
La Valle della Morte è infatti una specie di catino, chiuso
da montagne su tutti i lati, e con una vasta pianura al centro. Durante la
salita vi consiglio di non sforzare troppo il motore. Tenetelo il più basso
possibile di giri e riducete il livello dell'aria condizionata. Se si
surriscalda il radiatore possono essere guai.
Arrivati in cima al passo - che non è mai chiuso per neve come la Nüfenen o il
gottardo - ricomincia immediatamente la discesa. Ancora qualche minuto di
pazienza, ed il vostro sguardo potrà finalmente posarsi su una vasta porzione
della Valle e sul suo fondo reso bianco dalla presenza di accumuli di sale.
Ammettiamolo: la visita della Death Valley trova fondamento d'esisttere
unicamente nel fatto che si attraversa una zona resa famosa da tanti ed
innumerevoli film, che hanno creato un mito nell'immaginario collettivo. Alcuni
miei amici - e non scherzo - avevano paura quando dissi loro che avremmo
attraversato la Valle della Morte in occasione del loro viaggio di nozze.
Malgrado ormai siano lontani i tempi in cui, nel 1849, i cercatori d'oro che si
recavano in California dovevano attraversare la Valle senza aria condizionata o
strade asfaltate e richiavano grosso di lasciarci le penne, anche tutt'oggi un
po' di buon senso è necessario.
La vostra visita alla valle della morte sarà molto istruttiva e piacevole se
terrete presente le seguenti condizioni: non si guida fuori dalle strade battute
e chiaramente marcate come tali: l'ecosistema della valle è fragile, e dubito
che sopporterebbe uno Svizzerotto che si mette a fare un po' di fuoristrada
tanto per farsi bello agli occhi dei suoi compagni di viaggio.
Mantenere i limiti di velocità nella Death Valley è più una necessità che un
obbligo. Il fondo stradale - ovvero quela striscia nera ad una corsia per
direzione che attraversa la Valle da un capo all'altro - è sempre sconnessa,
bucherellata, ondulata, irregolare... insomma, sembra la strada che dalla Gerra
porta al civico di Lugano, per intenderci. Questo per il semplice motivo che
anche l'asfalto della miglior qualità che voi possiate immaginare, sotto le
temeparture che vengono spesso raggiunte nella valle, ha qualche leggera
difficoltà a non diventare una specie di poltiglia instabile entro il
mezzogiorno di ogni santo giorno d'estate.
Anche riasfaltare la Death Valley non è un impresa delle più semplici, in
quanto si tratta di chiudere la strada al traffico su alcuni tratti, utilizzando
una percorrenza alternata da semafori... va bene, ma voi restereste fermi 15
minuti, chiusi in macchina, sotto il sole a picco, perchè in mezzo al deserto
vi siete trovati davanti un semaforo?
E poi, fattore forse ancora peggiore: ma voi andreste a stare 8 ore al giorno
sotto il sole, con temperature che raggiungono sempre i 50 gradi all'ombra, a
spandere in mezzo alla ghiaia ed alla sabbia dell'asfalto bollente, sperduti in
mezzo al nulla e senza nemmeno un po' d'ombra?! Ecco come potreste ritrovarvi!
Procedendo lungo la strada che attraversa la Valle, vi capiterà abbastanza di
frequente d'incontrare dei cartelli marroni con scritte in oro e che riportano
lo stemma in piccolo di un orso - l'orso è l'animale sombolo della California,
e comapre anche sulla bandiera - con la dicitura Historical Marc o Historical
Site. Se siete disposti a lasciare il fresco abbraccio dell'aria condizionata
per una decina di minuti, allora potete anche seguire la direzione indicata dal
cartello, ed avrete così la possibilità di ammirare i resti di alcune piccole
abitazioni rimaste lì dai tempi in cui i minatori estraevano il borace dalla
Death Valley.
Vi sono inoltre alcune passeggiate che possono essere fatte lungo la strada che
attraversa la Death Valley, ma qui la prudenza è d'obbligo per alcuni motivi
che è di vitale importanza afferrare al volo:
* Nella Death Valley soffia sempre un vento molto secco e caldo. Non vi rendete
conto che state perdendo acqua tramite la sudorazione perchè il vento vi
asciuga la pelle nell'istante stesso che il sudore sbuca dai pori della vostra
delicata pelle Svizzera. In questo modo perdete alla svelta una marea di acqua,
il che ci porta al punto due...
* Capisco che la pubblicità della gatorade è strafiga " Ogni giorno un
leone si sveglia e sà che dovra correre più veloce della gazzella. Ogni giorno
una gazzella si sveglia e sà che dovra correre più veloce del leone. Non
importa che tu sia leone o gazzella. Inizia a correre..." con una
suggestiva musica di sottofondo... il senso di questa lunghissima introduzione
è la seguente : "Ogni giorno in America un Luganese si alza e sà che dovrà
camminare più di un Bellinzonese. Ogni giorno in America un bellinzonese si
alza e sà che dovra camminare più di un Luganese. Non importa che tu sia
Luganese o Bellinzonese. Inizia a bere appena scendi dalla macchina e fallo
nell'arco di tutta la camminata".
* Un cappellino è un gadget dell'abbigliamento moderno che nella Death Valley
può risparmiarvi una marea di seccature, perchè protegge la vostra testa e
tutto ciò che essa contiene - non importa la massa o la dimensione del
contenuto - da una bella frittura di mezza estate con contorno di ricovero
ospedaliero. Stesso discorso vale per il sempre tenere addosso una maglietta (
detta T-Shirt ) onde evitare di ritrovarvi spalle e schiena fuse dal sole entro
la fine della passeggiata.
All'incirca a metà percorso si trova un luogo che ogni turista che ha
attraversato la Death Valley ricorda con un sentimento di profonda ed eterna
gratitudine, ovvero il Furnace Creek Ranch. Qui potete infatti trovare un
bar-ristorante che per pochi spiccioli vi pone davanti al naso un bicchiore
ricolmo della vostra bevanda preferita e di... ghiaccio!
Trovate anche un negozietto nello stesso posto: uno di quei tipici negozietti
americani che sembrano spuntare dal nulla e che vi offrono di tutto, comprese
taniche di acqua mineralke da cinque litri e capi di vestiario. Devo ammettere
comunque che questo negozio serve anche il campeggio che si trova all'interno
del Ranch stesso, quindi è normale che offrano anche acqua in abbondanza ed
altre cibarie e bevande assortite.
A proposito del campeggio: se vi capita di vedere della gente orribilmente
spelata a causa di un probabile colpo di sole, che sembra aggirasri senza una
meta ben precisa, allampanata e strodita, che vi guarda scendere dalla vostra
bella macchina con aria condizionata e vi rivolge sguardi d'invidia, o che parte
in direzione della propria macchina, si siede, accende il motore per una
quindicina di minuti, poi scende e riparte a piedi... signori, avete davanti uno
dei campeggiatori! Io dico: bisogna già essere cretini forti per andare a stare
in una tenda in mezzo al deserto, con 50 gradi all'ombra ogni santo giorno, ed
addirittura ancora pagare per tutto questo.