Una famiglia a New York e
New England

New York non delude anche al primo
impatto: grattacieli da vertigine, taxi gialli, tombini che fumano, poliziotti
vestiti come nei films, limousine, negozi hip pop e locali etnici.
Il nostro primo giorno si è svolto così: mattina a Messa e pomeriggio al
parco, più o meno come in Italia.
La messa però era Gospel e il parco era Central Park. Nella chiesa di Harlem
tutti erano elegantissimi, i coristi con il camicione, le signore con tailleurs
con colori sgargianti e cappello e gli uomini con abito, anche bianco.
Solo il coro valeva la gita ad Harlem, ma il predicatore è stato una sorpresa:
carismatico, divertente (soprattutto quando ha “benedetto” il comportamento
di Michael Jackson) e profondo.
A Central Park si teneva un concerto, purtroppo però quel giorno non si
trattava di Simon e Gartfunkel.
La cosa che mi ha colpito di più è stata la gentilezza degli americani, se ci
vedevano indecisi nella metropolitana si fermavano e offrivano aiuto. Purtroppo
a volte ci “aiutavano” anche se non avevano idea di dove fosse il posto che
stavamo cercando.
Per quanto riguarda il cibo ovviamente non c’è che l’imbarazzo della
scelta, noi ci siamo quasi sempre trovati bene qualunque sia stato il criterio
di scelta : il consiglio di un amico, quello di una guida o una emergenza
fisiologica.
I ristoranti comunque sono piuttosto cari e i fast food sono il regno di ottimo
“cibo spazzatura”.
Attenzione alla prima colazione, può costare più di un pranzo. I newyorchesi
fanno colazione con un mega muffin e un bicchierone da mezzo litro di caffè
aromatizzato e ghiaccio, sarà per questo che sono un po’ nervosetti?
Per quanto riguarda lo shopping sicuramente qui ci si trova nella capitale
planetaria degli acquisti.
Emozionante è stata la visione di Ground Zero e sicuramente indimenticabile
l’ascesa dell’Empire State Building con vista su tutti i grattacieli
illuminati di Manhattan.
In certe ore del giorno di “imperiale”, oltre al grattacielo, può esserci
anche la coda per salire e scendere.
A China Town sembra di aver lasciato gli Stati Uniti, qui comunque si possono
fare buoni affari in negozi con costi contenuti e prodotti taroccati e mangiare
in buoni ristoranti asiatici.
Little Italy è ormai ridotta a pochi ristoranti per turisti, ed è schiacciata
dai cinesi ( più o meno quello che sta accadendo al nostro paese).
Ovviamente sono imperdibili i musei della città in particolare il Metropolitan
Museum che gli americani definiscono il più importante al mondo (c’era da
dubitarne?), il Moma e il Gugghenheim Museum.
Al Rockfeller Center d’estate non si pattina ma si cena.
Di sera sono da preferire i locali del Greenwich Village, frequentato da
studenti e lavoratori della City (molti alle dieci hanno appena staccato e sono
ancora in giacca e cravatta).
Il mezzo di trasporto che abbiamo utilizzato di più è il bus che è più lento
del metrò (“train” per gli americani) ma arriva dappertutto e consente di
vedere la città; attenzione se salite accaldati l’aria condizionata sparata a
mille non è proprio una “mano santa”.
Il mezzo migliore per visitare il New England è invece l’automobile. Le
macchine qui hanno il cambio automatico e sono facili da guidare, consigliamo
comunque di trovare un addetto dell’autonoleggio disponibile a spiegarvi le
cose basilari prima di proiettarvi nel traffico di New York.
I verdi paesaggi e le eleganti città del New England sono qualche cosa di
completamente diverso rispetto a quanto si può vedere a New York.
Sulla strada per Boston, a New Haven, si trova l’Università di Yale, è valsa
la pena di effettuare una deviazione con visita alla cittadina universitaria,
anche se Rory (del serial “Una mamma per amica”) era probabilmente “on
vacation”.
Boston, la capitale di quest’area è una città tranquilla e più europea
rispetto alle altre.
Qui si possono visitare l’università di Harvard, il Mit e, seguendo una linea
rossa tracciata per terra, i monumenti storici più importanti; escursioni
organizzate, in barca, in partenza dal porto cittadino permettono di vedere le
balene; rimane invece decisamente per turisti il giro su mezzi anfibi tra città
e mare.
Boston è una città che pone particolare attenzione al cibo e noi non abbiamo
potuto che adeguarci.
E’ possibile oziare nella piazza adiacente al porto, godendosi gli spettacoli
di bravi e divertenti artisti di strada internazionali.
Tra le altre località che abbiamo visitato, oltre alla selvaggia e turistica
Cap Cod, c’è Newport, per anni sede dell’America’s Cup, e meta turistica
dei miliardari Newyorchesi.
Nella Bellevue Avenue ci sono ville incredibili costruite nei più svariati
stili: neo classico, maniero scozzese, ranch ecc., l’unico assente è lo stile
minimalista.
Da vedere il porticciolo in stile British, i localini con musica dal vivo e il
negozio che vende pelletterie italiane Terrida.
Si può fare il bagno sulla esclusiva Bellevue Av. o sulla più ampia spiaggia
che si trova sulla strada che porta a Middletown.
Marta’s Vineyard è una bella isola, molto verde, con spiagge, dune e villaggi
costruiti dai capitani delle baleniere. Sul posto si possono noleggiare delle
biciclette e seguire i vari itinerari proposti.
Ottime le aragoste (a partire dai 10 $) da assaporare “dry” a Vineyard Haven,
in città infatti non si servono alcolici, quindi se avete evitato i paesi
islamici per il divieto di bere alcolici probabilmente questo posto non fa per
voi.
Concludendo questo è un viaggio che consigliamo vivamente e se decidete di
farlo: ENJOY IT.
Un ringraziamento
particolare a Diego per la concessione del racconto