Il viaggio ha ormai qualche
anno ma potrebbe essere
utile per trarre qualche
spunto:
VIAGGIO ATTRAVERSO I PARCHI
DELL’OVEST
Il nostro viaggio in USA dal
14 Agosto al 1 Settembre
2003.
Sto scrivendo questo diario
di viaggio sperando di
essere utile a chiunque
voglia intraprendere la
nostra stessa avventura, la
particolarità del nostro
viaggio sta nel fatto che
c’erano anche tre bambini di
tra i 10 e gli 11 anni e la
loro presenza ha sicuramente
condizionato molte delle
nostre scelte.
14 Agosto 2003 Italia – Los
Angeles
Dopo mesi di itinerari,
modifiche e dopo aver
consultato un’infinità di
siti dedicati ai viaggi,
finalmente riusciamo a
partire per il tanto atteso
Viaggio negli USA.
I partecipanti al viaggio
sono nove divisi in tre
famiglie Roberto, Sandra,
Stefano(11 Anni)ed Elisa(10
Anni); Claudio,Antonella e
Giada(10 Anni);Paolo e
Daniela.
Il volo scelto e’ della
Swiss Air e raggiungerà Los
Angeles via Zurigo.
Mentre la mia famiglia e
quella di Claudio sono
piemontesi Paolo e Daniela
sono di Roma , quindi ci
siamo dati appuntamento a
Zurigo , noi partendo da
Malpensa e loro da
Fiumicino.
Dopo un ottimo volo partito
e giunto in orario a Los
Angeles siamo in America.
Finalmente!!!! Diciamo che i
primo impatto non e’ dei
migliori…
Una enorme coda scomposta
per il controllo dei
passaporti ci porta via
quasi due ore e mezza e ci
fa saltare in parte i piani
della giornata. Tutto
solamente per verificare
l’esatta compilazione del
modulo I-94 W…
All’uscita dell’aeroporto
prendiamo con facilità la
navetta dell’Alamo che ci
porta al loro deposito .
Le formalità sono minime ed
avendo già prenotato
dall’Italia la tariffa Gold
non abbiamo brutte sorprese
e possiamo andare subito
ritirare le nostre vetture.
Bellissime! La prima e’ una
Dodge Gran Caravan , un
minivan da sette comodissimi
posti con un bagagliaio
enorme e con 2064
miglia,praticamente nuova.
La seconda e’ una Impala ,
una full size non così nuova
ma sempre una splendida e
comodissima vettura.
Ah! Non aspettatevi che
qualcuno vi spieghi come si
guida o come si usa l’auto
dentro non c’e’ nulla , né
istruzioni o altro, tuttavia
bastano poche miglia per
innamorarvi del cambio
automatico…
Cominciamo la nostra
avventura alla ricerca del
nostro Hotel , sbagliamo
subito strada e perdiamo
quasi un’ora in inutili giri
lungo le strade di Los
Angeles, comunque importanti
per familiarizzare con il
cambio automatico.
Arriviamo all’Hotel stanchi
tra fuso orario e attesa
all’aeroporto e dopo aver
mangiato un boccone al Mc
Donald’s di fronte andiamo a
nanna.
L’Hotel è l’Holiday Inn
Airport, discrete le zone
comuni ma scadenti le camere
un po’ vecchiotte,
probabilmente il peggior
Hotel del Tour.
CONSIGLIO:
Per la presenza di bambini
ed essendo in tre famiglie
abbiamo deciso di prenotare
gli hotel direttamente
dall’Italia.
Una scelta di questo tipo ha
sicuramente i suoi pro e i
suoi contro.
PRO: Avere gli hotel gia’
prenotati permette di
viaggiare con grande
tranquillità e di arrivare
sul posto anche in tarda
serata ,cosa di non poco
conto , visto che in US si
cena molto presto e dopo una
certa ora trovare da dormire
soprattutto nei parchi non è
cosa facile.
Permette inoltre di non
dividere il gruppo e di
avere hotel di qualità media
abbastanza alta , evitando
spiacevoli sorprese.
CONTRO: Innanzitutto il
prezzo, prenotare
dall’Italia vi costerà
almeno il 20-30% in più e
sul posto e’ possibile
ottenere qualche ulteriore
riduzione.
Garantisce inoltre una
grande libertà negli
spostamenti e di poter
variare nel corso del
viaggio le destinazioni .
15 Agosto 2003 Los Angeles –
Sequoia Park
Il jet-lag si fa
sentire…alle tre siamo quasi
tutti svegli e a fatica
riusciamo a dormicchiare
ancora un paio d’ore per poi
trovarci a fare colazione da
McD.
La mezza giornata persa in
aeroporto ci obbliga a
modificare i nostri piani e
decidiamo di spostare parte
della visita a Los Angeles
alla fine del Tour.
Partiamo con destinazione
Hollywood Blv, questa volta
non sbagliamo nulla , la
lezione di ieri ci è servita
moltissimo.
Arriviamo senza problemi sul
Sunset Blv e poco dopo al
Chinese Theatre, passeggiamo
tranquillamente tra le orme
dei più famosi attori, sono
le otto di mattina, la
giornata è splendida e ci
siamo solo noi!! Il posto è
molto bello, merita una
sosta e tante foto… non così
si può dire per la Walk of
Fame che a noi sembra una
stupidaggine.
Visitiamo invece il Kodak
Theatre ,carino ,così come
il centro commerciale a
fianco con strutture degne
di un film e con due enormi
elefanti che accolgono i
visitatori, un’americanata,
ma simpatica .
Sempre sulla stessa strada
riusciamo fotografare la
famosa scritta di Hollywood
evitando la prevista sosta
al Griffith Park . Ottimo.
Decidiamo quindi di
proseguire verso la nostra
prossima tappa il Sequoia
Park.
Il tragitto si snoda tra
agrumeti, vigne e tratti
incredibilmente desertici .
Arriviamo a Three Rivers
intorno a mezzogiorno ed
andiamo a pranzo in un
ristorante messicano lungo
la strada, non male, ed
entriamo finalmente nel
parco . Il Sequoia Park si
divide in due parti , in
quella meridionale troviamo
la Giant Forest e il Museo
mentre nella parte
settentrionale si trova il
Grant Grove Village. Noi per
la nostra visita ci
limitiamo alla parte
meridionale , la più famosa
e la più visitata anche
perché siamo all’inizio
della nostra avventura e non
vogliamo strafare.
Dopo un’ora di tornanti,
l’ideale dopo un pranzo
messicano, giungiamo alla
Giant Forest.
Impressionante! E dopo
cinque minuti di viaggio
siamo al cospetto del Gen.
Sherman, l’essere vivente
più grande del mondo, come
cita il depliant, ma è
grande davvero ! I bambini
si divertono un mondo nella
foresta scalando una vecchia
sequoia sradicata e
inseguendo i primi
scoiattoli che abbiamo
incontrato nel nostro lungo
viaggio.
Ci dirigiamo quindi verso il
Museo del Parco e facciamo
visita alla Sentinel
un’altra famosissima sequoia
meta di molti turisti.
Verso le sei ci dirigiamo
verso l’uscita quando da un
cespuglio spunta… un
orsetto!!
Bellissimo ! ci avviciniamo
senza problemi e chiaramente
lo sommergiamo di foto fino
a quando giunge un gruppetto
di ragazzini americani che,
gridando, lo fanno
allontanare.
Un incontro incredibile
perchè inaspettato e molto
raro in questa stagione di
grande afflusso turistico al
Parco.
Arriviamo stanchi ma felici
all’Holiday Inn Express,
hotel bello, spazioso e
nuovissimo e visto che non
avevamo ancora digerito del
tutto il pranzo messicano
compriamo un po’ di frutta
nelle bancarelle lungo la
strada e ceniamo con quella.
CONSIGLIO:
I prezzi d’ingresso ai
parchi americani variano dai
10 ai 20 $ a vettura
Conviene sicuramente
l’acquisto nel primo parco
da voi visitato del National
Parks Pass che vi permetterà
di entrare in tutti i parchi
nazionali spendendo solo
50$.
La Carta è personale e
spesso vi sarà richiesto il
passaporto per verificare
l’identità. Oltre a questo
vi verrà richiesto il
biglietto d’ingresso solo
per visitare la 17
mile-drive ( 9$),il Golden
Gate (5$), la Monument
Valley (6$ a persona) e
comunque in tutti i
monumenti delle riserve
indiane.
16 Agosto 2003 Sequoia Park
– San Francisco
Trovarci alle 6.30 per la
colazione non è ancora un
problema.
Mangiamo abbondantemente in
compagnia di alcuni colibrì
nel giardino dell’hotel,
quindi ci mettiamo in marcia
verso Monterey
Imbocchiamo la Hwy 99 e dopo
Fresno ci immettiamo lungo
la Hwy 152 in direzione
Ovest.
Il viaggio scorre tranquillo
tra paesaggi sempre diversi
fino all’arrivo sulla costa.
Usciamo a Monterey e ci
dirigiamo subito verso
Pacific Grove e quindi al
Fisherman’s Wharf. Monterey
è una tipica cittadina
turistica e il centro della
vita gravita intorno al molo
e al villaggio dei
pescatori.
E’ ora di pranzo e ne
approfittiamo per assaggiare
la specialità del posto ,
una zuppa a base di polpa di
granchio servita dentro a
una pagnotta.
La zuppa e’ buonissima !!
Poco più in là tutti
rimangono incantati per la
vista della numerosa colonia
di leoni marini che
intrattiene i turisti sempre
numerosi.
Dopo una tappa obbligata nei
negozi di souvenirs lungo il
molo ci dirigiamo in auto
verso la 17 mile-drive.
Attenzione! E’indicata
malissimo , consiglio di
tornare sulla Hwy 1 e
seguire per Peeble Beach.
Pagato l’ingresso (9$)
cominciamo il giro lungo i
vari punti di osservazione.
Diciamo che la strada ci ha
un po’ deluso, complice
anche il tempo nuvoloso e le
alghe lungo il litorale che
non rendevano
particolarmente attraente la
costa. I più felici sono
stati i bambini che sono
impazziti con gli
innumerevoli scoiattoli che
qui erano particolarmente
socievoli e che oltretutto
sono completamente diversi
da quelli del Sequoia , sono
grandi,grigi e vivono in
tane nella sabbia.
Dopo aver attraversato il
Peeble Beach Golf Club ,dove
era in svolgimento un
sontuoso rinfresco
all’aperto , visitiamo il
Lone Cipress e ci avviamo
verso Carmel . Anche questo
è un posto molto esclusivo ,
in un rapido passaggio
contiamo almeno cinque
Ferrari !
Lasciamo Carmel e decidiamo
di dirigersi versi San
Francisco attraverso la Hwy
1 .Scelta azzeccata. La
marcia è più lenta ma i
panorami sono stupendi.
Nelle varie località
attraversate abbiamo trovato
parecchi turisti lungo le
spiagge ma solo i surfisti
ben coperti dalla muta
osavano sfidare le onde
dell’Oceano. Intorno alle
19.00 giungiamo senza
problemi all’Holiday Inn
Civic Center. Sbrigate le
formalità e visto che i
bambini erano piuttosto
stanchi decidiamo di cenare
nell’hotel e poi di corsa a
nanna.
CONSIGLIO:
Fare benzina. Innanzitutto i
distributori sono tutti
Self-Service e offrono oltre
al carburante servizi
igienici e un negozietto
dove acquistare acqua,
ghiaccio ed altri generi di
prima necessità.
Dirigetevi verso il gestore
e lasciate la
cauzione(abbondante) per il
vostro pieno indicando la
vostra pompa , riempite il
serbatoio con la benzina più
economica, và benissimo !
Quindi tornate dal gestore
per prendere il resto dei
vostri soldi. Semplice no??
17 Agosto 2003 San Francisco
Ci diamo appuntamento per le
8.30 per la colazione in
Hotel. Scelta azzeccata
vista la qualità del
breakfast, uova strapazzate
, bacon e uno splendido
buffet che prendiamo
d’assalto. Il conto è salato
anche se i bambini erano
gratis, diciamo che le
comodità si pagano…
Notiamo con piacere che gli
ultimi effetti del jet-lag
sono scomparsi a tutti con
questa bella dormita.
Prendiamo l’auto poiché il
nostro programma prevede per
la mattinata la visita della
città seguendo la 49
mile-drive. Con la cartina
del percorso scaricata da
Internet cominciamo la
visita. Cosa non sempre
facile viste le scarse
indicazioni che compaiono
agli incroci. La strada e’
segnalata da cartelli con un
gabbiano stilizzato e hanno
il compito di condurre il
turista attraverso la città
per un percorso lungo
appunto 49 miglia.
Giungiamo al porto e dopo
una prima occhiata alla zona
piu’ turistica della città
proseguiamo verso il Golden
Gate come sempre avvolto
dalla sua caratteristica
nebbia. Lo attraversiamo
lentamente in direzione
Nord. Oltre il ponte ci
fermiamo per godere la vista
di San Francisco e siamo
subito sopraffatti da un
freddo innaturale per il
mese di agosto…La visita è
comunque splendida e il
ponte che spunta dalla
foschia ha un aspetto
innaturale…Dopo le foto di
rito proseguiamo verso
Sausalito, borgo di
pescatori salito alla
ribalta nel periodo della
contestazione studentesca e
che tutto sommato non ci ha
particolarmente colpiti.
Rientriamo in città sempre
attraverso il Golden Gate
(5$) e appena ci abbassiamo
dalla fantozziana nuvola che
lo avvolge anche il clima
ritorna gradevolissimo,
proseguiamo il nostro
tragitto attraverso il
Golden Gate Park per poi
attraversare la famosa
Lombard St.
E’ un’americanata però è
simpatica da attraversare in
macchina con i suoi tornanti
artificiali e le casette in
stile che le fanno da
cornice.
Fatta a piedi forse perde un
po’ del suo fascino…
Proseguiamo in direzione di
Telegraph Hill per godere di
uno dei più bei panorami
della città, è meta di
tantissimi turisti e
raggiungere la vetta ci
costa più di una mezz’oretta
di coda, però ne valeva la
pena…la vista è splendida. A
questo punto decidiamo di
riportare le auto all’hotel
e di proseguire la visita a
piedi. Ci dirigiamo verso
Powell St. Station e lungo
la strada incontriamo un
numero impressionante di
barboni, purtroppo anche
questa è America e anche una
città bella come San
Francisco deve fare i conti
con parecchi emarginati.
Alla stazione dei Cable-Car
acquistiamo il biglietto che
ci permetterà di viaggiare
su tutti i mezzi pubblici
per l’intera giornata(6$),
la singola corsa costa
invece 2$.
Ci mettiamo pazientemente in
coda sotto un piacevole sole
e osserviamo divertiti le
manovre degli addetti al
Cable-Car che invertono la
marcia del tram solo con la
forza delle braccia. Saliamo
sul tram , ovviamente
agganciati dall’esterno…ed
effettuiamo il tragitto con
un simpaticissimo frenatore
che ci tiene compagnia per
tutto il viaggio con gags e
battute. Arriviamo al
Fisherman’s Wharf e qui
incontriamo una marea di
gente che affolla l’intera
zona e il Pier59. Ovviamente
andiamo a trovare i leoni
marini per la gioia dei
bambini. Niente a che vedere
con quelli di Monterey ,
questi sono enormi e tra
tutti spicca un esemplare di
dimensioni esagerate,
probabilmente il capo branco
! Rinunciamo vista
l’affluenza a una gita in
barca verso Alcatraz e ci
accontentiamo di
fotografarla dal molo.
Attraversiamo Chinatown e
North Hill , il quartiere
italiano ricco di localini
simpatici e con il nostro
tricolore sempre in evidenza
ovunque. Purtroppo è
domenica e i negozi a
Chinatown sono per lo più
chiusi perciò decidiamo di
dedicare il resto della
giornata allo shopping nella
zona del porto visto che nel
resto del viaggio non
saranno molte le occasioni.
Ci lasciamo tentare da un
salto in una delle
pasticcerie di Ghirardelli e
dai tanti simpatici locali
della zona . Nel frattempo
la nuvoletta che domina San
Francisco si abbassa e il
clima diventa in un attimo
particolarmente
“freddino”no… direi proprio
gelido e comincia a soffiare
un venticello fastidioso.
Che strano clima siamo al 17
Agosto e ci saranno non più
di 15-17 gradi.
Velocemente ci infiliamo
felpe e k-way e decidiamo di
riprendere il Cable- Car per
la corsa di ritorno e dopo
una breve coda risaliamo in
senso opposto con un’arietta
che ci sferza per tutto il
tragitto. Scesi dal tram
entriamo in un tipico locale
americano che ci sembrava
particolarmente carino anche
per scaldarci e mangiare
qualcosa di caldo
(incredibile!!). Dopocena ci
dirigiamo verso l’hotel a
poche centinaia di metri dal
ristorante, stanchi ma molto
felici. San Francisco è
davvero una splendida città
che ha saputo stupirci anche
con il suo clima!
CONSIGLIO:
Parcheggiare nelle grandi
città è spesso un problema .
I parcheggi liberi come li
conosciamo noi sono
rarissimi in America e
sfidare la Polizia
parcheggiando in divieto non
mi sembra il caso, quindi
dove è possibile la cosa
migliore è sfruttare i
parcheggi di qualche Centro
Commerciale o semplicemente
andare in un parcheggio a
pagamento.
A Los Angeles i prezzi sono
più abbordabili mentre a San
Francisco si aggirano
intorno ai 20 $, quindi
trovare un hotel che
garantisce anche il
parcheggio gratuito è un bel
risparmio.
18 Agosto 2003 San Francisco
– Yosemite Park
Seconda mattinata a San
Francisco e seconda ottima
colazione in Hotel.
Ci affrettiamo acaricare i
bagagli ci aspetta una tappa
tosta che ci porterà da San
Francisco a Mammoth Lakes
attraverso il Yosemite Park.
Usciamo dalla città
attraverso il Bay Bridge e
con molta attenzione per non
perderci nel traffico
caotico del lunedì mattina.
Senza problemi ci avviamo
verso Est in direzione
Modesto e dopo aver superato
Merced abbandoniamo l’Hwy
per dirigersi verso il
Parco.
Il primo impatto con il
parco e’ davvero notevole…
,foreste a perdita d’occhio
e alberi di dimensioni
notevoli.
Intanto si e’ fatta l’ora
del pranzo e decidiamo di
fermarci lungo la strada per
fare un pic-nic in un’area
attrezzata. Un posto
splendido, ricco di
vegetazione e scoiattolini
un po’ ovunque , che si
affaccia su un laghetto dove
alcune famigliole americane
ne approfittano per un bagno
nelle gelide acque, noi
abbandoniamo l’idea, non
vogliamo rischiare di
compromettere il viaggio con
qualche problema di salute
dei bambini. Dopo il pranzo
e dopo un riposino all’ombra
degli alberi secolari
proseguiamo lungo la
Yosemite Valley verso il
Villane.
Lungo il percorso ci
fermiamo presso la Bridavell
Fall , molto belle con
l’effetto della caduta
dell’acqua nebulizzata da
un’ altezza non
indifferente.
Altra sosta obbligata di
fronte a El Capitan e qui le
foto si sprecano!
Dopo qualche minuto
giungiamo al Village per
rifocillarci e per comprare
qualche ricordino… da qui in
poi la visita a Yosemite
prende le tinte del giallo!!
Eravamo nel parcheggio del
Villane e aspettavamo che ci
raggiungesse Paolo con la
seconda auto, cominciavamo
preoccuparci e dopo qualche
minuto lo vediamo arrivare
scortato da un Ranger del
parco, cos’era successo…?
Praticamente era stato
accusato , ingiustamente;
dal proprietario dell’auto
parcheggiata a fianco di
averla danneggiata.
Fino a questo momento
avevamo sempre trovato
persone gentilissime in ogni
luogo da noi toccato,
diciamo che l’eccezione
l’abbiamo trovata noi…
Una persona veramente odiosa
che non ha voluto sentir
ragioni e malgrado i
tentativi di riconciliazione
dei rangers ha perseverato
nelle sue accuse.
Quindi i poliziotti si sono
visti costretti loro
malgrado ad arrestare Paolo,
come nei migliori film
americani…con manette ed
auto dello sceriffo,
incredibile!!
Da qui viene trasferito
nella Jail del parco per gli
accertamenti di rito:
impronte digitali, foto
segnaletiche ecc ecc.
Dopo un paio d’ore il
carcerato viene rilasciato
su cauzione di ben 101$ !
Ma con l’obbligo di
presentarsi il mattino
seguente per il processo.
Riprendiamo ancora un po’
shoccati il nostro viaggio,
la strada per Mammoth Lakes
e’ ancora lunga e il Tioga
Pass e’ ancora lontano.
Ci inerpichiamo sempre più
in alto tra boschi di rara
bellezza e costeggiamo il
Tioga Lake un gioiellino che
merita sicuramente una
sosta.
Passata Lee Vining e il Mono
Lake giungiamo al Sierra
Nevada Rodeway Inn , il
nostro Hotel a Mammoth Lakes
ma il “ contrattempo” ci ha
creato ritardo sulla tabella
di marcia , quindi per cena
ci accontentiamo di un
boccone presso il Mc Donalds
del posto e poi a nanna. Il
nostro Hotel in stile
montano e’ veramente molto
bello e la Lobby e’
fantastica ma il pensiero
per la mattina successiva
non ci fa apprezzare appieno
le bellezze del posto…
CONSIGLIO:
E’ capitato a noi ma non e’
poi così difficile avere
problemi con la giustizia in
US. Oltre a qualche multa
guidando l’auto si puo’
incappare in inconvenienti
come i nostri che possono se
non rovinare ma comunque
rallentare il viaggio.
Vi consiglio di avere al
seguito i numeri del
consolato di San Francisco o
di Los Angeles e
dell’ambasciata italiana in
Washington che si possono
facilmente scaricare da
Internet per avere un aiuto
o almeno un consiglio su
come comportarsi ,
ricordiamoci che siamo pur
sempre in un paese straniero
…
19 Agosto 2003 Yosemite Park
– Las Vegas
Poiché gli hotel del viaggio
sono già tutti prenotati,
decidiamo di non sconvolgere
più di tanto la nostra
tabella di marcia e ancora
una volta la scelta di
affittare due auto si è
rivelata azzeccata…
Io ,Paolo e la moglie
Daniela partiamo all’alba
ancora verso lo Yosemite
Park, mentre il resto del
gruppo continuerà il
viaggio… appuntamento questa
sera a Las Vegas !
Ritorniamo sui nostri passi
e riattraversiamo il Tioga
Pass , questa volta all’alba
allo spettacolo delle
foreste si aggiungono gli
animali che incontriamo
nelle vaste praterie del
Parco, avvistiamo almeno due
branchi di cervi e tanti
altri animali che si
avvicinano al fiume per
abbeverarsi.
Dopo colazione andiamo al
tribunale, la nostra udienza
e’ stata spostata alle 11
per problemi con il
traduttore. Nell’attesa
proviamo chiamare il nostro
Consolato ma senza successo
e decidiamo di rientrare nel
tribunale per assistere agli
altri dibattimenti…
L’aula , molto bella, tutta
il legno chiaro ed immersa
nel verde assomiglia a
quelle viste in decine di
telefilm americani, con
tanto di guardie e avvocati
di accusa e difesa ecc…E’
incredibile come sia facile
finire davanti a un giudice
in US, dal campeggio in zona
vietata alla lite tra
vicini, tutto passa dal
giudice… Comunque , per
farla breve, arriva il
nostro turno e il giudice ,
gentilissimo, pur capendo
l’inconsistenza dell’accusa
, ci consiglia di
patteggiare la pena per
poter proseguire al più
presto il viaggio e non
essere costretti almeno ad
un’altra udienza. Vengono
stabiliti 200$ a copertura
del danno , che devo ancora
capire, visto che l’auto era
perfetta e l’eventuale
eccedenza verrà restituita
in un secondo tempo…
Felicissimi e sollevati
cominciamo la nostra
rincorsa verso Las Vegas,
sono le 13.00 e mancano
circa 800 km !
Facciamo il terzo passaggio
sull’”invalicabile “ Tioga
Pass e l’umore è alle
stelle!
Ci fermiamo a Lee Vining per
il pranzo e in una tipica
“baracca” lungo la strada
mangiamo probabilmente il
miglior hamburger di tutto
il viaggio.
Il paesaggio cambia in
continuazione e dalle verdi
foreste di Yosemite passiamo
alle brulle praterie del
Nevada con centri abitati
sempre piu’ scarsi.
Arriviamo a Big Pine e dopo
aver fatto benzina ci
avviamo verso la Death
Valley ma purtroppo la
strada è chiusa per lavori e
decidiamo di proseguire
lungo la Statale 168, una
strada veramente
spettacolare per il gran
numero di cunette e dossi
che si incontrano. Entriamo
in Nevada e ci inseriamo
sulla Hwy 95 in direzione
Sud verso Las Vegas!!
Le nuvole si fanno sempre
piu’ minacciose nel cielo e
vedere in lontananza lampi e
tuoni nel deserto sono uno
spettacolo sicuramente
inconsueto.
Arriviamo alla giunzione con
la Statale 373 ma ormai sono
le 18.00 e si arriverebbe
alla Death Valley dopo il
tramonto…
Ci avviciniamo a Las Vegas e
i lampi si fanno piu’
insistenti, giungiamo in
città quando ormai il
temporale è terminato.
Più che di un temporale si
puo’ parlare di un vero
nubifragio che ha bloccato
gran parte della città bassa
e anche noi veniamo deviati
lungo una via laterale e
siamo costretti ad
abbandonare l’Hwy e ad
dirigersi verso Nord.
Las Vegas è molto più grande
di quello che uno possa
immaginare e viaggiare lungo
gli enormi vialoni senza
corrente elettrica e con
pozzanghere profonde anche
40- 50 cm non è
piacevole…inoltre la nostra
cartina di Lonely Planet è’
piuttosto approssimativa e
la deviazione ci ha fatto
perdere i nostri punti di
riferimento.Intuiamo la
direzione corretta per
raggiungere la Strip ma le
strade chiuse e allagate ci
allontanano dalla meta…
finalmente riusciamo a
trovare un varco e
intravediamo in lontananza
la Stratosphere Tower che ci
farà da faro fino al nostro
hotel, il Circus-Circus.
Arriviamo stremati , ma il
primo passaggio lungo la
Strip ci riempie il cuore!
L’hotel è enorme e anche se
di martedì è pieno
all’inverosimile e dopo
alcuni tentativi a vuoto
riusciamo a ritrovare gli
altri… ma vi garantisco che
non è stato facile. Loro
chiaramente hanno fatto per
tempo la deviazione verso la
Death Valley e hanno
visitato con tranquillità
Zabriskie Point e sono
arrivati verso il tramonto
in prossimità di Dante’s
View dove si sono gustati la
splendida vista sulla valle
sottostante, inoltre il
caldo non era soffocante
visto il temporale che
incombeva su Las Vegas.
Peccato , sarà per la
prossima volta … per ora ci
accontentiamo delle riprese
che ha fatto Claudio !
Ormai è tardi per il buffet
e ripieghiamo su un’ottima
pizza di dimensioni
sovrumane in un ristorante
dell’hotel, quest’ultimo
merita un discorso a parte…
è sicuramente economico, le
camere sono modeste anche se
spaziose e visto il costo (
30$ ) non ci si può
aspettare troppo.
Personalmente lo
consiglierei alle famiglie
vista l’infinita possibilità
di far divertire i bambini.
L’Adventuredrome è splendido
e permette di provare le
montagne russe al coperto
più grandi del mondo oltre
ai “tronchi” come a
Gardaland ma è abbastanza
costoso, dimenticatevi i
13.99$ della pubblicità nel
sito. I bambini si sono
esaltati per la zona posta
al secondo piano dove si
esibiscono i trapezisti e
dove con pochi dollari si
possono divertire con le
attrazioni più strane.
Quindi il giudizio
sull’hotel e’ positivo ma se
siete senza figli opterei
per uno di categoria
superiore evitando con cura
i fine settimana…
CONSIGLIO:
Avere guide, cartine e mappe
particolareggiate e
aggiornate e’ una cosa molto
importante per viaggiare in
sicurezza e per non perdere
tempo prezioso.
Noi ci siamo affidati alle
guide Lonely Planet e
Routard. La prima molto
ricca di indicazioni e
cartine , la seconda con
molti suggerimenti oltre che
sul viaggio anche su
ristoranti e hotels lungo il
percorso. Per le mappe del
parchi fate un salto su :
http://www.lib.utexas.edu/maps/national_parks.html
Inoltre le cartine degli
stati attraversati possono
essere acquistate senza
problema lungo la strada nei
distributori .
20 Agosto 2003 Las Vegas
Finalmente Las Vegas !!
Ci diamo appuntamento alle
9.00 per la colazione a
buffet all’interno
dell’hotel, senza infamia e
senza lode, inoltre i
bambini pagano come gli
adulti ! A Las Vegas si
gioca 24 ore su 24 e
l’occhio mi cade su una
roulette vicino all’uscita
del buffet, nell’attesa
degli altri amici provo a
fare qualche colpetto
seguendo un mio “sistemino”
portato dall’Italia. Non
male , n 20 minuti ho
guadagnato 55$ non molto ma
la giornata promette bene…
Andiamo a prendere le auto e
via verso la Strip!
Decidiamo di scendere al
Luxor in posizione
strategica per cominciare la
nostra visita. L’ hotel è
sontuoso e merita una sosta
accurata. Una monorotaia
unisce 3 alberghi dello
stesso gruppo, il Luxor, il
Mandalay Bay e l’Excalibur .
Noi ne’approfittiamo visto
che è molto saggio dosare le
forze dei bambini… Seguendo
il passaggio pedonale ci
dirigiamo verso il Bellagio
, con una via ricca di
negozi dei piu’ famosi
stilisti , tutto in una
cornice dove abbondano marmi
e cristalli. Notevole la
ricostruzione del villaggio
che si affaccia sul lago di
Como, rappresentato da
un’enorme piscina dove la
sera vengono eseguiti i
famosi giochi d’acqua.
E’ ora la volta del Caesar‘s
Palace, in puro stile
romano, forse il massimo del
kitch anche qui a Las Vegas.
Rimaniamo increduli alla
vista della sala delle
scommesse con un pannello
enorme su cui puntare su
qualsiasi avvenimento
sportivo e comodissime
poltrone con display a
cristalli liquidi per
seguire l’evento e, fate
conto che le poltrone sono
almeno un centinaio !
E’ l’ora di pranzo e
decidiamo di fermarci qui,
la zona ristoro è molto
ricca e spazia dal fast food
, al messicano,
all’italiano, al cinese,
alla pasticceria
fornitissima , tutto a
portata di mano e di
notevole qualità, per le
bibite vige il free refill
come un po’ ovunque qui in
US, praticamente comperate
il bicchiere vuoto e lo
riempite tutte le volte che
volete e questo è
sicuramente uno dei motivi
dell’enorme numero di obesi
che abbiamo incontrato un
po’ ovunque…
Ristorati riprendiamo l’auto
e ci fermiamo al Bally’s
dalla parte opposta della
Strip. Dall’hotel si passa
direttamente al Paris-Paris
, secondo noi il più
bell’hotel di Las Vegas. Ai
piedi della Tour Eiffel
hanno fatto una
ricostruzione splendida di
alcune vie di Parigi e per
un attimo ci sentiamo tutti
a Montmartre al crepuscolo…
si perché l’effetto luci è
impressionante , il soffitto
è un cielo azzurro e per
tutto il giorno sembra di
essere all’imbrunire,
inoltre un mimo
simpaticissimo rallegra i
passanti…tutto bello ,
veramente bello!
E’ ora la volta del Venetian,
hanno ricostruito in modo
impeccabile il Palazzo
Ducale, il ponte di Rialto,
il campanile di Giotto,
inoltre con 12.5 $ potete
fare un giro sulle gondole
originali funzionanti però
con un motorino elettrico,
accompagnati da pseudo –
gondolieri che intonano le
più famose melodie italiane.
Che americanata! Però alla
gente piace e per salire
sulla gondola c’e’ una gran
fila! Usciamo soddisfatti,
però il Paris – Paris…
I bambini cominciano a
stancarsi e perciò finiamo
il nostro mini- tour al
TresaureIsland e al Mirage
nella speranza di vedere gli
spettacoli ma l’eruzione del
vulcano è solo alla sera e
lo scontro dei galeoni è in
ristrutturazione e riaprirà
in ottobre. Rientriamo
stanchi ma soddisfatti in
hotel per riprendere un po’
di fiato e mentre i bambini
vanno a farsi una doccia e
si preparano per la cena ne
approfitto per un altro
“giretto” alla roulette.
Gioco un’oretta e guadagno
60$ , il sistemino funziona!
Ci ritroviamo per la cena a
buffet, quantità industriale
e qualità media ma per poco
più di 10$...
Sono le 21.00 e decidiamo di
fare un passaggio notturno
lungo la Strip prima del
crollo dei bambini…L’effetto
rispetto al mattino è
completamente differente e
le luci danno alla strada un
“effetto Luna-Park “unico.
Anche il Circus-Circus
con un aspetto diurno
piuttosto dimesso la sera si
trasforma con un tripudio di
luci di grande effetto.
Assistiamo all’eruzione del
vulcano al Mirage e ai
giochi d’acqua al Bellagio
mentre dalla parte opposta
troneggiano il Flamingo e
l’MGM. Allarme Rosso ! I
bambini sono cotti … Stefano
sta già dormendo egli altri
lo stanno per seguire quindi
rotta obbligata verso
“casa”. I piccoli restano a
dormire con le rispettive
mamme e con Claudio che non
è un giocatore, mentre io,
Paolo e Daniela riprendiamo
l’auto designazione Downtown
e il Golden Nugget
considerato dalla Routard :
il miglior casinò della
città.
Arriviamo a Freemont St. e
l’effetto è impagabile…
questa è Las Vegas !!
La Strip è impressionante
però forse manca la coralità
dello spettacolo delle luci
che qui a Downtown è
fantastico.
Dopo alcuni minuti si
spengono tutte le insegne e
parte lo spettacolo di luci
e suoni ottenuto da milioni
di lampadine che ricoprono
completamente la via che
raccontano dei vari
personaggi che hanno fatto
la fortuna di Las Vegas .
Al termine si alza spontaneo
un

da parte di tutto il
pubblico presente!
Ci spiace un po’ per gli
assenti, la visita a
Freemont St. era prevista
per la sera precedente , se
non fosse stato per il
nubifragio …
Ora il Golden Nugget ci
aspetta … lontano dagli
eccessi della Strip il
“Golden” è un esempio di
lusso e sobrietà molto raro
da queste parti. Foto
d’obbligo alla più grande
pepita del mondo e poi via
verso i tavoli da gioco.
Paolo , grande appassionato
di Black Jack, si trova come
un pisello nel suo baccello!
Dopo una difficile partenza
riesco a risollevarmi e
chiudo la mia avventura a
Las Vegas con un attivo
totale di 260$, Paolo invece
parte benissimo ma poi,
rimasto solo con il croupier
è sfortunato e ci rimette
100$.
Sono circa le 3 quando
usciamo dal casinò e dopo
un’ultima passeggiata sulla
Freemont St. rientriamo
all’hotel stanchi e
soddisfatti.
CONSIGLIO:
Non pretendete di girare a
piedi per Las Vegas le
distanze sono enormi ed
inoltre evitate i mezzi
pubblici. Utilizzare l’auto
per tutti gli spostamenti e
scegliete l’hotel più
strategico per la vostra
visita. I parcheggi sono
gratuiti e con il Valet
Parking non perderete
neppure tempo per trovarlo
(costo 1$ di mancia).
Un ottimo ed economico
souvenir di Las Vegas sono
le carte da gioco usate dei
principali casinò ( vedi
guida Routard) le troverete
un po’ ovunque , i prezzi
variano ma sono sempre molto
convenienti.
Quando vi sedete per giocare
in qualsiasi casinò tutte le
consumazioni sono gratuite,
tuttavia è buona norma dare
alla cameriera il classico
dollaro di mancia. Durante
la serata questo accadrà
spesso perché la cameriera
ha interesse a fare più
ordinazioni per ricevere più
mance e il casinò a farvi
bere per farvi perdere la
lucidità , quindi se non
reggete l’alcool limitatevi
alla Coca-Cola o al massimo
a una Corona…
21 Agosto 2003 Las Vegas –
Bryce Canyon
Partenza intorno alle 8.30
in direzione Nord ,
attraversando la parte della
città che nel primo giorno
era stata colpita dal
nubifragio, la nostra prima
meta e’ lo Zion Canyon. La
strada in alcuni tratti si
fa monotona e apprezziamo
sempre più l’utilizzo del
cruise-control che permette
di bloccare la velocità
dell’auto.
Arriviamo al parco in tarda
mattinata e come si conviene
ci rechiamo subito al
visitors center e qui
otteniamo tutte le
informazioni che ci
interessano. Purtroppo la
visita al parco può essere
fatta solo con lo Shuttle e
dura circa 3 ore, tempo che
noi non abbiamo. Decidiamo
quindi di proseguire lungo
la Zion – mount Carmel Hwy
e, attraverso la East
Entrance di collegarci alla
Hwy 89.
La strada è comunque molto
panoramica e ci permette di
apprezzare le formazioni
rocciose e gli archi che la
costeggiano.
Pranziamo lungo la strada in
un Jack–in- the- hole per la
gioia dei bambini e nel
pomeriggio arriviamo al Best
Western Rubys Inn alle porte
del Bryce Canyon.
La visita del Bryce Canyon
era una delle più attese e
non ci delude…
Il Bryce Canyon è un
anfiteatro naturale dove la
natura con l’aiuto di acqua
e vento ha scolpito
incredibili pinnacoli.
L’effetto è incredibile e
può essere gustato da una
serie di View Point lungo un
percorso chiaramente
indicato sulla mappa del
parco. Cominciamo con
Sunrise Point e Sunset Point
dove si inizia ad
intravedere l’anfiteatro
naturale per poi giungere a
Inspiration Point e Bryce
Point dove la vista delle
formazioni rocciose e’ piu’
spettacolare e le foto si
sprecano… I bambini trovano
subito il loro divertimento
preferito, gli scoiattoli e
dopo aver atteso il
tramonto, di grande effetto,
ritorniamo verso l’hotel e
lungo la strada facciamo
conoscenza con una simpatica
famigliola di cervi.
Rientriamo in tempo per la
cena, il Rubys Inn è un
complesso molto simpatico e
accattivante e oltre
all’hotel comprende un
grande ristorante e alcuni
negozietti di souvenirs
tutti in stile montano. Dopo
una breve coda ci sediamo al
tavolo del ristorante e da
qui iniziamo la lunga serie
di bisteccone che ci
accompagnerà per il resto
del viaggio. Dopo una bella
T-Bone e un gran Pitcher di
birra andiamo a letto felici
e rifocillati…
CONSIGLIO:
Le velocità lungo le strade
americane non sono molto
elevate 75 mph (120 Km)
sulle strade statali e 65mph
sulle altre strade. Il
consiglio è di non superare
i limiti consentiti ,i
poliziotti sono
inflessibili, ricordatevi
però che se fate troppo i
pignoli verrete superati
anche dai trucks !
Diciamo che anche negli US
vige la regola del buon
senso 5/10 mph in più sul
limite di velocità non vi
faranno rischiare nulla e vi
permetteranno di ottimizzare
la vostra tabella di marcia.
22 Agosto 2003 Bryce Canyon
– Salt Lake City
Solo per me sveglia
all’alba, visto che ieri il
tramonto non mi aveva
pienamente soddisfatto, mi
sono deciso per una
levataccia per fare qualche
bella foto.
L’anfiteatro del Bryce
Canyon è disposto ad Est ,
quindi la migliore luce si
ha all’alba. Arrivo sul
posto che il sole è appena
sorto e rifaccio velocemente
i view point più
caratteristici,
approfittando di una luce
splendida. Ne valeva davvero
la pena i pinnacoli
risplendono in modo superbo
alla luce dell’alba…
Rientro all’hotel in tempo
per la colazione , buona ma
costosa. Le comodità si
pagano d’altronde non ci
sono altri locali nella
zona…
Il nostro obbiettivo di oggi
è raggiungere Salt Lake
City. Il tragitto è monotono
e solo in prossimità della
città cominciamo a scorgere
le imponenti montagne.
Entriamo in città che piove
e decidiamo di rimanere in
camera un’oretta in attesa
degli eventi. L’hotel è
bello , è il solito Holiday
Inn ma con tutte le comodità
compresa una piscina coperta
con idromassaggio.
Già pensavamo
all’eventualità di un
bagnetto quando, com’era
venuta, la pioggia se ne va
e lascia spazio ad un bel
sole! Sono le 16.30 e c’e’
il tempo per un giro della
città e per un po’ di
shopping. La Cattedrale dei
Mormoni troneggia al centro
della città , noi come
turisti e come non credenti
non possiamo entrare in
chiesa ma e’ piacevole
vedere uscire dalla
Cattedrale una serie
continua di coppie di sposi,
saranno almeno una decina
,tutti belli, tutti biondi e
tutti giovanissimi !
Entriamo nel giardino del
Tempio e qui incontriamo una
ragazza italiana, di
Vercelli che ci introduce al
mondo mormone. Visitiamo il
museo della famiglia dove
vengono esaltati i valori
alla base della dottrina
mormone con filmati ed
esempi di vita comune ,
tutto molto particolare ,
molto… americano, di fronte
al museo si erge il
monumento al gabbiano
simbolo dello Utah e i
giardini fioriti che fanno
da corona al tutto.
Bellissimo! ma forse un po’
troppo pulito e perfetto…
Per la cena seguiamo le
indicazioni della guida
Routard e ci dirigiamo verso
la
Trolley Square una piazza
circondata da locali di ogni
tipo e caratterizzata da un
vecchio tram (trolley) posto
sopra un palo.
Stasera cucina italiana! Il
ristorante si chiama Tucci’s
, l’atmosfera è tipicamente
italiana e l’aitante
cameriere fa colpo subito
sul nostro pubblico
femminile. Rischiamo un
trittico di pasta:
cannelloni, ravioli, e
farfalle ai funghi, tutto
sommato non male e,
soprattutto i bambini
gradiscono un buon piatto di
pasta dopo tanta carne.
CONSIGLIO:
Telefoni. Per viaggiare in
tranquillità e sicurezza è
importante avere sempre un
contatto tra i partecipanti
. Inoltre avendo noi
noleggiato due auto, poter
dialogare diventa
fondamentale non solo in
caso di emergenza.
I telefoni cellulari in US
sono tutti Tri-Band quindi
se avete dei Dual-Band
potete lasciarli
tranquillamente a casa. Noi
siamo partiti con due
Tri-Band pensando di aver
risolto tutti i nostri
problemi ma purtroppo non è
stato così. Le zone coperte
dal servizio sono rarissime
al di fuori dei centri
abitati di una certa
importanza . Questo perché
le società che gestiscono il
servizio sono innumerevoli e
si crea un problema di
roaming. Alla luce della
nostra esperienza
consiglierei di partire con
telefoni Tri-Band ma di
acquistare le schede
telefoniche americane, anche
del valore di pochi dollari,
per ottenere un miglior
servizio e una copertura
maggiore.
Per le chiamate a casa non
usate mai il telefono
cellulare ! Utilizzate
sempre il telefono fisso ,
inoltre usate le loro schede
prepagate che sono molto
piu’ convenienti di quelle
acquistate dall’Italia . Con
10$ potete tranquillamente
parlare per tutto il
viaggio.
23 Agosto 2003 Salt Lake
City – Jackson Hole
Colazione al buffet
dell’hotel, non male , ma
San Francisco era un’altra
cosa...
Avendo un po’ di tempo a
disposizione decidiamo di
fare una visita al Salt
Lake.
Praticamente abbiamo perso
più di un’ora alla ricerca
del lago che nella stagione
estiva è in secca e si
riduce lungo le rive ad una
enorme pozza melmosa.
Riprendiamo la nostra marcia
e purtroppo succede
l’imprevisto, sono costretto
a fermarmi ad un’area di
servizio perdendo il
contatto da Claudio
sull’altra auto. Chiaramente
il telefonino non ha campo e
solo fortunosamente ci
ricongiungiamo qualche
miglio dopo per riprendere
il viaggio verso Jackson
Hole. Giungiamo a
destinazione nel pomeriggio.
Jackson Hole è la prima
tipica cittadina western che
incontriamo , molto elegante
e la vita svolge tutta lungo
la via principale. Intorno
alle 17.00 la via viene
chiusa al traffico e viene
presentato uno spettacolino
di cow-boys e pistoleros
molto gradito da tutti i
turisti presenti sul posto.
L’atmosfera e’ molto
piacevole e lo spettacolo ha
attirato l’attenzione di
tutti i presenti . Alla fine
dobbiamo pagare pegno e
comperiamo ai bambini i
cappelli da cow-boys che da
tempo ci chiedevano.
Cerchiamo il nostro hotel il
Best Western at Jackson
Hole, peccato che i BW siano
due e noi abbiamo subito
trovato quello sbagliato.
Risolto il problema
giungiamo al Teton Village e
all’hotel. Il Teton Village
e’ un piccolo villaggio
sorto a ridosso degli
impianti di risalita che
servono questo versante
della montagna. Il posto è
piuttosto elegante ma i
servizi sono limitati . Ci
rechiamo per cena nell’unico
bel ristorante della zona il
Mangy Moose. Il locale e’
molto particolare e permette
di trascorrere una simpatica
serata … Proviamo le
bistecche di bisonte in un
ambiente tipicamente
american-montano con musica
country e un’infinità di
strani oggetti appesi alle
pareti, tra cui anche un
piccolo aereo. Dopo una
salutare passeggiata ci
avviamo verso l’hotel domani
ci aspetta il parco di
Yellowstone!!
CONSIGLIO:
Fare shopping in US potrebbe
essere conveniente visto il
cambio euro-dollaro che
ultimamente sta volgendo a
nostro favore. Purtroppo i
prezzi dei classici
souvenirs erano e restano
spesso esagerati. Alcuni
prodotti comunque possono
essere convenienti a partire
dai Levi’s o le classiche
Timberland. A San Francisco
abbiamo trovato abbordabili
i prezzi dei prodotti
elettronici ma non
abbastanza da giustificare
follie.
Ricordate inoltre che i
prezzi indicati sia nei
negozi che nei supermercati
sono al netto delle tasse
che variano di Stato in
Stato e che possono essere
paragonate alla nostra IVA.
24 Agosto 2003 Jackson Hole
– Yellowstone
Lasciamo il Teton Village e
di buonora cominciamo la
visita del Teton Park.
La vegetazione è
lussureggiante e in
prossimità del Teton Lake i
panorami diventano
splendidi. Dopo un’oretta
circa di viaggio tra foreste
e montagne arriviamo alle
porte dell’ingresso Sud
dello Yellowstone Park.
L’effetto è imponente e dopo
le vaste praterie si aprono
ai nostri occhi le foreste
che hanno reso famoso il
parco. La nostra intenzione
è di percorrere il Gran Loop
Road di circa 237 km .
Subito dopo una sosta allo
Yellowstone Store per il
pranzo il nostro obbiettivo
ora è l’Old Faithful.
La zona non comprende
solamente il “vecchio
fedele” ma molti altri
geyser e sorgenti sulfuree
che rendono la zona
veramente unica, molto belli
il Gran Geyser e il Castel
Geyser che si possono
raggiungere facilmente
seguendo le passerelle che
delimitano la zona.
Superiamo la Geyser Hill e
ci troviamo al cospetto
dell’ Old Faithful . Il
pubblico è quello delle
grandi occasioni… le tribune
vengono prese d’assalto dai
turisti e quando il Geyser
comincia ad eruttare saremo
almeno 3-400 persone ad
attendere l’evento. Il
famoso getto di vapore non
delude nessuno…almeno 20
metri di potenza allo stato
puro!
Pienamente soddisfatti
dell’evento proseguiamo il
nostro Loop e cominciano a
farsi sempre più frequenti
gli avvistamenti degli
animali che sono la vera
anima del parco. Riprendiamo
in successione un coyote,
una famiglia di cervi e una
enorme femmina di alce.
Proseguendo incontriamo il
Midway Geyser Basin, da qui
visitiamo la Grand Prismatic
Spring. L’acqua bollente che
esce dalla sorgente si
riversa nel fiume
sottostante creando uno
scenario da inferno
dantesco, l’effetto viene
accentuato dall’odore acre
dello zolfo. Da non perdere!
Deludenti invece i geyser
del Lower Basin. Ci avviamo
verso l’uscita Ovest del
parco e con il fresco della
sera sempre più animali si
spostano verso il fiume per
bere. Finalmente riusciamo
a”beccare” il primo bisonte
con uno splendido primo
piano… davvero imponente! Al
tramonto usciamo dal parco e
ci dirigiamo verso lo Stage
Coach Inn di West
Yellowstone, il nostro hotel
di oggi.
Il paese è nato dal nulla e
vive esclusivamente per la
vicinanza con il parco.
Tutto si svolge sull’unica
via principale come spesso
succede in gran parte dei
paesi americani incontrati.
Decidiamo di cenare in
pizzeria e la scelta
soddisfa un po’ tutti ,
bambini compresi, ottima la
pizza e a prezzi onesti.
CONSIGLIO:
La colazione. Nella maggior
parte degli hotel incontrati
la colazione non era
compresa nel prezzo. Quindi
, se la posizione dell’hotel
lo permetteva, abbiamo
sempre cercato di evitare di
fermarci . I costi di una
colazione nell’hotel possono
variare dagli 8 ai 12 $ e
solo gli Holiday Inn offrono
la gratuità ai bambini.
Quindi il breakfast diventa
una voce da non
sottovalutare nel budget del
vostro viaggio.
25 Agosto 2003 West
Yellowstone – Cody
Colazione da McD e alle 8.30
rientriamo nel parco e le
zone colpite dal disastroso
incendio del 1988 si fanno
sempre più frequenti. Deve
essere stata una tragedia
per gli uomini e gli
animali, attraversiamo
chilometri e chilometri
di foresta devastata dal
fuoco che faticosamente sta
tornando alla vita dopo ben
15 anni! La prossima sosta
e’ alle Gibbon Falls , da
non perdere , non tanto per
la portata delle acque,
quanto per lo scenario che
le accompagna. I bambini
invece trovano i soliti
scoiattolini che questa
volta sono di dimensioni
ridotte e molto timidi.
Abbandoniamo a malincuore le
cascate , prossima tappa
Mammoth Hot Springs , i
tanto decantati
terrazzamenti che
francamente ci deludono.
Facciamo sosta per il pranzo
e per qualche ricordino.
Nella Stazione dei Ranger
veniamo a sapere che a causa
di un incendio la strada che
porta all’uscita Est è
chiusa al traffico. Cambio
di programma e per
raggiungere la città di Cody
siamo costretti ad uscire
attraverso la Northeast
Entrance .
I fitti boschi lasciano
spazio a vaste praterie,
ideali per i bisonti… e
questi non si fanno
attendere , avvistiamo
almeno due branchi che
pascolano tranquillamente
lungo il fiume, che
spettacolo! Usciamo dal
parco e lo scenario di
foreste fittissime ci
accompagna fino a Cody , la
nostra prossima tappa.
Arriviamo in città in tempo
per fare un giro turistico
ma soprattutto per visitare
il Buffalo Bill Historical
Center. Trattiamo sul prezzo
d’ingresso visto che sono
già le 16.00, dai 12$
iniziali spuntiamo 6 $ per
gli adulti e i bambini
gratis , non male!Il museo è
bellissimo e lo consiglio
vivamente a tutti, c’è una
raccolta infinita di armi
d’epoca, arredi indiani
originali ed interi
rifacimenti di interni,
tutti fatti con notevole
dispendio di mezzi ed
effetti scenografici
bellissimi che rendono la
visita piacevole anche per i
bambini. Al secondo piano
non poteva mancare un’intera
sezione dedicata a Buffalo
Bill con tutti i suoi
costumi originali e le
scenografie dei suoi
spettacoli. Una visita
indispensabile per meglio
comprendere gli usi e i
costumi degli indiani e dei
pionieri.
L’hotel di oggi è un Holiday
Inn di ottima qualità e per
cena scegliamo un ristorante
italiano nel centro della
città che ci ispirava
fiducia.
Il proprietario è un
italiano di origini
pugliesi, molto simpatico ,
che dopo aver aperto un
locale a Tampa in Florida,
stanco del clima infernale
si è trasferito quassù per
respirare un po’ di aria
pura e per dormire la notte.
La pasta anche questa volta
è ottima e chiudiamo la cena
con un ottimo espresso,
quasi “originale”.
CONSIGLIO:
La Pranzo. Per quanto
riguarda il pranzo, la
presenza dei bambini ci ha
condizionato non poco…Tra
adulti l’ideale penso che
sia una ricca colazione e
una cena importante con un
piccolo spuntino per l’ora
di pranzo.
Con i bambini la sosta a
mezzogiorno diventa
obbligata e quindi ci siamo
orientati sugli innumerevoli
fast – food che si
incontrano lungo le Hwy o
sui banchetti di cibo pronto
che vi fanno compagnia nelle
visite cittadine.
26 Agosto 2003 Cody – Rock
Springs
Colazione in hotel compresa
nel prezzo (ogni tanto non
guasta).
Oggi tappa di trasferimento
lungo le montagne rocciose
per raggiungere Rock
Springs. Il percorso non è
particolarmente impegnativo
e non sono previste soste
d’interesse turistico. Lungo
la strada incontriamo un
numero incredibile di case
mobili che a noi però tanto
assomigliano a“baracche”. In
US la casa non è tenuta in
grande considerazione e lo
spirito nomade di questo
popolo si nota appunto nel
disinteresse verso le
costruzioni “stabili” . Non
è raro trovare costruzioni
fatiscenti con a fianco
fuoristrada del valore di
decine di migliaia di
dollari o incrociare dei
camper enormi con tanto di
auto al traino.
Arriviamo a Rock Springs con
buon anticipo anche perché
le strade secondarie spesso
garantiscono una media
oraria simile alle Hwy.
Il nostro hotel è il Comfort
Inn, di buona qualità e con
ottimi servizi. Abbiamo
tutto il tempo di fare un
bagno in piscina e un po’ di
shopping in città.
Decidiamo di comperare
panini e frutta in un
supermercato e di cenare con
questi in albergo. Restiamo
a chiacchierare con alcuni
lavoratori ospiti dell’hotel
e dopo un po’ di TV tutti a
nanna domani la tappa è
molto più tosta!
CONSIGLIO:
La cena . Questo è
sicuramente il pasto più
importante della giornata e
ci permette di conoscere
meglio anche lo stile di
vita degli americani.
Innanzitutto qui si mangia
molto presto e se vi
attardate troppo rischiate
di non trovare più un locale
aperto. La cucina americana
non è sicuramente molto
varia e pur cambiando ben 7
stati non abbiamo trovato
radicali differenze nei
menù. La carne è sicuramente
il piatto forte e vi viene
presentata in un’infinità di
varianti. Noi non siamo
molto abituati alla
ricchezza di condimenti che
vengono usati qui, perciò
dopo alcuni tentativi ci
siamo orientati verso la
classica bistecca alla
griglia ( ottima ) con
verdure miste . La New York
Steak è la classica bistecca
mentre la T-Bone è la
bistecca con l’osso molto
simile alla nostra
fiorentina. Per i bambini
sono sempre presenti dei
Kids menù molto convenienti
e gadgets vari per farli
divertire. I ristoranti
italiani sono numerosissimi
in ogni angolo degli States
anche se in alcuni casi di
italiano hanno solo il
nome(spesso sbagliato) .
Dopo una serie infinita di
hamburger e bisteccone fa
comunque piacere un buon
trancio di pizza o una
pasta. La pizza è ovunque
discreta e la pasta
presentata in porzioni
esagerate non vi deluderà.
Per quanto riguarda i prezzi
diciamo che mangiare pasta o
carne non modifica di molto
il conto, un buon piatto di
pasta può costare intorno ai
12-15 $ mentre per la
megabistecca si potranno
spendere al massimo 18-22 $
tutto questo servito con i
relativi contorni e spesso
con un ricco buffet di
verdure.
27 Agosto 2003 Rock Springs
– Moab
Facciamo colazione alle 6.30
, la saletta è già piena di
gente, qui troviamo davvero
pochi turisti. La prossima
tappa è il Dinosaur Quarry .
Il museo è gratuito con il
Pass ed è stato costruito in
prossimità di un giacimento
di ossa di dinosauri. Il
luogo lascia poco allo
spettacolo ed è
prevalentemente un sito
scientifico. I bambini hanno
gradito molto la visita e
praticamente conoscevano i
nomi di quasi tutti i
dinosauri incontrati.
Incredibile!
Proseguiamo verso Sud e dopo
aver superato il Douglas
Pass ci inseriamo sulla Hwy
50 che seguiamo fino a Cisco
per poi deviare in direzione
di Moab.
Questa Scenic Drive non è
assolutamente da perdere , è
stata una delle più belle
sorprese del viaggio! La
strada corre lungo il
Colorado River dove è
possibile seguire i gommoni
che fanno rafting. Nel
frattempo lo scenario cambia
radicalmente e il rosso
delle rocce diventa
abbagliante. Non si contano
le soste per ammirare il
paesaggio! Piccoli canyons
si alternano a rocce che ci
annunciano quello che ci
aspetterà.
Arrivati a Moab ci dirigiamo
subito verso l’Arches Park.
Dopo un salto al Visitors
Center cominciamo subito la
visita degli archi più
famosi. La scenografia in
cui ci muoviamo è
sicuramente fuori dal comune
e il rosso della sabbia ci
riempie gli occhi. Anche il
tempo ci da una mano, la
giornata è splendida ma non
calda , l’ideale per
muoverci tra queste rocce.
Andiamo subito alla Balanced
Rock e da qui vistiamo il
Garden of Eden con il Double
Arch . Proseguiamo alla
volta del Delicate Arch,
simbolo dello Utah.
Ci fermiamo al Campground e
da qui ci avviamo verso il
Pine Tree Arch da cui si
gode una vista stupenda
della valle…Proseguiamo
l’escursione ed ora è la
volta del Landscape Arch
l’arco più famoso e
fotografato del parco,
imperdibile! Sulla via del
ritorno incontriamo un
serpente che sta ingoiando
il suo pasto, visione
inquietante ed affascinante
allo stesso tempo…Al
tramonto usciamo dal parco
convinti di aver visitato
qualcosa di veramente unico.
Troviamo subito il nostro
hotel, il Moab Inn, niente
male…e poiché si è fatto
tardi andiamo subito a cena.
Seguiamo i consigli della
Routard che però questa
volta ci tradisce, mangiamo
alla Brewery di Moab,
spendendo parecchio e
mangiando maluccio , si
salva solo l’ottima birra!
CONSIGLIO:
La tip e’ la nostra mancia
che qui in US è d’obbligo un
po’ ovunque.
Non dimenticatevi di
lasciare una mancia
dell’ordine del 10-15 % del
vostro conto se c’e’
servizio al tavolo. Inoltre
se siete più di 8 persone
sedute al tavolo questa vi
sarà inserita
automaticamente sul conto ,
quindi controllate sempre …
28 Agosto 2003 Moab – Page
Altra giornata fondamentale
del Tour e, dopo la
colazione, ritorniamo verso
Nord, direzione Canyonlands.
Il nostro obbiettivo è
Island in th Sky , entriamo
nel parco e ci spingiamo
fino al Grand View Point
Overlook il più bel punto di
osservazione del parco da
cui si ha l’impressione di
essere sospesi nel vuoto.
Le immagini sono quelle
tipiche dei cartoni di Will
Coyote con terrazze che si
affacciano nel nulla ed
enormi massi sospesi.
Torniamo sui nostri passi
visitiamo il Buck Canyon
Overlook dove il canyon ci
appare come un’enorme
fenditura del terreno in
tutta la sua maestosità. Da
non perdere!
Riprendiamo la nostra corsa
lungo la 191 South fino a
Bluff per poi dirigersi a
Mexican Hut, da qui capiamo
che la Monument Valley è
vicina, una sosta obbligata
anche per fotografare la
strada nel punto in cui è
stata immortalata in
“Forrest Gump”e poi via…
verso l’ingresso del parco.
Giungiamo al Visitors Center
,qui siamo in territorio
Navajo e il nostro Pass non
è valido, paghiamo
l’ingresso di 6$ a testa e
con una cartina molto
approssimativa cominciamo la
visita dei vari view points.
L’inizio non è esaltante, i
primi panorami sono
piuttosto deludenti e non
aggiungono nulla quello che
avevamo già visto…però le
Three Sisters invitano ad
una sosta più approfondita,
le formazioni rocciose si
fanno più accattivanti fino
al John Ford’s Point dove i
Butts che ci appaiono
rendono il panorama
veramente unico! Qui
veramente le foto si
sprecano e veniamo
pienamente coinvolti dal
clima che si respira in
questo incredibile posto…
Proseguiamo con il Totem
Pole per poi giungere
all’Artist Point dove la
vista sulla vallata
sottostante toglie il fiato!
Sembra di vedere il
lontananza la diligenza di
“Ombre rosse” inseguita
dagli indiani…
Indimenticabile!
Pienamente soddisfatti
usciamo dalla valle con le
auto rosse di terra e
facciamo un’inutile sosta
presso una serie di
negozietti all’ingresso del
parco, prezzi incredibili e
oggetti dozzinali,
probabilmente prodotti in
Cina…
Arriviamo a Page in serata ,
troviamo subito il nostro
Best Western e andiamo
subito a cena , ridiamo
fiducia alla guida Routard e
mangiamo allo Strombolli (
con due elle) , locale
italiano gestito da
messicani dove mangiamo una
splendida pizza e degli
spaghetti ai funghi
notevoli. Usciamo
soddisfatti e ci
congratuliamo con il cuoco…
CONSIGLIO:
Le camere degli alberghi
americani si assomigliano un
po’ tutte.
In una camera doppia potrete
trovare due comodi letti
matrimoniali,TV Color,
servizi con doccia,
attrezzatura per prepararvi
caffè o the caldi, ecc.
In genere sono molto
spaziose e garantiscono uno
standard di buona qualità.
Quindi le differenze di
prezzo sono date più che
altro dai servizi offerti .
Diciamo che gli Hotel più
curati che abbiamo
incontrato sono stati i Best
Western, gli Holiday Inn
sono buoni, in particolare
gli Holiday Inn Express
garantiscono tutti la
colazione gratis alla
mattina . Un po’ più
spartani i Confort Inn
orientati verso una
clientela di lavoratori
piuttosto che di turisti.
Inoltre quasi tutti sono
dotati di piscina interna o
esterna, di distributore del
ghiaccio,lavanderia a
gettone ecc.
29 Agosto 2003 Page – Gran
Canyon
Dopo la colazione , compresa
nel prezzo ci avviamo per
visitare le grotte di
Antelope Canyon. Arriviamo
sul posto ma dobbiamo
rinunciare per il gran caldo
e per il costo ! ( 34$ a
testa in jeep e 18$ a piedi)
. Oggi è una delle poche
giornate veramente calde che
abbiamo incontrato in US .
Ci dirigiamo verso il lago ,
visitiamo la diga sul fiume
Colorado che dà origine al
Powell Lake. Il lago è di un
blu intenso e le acque del
Colorado oltre la diga si
colorano di un verde
smeraldo. Facciamo un salto
alla Marina ma , proprio
perché si tratta di un lago
artificiale, non ci
coinvolge più di tanto,
diciamo che viene apprezzato
soprattutto dalle centinaia
di persone che qui
posseggono una barca…
Decidiamo di ripartire, ci
aspetta il Gran Canyon !
Arriviamo in zona alle 15.00
ed iniziamo la visita dalla
parte Est del South Rim.
Al Desert View Point abbiamo
il primo contatto con il
Gran Canyon.
La vista è mozzafiato ma è
in parte limitata dal
confine Est del Canyon.
Un po’ meglio dalla cima
della torre di osservazione
che ci regala altri paesaggi
di grande impatto visivo. Ci
fermiamo al Lipan Point e al
Moran Point dove la visione
si fa sempre più maestosa.
Al Grandview Point l’effetto
è attutito da una vetrata
che si frappone al dirupo. A
questo punto per proseguire
e visitare l’ultima parte
del South Rim è necessario
parcheggiare l’auto e
proseguire con lo Shuttle
verso lo Yavapai Point e l’
Hopi Point dove decidiamo di
attendere il tramonto, in
compagnia di almeno altre
300 persone che hanno avuto
la stessa idea! Qui il Gran
Canyon si presenta in tutta
la sua maestosità e offre il
meglio di se…Il tramonto in
tutta onestà ci ha un po’
deluso anche per la foschia
presente in zona che non ha
permesso la visione limpida
della valle. Arriviamo molto
tardi al Canyon Village e
prima di andare all’hotel
decidiamo di andare a cena.
Per l’ultima serata nel West
scegliamo un tipico locale
western con tanto di balle
di paglia , selle e Cow-Boys
“originali”. Musica country
e luci soffuse rendono
ancora più particolare
l’atmosfera… Mangiamo
l’ultima tenerissima T-Bone
con dell’ottima birra anche
se il conto è
particolarmente salato.
Rientriamo al nostro hotel ,
l’Holiday Inn Express
stanchi ma felici per
un’altra splendida giornata.
CONSIGLIO:
Il materiale fotografico e
le cassette per la
videocamera hanno costi
molto simili ai nostri se li
acquistate presso i
numerosissimi centri
commerciali.
Ovviamente nei luoghi più
turistici i prezzi decollano
quindi attenzione a farvi
una buona scorta…Per il
viaggio in aereo portate le
pellicole nel bagaglio a
mano altrimenti rischiate di
vedere rovinato tutto il
vostro “lavoro”
30 Agosto 2003 Gran Canyon –
Los Angeles
Facciamo colazione nel
nostro hotel, veramente
bello e curato, oggi ci
aspetta la tappa di rientro
a Los Angeles quasi 800 km.
Lungo la Hwy 40 all’altezza
di Falgstaff imbocchiamo la
mitica Route 66. La strada
non presenta caratteristiche
particolari a parte qualche
negozio di souvenirs a
Falgstaff ma soprattutto a
Huckberry. Forse ci saremmo
aspettati qualcosina di più
… Proseguiamo da Bartow
lungo la Hwy 15 per poi
immetterci nella Hwy 10.
Siamo stati velocissimi e
intorno alle 16.00 siamo già
sulle spiagge di Santa
Monica e Malibou.
L’idea che ci eravamo fatti
di Los Angeles il primo
giorno era probabilmente
sbagliata. Le spiagge sono
molto belle e offrono forse
il meglio della città.
Il lungomare come lo
intendiamo noi unisce Santa
Monica a Venice Beach.
Ne percorriamo una parte, in
compagnia di un’infinità di
ragazzi intenti alle più
strane attività e sports
mentre solo in pochi
prendevano il sole e
facevano il bagno lungo la
bellissima spiaggia.
Raggiungiamo il Pier di
Santa Monica dove troneggia
uno splendido Luna-Park e
qui tra giocolieri e
saltimbanchi aspettiamo
l’ultimo tramonto in terra
americana… che tristezza!
Il rientro all’hotel non è
dei più semplici e riuscire
a imboccare la Hwy 10 nel
traffico caotico di Los
Angeles non è facile ma con
l’esperienza maturata in
4600 miglia di strade
americane…
Arriviamo all’Holiday Inn
Airport stanchissimi e
ceniamo nell’hotel, ormai
sono quasi le 22.00.
31 Agosto 2003 Los Angeles -
Italia
Ultimo giorno negli USA !
Intorno alle 8.30 facciamo
il check-out e decidiamo di
visitare Beverly Hills e Bel
Air. Ancora una volta ci
dobbiamo ricredere Los
Angeles in alcune zone è
veramente unica. Il verde
perfettamente curato di
Beverly Hills con decine di
persone che fanno jogging e
le esclusive ville di Bel
Air fanno ormai parte del
nostro immaginario avendole
viste decine di volte in TV.
Non c’è tempo di andare a
cercare le ville dei vips ma
un giro lungo i perfetti
vialetti della collina ne
vale davvero la pena.
Abbiamo ancora un’oretta e
la spendiamo a Rodeo Drive
tra gli esclusivi negozi
degli stilisti italiani che
qui hanno le posizioni di
maggior prestigio…
Puntuali alle 11.00 siamo
alla Alamo per riconsegnare
le nostre fedeli auto e con
lo Shuttle raggiungiamo
l’aeroporto.
Sbrigate le formalità
doganali,niente rispetto a
quelle d’ingresso,pranziamo
in uno degli innumerevoli
ristorantini e spendiamo gli
ultimi dollari nei negozi
del Terminal. L’imbarco è
alle 14.15 e il nostro aereo
puntualissimo si solleva in
volo alle 14.55 Bye Bye
America!!!