Per questo viaggio io e mio marito eravamo indecisi se fare una vacanza di solo
mare in posti tipo Cuba, Santo Domingo oppure una vacanza più itinerante. Alla
fine abbiamo scelto di andare in Florida per fare un tour con un po’ di mare.
Con il supporto di Marco di http://www.vacanzeinamerica.it,
abbiamo definito l’itinerario di viaggio e prenotato gli hotel, il volo, l’auto
e l’assicurazione. Venti giorni prima abbiamo prenotato il volo, tramitehttp://www.govolo.it,
spendendo circa 500 euro a testa compresa l’assicurazione contro l’annullamento.
Nei giorni successivi abbiamo prenotato l’auto, tramite http://www.enoleggioauto.it,
spendendo 240 euro con incluso il secondo conducente, il pieno di benzina e
l’assicurazione. Per gli hotel abbiamo prenotato tramitehttp://www.travelian.com,
spendendo 459 euro per 8 notti. L’assicurazione sanitaria l’abbiamo prenotata
qualche giorno prima, tramite http://www.viaggiaresicuri.com spendendo
93 euro.
Venerdì 24 aprile
Partiamo alle 10.45 da Malpensa con Volo Delta Airlines e atterriamo a Miami
verso le 19, dopo aver fatto uno scalo tecnico ad Atlanta. Recuperiamo i bagagli
e ci dirigiamo all’esterno dell’aeroporto per prendere la navetta della Dollar,
che ci porterà a ritirare l’auto.
Arrivati al centro noleggio ci consegnano una Ford Focus berlina di colore
rosso. Dopo aver caricato i bagagli, partiamo diretti al nostro primo hotel il
Beach Place Hotel a Miami Beach. L’hotel è posizionato nella parte nord di Miami
Beach: si tratta di una struttura spartana ma abbastanza pulita. Una volta
sistemate le borse nella nostra camera, andiamo a fare un giro in Ocean Drive.
Facciamo un po' fatica a trovare il parcheggio, sebbene siano tutti a pagamento:
con un po' di pazienza ne troviamo uno proprio di fronte alla spiaggia. Ocean
Drive è molto caratteristica con i suo palazzi in stile Art Decò tutti
illuminati e le auto d’epoca che si incontrano lungo la strada. C'è anche molto
movimento e troviamo una vasta scelta di locali e ristoranti con la musica ad
alto volume: per mangiare, scegliamo l’Atlantic Bar & Grill. Prendiamo una
bistecca di manzo e pollo con patatine e un beverone simile alla granita
siciliana che è troppo anche per due persone (costo complessivo 62$). Dopo cena,
completiamo la nostra passeggiata e torniamo in albergo a riposarci: sono circa
24 ore che non dormiamo!
Sabato 25 aprile
Ci svegliamo verso le 8 e ci dirigiamo verso la zona sud di Miami Beach dove
prendiamo la MacArthur Causeway, l’autostrada che porta nella Downtown di Miami.
Costeggiamo anche il porto dove possiamo ammirare una serie di navi da crociera
spettacolari. Dopo aver fatto un giro veloce della Downtown (il centro delle
città americane), ritorniamo a Miami Beach per iniziare a visitarla. Giriamo a
piedi la parte più a nord di Ocean Drive e ci spostiamo verso Lincoln Road che
percorriamo fino in fondo. A quel punto torniamo indietro, mangiamo in un Mc
Donald e proseguiamo la nostra passeggiata seguendo un percorso indicato sulla
nostra guida Mondadori, che attraversa prima Collins Avenue e poi Ocean Drive.
Alla fine del nostro percorso, andiamo in spiaggia per prendere un po' di sole e
riposarci un po'. Verso le 17, ci spostiamo a sud di Miami Beach e ci fermiamo
nel parco Bill Baggs State Park di Key Biscayne (biglietto d’ingresso 5$) dove
facciamo una passeggiata fino al faro e rimaniamo fino al tramonto. Prima che
venga buio, torniamo in hotel a prepararci per la serata. Decidiamo di tornare
in Lincoln Road: anche questa volta facciamo un po' fatica a trovare il
parcheggio. Ne troviamo uno proprio attaccato alla Lincoln Road e poi ci
fermiamo in un ristorante italiano a mangiare una pizza (costo complessivo 29$).
Dopo cena, completiamo il giro di locali e negozi prima di tornare in albergo.
Domenica 26 aprile
Questa mattina ci alziamo alle 7 perchè ci aspetta un viaggio di 150 miglia con
destinazione finale Key West. E' una bella giornata anche se un po' ventilata.
Le isole Keys sono tutte collegate da lunghi ponti. L'attività principale oltre
al turismo, è la pesca d'altura: in queste isole ha vissuto per diversi anni
Hernest Hemingway ed alcuni dei suoi racconti sono stati ispirati da questi
luoghi. In ogni punto lungo la costa o anche sui ponti, si trova gente che
pesca. Lungo il tragitto ci fermiamo in un caratteristico villaggio di pescatori
a Islamorada dove si trovano bancarelle, un locale ed un'agenzia che organizza
gite di pesca. Dopo un giro veloce delle bancarelle, andiamo al molo ad
osservare pellicani, gabbiani, ed alcuni pesci lunghi fino ad un metro. Alcune
persone gettano del cibo dal molo dopo di che gabbiani e pesci si scannano per
mangiarlo. Proseguiamo il nostro viaggio e ci fermiamo nella bella spiaggia di
Baja Honda. Si tratta di un parco naturale dove si trova una grande spiaggia
sabbiosa che è molto bella ma le acque sono un po' agitate. Noi ci fermiamo in
una caletta riparata, che si trova nella parte più a sud del parco dove l'acqua
è più calma e con un po' di fortuna si può vedere qualche pesce facendo
snorkeling. Passiamo in questa spiaggia circa quattro ore, dopo di che
ripartiamo per Key West dove arriviamo verso le 18. Il nostro hotel è il Days
Inn, struttura carina e pulita. Ci diamo una sistemata veloce, dopo di che
andiamo verso downtown. Troviamo un parcheggio, stranamente gratuito, vicino al
porticciolo e di fronte ad un deposito di auto della polizia. Per girare Key
West seguiamo uno dei percorsi della nostra guida Mondadori. Fin dalle prime vie
ci rendiamo conto che il posto è veramente bello. Ogni via è fiancheggiata da
casette basse fatte di assi di legno colorate. Ci sono dei locali dove si
esibiscono dei cantanti di musica Country. Dopo aver girato downtown ci
dirigiamo verso Southernmost Point attraversando il caratteristico quartiere
Bahama Village. A Southernmost Point si trova un barilotto colorato di due metri
e mezzo che indica il punto più a Sud degli Stati Uniti d’America. Ci mettiamo
in coda per fare la foto di rito dopo di che torniamo indietro, passiamo di
fronte alla casa di Hernest Hemingway e ci dirigiamo verso Mallory Square. In
questa piazza affacciata sull’oceano, ogni sera si svolge la Sunset Celebration:
ci sono bancarelle, locali e artisti di strada che si esibiscono fino al
tramonto. Quando il sole sparisce sotto la linea dell’orizzonte, è consuetudine
fare un grande applauso. Noi arriviamo giusto una mezz’oretta prima del tramonto
e ci godiamo lo spettacolo fino alla fine: c’è così tanta gente che si fa fatica
a trovare un posto sulla ringhiera vista oceano. Dopo il tramonto facciamo una
passeggiata per i locali di downtown anche per decidere dove cenare. Decidiamo
di fermarci al ristorante cubano El Meson de Pepe dove prendiamo due piatti
tipici cubani (costo 44$). Il ristorante ha una bella veranda all’aperto di
fronte alla quale c’è un piccolo palco con un gruppo che suona a ritmo di salsa:
alcune persone ne approfittano per ballare. Dopo cena torniamo alla macchina e
rientriamo in hotel.
Lunedì 27 aprile
Ci svegliamo verso le 6.00 e partiamo per visitare le Everglades. Ci svegliamo
una mezz’oretta prima del previsto perché il giorno prima avevamo letto su un
cartello luminoso che era prevista la chiusura di un tratto del ponte a partire
dalle 8. In realtà la mattina lungo la strada scopriamo leggendo meglio il
cartello, che si trattava delle 8 p.m. ovvero le 20…
Ad ogni modo la levataccia ci consente di arrivare un po’ prima all’Alligator
Farm di Florida City (costo biglietto 20$ a testa) dove possiamo osservare da
vicino coccodrilli di varie dimensioni ed età, serpenti e tartarughe. Facciamo
anche un bel giro in airboat sfrecciando a tutta velocità in mezzo alle
Everglades. Successivamente proseguiamo il viaggio in direzione di Naples sulla
statale 41 e durante il tragitto ci fermiamo a Shark Valley (costo ingresso
10$). In questa zona del parco per effettuare la visita è consigliabile
noleggiare le biciclette o fare il tour in bus. Noi optiamo per il tour in bus
(costo 16.50$ a testa) perché è un po’ tardi per girare in bicicletta. Nel tour
facciamo diversi punti sosta dove possiamo osservare alligatori, tartarughe,
pellicani, aironi e falchi pescatori. Alla fine raggiungiamo una torre di
osservazione alta 18 metri, da dove si ha una bellissima vista panoramica.
Usciti dal parco proseguiamo sulla statale 41, dove dai bordi della strada si
possono vedere moltissimi alligatori. In serata arriviamo a Naples all’hotel Red
Roof Inn & Suites, struttura pulita e posizionata appena fuori dal centro. Dopo
esserci sistemati usciamo per fare un giro per la città. Inizialmente andiamo a
Venetian Bay dove si possono ammirare le bellissime ville che si affacciano sui
canali. Successivamente andiamo nella Downtown dove passeggiamo tra le vie
eleganti e ci fermiamo a cenare al ristorante italiano Luna, dove gustiamo due
discreti piatti di pasta con parmigiana accompagnati da una bottiglia di
Cabernet del Sudafrica (costo complessivo 47$). Dopo cena rientriamo in hotel.
Martedì 28 aprile
Ci svegliamo verso le 7.30, rifacciamo un giro nella Venetian Bay per scattare
qualche foto di giorno e poi partiamo con direzione Sanibel. Lungo la strada ci
fermiamo a Fort Myers Beach per scattare qualche foto alle eleganti ville e alla
spiaggia. Arriviamo a Sanibel Island in tarda mattinata, ci fermiamo nel Visitor
Center per recuperare una cartina e chiedere informazioni. Seguendo i consigli
dell’operatore turistico, ci dirigiamo verso Bowman’s Beach dove sostiamo fino
alle 16. La spiaggia è molto bella ed è piena di conchiglie, peccato che il mare
sia un po’ mosso. Mio marito instancabile, decide di fare un giro anche nella
vicina riserva naturale J.N. Ding Darling mentre mi riposo al sole. Il parco
occupa due terzi dell’isola e si possono ammirare alligatori, procioni e varie
specie di uccelli. Dopo aver lasciato Sanibel ci spostiamo a Captiva Island
giusto per fare qualche foto: la spiaggia è molto simile alla precedente. A
questo punto andiamo a fare un po’ di shopping al Miramar Outlet vicino a Fort
Myers. Ci accorgiamo subito che i prezzi sono molto più convenienti che in
Italia, peccato che abbiamo potuto solo dedicarci qualche ora e non abbiamo
acquistato tantissimo, però contiamo di rifarci ad agosto quando ritorneremo per
visitare i parchi dell’Ovest. Verso le 21:30 arriviamo in hotel al Crestwood
suites di Fort Myers: la camera è spaziosa e pulita. Dopo esserci sistemati,
usciamo per cenare, ma purtroppo essendo molto tardi non troviamo nessun
ristorante aperto e dobbiamo accontentarci di prendere qualcosa al Burger King
(stile Mc Drive) che poi mangiamo in hotel.
Mercoledì 29 aprile
Ci svegliamo verso le 7.00 e ci dirigiamo verso Clearwater per andare a Caladesi
Island. Per arrivare sull’isola si può prendere il traghetto da Honeymoon Island
oppure direttamente da Clearwater facendo una passeggiata di circa un’ora sulla
spiaggia. Noi optiamo per la passeggiata così verso mezzogiorno parcheggiamo la
macchina il più vicino possibile all’isola, in una zona piena di villette che si
affacciano sulla spiaggia. La camminata è lunga ma piacevole: c’è una sabbia
bianchissima, l’acqua di un azzurro chiaro che fa da contrasto con il blu del
cielo. Lungo la spiaggia possiamo ammirare diverse villette caratteristiche
fatte con assi di legno dipinte con colori vivaci. L’inizio di Caladesi Island è
indicato da un cartello di legno che delimita il parco naturale che si trova
all’interno dell’isola. Proseguiamo la camminata ancora per poco poi ci fermiamo
in un punto dove facciamo il bagno e mangiamo dei panini. Se dobbiamo essere
onesti, la spiaggia più bella è quella che abbiamo attraversato a Clearwater: a
Caladesi è più stretta e meno curata però non ci sono abitazioni e l’entroterra
è selvaggio. Ad un certo punto dell’isola proseguendo la passeggiata si
raggiunge una spiaggia attrezzata con un porticciolo ed un bar, grazie al quale
abbiamo evitato di morire di sete…
Verso le 17 ci incamminiamo per tornare alla nostra auto. Prima di lasciare
Clearwater facciamo una sosta di una mezzora sul lungo pontile della spiaggia
principale dove prendiamo qualcosa da bere prima di partire per Orlando.
Verso le 20:30 arriviamo al Days Inn International: la struttura è carina e
pulita. Dopo una sistemata ed una doccia veloce, decidiamo di andare a cenare al
Red Lobster sfruttando un paio di buoni coupon da 3 $ che troviamo jn un
giornaletto dentro la camera. Ci ricordavamo di aver intravisto il ristorante
prima di arrivare in albergo ma non ricordandoci la distanza, decidiamo di
prendere l’auto. All’uscita dell’albergo ci immettiamo in una grossa strada ma
in direzione opposta rispetto al ristorante, così giriamo a sinistra in una
traversa pensando di fare il giro dell’isolato e tornare indietro. Purtroppo non
riusciamo nell’intento perché la strada che imbocchiamo ci fa entrare
direttamente in una sorta di tangenziale che ci costringe a percorrere una
decina di miglia prima di tornare all’hotel: con nostra grande sorpresa il Red
Lobster si trova circa cinquanta metri prima!
Ad ogni modo dopo la piccola disavventura, entriamo nel ristorante e mangiamo
due piatti abbondanti a base di pesce (costo complessivo 42$). Dopo cena andiamo
a fare un giro negli Universal Studios: la sera l’ingresso è gratuito e dopo una
certa ora lo è anche il parcheggio. All’interno ci sono diversi ristoranti e
locali con tante insegne luminose stile Times Square. Dopo un’oretta la
stanchezza ha il sopravvento e rientriamo in hotel.
Giovedì 30 aprile
Ci svegliamo verso le 7.30 e usciamo dalla camera. Ci dirigiamo all’auto, apro
il bagagliaio e sistemiamo le borse dopo di che chiudo il bagagliaio. Dopo
averlo chiuso mi accorgo di non avere più le chiavi dell’auto! Dopo averle
cercate inutilmente giungiamo alla conclusione che sono scivolate nel bagagliaio
senza che me ne rendessi conto. Andiamo alla reception dell’hotel, spieghiamo
l’accaduto e la signorina gentilmente ci chiama un Lock Master dicendoci che
arriverà nell’arco di mezz’ora. Dopo il panico iniziale la prendiamo sul ridere
e nell’attesa decidiamo di andare a prendere qualcosa per colazione. Dopo circa
mezz’ora arrivano i due omoni della Lock Master e in pochi secondi ci aprono la
macchina e come previsto troviamo le chiavi nel bagagliaio in un sacchetto
dell’outlet. Paghiamo i 60$ per l’intervento e ci dirigiamo finalmente verso il
parco di Blue Spring per andare a vedere i lamantini. Dopo meno di un’ora
arriviamo al parco, dove ci dicono subito che i lamantini non ci sono, perché si
possono trovare in questo parco tra novembre e fine marzo. Decidiamo di non
entrare e proseguiamo il viaggio verso Daytona. Arriviamo a Daytona Beach in
tarda mattinata e decidiamo di entrare nell’esposizione del circuito (costo
complessivo 51$). Facciamo il tour guidato in bus, assistiamo al filmato 3D di
una gara di Nascar e visitiamo le varie attrazioni all’interno. Nel pomeriggio
ci spostiamo verso la spiaggia di Daytona Beach dove si può entrare direttamente
con la macchina (ingresso 3$ dopo le 15). Dopo aver percorso un po’ di spiaggia
in auto, ci fermiamo in un punto e passiamo un paio d’ore a prendere il sole.
Nel tardo pomeriggio andiamo a Cocoa Beach dove abbiamo prenotato il
pernottamento: si tratta della località costiera più frequentata dai surfisti in
Florida. Arrivati a destinazione facciamo un breve giro in spiaggia per fare
qualche foto e poi ci fermiamo in un caratteristico locale sulla spiaggia il
Coconuts on the Beach. Ci prendiamo un Mojito accompagnato con un piatto
messicano (costo complessivo 33$). Nel locale c’è anche un gruppo che suona la
tipica musica dei gruppi Surf Rock anni ’60 (The Tornadoes, The Lively Ones,
ecc…): alcuni pezzi fanno parte delle colonne sonore del film Pulp Fiction. Dopo
cena andiamo all’hotel La Quinta Inn Cocoa Beach: la struttura è bella e la
camera è spaziosa e pulita.
Dopo esserci sistemati, facciamo un giro al negozio di surfisti Ron Jon e poi
ritorniamo in hotel.
Venerdì 1 maggio
Ci svegliamo verso le 8.00 e dopo aver fatto colazione partiamo in direzione
Kennedy Space Center vicino a Cape Canaveral. Arriviamo al complesso intorno
alle 10 e prendiamo il biglietto di ingresso base al costo di 40$ a persona. Per
prima cosa visitiamo il Giardino dei missili, poi prendiamo il bus per fare il
tour guidato. La prima tappa del tour è l’ Apollo/Saturn V Center. All’interno
assistiamo ad una simulazione di quello che accade nella stazione di controllo
prima di un lancio dello Shuttle. Dopo la simulazione, accediamo alla sala dove
è esposto uno degli esemplari del Saturn V, un razzo lungo 110 metri con un
diametro di 10 grazie al quale è stato possibile portare l’uomo sulla luna (16
luglio 1969 con la missione Apollo 11). Dopo la visita molto interessante e
spettacolare, la seconda tappa è l’LC-39 Observation Gantry. Anche in questo
caso prima ci fanno assistere ad un filmato che spiega il funzionamento delle
torri di lancio poi ci spostiamo in cima all’edificio dove c’è una vista
panoramica sulle due torri di lancio LC-39A e LC-39B. La terza tappa del tour è
l’International Space Station Center. Al suo interno si possono osservare alcuni
componenti della Stazione Spaziale Internazionale che è in orbita intorno alla
terra dal 1998 e dal 2000 è ospitata in modo continuativo da una paio di
astronauti che si alternano ogni sei mesi. La stazione è utilizzata a fini di
ricerca scientifica come avamposto permanente della presenza umana nello spazio:
una volta completata potrà ospitare 6 astronauti. Al termine della visita,
torniamo al centro dei visitatori dove assistiamo ad uno spettacolo 3D all’Imax
Theater che fa rivivere una passeggiata sulla luna. Subito dopo, andiamo allo
Shuttle Lunch Experience dove proviamo la simulazione di un lancio all’interno
dello Space Shuttle. A questo punto completiamo il giro visitando l’Astronaut
Memorial in ricordo degli astronauti morti e il Launch Status Center dove ci si
può aggiornare sulle prossime missioni. Verso le 17 usciamo dal complesso e
partiamo per ritornare a Miami. Durante il tragitto ci fermiamo per una sosta
fotografica a Palm Beach e arriviamo all’Homestead Hotel di Miami intorno alle
21.30. L’hotel è carino e pulito e si trova vicino all’aeroporto. Dopo una
sistemata e una doccia veloce, andiamo a Coconut Goove, dove facciamo una
passeggiata e ceniamo in un ristorante messicano nel centro commerciale Cocowalk
(costo complessivo 27$). Dopo cena facciamo una veloce passeggiata e rientriamo
in hotel.
Sabato 2 maggio
Ci svegliamo verso le 8.30, facciamo le valige e andiamo a riconsegnare la
macchina alla Dollar. Successivamente prendiamo la navetta che ci porta in
aeroporto. Facciamo il check-in, colazione e alle 13.37 prendiamo il primo volo
che ci porterà ad Atlanta per lo scalo. Dopo uno scalo di circa 3 ore prendiamo
il secondo volo per il rientro in Italia. Prima di partire mio marito rischia di
rimanere a terra. Infatti a causa di un problema tecnico, al momento
dell’imbarco il suo biglietto non viene accettato dal lettore ottico.
L’operatore al banco della Delta dice che c’è un problema di registrazione del
collegamento tra il volo precedente e quello attuale. Si mette a smanettare al
computer mentre il tempo passa ed un collega avvisa i ritardatari di affrettarsi
perché il gate sta per chiudere. Ci spaventiamo un po’ ma alla fine l’operatore
riesce a ristampare il biglietto. Quando mio marito arriva al portone che
delimita il tunnel verso l’aereo l’assistente di volo gli sbatte la porta in
faccia sebbene abbia il biglietto. Poco dopo arriva l’operatore della Delta in
suo soccorso così passa il biglietto sul lettore e poi sblocca la porta blindata
con il codice segreto e via libera! Arriviamo a Malpensa domenica 3 maggio alle
ore 10.05.
Spese
Oltre alle spese già citate nel racconto, possiamo dirvi che per la benzina
abbiamo speso 70$ (circa mezzo dollaro al litro), per i parcheggi 15$, per le
colazioni, le bibite e i pranzi 150$, per le autostrade 30$.
Conclusioni
La Florida ci è piaciuta molto perché ci ha permesso di conoscere un po’ meglio
gli Stati Uniti che avevamo visitato solo a New York, inoltre abbiamo potuto
fare anche un po’ di mare. In una settimana abbiamo percorso circa 1500 miglia
(equivalenti a 2415 chilometri). ll tour è stato un po’ impegnativo però le
belle spiagge, la natura e l’architettura delle località visitate ci hanno
appagato molto. Le spiagge in particolare ci hanno permesso di ritagliarci dei
momenti di relax fondamentali per ricaricare le batterie. Riguardo agli Stati
Uniti, abbiamo avuto la conferma che qui le cose sono fatte sempre più in
grande. La prima cosa che balza all’occhio sono le strade: alcune autostrade
arrivano fino a 7 corsie con l’aggiunta di due corsie d’emergenza ai due lati.
Sono impressionanti le opere d’ingegneria come i grattacieli di Miami e Orlando
oppure i ponti lunghissimi che uniscono le isole Keys per circa 150 miglia. Non
sono da meno anche le dimensioni delle auto e dei camion. Per quanto riguarda le
spiagge, la più bella è sicuramente quella di Bahia Honda, seguita da Clearwater
e dalla spiaggia di conchiglie di Sanibel. Il posto che ci è rimasto più
impresso è sicuramente Key West, un paesino di mare fatto di casette di legno
colorate molto belle con tanti locali e ristoranti dove si respira un’aria di
vacanza e di festa. Le altre città che abbiamo visitato sono molto più grandi di
Key West e per questo anche più dispersive. Tra queste, sicuramente la più bella
e la più viva è Miami. Ad Orlando abbiamo passato solo una serata ma ci ha
colpito per l'estensione del suo territorio e per la varietà di parchi
divertimenti. Purtroppo abbiamo potuto vedere un po' di fretta solo gli
Universal Studios, ma contiamo di tornarci per vedere con calma alcuni dei
parchi: è difficile dire se basta una settimana per visitarli tutti!
Per le foto: http://milemarco.altervista.org/foto_vi
... /index.htm