
Un racconto di Raffaella
Il nostro viaggio e' iniziato di sabato mattina, quando intorno alle ore
1030, ci siamo imbarcati presso l'aereoporto Fiumicino di Roma. Le nuove
procedure di controllo per chi parte per l'America, devo dire che ci sono
sembrate fin troppo severe, ma come dice la pubblicita', meglio prevenire che
curare! Abbiamo scelto un volo Eurofly, innanzitutto per la convenzienza
economica e poi perche' era un volo diretto e in meno di 9 ore saremmo arrivati
nella Big Apple.
Devo dire che nonostante le poltrone molto ravvicinate e strette(per farvi
capirei direi che una persona che non ha un vitino da vespa e un sederino alla
brasiliana, tanto comoda non ci sta) il viaggio e' trascorso sereno. I film
erano carini e anche il personale e' stato sempre molto gentile.
Arrivati al JFK e dopo aver anche li passato i vari controlli (impronte
digitali, consegna moduli compilati sull'aereo e domande di rito tipo quanto
resti e che fai qui), abbiamo seguito le indicazioni per l'Airtrain, un
comodissimo trenino che collega l'aereoporto di NY con due delle stazioni metro
di collegamento con Manhattan, Howard Beach e Jamaica Station. Noi abbiamo
scelto di andare a Jamaica e prendere il LIRR, un trenino che in meno di
mezz'ora vi porta a Penn Station sulla 34th strada.
Ad essere sinceri, il trenino come ambiente non e' il massimo, ma c'e' sempre un
sacco di gente a bordo e preso nelle ore diurne e' sicuro. Figuratevi che Andrea
aveva lo zaino aperto e dei signori (locali) ci hanno gentilmente suggerito di
chiuderlo! Troppo forti 'sti americani, rimarreti sbalorditi da come siano
sempre li pronti ad aiutarvi. In ogni caso arrivati a Penn Station ci siamo
diretti al nostro albergo, un cinque stelle piuttosto centrale, a pochi blocchi
dall'Empire State Building e da quello che io ritengo l'attrazione fondamentale
di New York: Macy's (scusate, ma le donne che l'hanno visitato sicuramente
capiranno il mio commento). L'hotel fa parte della catena Jolly e si chiama
Madison Towers. Il personale non e' il massimo, parlano anche italiano ma si
perdono in un bicchier d'acqua se gli domandi qualcosa che va oltre il loro
classico job (tipo un paio di forbici per tagliere i biglietti dell'empire).
Pero' le stanze e il cibo, rigorosamente italiano, sono da svenimento...lo so,
lo so penserete, i soliti italiani che vanno all'estero e cercano il ristorante
italiano! Ma credetemi se vi dico che a parte Hamburger e patatine e altre "zozzerie"
varie tipo Caesar's salad, tutto il resto e' veramente nocivo. Loro non mangiano
frutta, bevono bevande alla frutta e loro non usano olio d'oliva ma immergono il
cibo in salse varie, ce n'e' una per ogni tipo di pietanza... ma ognuno ai suoi
gusti e di certo a New York non mancano opportunita' per metterli alla prova
tutti. Una volta posate le valigie in albergo abbiamo deciso di immegerci subito
nella vita locale e ci siamo buttati sulla famosa 5th avenue. E' bellissima,
larga e piena di negozi alla moda. Ma essendo stanchi del viaggio il primo
giorno ci siamo limitati ad andare a visitare l'NBA store, la public library e
San Patrick.
La mattina successiva, dopo un abbondante colazione, dove si puo' trovare di
tutto dai muffin alla cannella al classico cornetto con marmellata, abbiamo
deciso di andare a visitare Times Square, Rockfeller Center e tutti quello che
circonda Madison Avenue dalla 38th alla 60th. Vicino Rockfeller Plaza troverete
una barca o meglio un veliero parcheggiato. Onestamente non ho capito bene cosa
ci facesse li. Mi raccomando e' obbligatoria una tappa a Niketown, Tiffany,
Levis e Bloomingdales anche se quest'ultimo ha dei prezzi molto alti.
Il pomeriggio invece abbiamo preferito dedicarci all'altro lato e quindi siamo
andati dalla 38th in giu' e abbiamo fatto un salto da B&H il piu' grande store
del mondo, dove potete trovare di tutto, incluse telecamere e fotocamere
digitali ad un prezzo bassissimo. Considerate che io ho pagato 1GB SD memory
45$.
Lunedi mattina invece abbiamo deciso di prendere la metro ed andare a vedere il
mitico Brooklyn Bridge: preparatevi signori, e' uno spettacolo eccezionale.
Il percorso pedonale e' lunghino ma ne vale la pena. Da li poi, potete farvi una
camminata e raggiungere facilmente Ground Zero, dove nonostante apparentemente
ci sia soltanto un grande cantiere, l'aria e' ancora molto pesante e triste e si
vede che e' ancora una ferita aperta. Piu' in là c'e' Wall Street dov'e'
d'obbligo la foto con il mitico toro. Attenzione, noi perlomeno non l'abbiamo
trovato con tanta facilita' ma basta chiedere ad uno dei tanti poliziotti di
quartiere che sono sempre molto cortesi. Dopo Walt Street si arriva a Battery
Park dove si gode una bellissima vista dell'oceano, Statua della liberta' che da
lontano sembra minuscola ed Ellis Island. Data la giornata uggiosa abbiamo
evitato di prendere il traghetto per quest'ultime destinazioni, ma il nostro
consiglio e' di non prendere il traghetto a pagamento ma quello gratuito, che
pur non stazionando, vi consente di vedere entrambi i posti.
Il giorno successivo abbiamo scelto di visitare il MOMA e Central Park. Ah
dimenticavo, se avete intenzione di andare in qualche museo, di sostare per piu'
di 5 minuti in un negozio o di prendere la metro, portatevi sempre dietro un
maglioncino: l'aria condizionata in questi posti e' gelida e ancora una volta,
meglio prevenire che curare. Io personalmente ho quasi preso( nonostante il
maglione) una congestione da Fao Swartz, un negozio bellissimo di giocattoli,
che si trova in corrispondenza dell'entrata del Central Park.
A proposito di questo negozio, memorabili sono le statue in lego di Ciubecca e
Dark Water e gli animali in pelouche a grandezza naturale.
Un discorso a parte merita il Central Park. E' curatissimo (d'altronde a parte
quello, a New York c'e' pochissimo verde) e pieno di scoiattoli che come gli
porgete la mano si avvicinano. Tra l'altro e' anche popolato da giovani donzelle
che fanno yoga.
Una cosa che mi ha colpito moltissimo di New York e' come quasi tutte le donne
siano molto curate nel loro aspetto. Si vede che e' una citta' alla moda.
Il MOMA, per lo meno per noi, non e' stato un granche' pero' merita una visita.
Mercoledi mattina di buon'ora (apre alle 9:30) siamo andati sulla mitica
terrazza dell'Empire State Building: in meno di un minuto e mezzo siamo arrivati
all'ottantesimo piano dove praticamente ti fanno scendere solo per fare la foto
di rito. Dopo di che si risale in ascensore e si arriva all'86° piano dove vi
attende uno scenario mozzafiato. Abbiamo anche visto la citta' con quei classici
binocoli che si vedono anche nei film (50 centesimi per circa 2 minuti,
evitate!). Scesi dall'Empire ci siamo diretti da Macy per le ultime compere. Se
andate li ( e sottolineo dovete andarci) ricordatevi di passare al Visitor
Center, dove a tutti i turisti rilasciano gratuitamente un coupon sconti
dell'11%, valido per un mese.
Noi abbiamo comprato un sacco di cose, dai Jeans alle magliette di Calvin Klein....
ma ricordatevi che sui prezzi che vedete c'e' sempre da aggiungere la tassa, che
io sinceramente, nonostante 5 giorni di compere ininterrotte, ancora nn ho
capito bene come funzionano. L'ultimo consiglio che mi sento di darvi e' per il
viaggio di ritorno verso l'aereoporto: se bene la LIRR come vi ho detto
inizialmente sia comoda, e' preferibile prendere la metro E ed arrivare ad una
fermata prima di Jamaica Station dove vi attendera' l'Airtrain per l'aereoporto.
La metro ci mette pochissimo, 25 minuti ed e' molto piu' confortevole del LIRR
(tra l'altro se prendete l'espresso fa ancora meno fermate). Che dire di New
York? Secondo me e' una tappa forzata per chi non e' mai stato negli USA, ma
ricordatevi prima di partire, di armarvi di un buon paio di scarpe da ginnastica
e di partire con la valigia mezza vuota, perche' li, nonostante i vostri buoni
propositi, qualcosa comprerete!
Un ringraziamento particolare a Raffaella per la concessione del racconto