NEW ENGLAND: ALLA RICERCA…
DELL’ALCE
Dopo i soliti preparativi
eccoci pronti a partire alla
scoperta del New England con
la certezza di vivere una
vacanza a contatto con la
natura e la speranza di
poter avvistare un alce.
Prima di iniziare il
racconto ecco un veloce
riepilogo del viaggio:
- partenza da Milano
Malpensa arrivo a Boston con
volo Airone
- 3 notti a Plymouth (Massachuesset)
- 1 notte a Wilmington
(Vermont)
- 2 notti a Waitsfield
(Vermont)
- 2 notti a Stowe (Vermont)
- 2 notti a Glenn (New
Hampishire)
- 3 notti a Bar Harbor
(Maine)
- 1 notte a Wells Beach
(Maine)
- 2 notti a Boston
Tutti i pernottamenti sono
avvenuti in b&b in parte
contattati prima di partire
e in parte trovati
direttamente sul posto
(qualora siate interessati
posso fornirvi gli
indirizzi) nei quali ci
siamo sempre trovati bene
trovando persone gentili e
disponibili e delle
colazioni davvero sublimi.
L’auto l’abbiamo prenotata
dall’Italia ed al momento
del ritiro abbiamo richiesto
il navigatore satellitare
sicuramente utile
soprattutto nella ricerca
dei b&b; andate piano perché
la polizia è davvero tanta
ma anche per godervi i
paesaggi e attenzione agli
animali attraversano
veramente la strada nei
posti più inaspettati
(leggete e scoprirete).
Il dollaro basso ha
facilitato la scelta della
meta e ci ha permesso di non
farci mancare nulla
spendendo sicuramente meno
che in Italia, molto
convenienti gli outlet a
Freeport, alla fine del
viaggio abbiamo accumulato
acquisti per dieci chili.
Il cibo è accettabile
insieme agli immancabili
hamburger non manca mai il
pesce ed assolutamente da
provare, almeno una volta,
l’aragosta del Maine; noi
non abbiamo rinunciato a
nulla compresa torta ai
mirtilli tipo nonna papera e
mega fetta di torta
multistrato al cioccolato.
Inoltre abbiamo apprezzato
moltissimo le varie zuppe.
Solo un avvertimento i
ristoranti chiudono verso le
21/21.30 se cercate vita
notturna vi conviene
cambiare meta nei vari
paesini dopo cena non c’è
molto da fare.
Il tempo è stato davvero
clemente abbiamo trovato
sempre sole, temperature
ideali per girare, anche se
una felpa per la sera è
indispensabile; utilissimi
gli scarponi da trekking per
affrontare le passeggiate in
tutta sicurezza.
Il cellulare non prende
molto bene soprattutto nella
zona del Vermont siamo
rimasti “isolati” per
quattro giorni perciò se
avete a casa parenti ansiosi
sappiate regolarvi.
Finalmente infilati in
valigia gli scarponi da
trekking siamo pronti per
partire e così alle undici
del 16 di agosto decolliamo
destinazione Boston dove
atterriamo sette ore e mezzo
dopo pronti a ritirare la
nostra macchina e a
dirigerci immediatamente
sulla costa.
Le prime tre notti le
trascorriamo a Plymouth, la
cittadina non è niente di
particolare, ma è a mezza
strada tra la penisola di
Cape Code e il Rhode Island
che visitiamo i due giorni
successivi.
La penisola di Cape Code ci
offre la veduta di spiagge
chilometriche e bianchissime
come la spiaggia Marconi e
la possibilità di visitare
cittadine tranquille ed
eleganti come Chathman ma
anche chiassose e colorate
come Provincetown che ci ha
piacevolmente colpiti per la
sua tolleranza.
Il piccolo stato di Rhode
Island ci permette di
visitare Newport famosa
città della coppa America
dove, dopo aver visitato
alcune delle residenze
storiche, ci gustiamo un
gelato nella colorata zona
del porto, anche se in
realtà ci aspettavamo un po’
di più da questa città.
Dopo questo primo assaggio
di New England siamo pronti
per avventurarci nel Vermont
lo stato che maggiormente ci
ha rapito con la sua calma,
i suoi colori, la sua
tranquillità, basta lasciare
la costa e ci si trova
immersi nell’atmosfera
country, i paesi sembrano
usciti da un libro di fiabe
e i country store ricordano
tanto il negozio della
signora Holison della casa
nella prateria: vendono
dalle caramelle ai vestiti,
dal cibo agli articoli per
la casa e in più se hai fame
ti cucinano pure qualcosa.
Il Vermont riesce a
conquistarci ogni giorno
cominciamo a scoprire i suoi
numerosi ponti coperti, le
sue strade alberate che
cominciano a colorarsi dei
colori autunnali, è solo un
piccolo assaggio, solo
qualche albero, ma ci dà
un’idea di che spettacolo
magnifico è l’autunno in
questi luoghi.
Ma non possiamo certo
perdere di vista uno degli
scopi del nostro viaggio
così il tempo trascorso in
Vermont è dedicato anche
alle varie camminate nei
boschi nella speranza di
avvistare la nostra alce ma
non siamo fortunati, lo
spettacolo naturale in ogni
modo non ci delude anzi ci
offre scenari bellissimi, ma
l’alce non sembra volersi
mostrare, ma il viaggio è
ancora lungo e noi sempre
più determinati a non cedere
ad una di quelle gite
preconfezionate che
assicurano avvistamenti di
alci.
Nel nostro soggiorno a
Wilmington passiamo la notte
in una fattoria con le
mucche che pascolano in
giardino, mentre a Waitsfeld
abbiamo anche la fortuna di
poter partecipare ad una
festa country (non da
intendere come festa dove si
ballavano danze country) ma
proprio come festa di
campagna con la classica
pannocchia abbrustolita come
piatto principe della
serata: inizio festa ore
18.00 fine ore 21.30 davvero
uno spettacolo.
La mattina seguente, invece,
la dedichiamo al kayak,
affittiamo le nostre due
canoe in paese e caricate
sul tetto dell’auto andiamo
al Blueberry Lake dove
essendo solo noi possiamo
goderci il paesaggio in
un’atmosfera davvero
surreale.
Stowe, ultima tappa nel
Vermont, è una rinomata
stazione sciistica che in
estate, in un’atmosfera
totalmente rilassante, offre
numerose occasioni di
praticare sport all’aperto
tra cui alcune passeggiate
anche impegnative; inoltre,
se avete avuto l’occasione
di vedere il musical “tutti
insieme appassionatamente”
sappiate che qui risiede la
famiglia Von Trapp che
gestisce un bellissimo b&b
che domina la vallata (noi
ci siamo limitati ad una
visita al negozio e a
qualche foto).
Pieni di entusiasmo per i
posti che ci hanno ospitato
per quattro giorni ci
dirigiamo verso il New
Hampishire ed anche qui le
possibilità di avvistare
alci non mancano perciò
siamo sempre molto attenti
rincuorati anche dai
numerosi cartelli di
avvertimento di
attraversamento alci. La
nostra prima tappa data la
bella giornata è la salita
al Monte Washington e qui si
vede la capacità degli
americani di valorizzare le
loro bellezze: per accedere
in macchina al monte è
necessario pagare un
pedaggio di venti dollari
per macchina e conducente e
sette per ogni altro
occupante dell’auto e una
volta pagati vi sarà
consegnata una busta con
tanto di diploma e adesivo
formato gigante “This car is
climbing mt. Washington” e
cd che accompagnerà la
vostra salita e discesa!
Comunque abbandonato il
cambio automatico e passati
a quello manuale (si può
salire solo utilizzando la
prima e la seconda marcia)
si comincia a salire su di
una classica strada di
montagna tutta curve che
alla fine ti regala una
vista magnifica sulla
vallata e quella strana
sensazione di trovarti sulla
cima più alta infatti
intorno niente è più in alto
di dove ci si trova.
Scendendo dalla vetta
intraprendiamo un piccolo
sentiero sulla montagna ma
nonostante le nostre
aspettative e l’alta
possibilità di incontrare un
alce, come dice la lonely,
non siamo ancora fortunati
ma la giornata non è ancora
finita e fiduciosi andiamo
verso il b&b che ha un ponte
coperto annesso.
La nostra fiducia viene in
parte ripagata la sera,
infatti, tornando dalla cena
facciamo l’incontro più
sorprendente ed inatteso
oserei dire della nostra
vita: un orso ci attraversa
la strada, si avete letto
bene un bell’orso ci
attraversa tranquillamente
la strada per poi sparire
nel bosco a lato, non so
immaginarmi la mia faccia,
stiamo cercando
disperatamente da giorni un
alce su e giù per le
montagne e praticamente in
mezzo al paese avvistiamo un
orso, l’emozione è
incredibile, il regalo più
bello di tutta la vacanza.
Ancora eccitati per
l’incontro della sera
precedente la mattina
partiamo alla scoperta della
Kancamagus Highway una
strada magnifica ricca di
posti dove è possibile
fermarsi per intraprendere
passeggiate o semplicemente
per un pic-nic (ricordatevi
di portarvi sia da mangiare
sia da bere perché non vi
sono bar lungo il percorso),
al primo punto panoramico
ritirate il pass da esporre
in macchina e pagate la
quota di tre dollari
inserendo i soldi in una
cassetta di legno. Vi
trascorriamo l’intera
giornata, visitiamo le
numerose cascate e facciamo
anche dei brevi percorsi di
trekking, io, dopo
l’incontro della sera
precedente, sono un po’
timorosa per gli orsi che
potrebbero aggirarsi, mentre
Andrea è sempre più
fiducioso di poter
realizzare il suo sogno di
incontrare un alce.
Tra le passeggiate fatte in
particolare vi segnalo il
breve sentiero che permette
di camminare attorno al lago
(Falls Pond) che si trova al
Rocky Gorge facile ed
emozionante, eravamo solo
noi in mezzo alla natura.
Non vogliamo lasciare nulla
di intentato e così come ci
consiglia la guida ci
rechiamo al Lilly Pond
descritto come luogo
migliore per l’avvistamento
delle alci, scendiamo
dall’auto proprio mentre si
alza un’arietta gelida ma
noi impassibili pronti con
le due macchine fotografiche
e in religioso silenzio
aspettiamo per una
mezz’oretta (non molto lo
so, ma il mio naso si stava
letteralmente congelando) ma
alla fine dobbiamo desistere
anche questa volta non siamo
fortunati e così saliamo in
macchina e… il vento si
placa immediatamente.
Soddisfatti dei due giorni
trascorsi partiamo alla
volta del Maine ma ancora un
“regalo” ha in serbo per noi
il New Hampshire, infatti,
percorrendo la strada che
porta al mt Washington,
proprio davanti al centro
visitatori notiamo a lato un
fuoristrada con lampeggiante
acceso, rallentiamo e a mano
a mano che ci avviciniamo
non possiamo credere ai
nostri occhi: il ranger sta
caricando sull’auto un alce
morta investita da un auto,
a testimonianza
dell’incidente ancora una
macchia di sangue sulla
strada, siamo senza parole
una tristezza infinita ci
coglie e restiamo in
silenzio a pensare alla
nostra bell’alce che tanto
abbiamo inseguito tra i
boschi e che mai avremmo
immaginato e voluto vedere
in questo modo.
Ancora scossi arriviamo in
Maine e quasi a far pace con
noi la natura ci offre un
altro spettacolo
meraviglioso, poco distante
dall’entrata dell’autostrada
in un prato riusciamo ad
avvistare e fotografare un
cerbiatto con la sua mamma,
rincuorati e rinfrancati
siamo pronti per scoprire
questo nuovo pezzetto di New
England.
La scelta di Bar Harbor è
stata dettata dal desiderio
di visitare il parco
nazionale dell’Arcadia e
appena giunti ci ritroviamo
in una realtà ben diversa da
quella a cui eravamo
abituati, infatti, qui c’è
davvero molto gente ed, in
effetti, il parco attira
numerosi visitatori
incantati come noi dalla
possibilità di poter godere
dei boschi e delle spiagge.
Pagato il pass per il parco
al visitor center, venti
dollari con validità una
settimana, il primo giorno
percorriamo l’anello più
battuto del parco (Park Loop
Road) fermandoci nei vari
punti di interesse e
terminando con il percorso
che costeggia il Jordan Pond,
un percorso piacevole e non
particolarmente impegnativo
dopo il quale ci concediamo
una piacevole merenda al
ristorante vicino.
Il secondo giorno, invece,
ci dedichiamo alla parte
meno turistica del parco e
desiderosi di ripetere
l’esperienza in kayak
andiamo fino a Long Pond e
noleggiamo questa volta un
imbarcazione doppia e qui
faccio la mia grande
scoperta: in un kayak doppio
non mettetevi dietro perché
si fa molta più fatica, non
sapendolo e credendo di fare
cosa gradita ad Andrea mi
sono posizionata nel posto
dietro e mai errore fu
peggiore, l’inesperienza è
stata pagata con una gran
fatica e alla fine distrutta
mi faccio convincere ad
invertire i posti ma il
cambio lo effettuiamo su di
una traballante piattaforma
di legno in mezzo al lago,
un vero miracolo che non sia
caduta in acqua ma una volta
conquistato il posto davanti
è tutta un’altra vita, è
bellissimo, la fatica è
quasi pari a zero e posso
godermi il sole dedicandomi
ad una bella abbronzatura
con segno dei pantaloncini.
Nel Maine è assolutamente
d’obbligo mangiare
l’aragosta noi eravamo
dubbiosi ma non potevamo
certo esimerci e così
abbiamo optato per un menu
con zuppa, aragosta,
patatine e torta ai
mirtilli, onestamente
l’aragosta non è che ti
sazia tantissimo, ma è
assolutamente da provare ha
proprio il sapore del mare.
Ormai mancano pochi giorni
al rientro e nella tappa di
avvicinamento a Boston ci
fermiamo a Freeport per un
po’ di meritato shopping che
non ci delude affatto
inoltre non manchiamo una
visita ai grandi magazzini
L.L. Bean un’esperienza che
lascia senza parole aperti
24h per 365 giorni l’anno
offrono una vastissima gamma
di prodotti per lo sport ed
il tempo libero se non si
hanno le idee chiare di cosa
voler comprare si rischia
davvero di perdersi.
Dopo lo spese decidiamo di
cercare un posto per dormire
in riva all’oceano e ci
fermiamo quasi per caso a
Wells Beach un paesino
abbastanza anonimo ma che ci
da la possibilità di fare
una lunga passeggiata su di
una chilometrica spiaggia
bianca e di addormentarci
con il rumore delle onde in
sottofondo.
La mattina siamo pronti per
affrontare i pochi
chilometri che ci separano
da Boston dove arriviamo in
tarda mattinata e, preso
possesso della nostra
bellissima stanza
nell’ultimo b&b della
vacanza, usciamo subito alla
scoperta di Cambridge e
della sua prestigiosa
università Harvard.
I vari spostamenti a Boston
li abbiamo fatti con il
pullman, il biglietto si può
fare direttamente sul mezzo
pagando 1,50 dollari per
tratta se non si hanno i
soldi contati la macchinetta
carica il vostro credito su
di una tessera che potete
utilizzare per le successive
corse.
Il giorno seguente, sempre
in pullman, raggiungiamo
l’inizio del Freedom Trail
che percorriamo con calma
soffermandoci nei vari punti
di interesse e visitando i
numerosi negozi del centro,
rimaniamo colpiti dalla
rilassata atmosfera della
città che, complice anche la
bella e calda domenica di
fine agosto, la rende così
diversa dalle altre
metropoli americane.
Arriviamo così al giorno
della partenza ed una volta
consegnata la macchina ed
imbarcati i bagagli siamo
pronti a lasciare questo
bellissimo paese che anche
all’aeroporto ci regala un
ultimo tocco country,
infatti, davanti alla
vetrata da cui si vede il
fiume sono messe una fila di
candide sedie a dondolo
perché ovunque si sia e
qualunque cosa si stia
facendo nel New England vale
sempre la pena fermarsi un
attimo e godere della
natura.
Una vacanza che ci ha
regalato tantissime emozioni
e buon New England a tutti
sperando che abbiate più
fortuna con le alci.
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