
I Grandi Parchi
Americani
http://msereno1970.interfree.it/index.html
Qui
abbiamo cercato di raccogliere tutte le informazioni, frutto della nostra
esperienza, che a nostro avviso vi aiuteranno a vedere le cose migliori e a
spendere un poco meno. Non si tratta ovviamente di comandamenti scolpiti nella
pietra, ma speriamo siano utili a dei "turisti casuali" come noi.....
Alcuni li
ho aggiunti in base alle richieste che voi mi avete fatto negli ultimi tempi,
spero vi siano utili e mi scuserete per la loro disorganicità.
Come
diceva Christian de Sica in VACANZE IN AMERICA “chi se fa l’affari sua,
torna sano a casa sua!!!” Gli USA sono organizzatissimi e potete fidarvi molto
della loro organizzazione. Sotto certi aspetti, per noi italiani skafati,
possono anche sembrare un poco naive. Non fate i furbetti però e siate
rispettosi della loro cultura e regole o vi accorgerete a caro prezzo che
possono lisciarvi il pelo per bene! A proposito: occhio ai tassisti, son figli
di troia proprio come i nostri!!!
Per fare
una vacanza alla "Turisti per Caso" DOVETE CONOSCERE L'INGLESE!!!!,
parlare a gesti o fare come Toto' e Peppino a Milano ("NOIO VOLEUAM SAVUAR
LINDIRISS") non vi aiuterà... e vi chiederanno se venite dalla VALBREMBANA....
Se invece avete preso parte ad un tour organizzato rilassatevi e godetevi la
vacanza.
Una buona
guida e' indispensabile, noi avevamo la Rough Guide di Greg Ward – “Sud
Ovest USA”, editore Vallardi Viaggi: si e' rivelata ottima, comunque le guide
sono parecchie, Lonely Planet o simili vanno benissimo. La guida vi aiuterà
nella scelta dei posti da vedere, la lista dei motel disponibili (si rivelerà
molto utile quando programmerete le vostre tappe, specie per quelle in
territorio indiano dove i Motel disponibili sono pochi e di qualità non
eccelsa) e le dritte più importanti. Non dimenticate inoltre una mappa,
utilissima per trovare le strade migliori. Noi abbiamo acquistato le mappe dei
vari stati una alla volta nei vari empori, man mano che ci spostavamo in un
nuovo stato.
La baia di
San Francisco si protende praticamente in mezzo all’Oceano Pacifico, motivo
per cui la baia e' quasi sempre avvolta nella nebbia e anche in piena estate fa
un freddo porco, portatevi una giacchina antivento altrimenti nella vostra gita
in barca verso il Golden Gate batterete i denti; Inoltre potreste averne bisogno
anche durante le vostre “vagolazioni” in città!!!
Portate
con voi una carta di credito (o anche più di una per evitare sgradite sorprese
tipo esaurimento del credito, smagnetizzazione, etc.), oltre all'ovvio vantaggio
di non portare troppi soldi e' comodissima e il cambio e' migliore di quello
ottenuto in banca in Italia (ladri...)!!! inoltre per il renting dell'auto e'
richiesta la carta, altrimenti sarete costretti a fornire una robustissima
cauzione in dollari...
Potete
anche ritirare, con Bancomat o Carta di Credito, dollari in contanti presso gli
ATM (i loro Bancomat, li trovate presso i grandi magazzini, gli empori e i
distributori di benzina), il tasso di cambio e' buono, ma in genere una piccola
percentuale (mi pare il 2-3%) del prelievo viene trattenuta dal locale che
ospita l'ATM.
Qualche
dollaro in contanti portatevelo comunque dall'Italia, vi sarà comodo per i
primi giorni, noi ci eravamo portati 700 dollari (350 a testa) e poi abbiamo
sempre usato la carta di credito.
Attenzione
nei sorpassi: quando date gas le auto americane perdono giri a causa del cambio
automatico e vi trovate a perdere velocità quando invece servirebbe....Magari
provate a fare un’accelerata bella secca in condizioni di sicurezza prima di
tentare un sorpasso bruciante!!! Anche il loro "cambio" richiede un
poco di pratica (Rear, Neutral, 1, 2, 3 e Drive). Comunque in 15 minuti
imparerete senza problemi (ben diverso sarebbe per loro imparare ad usare un
cambio manuale....)
Rispettate
i limiti di velocità (65-75 mph in autostrada a seconda dello stato, molto meno
in città)!!!!! E’ pieno di polizia e non sono affatto teneri con gli passa i
limiti e non pensiate di fare i furbi: in molte strade il limite e' RADAR
ENFORCED per cui quando vedete la pattuglia e' troppo tardi. Nelle interstate
inoltre i controlli avvengono anche da aereo! Ricordate inoltre che se violate i
limiti in strade con lavori in corso le multe vengono raddoppiate! Noi
impostavamo il cruise control dell'auto al valore limite e non abbiamo mai avuto
problemi. Fate anche attenzione ai camionisti: hanno dei trucks enormi e vanno
come dei disperati! Ricordate inoltre che se venite fermati da una pattuglia
della polizia non c'e da scherzare! NON DOVETE USCIRE DALL'AUTO!
semplicemente abbassate il finestrino e tenete le mani bene in vista, sarà poi
il poliziotto, spesso solitario, a chiedervi i classici "patente e
libretto". la patente richiesta e' la normale patente nazionale, senza
bisogno della patente internazionale.......La benzina e' la vera sorpresa che più
che altro vi farà incazzare quando tornate in Italia: sono 2.2 dollari (in
California, 1.8 in Utah, Nevada, New Mexico) al gallone (4.2 litri)... fate un
po' voi!!!!
Accoglienti,
caratteristici e abbastanza economici, i Motel vi permetteranno di immergervi
completamente nello stile di vita "on the road" americano. Se ne
trovano moltissimi in ogni stato ad eccezione delle zone di riserve indiane,
dove sono abbastanza rari e poco raccomandabili, inoltre sono facilmente
prenotabili da internet (prenotate con carta di credito, e pagate solo se
effettivamente passate la notte), ma il più delle volte non vi conviene: se
come noi andate all'avventura semplicemente procuratevi una guida nei motel (nei
Super 8 e nei Motel 6 hanno le guide della propria catena per tutti gli USA) e
poi quando arrivate nel paesino che vi interessa cercate il motel e vi fermate.
Noi
abbiamo fatto il giro a Luglio e abbiamo trovato pochissimi turisti, ad Agosto
potreste avere maggiori problemi: in questo secondo caso vi conviene telefonare
la mattina da un motel per il successivo (se telefonate da super 8 a super 8 la
chiamata e' free!!!). Inoltre nei vari motel e nei visitor center (vedi sotto)
potrete trovare le riviste messe dalla catena di Motel con dei buoni sconto
della madonna!! (assurdo: arrivate chiedete il prezzo per una notte, poi tirate
fuori il pezzetto di carta della rivista, spesso realizzata con sgalfissima
“carta da salame”, e vi fanno uno sconto di 10-20 dollari!!!).
Se la città
dove vi accingete a passare la notte non e' proprio un posto dimenticato da Dio
per la scelta del motel avete solo l'imbarazzo della scelta: mentre vi
avvicinate in auto troverete tabelloni a gogo' indicandovi prezzo e dotazioni
(tipo di letto, piscina, etc) e la famosa scritta NO VACANCY (NO spento: buono!
NO acceso: no buono!).
Le catene
di Motel sono molto numerose, cito tra le altre: Super 8 (buoni, 40-80 dollari
la doppia), Motel 6 (meno cari, ma bruttini), TRAVELODGE (Ottimi), ECONOLODGE
(Ottimi), BEST WESTERN (hanno ottimi motel) e altri ancora. Inoltre molti sono
dotati di piscine abbastanza pulite: dopo ore di auto e giri in luoghi
semidesertici le troverete moooolto gradevoli!!!
Infine
ricordate che i letti americani SONO MOSTRUOSI (king bed size o anche queen bed
size sono termini che imparerete ad apprezzare….) per cui una doppia va bene
anche per 4 persone e risparmiate un sacco!!! Molte volte le "doppie"
hanno due letti king size separati e potrere dormirvi in quattro (vabbe’ se
ogni tanto avete bisogno di intimità con la vostra dolce metà potete sempre
prendere due singole...). Ricordate inoltre che alberghi e motel hanno prezzi
differenziati: costano poco nella settimana e tanto nel weekend.
Nella
quasi totalità dei motel (noi non abbiamo trovato eccezioni) al soggiorno e'
inclusa una prima colazione self service, a base di caffe' americano, french
toast, bagel (una sorta di Donuts) e latte. Noi ne abbiamo approfittato spesso e
volentieri e raramente siamo rimasti delusi. Certo una colazione alla Denny's
con Pancake e altre amenità e' tutt'altra cosa......
Al primo
parco che entrate acquistate la NATIONAL PARK PASS (la chiedete al ranger
all'ingresso del parco senza neppure scendere dall'auto.....): nel 2004 costava
25 dollari a testa e vi dà accesso illimitato ad ogni parco degli USA (di
quelli che richiedono una "entry fee") per un mese (l'ingresso a
Yosemite e in tutti gli altri parchi costa da solo 10 dollari, vi conviene
davvero farvi la card....). Unica eccezione la Monument Valley che essendo
riserva Navajo non e' parco nazionale, per cui dovrete comunque pagare
l'ingresso.
Gli
americani ci godono a tenere l’aria condizionata a 18 gradi!! Il passaggio dai
45 gradi dell’esterno ai 18 dell’interno e viceversa puo’ essere
terrificante!! Sappiate regolarvi per evitare svenimenti (in-out), cacarelle a
spruzzo (out-in) e quant'altro.
La nostra
visita dei parchi e' sempre stata del tipo mordi-e-fuggi, ecco comunque alcune
dritte ulteriori per goderseli al meglio:
Se volete
gustarvi Yosemite dovete spenderci almeno due giorni: uno per vedere la
Bridalveil Falls, El Capitan, L'Half Dome, il Glacier's Point e la Mariposa
groove of Giant Sequoias e uno per girare nel parco in auto, se invece volete
andare anche al Sequoia National Park (NP) un solo giorno e' sufficiente:
tralasciate Mariposa, le sequoie le vedrete, appunto, a Sequoia NP!!!. Date un
occhio alla pagina che abbiamo dedicato a Yosemite per maggiori dettagli.
Il tratto
Yosemite - Death Valley - Las Vegas e' sicuramente fattibile in auto in un
giorno solo, anche se distanza e’ abbastanza grande e ci sono realtivamente
pochi paesi con pochi motel (ma se fate tappa a Indipendence o Lone Pine potete
stare tranquilli) il problema sta nell'arrivare nella valle della morte ad
un'ora decente. Da Yosemite a Death Valley ci vanno 5-6 ore circa, la cosa
migliore e' di partire da Yosemite il pomeriggio, pernottare ad esempio ad
Indipendence, Lone Pine o Ridgecrest e poi partire la mattina presto per La
valle della morte. Più il motel e' vicino alla DV meglio e': vi conviene essere
nella DV la mattina presto, per il caldo (in particolare nei 3 mesi estivi...).
Dalla DV a Las Vegas ci vanno 3 ore circa: nella valle della morte vale la pena
vedere Bad Water, Furnace Creek, Zabriskie Point e Dante's Peak; In totale nella
valle della morte fate conto di starci per almeno 5-7 ore. Las Vegas non si
ferma mai per cui se avete prenotato un albergo potete arrivare in città anche
la sera tardi.
Sappiate
inoltre che nella zona attorno a Vegas vi sono parecchie Ghost Town (trovate le
indicazioni per strada). Noi sfortunatamente le abbiamo saltate, ma potrebbe
valer la pena....
Noi non ce
l'abbiamo fatta, ma riuscire ad essere a Bryce presso il Bryce Point Overlook
per l'alba (specie se non ci andate a inizio luglio!!!) e' uno spettacolo
mozzafiato. Le guglie (gli "hodoos") si tingono di varie tonalità di
rosso e arancione!!
Ad Arches
andateci per l’alba o al tramonto, i colori rossastri dei picchi sono
impagabili.
Nostra
personale opinione e' di tenersi il Grand Canyon come gran finale: la sua
immensità oscura tutto quanto potrete vedere negli altri parchi!!!
Molte
delle cittadine piu’ famose hanno un tourist office o un visitor center,
potete anche chiedere info a loro su Board and Loadging. Sono molto ben
organizzati. E garantiscono anche degli sconti!!! Sovente potete trovare delle
specie di agenzie di promozione turistica anche sulle aree di servizio delle
interstate (come quello di Lupton in Arizona, vedi il nostro racconto) quando
passate il confine tra uno stato e l'altro, dove vi forniscono una travel coupon
guide con la lista completa degli Hotel e con gli sconti.
Come già
accennato, quando si entra in territorio indiano i Motel diminuiscono un poco
come numero e qualità, per cui organizzatevi bene. Noi servendoci della guida
non abbiamo mai avuto problemi. Vedete anche il nostro racconto su Monument
Valley e Canyonlands.
Lo
shopping: L'euro lo sappiamo ha eroso il nostro potere di acquisto, questo non
e' vero negli USA dove il dollaro debole permette di fare buoni affari.
Purtroppo non abbiamo potuto comprarci dei fuoristrada che costavano come delle
auto medie da noi(!), ma ne abbiamo approfittato per acquistare vestiti,
teleobiettivi, occhiali...
In
particolare a Barstow, in California, sulla strada per Los Angeles c'e un Outlet
pazzesco......passateci qualche ora.
The last but not the least: Fatevi una
assicurazione!!!!!!!!! che
comprenda possibilmente le possibili spese mediche (anche un mal di denti puo'
essere costoso) e l'auto.
Una buona
guida e' indispensabile. Vi permetterà di capire quali posti visitare e quali
evitare, vi fornirà indicazioni su dove dormire (utilissima per programmare le
vostre tappe, specie per quelle in territorio indiano dove i Motel disponibili
sono pochi), cosa mangiare etc.
Noi
avevamo la Rough Guide di Greg Ward – “Sud Ovest USA”, editore Vallardi
Viaggi. Come dice il nome e' una "guida grezza", senza tanti fronzoli,
foto o pagine plastificate, ma zeppa di informazioni sostanziali e precise, si
e' rivelata ottima (la trovate facilmente in libreria oppure acquistatela su
internet).
Per la
California (non segnalata nella Rough Guide) abbiamo usato:
"California" di Mick Sinclair – Konemann editore, con allegata anche
una mappa dettagliata dello stato.
Non
dimenticate inoltre una mappa, utilissima per trovare le strade migliori. Noi
abbiamo acquistato le mappe dei vari stati una alla volta nei vari empori, man
mano che ci spostavamo in un nuovo stato. Esistono comunque ottimi atlanti
acquistabili in Italia.
Noi
eravamo in due e il viaggio e' durato 20 giorni (1 luglio - 20 luglio 2004). La
spesa e' stata di 2700 (comprensivi del volo) euro a testa circa (va detto che
almeno 500 euro a testa erano di vestiti, teleobiettivi, occhiali e altre amenità).
Se si fa il viaggio in 4 le spese di viaggio (auto e benzina) e alloggio (motel)
scendono drasticamente.
Il volo
l'abbiamo prenotato a gennaio, pagando (andata Milano - Londra - San Francisco,
ritorno da Los Angeles – Londra – Milano) 650 euro a testa circa, a dire il
vero abbiamo avuto fortuna in quanto si trattava di una offerta della British
Airways. Diciamo che un costo "ragionevole" per un simile volo e'
intorno agli 800-900 euro a testa. Ricordate: prima prenotate meglio e', nel
senso che i prezzi son più bassi...
Noi
abbiamo prenotato l'auto (Hertz, da agenzia viaggi. Potete farlo anche tramite
Internet) per 16 giorni, ritirandola a San Francisco e riconsegnandola a Los
Angeles. La spesa complessiva per l'auto e' stata di 600 euro circa. La benzina
non e' un problema: costa sui 2.2 dollari al gallone e un gallone vale più di 4
litri.
Per il
cibo i costi sono contenuti: fate conto che un pranzo in un locale normale (tipo
messicano: primo, secondo, coca cola e caffettone americano) costa, in dollari,
come un equivalente da noi in euro (e quindi con sconto del 30% circa). Da non
perdere neppure le tavole calde all'americana (come quelle dei film, con quella
specie di sedili da due persone in finta pelle dal colore orrendo, il tavolino e
un altro sedile a due posti) dove potete mangiare delle belle bisteccone a
prezzi davvero notevoli, ad esempio una bisteccona "top sirloin",
cioe' filetto, da 1 libbra (4 etti!!) a 15-20 dollari.
Unico
problema, le bibite: ti mettono ghiaccio ovunque!!! per loro e' inconcepibile
bere un bicchiere d'acqua senza ice cubes.....anzi se chiederete acqua e non
bibite vi guarderanno stralunati. Per loro e' comune il free-refill per le
bibite ed il caffe': se bevete tutto il bicchiere della vostra bibita vi verrà
subito riempito nuovamente... gratis! burp!!
Nella
quasi totalità dei motel (noi non abbiamo trovato eccezioni) al soggiorno e'
inclusa una prima colazione self service, a base di caffe' americano, french
toast, bagel (una sorta di Donuts) e latte. Noi ne abbiamo approfittato spesso e
volentieri e raramente siamo rimasti delusi. Certo una colazione alla Denny's
con Pancake e altre amenità e' tutt'altra cosa......
Ricordate
che e' di uso comune lasciare una mancia (tip) al cameriere (se pagate con carta
di credito esiste nella ricevuta che firmate una riga apposita). Un 10-15% di
mancia e' considerato di buona educazione, beninteso se il servizio era buono.
Possiamo
affermare che fuori dalle grandi città il costo della vita e' inferiore a
quello nostro in Italia..... Diverso il discorso nelle metropoli dove anche i
motel hanno costi ragguardevoli (diciamo 90-100 dollari a notte rispetto ai
40-60 che si spendono in campagna).
Nel Luglio
2004 io e la mia fidanzata Ilaria abbiamo deciso di realizzare un sogno:
visitare i grandi parchi dell'Ovest Americano.
In queste
poche pagine cercheremo di raccontarvi la nostra avventura fornendovi un
resoconto del nostro viaggio, dandovi alcuni consigli utili e alcuni indicazioni
sul nostro percorso e sulla spesa complessiva di una vacanza del genere.
Troverete anche alcune foto, tanto per darvi un'idea di cosa vi aspetta!!!
Il sito e'
organizzato in modo che possiate leggere nei dettagli le singole tappe
comprensive delle mappe del nostro percorso, le nostre impressioni e alcune
foto. Oltre a questo abbiamo aggiunto alcune informazioni a nostro avviso di
primaria importanza come i consigli, le guide da usare e, non ultimo, il costo
della nostra "zingarata".
Ho cercato
inoltre di aggiungere quanti più link a siti internet ho potuto per aiutarvi
ulteriormente.
Ho
suddiviso il racconto secondo le tappe del nostro viaggio; cliccando sugli stati
della mappa troverete i dettagli del nostro tour.
Il
racconto inizia con San Francisco, nostra prima meta. Mettetevi comodi e
cominciate a leggere.
1 - 3
luglio 2004.
Partenza
il primo luglio 2004 con volo British Airways: Malpensa – Londra - San
Francisco. Partiamo alle 8 del mattino dalla Malpensa e dopo un primo balzo
verso Londra prendiamo il volo Londra - San Francisco; Per il gioco dei fusi
arriviamo a destinazione che sono appena le due del pomeriggio, anche se per il
nostro orologio biologico son gia' le 21. Siamo in piedi dalle 4 del mattino, ma
siamo entusiasti! appena scesi dall'aereo e messo piede sul suolo americano
siamo elettrizzati. Prendiamo un taxi e ci dirigiamo in albergo, lasciando al
tassista una robusta mancia di 10 dollari (la corsa era di 30 dollari.... ma io
avevo solo 2 banconote da 20 e sapete come sono le mamme dei tassisti....).
Le prime 3
notti le passiamo a San Francisco in un albergo prenotato in Italia da agenzia
(Best Western Americania, niente di che, ma il prezzo non era eccessivo. aveva
anche la piscina ma il tempo inclemente ne ha impedito l'uso!). La città e'
molto bella e quasi europea: Le sue caratteristiche sono le strade ripide che si
arrampicano sulle colline, le belle case vittoriane dei quartieri bene, (tipo
Nob Hill, non per nulla chiamato Snob Hill), i grandi quartieri di comunità
asiatiche e anche numerosi homeless; non perdetevi Lombard Street, Union Square,
il Golden Gate, un giro sulle famose Cable Car, il Golden Gate, il Financial
District, Fisherman's Wharf con le foche e il Pier 39, pieno di negozietti e di
divertimenti. Non fatevi mancare anche un salto da Ghirardelli.
Riguardo
il Golden Gate si puo' anche fare un giro a piedi e si puo' andare al punto
panoramico situato subito a destra della fine del ponte uscendo dalla città.
Noi abbiamo fatto la gita in barca fin sotto il Golden Gate e abbiamo girato
attorno ad Alcatraz; volendo si puo’ visitare Alcatraz, ma non credo valga la
pena: spenderete meglio il vostro tempo girando per Fisherman's Wharf.
Se non
avete mai visitato gli Stati Uniti una delle prime cose che vi colpira' e' la
grande abbondanza di bandiere: ce ne sono davvero ovunque, non c'e' grattacielo,
palazzo o piazza che non abbia la sua bella Stars&Stripes al vento! durante
la nostra permanenza a Frisco erano ancora in vigore i trenta giorni di lutto
per la morte di Ronald Reagan ed eran tutte a mezzasta!
Cosa
notevole di SF e' la possibilità di girare la città a piedi senza bisogno di
auto e autobus (l’Hotel prenotato prevedeva un servizio di navetta gratuito
che ci portava direttamente a Union Square). Potete visitare tutta San Francisco
Downtown a piedi, senza grande sforzo. In particolare e' carino camminare da
Union Square fino a Fisherman's Wharf passando in mezzo alla China Town (molto
grande e articolata) e a Little Italy.
Noi siamo
arrivati al pomeriggio (ora locale) del primo luglio e nonostante fossimo
"fusi dal fuso" abbiamo fatto il nostro giro per la città completato
il giorno successivo, il terzo giorno (sabato 3 Luglio 2004) e' stato dedicato
in buona parte allo shopping (Gap, Banana Republic, North Face, tutto a prezzi
stracciati una vera goduria!!!) e all'acquisto al discount camera di un
teleobiettivo Nikkor 70-300 mm per la mia Nikon; una nota di colore: nei negozi
troverete molta più scelta per l’abbigliamento maschile piuttosto che per
quello femminile, ciò e’ probabilmente dovuto all’abbondanza di coppie
omosessuali presenti in città (e' comune trovare, per le vie della città,
coppie gay abbracciate e in preda ad effusioni amorose: bacchettoni, San
Francisco non fa per voi....).
Il
pomeriggio del 3 luglio affittiamo la macchina (Hertz, anche questa prenotata in
Italia tramite agenzia: ci han detto che conviene; con il senno di poi vi
consiglio comunque di dare un'occhiata alle tariffe che potreste ottenere via
web). Noi abbiamo preso una Chevrolet Cavalier 2800 benzina, ideale per due
persone più bagagli.
Dopo un
quarto d'ora di "training" per le vie della città per impratichirci
con il cambio automatico usciamo da SF e ci dirigiamo verso l'interno; appena
arrivati a Oakland attraverso il Bay Bridge comincia a fare un caldo porco! si
passa dai 15 gradi ventosi di SF ai 30/40 buoni dell'interno. Noi ci spostiamo
fino a MERCED con destinazione YOSEMITE, a Merced dormiamo in un Motel Super 8
prenotato dall'Italia, abbastanza anonimo ma pulito (la camera era enorme e ben
condizionata, nel bagno c'era una ventola ENORME! tipo quella di un tosaerba!).
In
autostrada (il percorso lo osservate nella cartina) andiamo piano piano e
veniamo sorpassati da fuoristrada giganti, camion giganti, moto giganti....
insomma qui e' tutto gigante!!! Sulla strada per Merced ci fermiano in una
stazione di servizio e compriamo una cassa di acqua minerale, mandando
letteralmente in crisi la commessa del Quick Market ("D'ya really wanna buy
so many bottles??? I've never met people drinking so much water!!") che non
aveva mai visto dei clienti comprare 12 litri di acqua tutti insieme!!! qui
tutti bevono "colas"....e si vede!!! ci compriamo anche una limonata
formato famiglia (2 litri) che beviamo per la gran sete: gasatissima e ruttogena!
Arrivati a Merced ci fiondiamo nel Super 8 e cerchiamo di buttarci in piscina,
ma e' infestata da bimbi cino-americanii schiamazzanti e lasciamo perdere.
Ancora un po' cotti dal fuso, per cena ci spostiamo al Mac Donald's prospiciente
il Motel: troviamo 4 commesse "freak" mostruosamente cicciose e una
torma di chiassosissimi cinesi. Boh! a Merced ci sono solo cino-americani e
ispanici!
4 luglio
2004
La mattina dopo (Indipendence Day......) alle 5.30 siamo già
svegli, facciamo le valige, beviamo un poco di quella limonata atomica comprata
il giorno prima e facciamo colazione in motel in mezzo, manco a dirlo a torme di
cino-americani.
La colazione non e' malvagia (donuts, caffe, aranciata), io
non mi ricordo che 'sti americani minchioni usano bicchieroni di polistirolo per
il caffe': morale anche se attendo qualche minuto quando finalmente trangugio il
mio caffe' americano mi ustiono la lingua!!!
Ci spostiamo a YOSEMITE, partendo da Merced. Guida Ilaria e
anche lei ha bisogno di un cinque minuti di addestramento per guidare la nostra
Chevy rosso fuoco, tra l'altro ad uno stop invece della folle (neutral) mette la
retro (rear).....
Partiti da Merced viaggiamo per un paio d'ore in mezzo alla
campagna in paesaggi molto belli e molto selvaggi (ma non sono ancora nulla
rispetto a cio' che ci attende!), la California settentrionale, anche se arida
per i nostri standard non e' comunque ancora quella landa desolata chiamata
deserto del Mohave che attanaglia tutta la parte meridionale del paese a partire
dall'altezza di Ridgecrest.
Il parco (fondato nel 1890, il secondo degli US dopo
Yellowstone) e' semplicemente fantastico, per noi ha rappresentato il
"primo contatto" con l'immensità della natura americana: una vera
meraviglia!. Tornando a discorsi più prosaici ricordatevi di acquistare il
NATIONAL PARK PASS richiedendolo ai ranger dell'ingresso, sono molto disponibili
e ve la forniranno immediatamente. Purtroppo l'Indipendence Day si fa sentire,
non sono arrivati gli alieni ma c'e' comunque troppa gente: sembra di essere in
Val d'Aosta ad agosto, auto e camper (giganti, ovviamente) ovunque con
famigliole americane con papà, mamma e 2000 figli!. D'altronde come dal loro
torto: come non approfittare di una simile meraviglia della natura a due ore
sole di auto da San Francisco?
Noi siamo arrivati dall'ingresso ovest (Arch Rock Entrance,
passando dalla Route 140) e dopo esser rimasti a bocca spalancata di fronte alla
parete di roccia infinita di El Capitan (3000 piedi di granito verticale) e aver
ammirato l'Half Dome ci siamo spostati fino a Wawona dove troverete un
bellissimo Historic Hotel (fine '800) dove potrete anche pernottare (ma che
prezzi....) e ci siamo mossi fino al Mariposa Grove of Giant Sequoias dove
potete vedere le sequoie giganti (è un bosco di 'sequoie', alcune di più di
2700 anni) e poi siamo tornati indietro e abbiamo attraversato tutto il parco
fino a Tuolumne sulla Highway 120, splendido!.
Va detto che noi abbiamo visitato il parco abbastanza
superficialmente, anche perche' ci ricordava molto le nostre Alpi e non vi
abbiamo trovato nulla di particolarmente nuovo (o meglio: girare in auto una
simile meraviglia e' come prendersi a martellate in posti importanti. Il mio
sogno sarebbe di farsi una o due settimane di trekking!!!!). Comunque, come
detto, il parco e' assolutamente splendido e se davvero volete gustarvelo dovete
spenderci un paio di giorni: uno per vedere la Bridalveil Falls, El Capitan, L'Half
Dome, il Glacier's Point e la Mariposa groove of Giant Sequoias e uno per girare
nel parco in auto, se invece volete andare anche al Sequoia National Park (NP)
un solo giorno e' sufficiente: tralasciate Mariposa, le sequoie le vedrete,
appunto, a Sequoia NP!!!
Come detto, pernottare dentro il parco e' possibile, anche se
abbastanza costoso. Se avete affittato un Camper potete dormire nelle aree
attrezzate, ma fate attenzione agli orsi.....
Usciti da Yosemite facciamo rotta per la Death Valley che
visiteremo il giorno successivo. La nostra meta e' Ridgecrest dove abbiamo
pernottato in un Motel 6. Lungo la strada (la route 385 per l'esattezza) vediamo
sulla nostra destra l'immensa catena montuosa che preannuncia il sequoia
National Park. Ci fermiano per cena a Lone Pine, in una bella tavola calda
americana dove Ilaria, con mia somma invidia, si sbafa una buonissima bistecca
di 12 once (330 g!!!) alla modica cifra di 12 dollari....io (come accadrà in
tutta la vacanza quando si tratta di scegliere un piatto sconosciuto....) ordino
il piatto sbagliato e mi mangio uno schifosissimo hamburger di tacchino, bleah!
Un breve accenno ad una nostra disavventura: Nei pressi di
Ridgecrest ci sono due immense basi militari della marina. Noi siamo arrivati a
Ridgecrest la sera tardi (stavano esplodendo i fireworks per la festa dell'Indipendence
Day) ed abbiamo imboccato per sbaglio l'ingresso della base militare dove dei
poliziotti (peraltro gentili) hanno comunque dimostrato come anche negli USA
'esercito' sia spesso sinomino di 'idiozia' (non voletemene).
5 Luglio 2004
La mattina
dopo sveglia alle 4 e partenza da Ridgecrest destinazione Furnace Creek.
Decidiamo di partire molto presto per essere nella Death Valley di buon mattino
ed evitare di essere nella fornace della Valle della Morte nelle ore più calde.
Ci muoviamo sulla Route 178, passando per Westend e Trona (bel nome vero?), dove
le cave di zolfo emettono un odore di uovo marcio terribile!!! Man mano che ci
allontaniamo da Ridgecrest il paesaggio diventa sempre più lunare: strade
interminabili, cactus, cespugli spinti dal vento e neppure un'anima!!!, siamo in
pieno deserto del Mohave, il cosidetto "cugino povero" della Valle
della Morte. Nella nostra marcia attraverso il nulla incontriamo anche una città
fantasma (BALLARAT), ma preferiamo tirar dritto (avremmo dovuto percorrere 3
miglia di sterrato e la desolazione del luogo non ci lasciava tranquilli....).
Un
consiglio:: evitate di scendere fino a Ridgecrest (osservate la cartina
sottostante), conviene fermarsi prima sulla interstate 378 e poi imboccare la
route 136 o 190, risparmiate un mucchio di strada; per chi proviene direttamente
da San Francisco conviene seguire la 580 est, poi immettersi sulla 99 sud e
procedere fino a Bakersfield, da dove un rapido giro per il deserto del Mohave
(prima la 58 sudovest, poi la 14 nordest, infine la 178 est e la SR 190 est)
porta all'ingresso occidentale del parco noi avevamo sbagliato perche' non
avevamo trovato un sito come questo....
In questo
luogo desolato numerosi pionieri si avventurarono rischiando spesso la morte.
Quando L’oro fu scoperto in California ed inizio' la celebre "Gold
Rush" si narra che una cinquantina di pionieri si incamminarono con le loro
carovane lungo la valle. Partirono in inverno e fu grazie a questa scelta che
non morirono di sete poiché, ormai all’estremo e senz’acqua,
s’imbatterono in una fortunosa tempesta di neve che li salvò.
Lo
scenario della Valle della Morte e' quello di un deserto, ma nessun altro
deserto al mondo assomiglia a quello della Death Valley, e nessuno presenta
cosi' tanta diversità di scenari naturali. La valle vera e propria e'
delimitata ad ovest dai 3.600 metri del Telescope Peak e ad est dal promontorio
di Dante's View, a nord dal cratere di Ubehebe e dalle dune di sabbia di Eureka,
e a sud si perde nel buco nero di Badwater, la depressione piu` bassa (- 94 m.)
dell'emisfero occidentale, il tutto in un raggio di poche decine di chilometri.
Appena si
entra nella Death Valley, scollinando attraverso il Towne Pass, si incontrano
delle dune di sabbia da deserto africano di Eureka. Passate le dune di sabbia ci
dirigiamo verso a Furnace Creek, lungo il tragitto incontriamo pure un pazzo
furioso, interamente vestito di bianco, che corre per strada. Il passaggio
dall'auto, con aria condizionata, all'esterno e' terribile: il soffio del
drago.... Arriviamo fino a Badwater e ci fermiamo per le foto di rito. Il posto
e' davvero impressionante, ci sono 50 gradi e regna un silenzio impressionante.
Ilaria prova, nonostante glielo sconsigli, un bagno da campo e quel ricordo e'
ancora impresso a fuoco nella sua mente..... Vediamo anche un pezzo di Golden
Canyon che meriterebbe una camminata al suo interno (carino: un poco verde, un
poco rosso, del nero qua e là, tutti i colori insomma!!!), ma il caldo e'
insopportabile. A proposito, non stressate troppo l'auto....fermarsi in panne
nella valle della morte non e' piacevole.
Tornando
verso Furnace Creek imbocchiamo la 190 in direzione Death Valley Junction.
Mancherebbe da vedere Dante's View, (noi l'abbiamo saltato) che permette di
vedere l'intera valle dall'alto. Pare sia molto suggestivo al tramonto.
La
prossima tappa e' LAS VEGAS!!!
5 - 6
luglio 2004.
Usciti dalla Death Valley facciamo rotta per LAS VEGAS, il
paesaggio è molto impressive: terminata la desolazione "lunare" della
Valle della Morte troverete dei territori completamente ricoperti di cactus e
Joshua Trees, il tutto molto pittoresco e direi quasi romantico. L'idillio si
spezza appena si passa il confine e si entra nello stato del Nevada: La prima
cittadina che incontriamo dopo aver lasciato la California è Pahrump, un posto
dimenticato da Dio pieno di GAMBLING CASINOS!!! figuratevi che anche le stazioni
di servizio hanno le slot machines. Incontriamo anche una "mandria" di
Harleyisti, tutto intorno alla strada corrono leprotti.... tutto molto
"american"; la temperatura nel frattempo è sempre tra i 110 e i 115
Farenheit (fate la conversione: F = 1.8 * C + 32, da cui ricavate 43 - 46 gradi
Celsius....).
Per Las Vegas preparatevi: è un vero bordello (in tutti i
sensi....), l'unico vero modo per comprendere questa città e tutto quello che
le gira intorno è visitarla. Innanzitutto vi trovate di fronte ad una città
enorme in mezzo ad una landa desolata e che deve la sua esistenza all'acqua e
all'elettricità della diga di Hoover, ma lasciamo perdere le descrizioni alla
Folco Quilici e torniamo al nostro viaggio: noi abbiamo alloggiato all' ALADDIN
RESORT: SPET-TA-CO-LO!!!!! due notti a 100 dollari l'una (ma nel weekend è
molto di più) qui conviene prenotare dall'Italia via web come abbiamo fatto
noi. L'albergo è semplicemente immenso. ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE IL DESERT
PASSAGE, che si estende per 2 km (!) per tutto il pian terreno dell'Hotel: un
gigantesco centro commerciale di foggia orientale, nel senso che è tutto
fintamente orientale dai negozi al cielo!!!. Il cielo finto è la cosa che più
ci ha colpito: l'intensità dell'illuminazione è regolata con l'esterno: Tutto
chiaro e soleggiato di giorno mentre la sera le luci sono più soffuse e la
notte ci sono pure le stelle!!! C'è anche un tratto con la pioggia artificiale,
con tanto di tuoni e i fulmini!!! Noi abbiamo adibito il Desert Passagge a
nostra base: ci facevamo colazione, pranzo e cena (la numerosità dei locali vi
lascerà l'imbarazzo della scelta), vi abbiamo fatto shopping e abbiamo anche
speso qualche dollaruccio alle slot machines. Fate attenzione pero' a quando
uscite dall'albergo: l'aria condizionata mantiene l'interno a 18 gradi, mentre
all'esterno troverete facilmente 115/120 F (più di 45 gradi!!!), una vera
mazzata!
La nostra camera era davvero mostruosa!! mi basti dire che il
bagno con due lavandini, idromassaggio, doccia e water da solo era grande come
una doppia di certi 4 stelle italiani e credetemi non esagero, per contro un
motel a las vegas ha prezzi paragonabili (80-100 dollari) ed è molto fuori
mano.
Noi abbiamo passato due notti in questo luogo, cazzeggiando,
nuotando in piscina e recuperando completamente il fuso orario.
Basta passeggiare lungo la "Strip", la lunghissima
via che attraversa la città, lungo le 5 miglia d'asfalto più movimentate del
mondo, per rendersi conto della goliardia e assurdità di questa oasi
artificiale: qui si affacciano tutte le principali attrazioni, nonchè il
principale palcoscenico di C.S.I. Las Vegas, zeppa di pacchianerie tipicamente
americane (anche le palme sulla strada sono di plastica....). Lungo la Strip
troverete tanti figuri con dei bigliettini di carta in mano (delle striscette
"strip", appunto.... con tutti i doppi sensi che vi vengono in
mente...) che vi offrono, sbattendo i biglietti sul palmo aperto della mano,
l'ingresso ai vari locali di spogliarello.
Gli hotel più belli della Strip sono il già citato Aladdin
Resort, Il Paris, L'MGM (quello di Ocean's Eleven per intenderci), il Venetian,
il Ceasars Palace, il Luxor, il Bellagio, Il Treasure Island: tutti
pacchianissimi!!!! (mentre scriviamo queste righe nell'aprile 2005 veniamo a
sapere che gia' un nuovo e immenso hotel e' prossimo all'inaugurazione).
Se avete tempo, visitateli. Mentre girate per la città non
fatevi mancare delle bottigliette d'acqua (ne vendono ovunque) perchè la
temperatura come detto è da star male!
Il Venetian vi stupirà con le gondole, i gondolieri, il
ponte di Rialto con gli escalators...
Il Paris vi meraviglierà con la Tour Eiffel, l'arco di
Trionfo, improbabili giovanotti vestiti alla francese in groppa a biciclette....
Il Luxor, con la sua Sfinge e le piramidi, è forse il più
kitch di tutti gli Hotel che abbiamo visitato...
Ultima cosa: a Las Vegas come è legale il gioco d'azzardo,
lo è altrettanto il matrimonio, così come il divorzio, lampo; la città e'
piena di Wedding Chapels. I matrimoni contratti qui, legali a tutti gli effetti
negli USA, non hanno validità in Italia, ma potrete sempre regolarizzarlo una
volta rientrati......
7 luglio
2004.
Usciti da
Las Vegas imbocchiamo la Route 15 e ci dirigiamo verso Zion, uno dei cinque
grandi parchi dello Utah. Lo Utah usa la Mountain Time e andate quindi un'ora
avanti. E' lo stato dei Mormoni (se ne vedete qualcuno li riconoscerete subito,
sembrano spaventapasseri!!!). Già durante il viagggio si incontrano dei
bellissimi canyon che si attraversano in auto.
Entriamo a
Zion passando da St. George e Hurricane. Appena passata Hurricane il paesaggio
diventa tutto rosso, ci sono anche i villaggi dei pionieri (ovviamente e
rigorosamente fake!). Entrati a Zion, parcheggiamo la macchina e prendiamo le
navette (lo ripeto ancora una volta: americani, grandi, grossi, obesi ma
efficientissimi!!!) per goderci lo Scenic Drive fino in fondo al parco. Creato
da milioni di anni di evoluzione geologica, il Zion National Park è
caratterizzato da enormi lastre verticali di sabbia rocciosa pietrificata che si
innalzano per oltre 350 metri dal fondo valle i cui campi erbosi e abissi di
rocce rosse sono bagnati dal Virgin River (vi spiegheranno tutto i ranger al
visitor center, se vi interessa.) La cosa che si nota immediatamente e' la
"sua normalità", anche se e' un gran bel posto non e' comunque
caratterizzato da nessuna delle caratteristiche uniche di molti altri parchi, un
posto del genere potreste trovarlo anche in Europa!
Noi
facciamo sosta a tutti gli stop delle navette (gli autisti forniscono
costantemente informazioni sulle bellezze del luogo) e ci fermiamo a mangiare al
Zion Lodge, sdraiati sull'erba. Finalmente erba vera e una temperatura umana!!!
E' anche possibile vedere dei castori, anche se noi ce li siamo persi. Al
pomeriggio scarpinata di un'ora lungo l'Emerald Pools trail a vedere cascate (ma
ci sarebbe da girare per giorni!!!!) e poi di nuovo navetta fino alla fine del
canyon a Sinawava Temple. Continuaiamo ancora a piedi e incontriamo torme di
scoiattolini....(beh, mica tanto "ini") e di ragazzine mormone con
gonne kilometriche.
La maggior
parte dei percorsi all'interno del parco possono essere fatti da soli e non
necessitano di una guida (potete ritirare l'elenco direttamente al Visitor
Center), perciò tutto ciò che dovrete fare è godervi la passeggiata.
Sicuramente questo non è un parco da turista "mordi e fuggi" ed
andrebbe apprezzato con soggiorni di più giorni con camminate o gite in
mountain bike per cui se rimanete nel parco per un giorno solo dovrete, come
noi, fare una scelta e vedere solo alcune cose.
Usciti dal
parco torniamo sulla route 15 e ci dirigiamo verso Bryce Canyon, pernottiamo a
Cedar City (Super 8), la camera non e' malvagia ed il prezzo ragionevole.
Usciamo per cena, ma in questo posto dal nome da formaggio non c'e' proprio
niente e finiamo in un McDonald's. Tornando in Hotel incontriamo lo sceriffo con
tanto di fucilazzo a pompa in bellavista. Brutto posto Cedar City!!!
Nota: in
estate non e' possibile entrare dalla entrata est del parco di Zion, per non
disturbare gli animali.
8 luglio
2004.
Di buon
mattino partiamo alla volta di Bryce Canyon, anch'esso nello Utah. Dopo aver
cercato inutilmente la Route 15 ci dirigiamo sulla Route 14 nord e usciamo a
Browan. Prendiamo per Brian Head e, salendo un pezzetto di Canyon, arriviamo in
mezzo ad una stazione sciistica!! troviamo pure un punto panoramico con degli
scorci splendidi. Incontriamo anche dei cani delle praterie (Prairie dogs),
avanzando ancora nell'altipiano incontriamo un bel lago e tante casette in
legno, il posto e' parecchio ameno, ricorda molto la zona, per chi la conosce,
delle 2 Alpes in Francia.
Bryce
Canyon è molto avvincente. Entrati nel parco ci addentriamo nella pineta verso
Bryce Point e non immaginiamo il panorama meraviglioso che si staglia al di la
di quei pini. Mano a mano che ci avviciniamo al margine del canyon, si scorgono
gli enormi anfiteatri di guglie rocciose!. Numerosi sono i punti panoramici
disseminati lungo il plateau rim di 18 miglia: dal Rainbow point (a 2778 mt), al
Ponderosa Canyon, dal Natural Bridge, all'Inspiration Point fino al più celebre
e già citato Bryce Point; ovunque lo spettacolo è mozzafiato. I colori vivaci
del parco sono splendidi, putroppo noi vi siamo giunti in tarda mattinata, si
dice che all'alba e al tramonto siano incredibili! anche qui lungo il margine
del canyon e a valle vi sono numerosi sentieri per passeggiate e escursioni,
tutto dipende dal tempo che avete a disposizione! Se avete tempo non perdetevi
il Navajo Loop Trail (circa 2 ore). Si scende all'interno del canyon seguendo un
percorso ripido e faticoso ma senza dubbio indimenticabile. Come detto fatelo al
tramonto, sia per evitare il caldo, sia per apprezzare maggiormente le sfumature
delle rocce, che dal rosa pallido passano al rosso acceso.
Noi
facciamo un bel giretto in auto (anfiteatro e archi di roccia) e poi dirigiamo
verso Arches: imbocchiamo la Route 89 verso est e poi la Interstate 70, verso
Green River e Moab. Prima di Partire ci fermiamo in tavola calda e chiediamo
entrambi una bella bistecca. Purtroppo, di nuovo con mia somma incazzatura, la
bistecca non e' all'altezza di quella sbafatasi da Ilaria a Lone Pine.... uffa!!
Come anche
a Cedar City le persone appaiono abbastanza inospitali tradendo sorpresa e
sconcerto appena capiscono che siamo stranieri, insomma hanno abbastanza l'aria
ostile tipica di certi personaggi in certi filmacci americani.
I paesaggi
incontrati sulla interstate 70, che taglia trasversalmente la parte meridionale
dello Utah, sono da America On The Road. Indimenticabili. La zona e' tutta un
canyon e l'Interstate segue le asperità del terreno (qui evitano l'uso dei
viadotti ciclopici in uso in Europa), in fondo alle lunghe discese (che possono
essere lunghe anche Km!) ci sono delle vie di fuga (runaway trucks ramp) per i
trucks che possono perdere l'uso dei freni! Dalla I-70 ci spostiamo sulla I-191
e ci dirigiamo verso Moab; mano a mano che vi avvicinate, osserverete che il
paesaggio cambia, dal deserto rosso si stagliano alcune formazioni sabbiose che
diventano sempre più distinte: pinne, vette, guglie, rocce in bilico, e
finalmente, gli archi.
9 luglio
2004.
Moab.
Questa si che e' una bella cittadina! ci sono mille opportunità di fare sport
(canoa, mountain bike, trekking, peccato essere di corsa!!!) e la sera si puo'
vagare e fare shopping senza problema. Insomma una cittadina un poco piu' 'europeà
di tante altre incontrate..... Moab e' nota in tutti gli USA per le escursioni
in Mountain Bike, ma le sue tradizioni ricreative risalgono a molto tempo prima
dell'inizio del ciclismo da montagna. Il Colorado River scorre in questa regione
e se ne puo' approfittare per delle belle discese di Rafting. Qui gli 'indigeni'
sono piu' amichevoli (nel resto dello Utah appena percepiscono il tuo accento
straniero ti guardano strano, e ignoranti come capre quali sono non sanno
neppure da che parte del mondo venite quando glielo spiegate!).
Alloggiamo
al Big Horn Lodge e ci troviamo benissimo. Sfruttiamo pure uno sconto di 10
dollari avuto al visitor center. La sera facciamo un giretto per Moab: la
temperatura e' ideale con tanto di venticello fresco.
La mattina
del 9 luglio facciamo un'ottima colazione alla Pancake Haus (ci sbafiamo dei
blueberry Pancakes con tanto di maple syrup, io ne divoro 3, buuurppp!!!) e poi
partiamo per un'altra delle meraviglie dello Utah: Arches, che si trova ad
appena 5 miglia dal nostro Motel. Arches e' un luogo dove acqua, ghiaccio,
temperature estreme e il movimento del sale sotterraneo hanno scolpito più di
2000 archi di roccia, dai più piccoli (90 cm.) al più grande (il Landscape
Arch con un'apertura di 90 metri). Cercate di essere dentro il parco per l'alba
(vabbe' se come noi ci andate a luglio lasciate perdere....) le rocce rosse
risaltano parecchio. Il parco e' famoso per i suoi archi di roccia e per le dune
pietrificate. Se avete tempo potete fare tutti i sentieri che volete. Tenete
conto che anche qui fa parecchio caldo durante il giorno. Noi andiamo fino al
Devils Garden in auto e poi ci dirigiamo a piedi fino al Delicate Arch,
splendido!
Se
arrivate a Moab la sera approfittatene per fare un giro lampo dentro il parco
(vi tornerete eventualmente il giorno dopo per una visita piu' approfondita) a
godervi i colori del tramonto!! Inutile ribadire che anche questo parco avrebbe
bisogno di almeno un paio di giorni per poter essere visitato (e apprezzato) a
pieno.
9 luglio
2004.
Terminata
la visita di Arches, da Moab ci muoviamo anche per la volta di Canyonlands. Il
parco e' molto vasto ed e' composto da tre zone principali: Island in the sky,
Needles e The Maze (ovvero "il Labirinto", percorribile solo su
fuoristrada), noi scegliamo di vedere solamente ISLAND IN THE SKY (20 miglia
dopo dead horse point). Lo spettacolo che vedrete e' fantastico: E' una sorta di
gigantesco altopiano a forma di Y, da dove potete osservare il punto dove il
Green River e il Colorado si incontrano, 1000 metri piu' in basso.
Lo
spettacolo e' grandioso e non si puo' spiegarlo in due parole, ne' renderlo bene
in foto: canyons, insenature, crepe, archi, monoliti.... il tutto alternato e
molto vario. Veramente spettacolare e anche molto caldo. a nostra visita di
Canyonlands e' stata molto superficiale (abbiamo saltato anche Dead Horse Point),
ma a nostro avviso la vastita' del parco rende davvero difficile poterlo
apprezzare.
Terminato
il giro ci dirigiamo verso Mexican Hat (cosi' chiamato per una roccia a forma di
sombrero), dopo aver mangiato in un ristorante messicano di Moab, dove ci
sbafiamo due piatti enormi e complicati che ci rimangono sullo stomaco. Partiti
da Moab ci dirigiamo verso Monticello (che nome!) e quindi verso Mexican Hat. Il
paese e' davvero terribile (4 casette e tante roulotte in mezzo al deserto), i
primi motel che incontriamo sono davvero allucinanti. Noi alloggiano al San Juan
Inn and Trading Post per la bellezza di 76 dollari per una doppia, un'enormità
rispetto a quanto pagato fino ad ora. Accanto al Motel e infossato tra le rocce
scorre il San Juan River; vedere un fiumiciattolo pieno d'acqua in un luogo
arido e' abbastanza impressionante. Mexican Hat non e' un posto che si presta a
visite serali cosicche' ci rintaniamo in camera, ci guardiamo "Man in
Black" alla tivvu' e andiamo a nanna.
10 luglio
2004
La mattina
seguente, dopo esserci sbafati un'altra pila di pancake ai mirtilli (B-U-O-N-I-S-S-I-M-I!!)
con lo sciroppo d'acero ci dirigiamo alla volta della Monument Valley.
La
Monument Valley è senz'altro una delle tappe fondamentali di una vacanza nel
sud-ovest americano. Chi di noi non ha mai visto, in una agenzia viaggio o in
una rivista, una foto della Monument?
La
Monument Valley e' davvero spettacolare e vi lascerà senza fiato, e'
esattamente come la si vede nei film western (indimenticabile il John Ford Point!!
noi ci siamo arrivati con il catorcio navajo e ci siam trovati la figura di un
Indiano a cavallo fermo su una rupe come in "Ombre Rosse", vi
asssicuro che faceva un certo effetto.....): se avete affittato un fuoristrada
potete girarvela per i fatti vostri, altrimenti preparatevi ad una allegra gita
sugli sgangheratissimi mezzi degli indiani Navajo (40 dollari). Anche una gita a
cavallo non e' male!!!
Noi
abbiamo trovato impressionanti, oltre al fantastico John Ford Point, le guglie
del Welcome Visitors, il Totem Pole (un pilastro di roccia altissimo e isolato)
e i Butte (le guglie di roccia). Il paesaggio e' arido, ma chi sceglie di fare
il giro della valle sui fuoristrada dei Navajo trovera' anche una fonte presso
la quale cresce un poco di erbetta verde con tanto di vacche al pascolo!
Come
dicevo presso il Visitor Center vi sono parecchi Indiani Navajo che con le loro
Jeep invitano i turisti ad un tour organizzato, noi abbiamo fatto il giro con
guida Navajo, insieme a una famigliola di americani (stranamente poco
socievoli). L'indiamo guida (Penna d'Aquila) ci ha mostrato i vari picchi
raccontandoci qualche aneddoto. Al di la delle cose raccontate da lui la valle
e' davvero grandiosa e vi lascerà estasiati.
4 commenti
sulla monument:
agli
indiani (veramente dei GRAN PARACULI!!!!!) non portate via l'anima
fotografandoli.
non e' un
parco nazionale per cui l'ingresso lo pagherete comunque, anche se avete il
National Park Pass (10 dollari).
Se fate il
giro con i loro fuoristrada fingeranno di insabbiarsi e vi faranno
spingere.....minchiate per americani.
il mio
giudizio sui nativi e' assolutamente personale, a molta gente fanno un effetto
totalmente differente, molti si stupiscono nel vedere il popolo Navajo costretto
per vivere a vendere ai turisti bigiotteria e artigianato locale o a proporsi
come guide
Il mio
piu' grande rimpianto e' purtroppo quello di 'bruciare' molte fotografie a causa
della luce accecante, un vero peccato!!! comunque la Monument Valley, con il
Grand Canyon e Yosemite, sono i tre più belli ed emozionanti spettacoli
naturali che a posteriori ricordi, quelli che piu' di tutti mi sono rimasti
impressi. Usciti dalla Monument ci dirigiamo verso Kayenta, con l'obiettivo di
vedere velocemente il Canyon de Chelly. Percorriamo il North Rim Drive del
Canyon de Chelly e ci fermiamo in due overview point dai quali si possono vedere
le antiche abitazioni degli indiani, senza entrare nella valle.
Usciti dal
Canyon ci dirigiamo verso Tsaile, ma non troviamo alcun collegamento per la
route 666 e siamo costretti ad attraversare tutta la riserva Navajo fino a
Mexican Water e poi imbocchiamo la Interstate 160 est verso i Four Corners e
Cortez, nostra meta, dove pernottiamo in un Super 8.
11 Luglio
2004
Al Super 8
di Cortez sono gentili e disponibili e ci organizzano pure la gita di mezza
giornata nel parco di Mesa Verde. Come accoglienza, camera e servizi pare il
migliore dei super 8 girati fino ad ora. Ilaria ha le palpebre scottate (!),
dopo la gita nella Monument. La mattina dopo ci dirigiamo all'ingresso del parco
per iniziare la gita, dove scopriamo che l'autobus per la gita e' gia partito!!
insomma i tizi del Super 8, tanto gentili e disponibili, hanno fatto casino,
meglio andare al visitor center (all'ingresso del parco) e prenotare la gita da
li. Riusciamo comunque a raggiungere gli altri "gitanti" del gruppo
con tanto di ranger guida identico a Babbo Natale!!! Qui vediamo bombardati di
domande sull'europa dagli altri gitanti, tutti americani.
Il Parco
di Mesa Verde rappresenta per gli Stati Uniti quello che l'antico Egitto
rappresenta per noi europei: la testimonianza di vita e opere di un grande
popolo indiano denominato Pueblos, o Anasazi, da cui derivano tutte le altre
tribù del sud-ovest. Il parco (a oltre 2200 metri d'altezza!) consiste di tanti
insediamenti degli indiani Anasazi, con le loro caratteristiche costruzioni
incassate sotto gli enormi costoni rocciosi del canyon. E' anche possibile
vedere come si svolgeva la loro vita quotidiana. La guida fa un poco ridere,
banfa sull'antichità della loro civiltà (vecchia di dieci secoli....ullalà.....)
millantandola come piu' antica di quelle europee....
Terminato
il giro torniamo a Cortez e pranziamo da Antonio's, altro ristorante messicano
dove mangiamo bene. In generale a Cortez le persone sono molto piu' "open
minded" che negli altri posti visitati fino ad ora. Molti sono affabili e
chiacchieroni e appena scoprono la nostra origine europea attaccano un bottone
tremendo.
Da Cortez
ci dirigiamo verso Durango (sulla route 160), dove ci fermiamo a fare la spesa
in un Wal Mart, una specie di Supermercato gigante dove i prezzi, inferiori a
quelli italiani su quasi tutto, mi fanno un poco incazzare. Arrivati a Pagosa
Springs nel Colorado, ci spostiamo sulla route 84 in direzione Santa Fe, qui il
paesaggio cambia completamente: dal deserto con i cactus alle foreste di pini
con tanto di laghi e distese verdi immense che mi fanno, ancora una volta,
innamorare della bellezza naturale di questo continente. Proseguiamo per Santa
Fe e pernottiamo a Santa Margherita (poco lontano da Santa Fe) in un Super 8
veramente brutto (il peggiore di tutti quelli incontrati).
12 - 13
luglio 2004
La mattina
successiva visitiamo Santa Fe. La cittadina e' carina, le abitazioni, in stile 'Adobe',
caratteristico di questa parte del New Mexico, sono belline. Noi visitiamo il
centro storico che ci lascia un'impressione strana: ha un'impronta indiana e
"latina" allo stesso tempo, sembra di essere in Messico! L'anima
americana la si nota quando ci si accorge che tutte le abitazioni sono
"finte" nel senso che sono tutte costruzioni moderne rifatte sui
vecchi stili. Mangiamo in un bel localino consigliatoci dalla guida (La Casa
Sena)
Visitata
Santa Fe ci dirigiamo verso Albuquerque sulla route 25, proseguiamo per Gallup
sulla route 40 e indi per Holbrook sempre sulla route 40. Al confine con
L'Arizona, presso il Visitor Center di Lupton nella prima area di servizio della
Route 40 in Arizona, troviamo la Travel Coupon Guide che dà diritto a molti
sconti nei motel, averla trovata prima!! Pernottiamo a Holbrook in un Best
Western per la ridicola cifra di 50 dollari, con piscina e colazione inclusa.
Tra l'altro il Motel e' nei pressi del Wigwam Motel celebre pezzo di storia
della route 66.
Il giorno
dopo (e' ormai il 13 luglio) visitiamo la Foresta Pietrificata. La foresta
pietrificata ci offre uno spettacolo di colori meravigliosi, le piante sono
state pietrificate dopo un’eruzione vulcanica, 220 milioni di anni fa e
restituite in seguito alla superficie terrestre dall'erosione. La stessa cosa
vale per il Deserto Dipinto che, come dice il nome, e' un vero quadro a cielo
aperto. Noi entriamo da Sud (Rainbow Forest Museum) ci fermiamo a fare una
passeggiata di un paio di miglia a fotografare i tronchi fossili e ci dirigiamo
indi verso il deserto dipinto.
Terminata
la visita del parco abbiamo imboccato la Interstate 40 (l'arteria che ha
sostituito la Route 66) est verso Flagstaff, cittadina carina (una sorta di oasi
culturale in mezzo al paesaggio desertico) che visitiamo superficialmente
perche' si scatena un furioso temporale. Visitiamo pure Sedona, mecca del New
Age, dopo aver lasciato le valige in un motel di Williams. Sedona e' una
cittadina molto carina e tranquilla, sede di numerosi artisti di tutto il mondo,
con un bellissimo panorama di picchi alti e rossi e avvolta in atmosfere New Age,
sembra una di quelle città dei film western, ma in versione gran magazzino. A
Sedona ci mangiamo il Cono Gelato Piu' Grosso Del Mondo, un mostro da piu' di
mezzo kilo! roba da ammerrigani!!! BURP!!
Da queste
parti c'e' pure il Meteor Crater, ma la nostra guida lo ha liquidato con poche
righe ed abbiamo deciso di saltarlo.
14 luglio
2004.
Dopo aver
pernottato a Williams (all' Howard Johnson Travel Inn) partiamo per la volta del
Grand Canyon. Williams e' la cittadina ideale per fare tappa prima di visitare
il grand Canyon, dista solo un'ora di auto: sono solo 50 miglia, e vi arriverete
percorrendo la route 64 e poi la 180. Il tempo non e' bellissimo, ogni tanto
cade qualche goccia d'acqua. Sul Grand Canyon dico solo una cosa: preparatevi,
non esistono libri, video o foto in grado di prepararvi alla sua grandiosità.
Noi percorriamo la Scenic Drive del South Rim in auto fino a Desert View e
incontriamo pure i primi italiani! un gruppo di torinesi attempati, insomma il
famtomatico Autobus "Gruppo Vacanze Piemonte" stracarico di
sessantenni arzilli con signora al seguito che, indifferenti alle rimostranze
delle gentil consorti, la battono pesantemente alla guida, italiana pure lei!
(curioso vagare per il Gran Canyon e sentire improvvisamente il proprio dialetto
dopo due settimane di inglese!).
Come detto
quella del Grand Canyon è stata la nostra ultima tappa
"naturalistica". Dai vari view points disseminati lungo il south rim
le viste sono veramente molto belle ma il canyon rimane troppo lontano, si
scorgono pochi dettagli e si riesce appena ad intuirne la grandezza e la
maestosità. Se visitate il Grand Canyon all'inizio del vostro viaggio invece
che alla fine come abbiamo fatto noi l'impressione di grandiosità sarebbe
ancora più marcata. Per noi, invece, dopo un paio di settimane nella Grande
Natura (lasciatemi usare le maiuscole!) del sud-ovest, una semplice
"raffica" di punti panoramici non ci basta più, pertanto la nostra
opinione e' di tenersi il Grand Canyon come gran finale: la sua immensità e'
tale da oscurare tutto quanto potrete vedere negli altri parchi!!!
un'alternativa al trekking, o alle gite di dorso di mulo, e' quella di esplorare
il Grand Canyon anche dall'aria, esistono infatti parecchie possibilità di fare
dei giri in elicottero anche partendo da Las Vegas, Williams, Flagstaff etc.
Sulla route 64 da Flagstaff verso l'ingresso del Grand Canyon abbiamo visto
parecchi elicotteri fermi ai lati della strada e pronti al decollo, basta
pagare.... in alternativa ricordatevi che a Tusayan viene proiettato un
bellissimo filmato IMAX con tutte le meraviglie del parco.
Durante la
nostra visita il tempo peggiora, si scatena un tremendo temporale e comincia a
grandinare: in pochi istanti le pinete intorno al canyon si imbiancano e
comincia a fare parecchio freddo. Anche se a malincuore, abbandoniamo il parco e
ci dirigiamo alla volta di Barstow, passando di nuovo per Williams, sulla
intestate 40. Il maltempo ci rallenta e decidiamo di dormire a Kingman presso il
Kingman Days Inn, dove possiamo usare un altro dei coupon e paghiamo solo 38
dollari! La sera ceniamo in un localino consigliatoci dalla guida (MR D'Z ROUTE
66 DINER), locale mitico della vecchia route 66 dove l'arredamento (i neon rosa,
il juke box a giradischi rosa, i tavolini e i sedili anch'essi rigorosamente
rosa) e l'atmosfera sono quelli tipici degli anni '50 americani, sembra di
vivere una puntata di "Happy Days" anche se dalle cucine proveniva
musica RAP che faceva tanto 21-esimo secolo.....
A Kingman
vediamo anche la bandiera Stars e Stripes piu' grande che abbia mai visto:
presso un ditributore di benzina con tanto di torre di cemento con foggia a
campanile alta venti metri e una flag sventolante che quasi toccava terra.....
15 - 18 luglio 2004
La mattina
del 15 partiamo per Barstow, dove sappiamo esserci un enorme outlet, lungo la
route 40, che lungo parecchi tratti costeggia e rimpiazza la Historic Route 66.
A Barstow
pranziamo alla Leonardo's Original Pizzeria dove facciamo pure conoscenza con il
cuoco, Leonardo appunto, di origine pugliese, che prova a stento a parlare in
italiano. L'outlet di Barstow è davvero l'outlet degli outlet: Billabong,
Quicksilver, Timberland, di tutto di piu'. Dopo aver girato come trottole
ripartiamo alla volta di Los Angeles, dove pernottiamo in un Super 8 a Los
Angeles downtown (nei pressi del Giant Stadium) pagando quasi 100 dollari per
una notte. La zona, nonostante sia downtown, la sera è davvero terribile: dopo
le 20 scende una sorta di coprifuoco e per le strade non c'è piu' anima viva;
noi facciamo due passi e ci buttiamo nel primo ristorante (ancora messicano, che
nausea!) che troviamo. Ricordate che L.A. è una città immensa, mal servita dai
mezzi con un servizio di metropolitana del tutto insufficiente a coprire tutta
l’area cittadina; noleggiare una macchina è di fondamentale importanza.
Inoltre munitevi di una mappa dettagliata della citta' per potervi districare
tra le varie autostrade.
Il giorno
successivo (venerdi 16 luglio 2004) visitiamo gli Universal Studios, dove
entriamo direttamente avendo già comprato i biglietti in Italia, direttamente
dal loro sito web e risparmiando un bel po' di coda: vi presentate direttamente
ai turnstile con il foglio stampato del vostro pagamento et voilà! le porte del
divertimento vi vengono magicamente spalancate! vediamo di tutto: Spiderman,
Terminator 2 3D, La Mummia, facciamo anche il giro nella foresta di Jurassic
Park con tanto di cascatona finale!! la giornata passa veloce con gran
divertimento e arriva la sera senza rendersene conto.
Il giorno
dopo, sabato, lasciamo il super 8 e ci dirigiamo verso il mare. A Venice, sulla
Muscle Beach e nella promenade verso Santa Monica abbiamo incontrato di tutto!
Facciamo una mezza giornata in spiaggia a Venice Beach dove ci sono un sacco di
surfisti, ma l'acqua del mare è molto fredda. La sera dormiamo al Travelodge
Hotel nei pressi del Los Angeles Airport.
Il giorno
dopo è l'ultimo giorno: sigh! oggi si parte, ma in fondo siam contenti di
tornare, ci manca il nostro letto e il nostro cibo. Giriamo la città fino alla
Century City dove consegnamo la macchina: in totale abbiam percorso 6000 km!!
posata la macchina, andiamo all'aeroporto e.....torniamo in Italia!! Volo
British Airways Los Angeles - Londra - Milano
Bye Bye
America!!
see you again in Summer 2005!!!
Un grande ringraziamento a Massimo per la concessione del racconto