati erano terminati da
meno di mezz’ora .
Entrati ed usciti dal grande magazzino più vasto al mondo, grande quanto
un’isolato intero, Macy.
Verso le 17 siamo entrati all’Empire State Building, edificio del 1929 alto 381
metri; con nostra sorpresa, non c’era molta gente e abbiamo fatto un minimo di
fila per salire, con ascensori, prima al 30° e poi al 86° piano del grattacielo.
La veduta è mozzafiato, la luce del sole fioca, il tramonto regalava striature
rosa verso Downtown; gli ultimi spiragli di luce hanno poi dato spazio alle
migliaia di luci dei grattacieli, ponti, edifici creando una scenario unico mai
visto! Il nord di Manhattan era illuminato dai tanti grattacieli soprattutto di
Times Square, di Rockfeller Center e del Chrysler Building; la parte sud era
affascinante per la veduta famosa dei grattacieli di Downtown, dove un tempo
trionfavano per altezza e maestosità le Torri Gemelle.
Serata senza cena, la stanchezza ha preso il sopravvento!
Mercoledì 02/11/2005:
29° Compleanno di Silvia!
Colazione con un grande Muffy.
Al mattino visita a Midtown East, partendo da Rockfeller Center. E’ un complesso
di 19 edifici, tra cui Radio City Music Hall, con i famosi soldatini colorati in
cima al terrazzo. E’ anche presente la sede della NBC dove trasmettono in
diretta le trasmissioni televisive e si osserva dal fuori l’interno dello studio
televisivo, con il piccolo set e le tantissime luci e strumentazioni che ci
stanno dietro. Al centro del complesso c’è Rockfeller Plaza, con la statua d’oro
di Prometeo che si affaccia sulla pista di pattinaggio sul ghiaccio.
Visita del Grand Terminal Station, la stazione di New York con il suo famoso
orologio rotondo al centro della sala principale.
Ingresso al Chrysler Building, dove non si può salire, ma ammirare la lussuosa
hall, l’architettura esterna e la sua scintillante sommità, con la guglia a
corona.
Pranzo con pretzel e hotdog presi all’angolo di una strada.
Al pomeriggio tour guidato al Palazzo dell’ONU, circondato dalle bandiere dei
188 paesi aderenti; tour molto interessante per conoscere la storia delle
Nazioni Unite, le attuali attività e visitare le varie sale riunioni dove si
riuniscono i rappresentanti dei tanti paesi, quali il Consiglio di Sicurezza e
l’Assemblea Generale. L’ONU è in terra neutra, quindi con proprie stampe e
francobolli, un’occasione per Robi per comprare altri pezzi da collezione e per
spedire una cartolina da terra neutra!
All’esterno visita del giardino e delle statue donate da vari paesi, come la
pistola della non violenza del Lussemburgo e il globo donato dall’Italia.
Ingresso al Trump Tower, un alto edificio per appartenenti e uffici, dove è
possibile ammirare solo l’atrio e i primi piani. All’interno l’area pubblica è
caratterizzata da marmi rosa, una cascata e specchi; gli altri piani sono
riservati ad esempio come appartamenti per personaggi famosi quali Michael
Jackson e Madonna.
St. Patrick Cathedral è la più grande chiesa cattolica in Usa; al suo interno
tante cappelle, la più famosa Lady Chapel, e altre dedicate a vari santi, tra
cui S.Antonio da Padova. Non fotografabile, è la statua de La Pietà, con la
Madonna e Gesù morto in grembo, di Partridge e molto belli i rosoni e il grande
organo centrale.
Passeggiata nei dintorni lungo la 5 th Avenue e la Madison Avenue e giro
all’interno dei negozi più divertenti o sorprendenti, come NBA Store, con maglie
firmate dei migliori giocatori di pallacanestro a 2000$, giochi di
pallacanestro, gadget di ogni tipo, abbigliamenti per tutti; la Nike Store,
anche se la Nike è presente ovunque, Disney Store, dove sia bimbi che adulti si
perdono tra migliaia di pupazzi, gadget, dolciumi, giocattoli,…; la FAO Schwartz,
negozio per bimbi, molto più contenuto e serio rispetto agli altri negozi di
giocattoli; Comics, negozio di fumetti di ogni tipo; American Girl Caffè,
negozio per bambole, dove vestirle, abbellirle, tagliargli i capelli e dove è
possibile comprare vestiti abbinati per bambole e bambine; Tiffany, la
gioielleria più conosciuta al mondo, con gioielli niente male, magari un po’
cari!
Cena al Greenwich Village, in un locale semplice, in legno, a base di chicken
and potato. Cena di compleanno di Silvia, durante la quale ha ricevuto il
bellissimo, inaspettato e commuovente regalo da parte di Roberto! Ti amo!
Dopo cena proseguimento della serata al Smalls, un locale piccolissimo, buio,
tipico newyorkese degli anni passati, dove suonano gruppetti di musica jazz,
quella sera suonava un gruppo abbastanza bravo formato da quattro componenti
rispettivamente per pianoforte, batteria, violone, chitarra.
Giovedì 03/11/2005:
Colazione continentale in un bar nell’Upper West Side, a base di pane tostato,
brioche, marmellata e succo.
Mattinata trascorsa all’interno del American Museum of Natural Hystory, dove
abbiamo ammirato le varie stanze in tema per epoca storica, per area geografica,
le sezioni degli animali delle varie aree geografiche, la sezione dei minerali,
la sezione spaziale con grossi pezzi di meteoriti e infine la sezione dei
dinosauri, quella più affascinante. Prima di questa sezione, all’una circa,
siamo entrati nella sala d’attesa per lo spettacolo “Passaporto per l’universo”
al Planetario. Tra le tante persone in attesa era presente anche lo stilista
Giorgio Armani, con un gruppo di italiani, incontrato anche precedentemente
davanti alla grande sequoia e ad un esemplare gigante di zanzara mosquito della
malaria!
Arrivo verso le 14 a Chinatown. Pranzo in un ristorante cinese, a base di
risotto alla cantonese e pollo in salsa agrodolce.
Passeggiata per il quartiere, per la strada principale Canal Street e altre, in
cui tutto è rigorosamente scritto in cinese e americano ma dove è presente
esclusivamente gente di razza asiatica. Tanti banconi di carne e di pesce, dove
si vendono granchi ancora vivi e aragoste enormi! Visita al Columbus Park, dove
gli anziani giocano a dama cinese e i bimbi giocano sulle giostre, tutto
asfaltato, anche se dovrebbe essere un “Park” .
Vicino, e quasi inglobata, a Chinatown c’è Little Italy, piccolo quartiere
italiano, di cui è rimasto ben poco, ma quel che si trova è pur sempre
affascinante, dalle strade già addobbate con le stelle natalizie, dalle tante
insegne di ristoranti e negozi con nomi italiani, dai pali ai cassonetti
pitturati con i tre colori nazionali. Mulberry Street è una delle sue strade
principali, addobbata secondo le nostre tradizioni.
Shopping in un negozio di souvenir; casualmente abbiamo incontrato i negozi
della NYPD e FDNY, per shopping di magliette.
Serata al Richard Rodger’s Theater per il Musical “Mouving’Out”. Bellissimo
musical narrato dalle danze di abili ballerini e cantato con i brani di Billie
Joe da un’orchestra posizionata in un secondo palchetto rialzato. Nessun costume
particolare, abbigliamento casual e americano degli anni ’60, ma la bravura di
tutti i ballerini, soprattutto dei protagonisti principali era stupefacente.
Dopo il Musical ci siamo addentrati all’interno del Marriot Hotel, per
curiosità, e siamo arrivati al 30° piano senza nemmeno accorgercene insieme agli
altri clienti dell’hotel. Era il caso di scendere ed uscire, ma che ascensori
fenomenali!
Cena al Mc’Donalds e passeggiata per Times Square, con visita dell’ESPN Cafè,
dove si può assistere in diretta a tanti eventi sportivi seduti su comode
poltrone, oppure mangiare e bere nella zona bar dove sono presenti videogiochi e
passatempi.
Venerdì 04/11/2005:
Colazione da Starbucks, con biscotto al cioccolato e fetta di muffy.
Visita in giornata di Brooklyn. Arrivo e camminata in direzione del famoso
ponte. Lungo il tragitto si ammirano le case tipiche del posto, colorate,
ordinate, tutte in fila, con le classiche scalette che portano all’ingresso.
Shopping di una borsa sportiva al Brooklyn Industries.
Arrivo a pranzo davanti al ponte di Brooklyn, dove una modella posava in bikini
per farsi immortalare dai fotografi, forse per un calendario.
Lo scenario in effetti era molto bello e in quella zona siamo restati a pranzare
e a scrivere le cartoline da inviare a casa.
Nel pomeriggio siamo passati al lato opposto del ponte, sempre nel quartiere di
Brooklyn, per ammirare il famoso scenario del ponte con sfondo Downtown di
Manhattan e Seaport! Tante persone nel parco si rilassavano, si riscaldavano al
sole, ritraevano il ponte, passeggiavano.
Al pomeriggio abbiamo attraversato il ponte di Brooklyn a piedi, nella
passerella superiore alla carreggiata per le auto, impiegandoci circa 45 minuti,
considerando le varie pause per foto e per ammirare le varie vedute panoramiche
al tramonto.
Arrivati, siamo passati davanti la City Hall, il municipio di New York, e siamo
arrivati al Seaport. Navi attraccate al molo fanno parte di uno scenario unico
che unisce il porto ai grattacieli, subito alle spalle, alti e illuminati, e più
in lontananza le tanti luci del Ponte di Brooklyn. Pioneer è usata per crociere,
altre navi sono ormeggiate da tempo al molo, come Ambrose.
In Pier 17, edificio di tre piani in vetro, ci sono negozi, bar, ristoranti e
dall’ultimo piano si gode di una veduta ottima sul ponte di Brooklyn. Siamo
entrati in un negozio già addobbato per Natale, c’è da perdersi tra le tante
idee che sanno proporre, dal più classico al più moderno e spiritoso.
Cena a Seaport in un bar pub rustico, a base di hamburger e patate, locale lungo
Cannon’s Walk, un blocco di edifici dei secoli scorsi.
A sera inoltrata, siamo ritornati al lato Brooklyn per rivedere lo spettacolo
del Ponte di Brooklyn illuminato con Downtown Manhattan come
sfondo…un’esplosione di luci, di grattacieli illuminati solo attraversati dalle
luci del ponte. Nel parco tanta tranquillità, era un piacere ammirare questo
spettacolo seduti su una panchina nel parco.
Rientro a Manhattan, ultima serata dedicata alla visita di Rockfeller Plaza dove
la gente pattinava sotto lo sguardo di Prometeo illuminato. Ultimi giri a Times
Square e conoscenza di Simone, un nero della vigilanza di Times Square, nativo
del Ghana che ha vissuto 10 anni a Verona e ora lavora da 3 anni a New York.
Sabato 05/11/2005:
Colazione da Starbucks, con biscotto al cioccolato e dolce al caramello.
Check In albergo alle 12.
Al mattino visita della 5Avenue, della Madison, dei mercatini lungo la Madison.
Abbiamo scoperto negozi simpatici come Build a Bear, dove poter scegliere un
orsacchiotto e farselo gonfiare di gommapiuma a piacimento, cuoricino da
inserire incluso!
Giro per le vetrine griffate, entrando in quello stracaro giapponese e da Ugo
Boss, constatando che i prezzi sono inferiori che in Italia. Shopping di sciarpa
nel grande magazzino H&M.
Pranzo in Heaven Burger, a base di hamburger e una torre di carne bianca.
Pomeriggio per le ultime compere per il mercatino e ritiro valigie presso
l’hotel.
Partenza verso le 17.30, con il metrò e l’AirTrain, verso l’aeroporto JFK,
arrivando verso le 19 circa. Ultime compere in aeroporto, per felpa New York e
maglia DKNY.
Voli: ore 23 da New York, compagnia Air France.
…volo…
Domenica 06/11/2005:
...volo…
Arrivo a Parigi ore 13.30 (5.30 NewYork)
Volo: ore 12.55 AirFrance Parigi– Bologna ore 14.45 circa. (ritiro bagagli ok!)
BYE BYE
NEW YORK!
Un ringraziamento particolare a Silvia Bondini per la concessione del racconto