
Ma quando a partire dalla metà del XIX sec. i coloni bianchi cominciarono a penetrare sempre più nella loro regione, i Navajo si difese-ro accanitamente. Le guerre dei Navajo e degli Apache contro l'uomo bianco furono un'impresa inutile, nonostante condottieri leggendari come il famoso capo Apache Geronimo; terminarono nel 1886 con la capitolazione.
Successivamente i Navajo poterono tornare in una riserva situata sul loro territorio d'origine. Fino ad oggi il loro popolo è ancora afflitto, più di altre minoranze negli USA, da disoccupazione, alcolismo e disgregazione sociale. D'altro canto la riserva dei Navajo si trova oggi in un'ottima condizione economica grafie ai ricchi giacimenti di petrolio. Anche i casinò dei Navajo sono un'indubbia l'onte di profitto. Tutto questo non può però fare dimenticare lo sradicamento culturale, il disorientamento e la quasi totale impossibilità di preservare la cultura e le tradizioni dei Navajo.
Ancora oggi però vengono eseguite numerose danze rituali. Tra queste ci sono la danza del fuoco dei Navajo, la danza Yei-bi-chei in inverno ed infine la cosiddetta Enemy Way Dance in estate. Chi vuole assistere a uno di questi rituali deve richiedere un permesso, fotografie e registrazioni sono in ogni caso vietate. Chiunque attraversi il territorio dei Navajo deve fare attenzione a come si comporta con le persone e con il paesaggio circostante. La terra è considerata sacra dagli indiani, il campeggio libero è quindi vietato. Il desiderio di molti turisti di fotografare almeno una volta un "vero indiano" può essere esaudito nel territorio dei Navajo. Anche in questo caso è però necessario richiedere l'autorizzazione.
GLI HOPI: IL POPOLO PACIFICO
Nella lingua degli Hopi c'è la parola Koyacmisqatsi, che significa ali'incirca caos causato per colpa propria e futuro incerto. Sembra quasi che questa parola antica si sia avverata nella situazione degli Hopi, oggi più difficile che mai.
Nel mezzo della riserva dei Navajo si trova la piccola riserva degli Hopi, fondata nel 1882, dove vivono ancora oggi circa 6000 membri di questa tribù.
Gli Hopi (significa pressappoco "il popolo pacifico") sono probabilmente discendenti degli Anasazi precolombiani. Essi vivono oggi in comunità indipendenti che si trovano su tre mesas, (altipiani), alti 180 m. Sul primo di questi monti si trova Walpi, uno dei pueblo hopi più belli. Altrettanto degni di nota sono gli altri tre villaggi sulla seconda mesa, Mi-shongnovi, Shipaulovi e Shongopovi. Vicino alla Hwy. 264 si trovano anche l'Hopi Cultural Center e un campeggio spartano.
Il villaggio più antico si chiama Old Oraibi e si trova sulla terza mesa. Questo paese è abitato fin dal 1150. Un'altra montagna, la cosiddetta Black Mesa che si trova a nord, fu quasi completamente distrutta dall'estrazione del carbone negli anni '60.
Come gli Hopi giunsero in questa regione rimane a tutt'oggi inspiegato. In ogni caso per secoli la tribù si è affermata nei confronti dei Navajo. Secondo la leggenda gli Hopi avevano attraversato il Nordamerica alla ricerca del luogo più inospitale, dove avrebbero potuto sfuggire all'invidia e alla gelosia. Le pitture murali dei loro antenati si trovano ancora oggi sulle mesas, nelle grotte e nelle gole. I segni cubiformi, spesso a centinaia sulle più piccole superfici, sembrano essere messi insieme senza un senso che li colleghi, narrano invece queste storie del passato. I caratteri spigolosi di questi geroglifici raccontano delle cerimonie sacre degli Hopi o descrivono il passato di una delle loro stirpi. Le mesas offrivano inoltre una buona protezione, dato che erano difficilmente attaccabili. Soltanto nel XVI secolo i Navajo arrivarono in questa regione e nel corso del tempo appresero molto dagli Hopi. Ma la vicinanza tra le due tribù - da un lato gli evoluti Hopi, sedentari e coltivatori di mais, dall'altra i nomadi cacciatori Navajo - non fu sempre facile. Ancora oggi emergono conflitti di confine tra i due popoli, alcune famiglie Navajo si rifiutano da anni di abbandonare antichi territori hopi, e da allora gli Hopi guardano dall'alto al basso i Navajo e li descrivono come tasavuh ladreschi ed aggressivi. Nella lingua degli Hopi questo significa più o meno "attaccabrighe".
Gli Hopi sono famosi ancora oggi per le loro kachinas, piccole bambole intagliate nel legno, che rappresentano divinità e vengono impiegate durante le cerimonie. Anche i gioielli in argento e la ceramica fanno parte delle tipiche creazioni artigianali degli Hopi.
In particolare la lavorazione della ceramica è considerata quasi un'attività sacra, come nella maggioranza delle culture indiane del Sudovest. La lavorazione della
ceramica non avviene mai su un tornio, bensì viene effettuata con grosse matasse di argilla che vengono lavorate a mano per produrre pentole, vasi e ciotole. 1 motivi decorativi sulla ceramica si basano ancora oggi sui simboli tramandati. Tipici sono i disegni di animali e di uomini
spigolosi presenti sui vasi degli Hopi, che immortalano sui loro recipienti d'argilla di tutto, dall'aquila fino alla formica.
Dopo una visita alle mesas si può arrivare sulla Rte. 264 fino a Ganado. Molto vicino si trova Hubbell Trading Post, un vecchio fortino, risalente al 1878, il più antico posto di guardia commerciale nel territorio dei Navajo e oggi trasformato in museo. Gli indiani vendono qui tappeti, tessuti e gioielli d'argento dei quali viene dimostrata anche la lavorazione.
Continuando verso est si incontra la cittadina di Window Rock, per così dire la capitale della nazione dei Navajo. Qui si riunisce il consiglio della tribù, un organo composto da 88 persone elette democraticamente. Il luogo deve il suo nome ad un vicino ponte di roccia alto 15 metri. Nel Navajo Nation Museum viene raccontata la storia di questo popolo. Nelle vicinanze c'è il Navajo Zoologica! and Botanica! Park, nel quale si trovano le più importanti specie animali e vegetali che hanno permesso a questa tribù di sopravvivere nel deserto.
Se si ha abbastanza tempo, si può fare una deviazione verso sud fino al Petrified Foresi National Park. In questo piccolo parco nazionale, 40 chilometri a est di Holbrook, sulla US Hwy. 180, si possono vedere i resti fossilizzati di tronchi d'albero, alcuni dei quali risalgono a 225 milioni di anni fa. A quei tempi la regione non era un deserto, ma un fertile territorio di marcite e paludi. I tronchi degli alberi morti furono ricoperti nel corso di milioni di anni da sedimenti e da cenere vulcanica pesante e ricca di silicati. Così ancora oggi è possibile distinguere i singoli anelli che mostrano l'età degli alberi.
La Hwy. 191 ritorna verso nord e conduce ad una delle più impressionanti testimonianze della grande civiltà indiana.
IL CANYON DE CHELLY
II Canyon de Chelly (pronuncia "de-shay") fu da sempre un luogo sacro per i Navajo, che per secoli vi vissero e vi cercarono riparo. I turisti possono quindi entrarvi da soli esclusivamente seguendo il White House Trail, un sentiero segnato lungo quattro chilometri. Per tutti gli altri sentieri del canyon è obbligatoria una guida indiana, anche solo per rispetto del significato religioso del luogo. Questi giri iniziano a Chinle alla Thunderbird Lodge. Purtroppo anche con la guida non è possibile accedere alla maggioranza delle grotte e delle case rupestri. Chi vuole rimanere in macchina può seguire il Rim Drive sul bordo del canyon (25 km) ed ammirare dalla macchina le meraviglie del luogo.
I Navajo arrivarono nella valle solo nel 1700, ma già nei secoli precedenti devono averci vissuto degli indiani. Furono tutti attirati dalla straordinaria fertilità del canyon. Ancora oggi vi viene praticata l'agricoltura. Circa 60 abitazioni sono ancora conservate, le più antiche risalgono a quasi 2000 anni fa. Particolarmente interessanti sono la White House, la An-telope House e la Mummy Cave.
Il Canyon de Chelly diventò tristemente famoso nel 1864, quando il leggendario Christopher "Kit" Carson vi assediò gli ultimi guerrieri Navajo e li fece morire di fame. Nei cinque mesi precedenti di quella guerra di sterminio, il generale aveva devastato i campi della tribù, l'aveva depredata del suo bestiame e aveva dato la caccia ai Navajo lungo 500 chilometri di prateria. Gli indiani si rifugiarono nel Canyon de Chelly considerandolo un luogo inespugnabile, ma una parte delle truppe di Kit Carson tese loro un'imboscata all'uscita del canyon. Dopo due settimane tutto era finito: Carson aveva raggiunto il suo scopo; i Navajo si nell'odierna riserva.
Le Highways 191, 160 e 163 proseguono nel territorio dei Navajo fino alla Monument Valley.
UNA SCENOGRAFIA PERFETTA: LA MONUMENT VALLEY
Non c'è praticamente nessuna formazione rocciosa al mondo che è stata usata così spesso come quinta scenografica per film (tra gli altri Stagecoach) o spot pub-blicitari: la Monument Valley rappresenta per molti la quintessenza del Far West. La Route 163 attraversa la valle e costeggia gli imponenti e solitari giganti di pietra. I cowboy e gli indiani dei giorni andati non si preoccupavano delle condizioni delle strade, chi invece oggi vuole visitare la valle come turista deve assolutamente informarsi sulle condizioni me-teorologiche dei giorni precedenti. Le strade di accesso sono ricoperte solo di ghiaia e diventano impercorribili dopo la pioggia o i temporali (che comunque nonsono frequenti). Chi si preoccupa della carrozzeria della propria macchina può esplorare da vicino la Monumentai Valley a bordo di uno degli autobus navetta che partono dal Visitor Center. Per inciso la valle non fa parte del complesso dei Parchi nazionali degli Stati Uniti, è invece sotto la giurisdizione della nazione dei Navajo.
Se si ha tempo a sufficienza si può fare una deviazione verso sudovest: circa 18 km oltre Kayenta dalla Hwy. 160 parte la strada n. 564 che conduce al Navajo National Monument. Qui sono conservati tre villaggi rupestri nei quali 800 anni fa non vivevano Navajo, ma indiani Kayenta-Anasazi. Delle tre case Betata-kin, Keet Seel e Inscription House è possibile vedere solo la prima, e anch'essa da lontano, da una terrazza panoramica. Le altre due caverne sono raggiungibili solo con lunghe marce a piedi o a cavallo, l'Inscription House è comunque chiusa al pubblico. Per Betatakin e Keet Seel sono offerte delle visite guidate di diverse ore, veramente faticose.
La Highway 163 conduce a nord verso l'interno dello Utah, passando vicino ad una famosa formazione rocciosa, il cosiddetto Mexican Hat, la cui forma ricorda un sombrero rovesciato. Si ha l'impressione che sia sufficiente una piccola spinta per far perdere l'equilibrio all'enorme masso.
Il viaggio continua poi a est verso il Colorado. Le Highway 262, 41 e 160 passano accanto al Four Corners Monument, l'unico punto negli USA dove si incontrano i confini di quattro stati, e cioè l'Arizona, il Colorado, il New Mexico e lo Utah, e infine all'ultimo luogo di interesse del percorso, al Mesa Verde National Park.
UN VIAGGIO NEL PASSATO: LA MESA VERDE
Una visita alla Mesa Verde, a nordest del Four Corner, riporta alla secolare civiltà tramontata degli indiani Anasazi. La Hwy. 160 ci porta al parcheggio all'entrata del Mesa Verde National Park, che fa sicuramente parte dei Parchi nazionali di maggiore interesse storico-culturale d'America: in questa regione, come nel Canyon de Chelly, a Hovenweep e nel Chaco Canyon, visse fino al XIII secolo il popolo precolombiano degli Anasazi. Sulla Mesa Verde, un altopiano abbastanza fertile (da cui anche il nome spagnolo "tavola verde"), gli Anasazi lasciarono numerose cliffdwellings, abitazioni di pietra abbarbicate su enormi pareti di pietra arenaria ocra.
Poco lontano dall'entrata del parco si trova il Far View Visitor Center che, insieme al Museum più a sud e al Park Headquarters, fornisce informazioni sui reperti presenti nel parco. Pare che il periodo di massimo splendore di questo popolo si sia concluso all'inizio del XIV secolo, poco prima della scoperta dell'America. In quel periodo la Mesa Verde venne abbandonata. Questo fatto potrebbe essere stato dovuto ad un lungo periodo di siccità che colpì tutta la regione sudoccidentale del continente; può però anche essere stato un effetto della sovrap-popolazione.
La Spruce Tree House, subito dietro al Museum è tra le cose più interessanti. In questo complesso ben conservato si possono visitare oltre 100 locali (e altari). Dietro alla Spruce Tree House la strada si biforca in due tronconi. II West Loop passa per la Square Tower House, il Sun Terapie e per il Sun Point. Più spettacolare è il percorso ad est, che passa per il Cliff Palace e la Balcony House. Il Cliff Palace, con le sue oltre 200 stanze, è il complesso più grande e famoso di tutta la Mesa Verde. La Balcony House si può raggiungere solo con una scala a pioli lunga 9 metri ed è attraversata da molte gallerie.
Sul viaggio di ritorno, a mezza strada tra Headquarters e il parcheggio, vale la pena fermarsi al Park Point Fire Look-out: da un'altezza di 2600 m si può godere di una vista meravigliosa sulla regione dei Four
Corners.

RISERVE INDIANE NAVAJO E HOPI,
CANYON DE CHELLY E MONUMENT
VALLEY
Prefisso 520
Alberghi / alloggi
CLASSE MEDIA: Best Western Adobe Inn,
1701 N Park Dr., Winslow, AZ 86047, tei. 289-4638. Canyon de Chelly, Box 295, Chinle, AZ 86503 (tre isolati a est della AZ 191), tei. 674-5436. Goulding's Monument Valley Lodge, Box 360001, Monument Valley, UT 84536 (21 miglia a nord, poi a ovest per la US 163), tei. 801/727-3231. Holiday Inn, Box 307, Jet. US 160/163, Kayenta, AZ 86033, tei. 697-3221. Little America Hotel, Box 3900, 2515 E Butler Ave., Flagstaff, AZ 86003, tei. 779-2741. Quality Inn, 2000 S Milton Rd., Flagstaff AZ 86001, tei. 774-8771. Thunderbird Lodge, Box 548, Chinle, AZ 86503 (3 miglia a su-dest della AZ 191), tei. 674-5841. ECONOMICI: Arizona Mountain Inn, 685 Lake Mary Rd., Flagstaff, AZ 86001, tei. 774-8959, vicino al Pulliam Field Airport. Best Western Adobe Inn, 615 W Hopi Dr., Holbrook, AZ 86025, tei. 524-3948. Best Western Arizona Inn, 2508 E Navajo Blvd., Holbrook AZ 86025, tei. 524-2611. Econo Lodge, N Park Dr./I-40, uscita 253, Winslow, AZ 86047, tei. 289-4687. Econo Lodge East, 3601 E Lockitt Rd., Flagstaff, AZ 86004, tei. 572-1477. Super 8, 3725 Kasper Ave., Flagstaff, AZ 86004, tei. 526-0818, US 66, 89 sulla Business
Rte. 40.
CAMPEGGI: per informazioni sui campeggi nei Parchi nazionali dell'Arizona rivolgersi a: Arizona State Parks, 800 W Washington, Suite 415, Phoenix, AZ 85007, tei. 542-4174. Per informazioni sui campeggi nelle riserve indiane rivolgersi alle autorità competenti per le riserve qui elencate. In ogni caso il campeggio libero nelle riserve è da evitare assolutamente!
Cose da vedere, musei e parchi
Hopi Cultura! Center (con ristorante e motel), tei. 734-2421 (prenotazione senz'altro consigliata). Hubbell Trading Post National Historic Site, 1 miglio a ovest sulla AZ 264, tei. 755-3475. Il più antico posto di guardia commerciale nel territorio Navajo. Meteor Crater presso Winslow, 20 miglia a ovest, sulla 1-40, informazioni tei. 774-8350. Il cratere di meteorite meglio conservato al mondo. Navajo County Historical Museum, 100 E Ari-zona, Holbrook, tei. 524-6558. Mostra sulla cultura degli Apache, Navajo e Hopi (nel vecchio tribunale) Navajo Indian Reservation, informazioni tei. 871-6659. Navajo N. M., 20 miglia a sudovest di Kayenta, sulla AZ 564, informazioni tei. 672-2366. Navajo Nation Museum, Tse Bonito Park (incrocio orientale AZ 264/Indian Rte. 12), Window Rock, tei. 871-6673.
Navajo Nation Zoologica! and Botanica! Park, Tse Bonito Park (incrocio orientale AZ 264/Indian Rte. 12), nel Navajo Arts and Crafts Enterprise Center, tei. 871-6573.
Old Trails Museum, 212 N Kinsley Ave., Winslow, tei. 289-5861. Mostra sull'artigianato indiano. Petrified Forest National Park, 26 miglia a est di Holbrook, sulla Interstate 40, informazioni: tei. 524-6228.
Canyon de Chelly N. M., P.O. Box 588, Chinle AZ 86503, tei. 674-5436.
Visite guidate
Crawley's Monument Valley Tours Inc., lei. 697-3734/3463. Visite guidate quotidiane nella Monument Valley, Mystery Valley e Hunt's Mesa. Thunderbird Lodge Canyon Tours, tei. 602/5841, offre ogni giorno escursioni in Jeep nei canyon.
Informazioni turistiche
Hopi Tribe. PO Box 123, Kykotsmovi, AZ 86039, tei. 734-2441, ext. 190 (o tei. 734-6648 perinforma-zioni sulle attuali manifestazioni sulle Mesas). Na-vajoland Tourism Department, Box 663, Window Rock, AZ 85615, tei. 871-6659.
PARCO NAZIONALE MESA VERDE E DINTORNI
Prefisso 303 Alberghi / alloggi
CLASSE MEDIA: Fair View Lodge, Box 277, Mancos, CO 81328 (sulla Navajo Hill, nel parco, distante 15 miglia dall'entrata del Parco Mesa Verde), tei. 529-4421.
ECONOMICI: Anasazi, 666 S Broadway, Cortez, CO 81321, tei. 565-3773. Holiday Inn Express, 2121 E Main St., Cortez, CO 81321, tei. 565-6000.
Cose da vedere, musei e parchi
Anasazi Heritage Center & Escalante Ruins, sulla CO 184, vicino a Cortez, tei. 882-4811. Museo sulla cultura tramontata degli Anasazi. Far View Visitor Center, 15 miglia a sud dell'entrata del Parco Mesa Verde.
Far View Museum, presso la direzione del parco (Park Headquarters), 21 miglia a sud dell'entrata del Parco.
Park Point Fire Lookout, a metà strada tra l'entrata del Parco Mesa Verde e i Park Headquarters.
Informazioni turistiche Cortez/Mesa Verde Visitor Info Bureau, PO Box HH, Cortez, CO 81321, tei. 565-8227. Mesa Verde National Park Superintendent, PO Box 8, Mesa Verde National Park, CO 81330. tei. 970/529-4465.