New York Discovery

Un racconto di Elisabetta
Il nostro viaggio parte mercoledì 10 maggio : due giorni prima del mio
trentesimo compleanno decidiamo di partire per New York, per festeggiare alla
grande una tappa fondamentale…più vecchia? No, solo più grande!
Siamo già al secondo viaggio nella città che più di ogni altra ti lascia
senza fiato, nel giro di sei mesi dalla prima visita non abbiamo saputo
resistere più a lungo!
Il volo è organizzato dalla Air France, partenza comoda da Torino aeroporto di
Caselle alle 10.25 di mercoledì 10/05/2006, cambio a Parigi Charles De Goulle
ed arrivo previsto in New York alle 15.05.
Il check-in è stato effettuato da una gentile hostess della compagnia, che ci
ha inoltre spiegato come arrivare allo scalo di partenza per New York da quello
in cui saremmo arrivati a Parigi: ci aveva in realtà prospettato la necessità
di usufruire del servizio navetta che dallo scalo di arrivo ci avrebbe portato a
quello di partenza ma non è stato necessario, abbiamo corso (causa ritardo
dell’aereo, non nella partenza bensì nello spostamento dalla zona di
atterraggio a quella del baggage claim!), è vero, ma il tragitto si può fare
benissimo a piedi.
Il viaggio intercontinentale è stato piacevole, allietato dall’aperitivo a
base di salatini e champagne e dal pranzo, posti relativamente comodi e
personale di servizio gentile e disponibile.
Piuttosto rapido ed indolore è stato il passaggio alla dogana, con il controllo
dei documenti, il sorriso alla videocamera che immortala la faccia stanca dalle
ore di viaggio e il dito impresso nel vetrino elettronico…
Dall’aereoporto di JFK di NY alla nostra destinazione avevamo prenotato il
servizio supershuttle (sito www.supershuttle.com prenotazione effettuabile
tramite carta di credito ) : all’uscita dall’aereoporto dirigetevi verso il
banco informazioni, c’è a disposizione un telefono con il numero da digitare,
basta dare il codice prenotazione alla centralinista ed entro venti minuti
arriva il bus navetta.
Nell’attesa, date un’occhiata agli opuscoli sparsi negli espositori
nell’area informazioni: ci sono sempre buoni sconto per teatri, negozi e
visite guidate ai musei vari.
Da JFK all’Upper East Side (comunque zona centrale) abbiamo pagato $ 30,00 in
due.
L’unico inconveniente è il traffico, che alle quattro del pomeriggio è
infernale!
In questi giorni nella metropoli siamo stati ospiti di una cara amica, che vive
nell’Upper East Side, una zona molto bella e piuttosto centrale, vicina al
Central Park, ricca di locali e ristorantini che sono in grado di accontentare
ogni voglia di cucina etnica e a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Numerose sono inoltre le compagnie di noleggio vetture, se volete allontanarvi
per un giorno dal caos cittadino e recarvi per una gita fuoriporta magari nel
super sciccoso Hampton.
Arrivati alla nostra casa per questa settimana, posati i bagagli e ritemprateci
le stanche membra con una bella doccia, usciamo verso le sette in compagnia
della nostra amica e andiamo subito a rifocillarci in un ristorantino americano
che si trova nell’86 str.
Io mi sono deliziata con una bella frittata (enorme) e Raoul con un club
sandwich al tacchino, i nostri amici hanno preso salmone (di gran moda nei
locali, c’è ovunque) ed una insalata
Tot. Cena : $ 15,00 a testa mancia compresa (niente bibite, solo acqua, che in
tutti i ristoranti viene servita gratuitamente e i bicchieri vengono sempre
riempiti da personale apposito!).
11/05/2006
sveglia alle 7.30 e colazione da Starbucks, catena di coffee shop presente
ovunque a NY: ordiniamo un cappuccino large, the nero e marble loaf cake (il
preferito di Raoul!) e un muffin enorme ai frutti di bosco tot. $ 8,50
colazione non troppo pesante e ideale per partire alla grande!
Prima cosa da fare: munirsi della metro card, valevole 7 giorni ed utilizzabile
su metropolitana ed autobus costo $ 21,00 (ben spesi).
Avendo già visitato la città, decidiamo di andare all’Apple Store, che si
trova in Soho (Lafayette Str angolo Prince Str.) per gli appassionati di questa
gamma di pc è un vero paradiso, lì compriamo degli adattatori per ricaricare
il nostro I-Pod mini comprato ad ottobre.
Proseguiamo lo shopping in quella zona, percorrendo Lafayette Str. che è una
via piena di negozi di abbigliamento e scarpe, oltre all’Adidas Store (vicino
alla stazione metro Bleecker Str.) fornitissimo soprattutto per quanto riguarda
l’abbigliamento sportivo femminile.
Giungiamo così nel mezzo di Chinatown attraverso Canal Str.
I lati della strada sono zeppi di negozietti minuscoli che vendono quantità
industriali di chincaglieria, gioielli più o meno veri e profumi di qualsiasi
genere, ogni insegna è scritta in cinese e le persone parlano idiomi
sconosciuti, tali da farti pensare di essere stato catapultato in una torre di
Babele metropolita.
Dopo aver visto polli spennati appesi per le zampe nel mezzo della strada,
carote e patate enormi scaricate nei retrobottega dei ristoranti cinesi, a
pranzo decidiamo di comprare qualcosa da mangiare velocemente e puntiamo su uno
store di delicatesse molto in voga (e straordinariamente ricco di spunti
gastronomici, le narici ne saranno felici!) “Dean & De Luca” (Lafayette
Str angolo Spring Str.).
Cucina rigorosamente a vista!
Io scelgo del sushi (NY ne offre una quantità esagerata e a prezzi abbordabili,
circa $ 7-8 per una serie di 8 rolls!) e Raoul non può rinunciare ad un panino
col prosciutto crudo che, a sua detta, è ottimo.
Totale pranzo $ 14,00
L’unico inconveniente spiacevole lo abbiamo proprio il primo giorno: la
cassiera dello store, nel ricevere la banconota da $ 50,00 la segna con un
pennarello apposito e me la rende, sostenendo che era falsa….Vatti a fidare
delle banche italiane!
Cambio la banconota con un’altra e questa volta possiamo tirare un sospiro di
sollievo!
Nel pomeriggio ci avviciniamo verso il World Trade Center, visita alla voragine
lasciata dalla torri gemelle e giro rapido al tanto decantato “21Century”,
un megastore all’ingrosso proprio di fronte al WTC: entro con tanta speranza
di trovare qualcosa di carino a poco prezzo, ma ogni reparto è composto da una
serie interminabile di appendini e contenitori di vestiti tutti messi alla
rinfusa, con centinaia di persone che scavano alla ricerca del pezzo, taglia e
prezzo giusti.
Forse vale la pena sbirciare al reparto scarpe, dove la scelta è abbastanza
varia ed ordinata.
Ci dirigiamo verso la Fifth Av. all’angolo con la 36th Str. la nostra prossima
tappa è il “Sex Museum” (ingresso $ 18,00 con riduzione).
L’ambiente è goliardico e non mancano i visitatori, anche perché vi è una
mostra temporanea sui manga e la sessualità in Giappone, con stampe e fumetti.
Interessante la sala contenente bizzarri oggetti del piacere e lo shop che si
trova alla fine del museo, visitabile anche senza pagare il biglietto
d’ingresso, basta entrare dalla porta principale e lo troverete davanti a voi.
Altro museum shop che vale la pena di visitare (il museo l’avevamo già visto
la scorsa visita) è quello del MOMA (fifth Av. incrocio con la 53rd Str.);
anche per questo shop non è necessario pagare il biglietto di ingresso al
museo.
Arrivata l’ora di cena, andiamo nella caotica Times Square e ci dirigiamo
verso un locale che si trova nella piazza “The Olive Garden”, si sale con la
scala mobile fino al secondo piano e si può avere anche la fortuna di mangiare
in un tavolo con vista piazza: le vetrate danno proprio sulla confusione più
totale e sulle luci colorate delle insegne pubblicitarie.
Cena $ 34,00 in tre (un’insalata mega – abbiamo mangiato in due – e un
secondo piatto a base di carne di pollo con contorno).
12/05/2006
Happy birthday to me!!!!
Ogni città ha la sua caratteristica, chi è eterna, chi circondata da canali,
chi trasgressiva…NY ha tanti colori: non solo quelli delle luci di Time Square,
i diversi verdi che si trovano a Central Park, quelli delle variopinte vetrine
che mettono in mostra il possibile e il non.
I colori più belli di questa metropoli sono quelli della gente.
Bianchi, neri, rossi, indiani, cinesi, sudamericani, tutti sembrano integrarsi
in questa moltitudine di crocevia.
Ognuno ha la propria identità e riesce a mantenerla tale anche in mezzo
all’infinito che si apre arrivando qui.
Affascinante perché misteriosa è l’integrazione di diverse culture e
l’intreccio di relazioni che si riescono a creare.
Altro aspetto che mi ha colpita, ben più banale ed immediato per noi europei,
è la maestosità delle Avenue : le guardi e non ne vedi la fine, puoi
percepirne l’orizzonte ma non l’incrocio con la prossima street!
I tanti negozi sono poi una sorta di paradiso materiale in grado di soddisfare
qualsiasi esigenza, creando un imbarazzo al momento della scelta che, il più
delle volte, ti fa uscire dalla porta girevole con un dilemma che, al prossimo
negozio, diverrà ancora più grande!
Se il mattino è stato dedicato a rimirare grattacieli, vetrine luccicose e
persone schizzate che correvano ovunque, nel primo pomeriggio andiamo al
Metropolitan Museum : vicino al Central Park (Fifth Av. 42st Str) ingresso
raccomandato $ 16,00 ma praticamente è ad offerta libera.
Vastissimo sia per quanto riguarda i tipi di arte ospitati e il numero di opere
contenute in ogni sezione.
Noi abbiamo visitato la parte dedicata all’Egitto e la sezione “arte
italiana” : ci sono delle opere d’arte immortali, sicuramente una delle più
importanti è “Amore e Psiche” del Canova.
Il giorno per me così speciale è stato trascorso girovagando, comprando
regalini e magliette, una sprazzo di cultura al MM, in attesa della mega cena
che mi aspettava la sera.
Location : Upper West Side – 2182 Broadway
Ristorante : Ruby Foo’s
Specialità : giapponese con variazioni American taste
Il locale è proprio cool, atmosfera leggermente soffusa ma allegra, cucina a
vista e tavoli enormi.
Ordiniamo una quintalata di sushi (eravamo in otto) e, grazie alla magnanimità
dei nostri vicini di tavolo, mangiamo anche il dessert: due fette gigantesche
capaci di sfamare la voglia dolce di otto persone!
Alla fine, il nostro cameriere mi porta un vassoio con delle specialità
giapponesi ed una piccola torta di marzapane con una candelina…
Alla fine, non pago nemmeno la cena, che mi viene offerta dai miei
commensali…la festeggiata d’oltreoceano non paga!
Proseguiamo la serata in Time Square, ad un party organizzato da un amico della
mia amica: la lounge di un hotel con piscina e bar trasformata in un locale alla
moda dalla musica suonata dal dj appollaiato sui gradini della vasca e dal
vociferare degli invitati
13/05/2006
Nonostante le ore piccole di ieri, ci alziamo relativamente presto e decidiamo
di andare al Bronx zoo (fermata della metro : West Farm).
Consiglio a tutti di arrivare per le 10.00 e di comprare un biglietto POP ($
21,00): permette l’ingresso a tutte le attrazioni che sono numerose e
divertenti.
Lo zoo è molto curato ed è veramente grande, noi siamo usciti poco prima della
chiusura, con una sosta di circa 30 minuti per il pranzo.
Ideale per i bimbi e interessante per i grandi, racchiude una varietà di
animali che vivono in ambienti simili all’abitat naturale, molto bello è la
parte Wild Asia e il Congo.
Nel tardo pomeriggio attraversiamo Manhattan con la metro e ci fermiamo al
Brooklyn Bridge, per una vista del contorno sinuoso della città
all’imbrunire, anche se inumidito dalla pioggia che inizia a scendere piano
piano.
Per cena scegliamo un locale messicano vicino la 86th Str.
14/05/2006
Domenica anche a NY: metro sino al deserto Financial District e passeggiata
lungo il South Street Seaport, area portuale con un bellissimo centro
commerciale ove, salendo al secondo piano, dalla terrazza della food hall si può
godere una bellissima vista sulla Promenade di Brooklyn.
Prima di pranzo (che faremo poi alle 15.00) visitiamo una mostra temporanea
denominata “The Body Exibition” ($ 25,00 a persona): il percorso è svolto
all’interno del corpo umano, si parte dalla impalcatura delle ossa e si arriva
ai vasi sanguinei, proseguendo poi la scoperta di come il corpo si difende (o
soccombe) dalle aggressioni di agenti patogeni.
La particolarità di questa mostra è che ogni singolo pezzo esposto è stato
ricavato da veri corpi umani con tecniche altamente specializzate.
Forse la parte più impressionante è relativa ai vasi sanguinei: ogni teca
della sezione racchiude vasi sanguinei ricavati iniettando nei corpi dei defunti
un liquido speciale che si solidifica e diventa di un colore rosso vivo reagendo
con il sangue.
Il risultato è sorprendente e merita sicuramente la spesa.
Il pomeriggio il cielo appare più limpido (tutta la settimana è stato
nuvoloso) quindi prendiamo la palla al balzo e decidiamo l’impresa: salire
sull’Empire State Building.
In verità, il gigantesco palazzo non rientrava nella nostre priorità, ma la
sua imponenza mi affascinava ogni volta che gli passavo davanti (impossibile non
notarlo…) così, complice la mancanza di coda e la possibilità economica ($.
16,00 a persona), ci pigiamo nell’ascensore.
Sale a velocità pazzesca all’87° piano e, usciti sulla terrazza panoramica,
lo spettacolo è veramente mozzafiato: si vede tutta la città nella sua
maestosità, con i palazzi, il Central Park, Brooklyn e il New Jersey insomma
tutti i quartieri circostanti che, a doverli visitare tutti, non basterebbe una
vita sola.
Scesi a malincuore, coffee break di rito e ore 21.00 ritrovo al ristorante
prescelto : “Pio Pio” 1st Av. tra la 90 e 91 Str.
Specialità peruviane a base di pollo (vedasi il nome…) e ambiente rustico per
un ristorante minuscolo ma confortevole e molto allegro, cena ottima con piatti
tipici ed abbondanti, il tutto per $ 20,00 a testa.
Consigliato caldamente, lasciatevi guidare dai camerieri per la scelta del cibo
se non conoscete le specialità!
15/05/2006
Ultimo giorno nella metropoli…piove a dirotto quindi ci indirizziamo verso il
Palazzo delle Nazioni Unite: strettissimi controlli all’ingresso ove, varcati
i passaggi obbligati al metal detector, ci troviamo nell’atrio.
L’ingresso alla sede delle NU costa $18,00, si visitano tutte quelle sale che
si vedono in televisione e vi è la possibilità di tour guidati anche in
italiano (si può telefonare per informarsi sui giorni in cui questi vengono
effettuati).
Molto interessante anche questa visita, che ci ha fatto entrare nel cuore
dell’organizzazione mondiale che, forse più di ogni altra, cerca di tenere
sotto controllo la situazione del mondo.
A pranzo vogliamo fermarci in un locale divenuto famoso grazie ad un omonimo
film “Serendipity” (60th str. tra 1st e 2nd Av).
Abbiamo mangiato classico hamburger e patatine (il primo in sei giorni a dire il
vero) e abbiamo coronato il tutto con due dolci : una apple tarte ottima e un
dolce al cioccolato con panna.
Spesa per il pranzo $ 44,00 in due
Pomeriggio dedicato alle ultime spese : scarpe da ginnastica (l’articolo
sicuramente più gettonato a NY, ve ne sono di tutti i tipi, marche e colori).
La sera usciamo per un sushi (vista l’abbuffata di pranzo non ci sta molto nei
nostri stomaci!!!) in un locale vicino casa “Sushi Hana” 1501 2nd Av.
Locale consigliato per l’ambiente, molto piacevole e rilassante, e per il
cibo, delizioso nella sua semplicità.
16/05/2006
Giorno della partenza: al mattino proseguiamo con le ultime spese da Macy’s
(non perdetevelo, se avete intenzione di fare acquisti andate prima al Visitor
Center: mostrando il passaporto vi daranno gratuitamente un coupon che vi
permette di avere l’11% di sconto su ogni acquisto che farete per trenta
giorni dalla data impressa) e nel negozio più tenero che abbia mai visto: Fifth
Av. angolo con la 46 str. c’è il “Buil a Bear”, un luogo che definire
magico e degno di Alice nel paese delle meraviglie è un eufemismo : entri e
scopri il tuo orsacchiotto, fatto apposta su misura per te…anzi da te!
La pacchia è finita: ci dirigiamo mesti e inconsolabili verso Newark Airport:
treno dalla centrale Penn Station e monorotaia sino al nostro terminal.
Nessuna frase di commiato….NY vive sempre nei nostri ricordi con i suo colori
e le sue mille sfaccettature.
NY va vissuta un po’ allo sbaraglio, senza tanti programmi : bisogna lasciarsi
ispirare da ogni angolo anche non segnalato dalle inseparabili guide e, in caso
di fame lancinante, il problema consiste solo nell’imbarazzo della scelta..
Consiglio anche di abbandonare la metro e di prendere gli autobus (percorrono
Manhattan da nord a sud e da est a ovest) più che altro per avere
un’ulteriore prospettiva della città.
Questo mio resoconto vuole essere non una guida bensì un pezzo dei miei ricordi
da condividere con chi vuole sognare e realizzare i propri sogni.
E.B.
Un ringraziamento particolare ad Elisabetta per la concessione del racconto