On the road
Arizona - Utah -Nevada -
California
Un racconto di Barbara &
Viviana

Thelma e Louise della bassa Novarese!
Ciao a tutti, siamo Barbara e Viviana e quest’anno abbiamo fatto un
meraviglioso viaggio “on the road” nel sud-ovest degli Stati Uniti,
visitando parecchi parchi e le città di San Francisco, Los Angeles e Las Vegas.
Ma andiamo con ordine il nostro viaggio è virtualmente iniziato a febbraio,
infatti ben 5 mesi prima della partenza abbiamo cominciato a curiosare sui vari
siti internet (a tal proposito ringraziamo www.turistipercaso.it ) per creare
l’itinerario perfetto.
Naturalmente il nostro percorso iniziale è stato totalmente stravolto; nel
corso delle nostre ricerche abbiamo cambiato idea mille volte e dopo un paio di
mesi abbiamo deciso di prenotare il volo e il noleggio dell’auto, almeno i
giorni di permanenza erano stati decisi.
A questo punto non restava che programmare le varie tappe e l’impresa non è
stata delle più facili per noi che non avevamo nessuna idea delle distanze e
dei tempi di percorrenza, a questo scopo può essere utile il sito
www.mapquest.com anche se una volta negli States non abbiamo utilizzato le varie
mappe stampate in quanto è facilissimo viaggiare in auto e le indicazioni
stradali sono precise e molto presenti, basta sapere dove si vuole andare e il
gioco è fatto! Comunque dopo varie serate passate davanti al pc, a leggere
racconti di viaggio, libri e a guardare dvd abbiamo infine prenotato tramite
internet gli hotel/motel per tutto il nostro percorso. Abbiamo anche preso in
considerazione l’idea di cercarci un posto dove passare la notte direttamente
in viaggio, ma il periodo (luglio/agosto), la prospettiva di vagare per ore alla
ricerca di un motel economico e l’incubo della scritta “no vacancy” ci fa
optare per la prenotazione.
E finalmente arriva il 26 luglio, puntualissime alle ore 11.00 siamo in fila al
check-in a Malpensa, partiamo in orario con un piccolo aereo Lufthansa direzione
Monaco, qui facciamo scalo e ripartiamo alla volta degli Stati Uniti
d’America!
26/07/2005 1^ giorno
ore 06.30 pm Siamo a San Francisco, dopo aver ritirato i bagagli andiamo alla
ricerca della Hertz dove dobbiamo ritirare la nostra auto, l’impresa non è
affatto facile e grazie ad un signore americano di chiare origini messicane
riusciamo a trovare la monorotaia che ci porta nella zona “rent a car”,
sbrighiamo le formalità di rito e siamo… SULLE STRADE DI SAN FRANCISCO!
L’emozione è tanta, la stanchezza anche e con la nostra mappa stampata da
internet tentiamo di raggiungere l’hotel. Dopo pochi chilometri, pardon
miglia, sbagliamo strada e ci perdiamo, dopo una mezzora di vani tentativi di
ritrovare la giusta via decidiamo di ritornare all’aeroporto e di rifare tutto
il tragitto e questa volta nessun fallimento, raggiungiamo la meta! Ma è già
molto tardi quindi il tempo di sistemarci e crolliamo in un profondo sonno!
27/07/2005 2^ giorno miglia percorse: 277
La giornata è grigia e fredda, ma per San Francisco è la normalità. Dopo una
colazione continentale in hotel, assolutamente non all’altezza delle nostre
aspettative, ci dirigiamo a piedi verso Fisherman con l’obbiettivo di
prenotare la visita ad Alcatraz per il 13 di agosto, quando ritorneremo nella
city dopo il nostro tour, obbiettivo raggiunto con facilità, nonostante le
nostre carenze con la lingua. Facciamo anche un giretto al Pier39 (dove vediamo
i famosi leoni marini) e girovaghiamo per i numerosi negozietti di souvenir e
ristoranti. Torniamo in hotel per il check-out, prendiamo la nostra auto
e iniziamo il nostro vero viaggio, prima
destinazione San Simeon. Alla guida Viviana che sperimenta per la prima volta la
guida con il cambio automatico, dopo 10’ è perfettamente padrona del mezzo,
guidare in California è veramente molto facile e gli automobilisti molto
gentili, tranquilli e rispettosi del codice della strada.
Percorriamo la 17 miglia scenic drive – a pagamento – veramente molto
deludente, ci era stata descritta come una strada a picco sul mare e invece si
percorrono miglia e miglia in un bosco e in alcuni tratti si costeggia
l’Oceano Pacifico. Il Lone Cypress poi è una buffonata, praticamente uno
scoglio a pochi metri dalla spiaggia con sopra un cipresso appunto. Viviana è
rimasta talmente delusa da non voler nemmeno scendere dalla macchina (a
proposito una Subaru modello Outback tutta accessoriata targata California
5LNZ499). L’unica attrazione per noi sono state le case, veramente bellissime,
per il resto sono molto più caratteristiche le strade della Liguria o del Lago
Maggiore, quelle si che sono a picco sul mare/lago.
Ci fermiamo nei pressi di Santa Cruz per uno spuntino e per fare un po’ di
spesa, acquistiamo acqua e viveri (non si sa mai) e un contenitore in
polistirolo dove metteremo del ghiaccio e bottigliette d’acqua per
sopravvivere nel deserto! Decidiamo di non percorrere la Highway 101 ma la State
Highway n. 1 che segue la costa dell’oceano Pacifico, lo spettacolo è
affascinante, la strada è molto bella e panoramica, tanto che ci siamo
completamente dimenticate di visitare Carmel, ce ne siamo ricordate quando
eravamo ormai troppo distanti…
Verso sera raggiungiamo San Simeon e scopriamo che si tratta di una cittadina
abbandonata, sulla strada principale ci sono i vari motel e ristoranti dove
andiamo cena appena arrivate per poi ritirarci nella nostra stanza e buonanotte!
28/07/2005 3^ giorno miglia percorse:180
dopo colazione, siccome San Simeon è inesistente, decidiamo di partire per
Ventura con tappa a Santa Barbara. La nostra idea sarebbe quella di visitare la
famosa città danese di Solveng, ma non riusciamo a trovare l’uscita giusta…
ci accontentiamo di vedere mentre percorriamo la Highway 101 un mulino a
vento… Arriviamo a Santa Barbara abbastanza velocemente e qui trascorriamo
praticamente tutta la giornata, finalmente oggi c’è il sole e dopo una
passeggiata sul molo e un “coffee to go” trascorriamo un paio d’ore in
spiaggia, peccato che la crema solare è rimasta in macchina… a sera siamo un
po’ bruciacchiate. Raggiungiamo Ventura nel tardo pomeriggio, siamo alloggiate
in un classico motel americano, di quelli che si vedono nei films. Dopo la
doccia facciamo una passeggiata per la cittadina fino alla spiaggia e poi
cerchiamo un internet point (pensavo fosse facile trovarne e invece così non è,
soprattutto nelle città meno conosciute). Viviana scova un negozietto dove il
proprietario, Justin, ci accoglie a braccia aperte e scalzo, inizia a
chiacchierare con noi in un Italiano “spagnolezzante”, ci dice di essere
stato a Como (che in America va molto di moda – sarà a causa di G. Clooney?),
ci fa vedere i suoi libri di cucina italiana e ci fa usare internet
gratuitamente. Ce ne andiamo con la promessa di ritornare a salutarlo la mattina
seguente, Viviana si è un po’ innamorata di lui…
Andiamo a cena da Denny’s (dove gustiamo per la prima volta “fish &
chips”), davanti al nostro motel, in quanto Justin ci ha detto che in zona non
ci sono ristoranti che vale la pena frequentare. Torniamo nella nostra
stanza e facciamo il punto della
situazione per i giorni a venire e ci rendiamo conto che se non partiamo presto
il mattino successivo a Los Angeles non riusciremo a vedere tutto. Purtroppo
dobbiamo tirare un pacco al nostro amico, ci dispiace ma non possiamo fare
diversamente!
29/07/2005 4^ giorno miglia percorse:134
Sveglia alle 6.00, colazione da Denny’s, ormai siamo affezionate! Partiamo con
destinazione Los Angeles. Non sappiamo come ma abbiamo sbagliato strada e ci
ritroviamo invece che a Malibu (dove era prevista la nostra prima tappa della
giornata) in un quartiere “buono” ma sconosciuto di L.A., giriamo per un
po’ cercando di trovare la via giusta per raggiungere Malibu, ma non avendo
una cartina decente, ogni nostro tentativo è vano, così chiediamo aiuto a due
poliziotti che pattugliavano la strada su una strana macchina elettrica e alla
fine, con un’ora di ritardo, raggiungiamo la nostra meta, la giornata è tanto
per cambiare bruttissima (per fortuna nel pomeriggio compare il sole), facciamo
un giretto sul molo, sulla spiaggia dei surfisti e scopriamo che si può fare
surf anche con le onde molto basse, poi iniziamo a salire sulle colline dove
hanno casa i ricconi. Anche qui non sappiamo ne come ne quando ci infiliamo in
una via in cui è vietato il transito ai non residenti, quando ce ne accorgiamo
ci assale il panico tanto che quando un Pick-up si accoda a noi pensiamo di
essere seguite… forse abbiamo visto troppi film!!! Alla fine riusciamo a
tornare nella zona transitabile, ritorniamo tranquille e scoppiamo a ridere!
Andiamo in un centro commerciale che dovrebbe essere frequentato da VIP, non ne
abbiamo visti ma ci siamo comprate il solito “coffee to go”, ormai non
possiamo più farne a meno! Lasciamo Malibu, a proposito le case sono
magnifiche, e ci dirigiamo verso Santa Monica, giretto sul molo e poi via sulla
spiaggia di Venice Beach che raggiungiamo in bus grazie all’aiuto di un
signore di colore che ci suggerisce un modo diverso da quello consigliato
dall’ufficio del turismo, molto più conveniente! Viviana non sta più nella
pelle causa incontro con i baywatch! Le torrette sono proprio come quelle del
famoso telefilm, hanno anche il classico salvagente rosso e rientrano al loro
posto a “marcia indietro”, peccato che non sono in costume, ma indossano un
coprente maglione e non sono degli adoni ma ragazzi normalissimi. Al ritorno
verso Santa Monica percorriamo a piedi tutta la spiaggia alla ricerca di un
bagnino degno di nota, ma la delusione è cocente, come la nostra pelle alla
fine della giornata, anche questa volta la crema protettiva è rimasta in
macchina! Salutiamo Santa Monica e ci infiliamo nel traffico di Los Angeles per
raggiungere Hollywood e il nostro hotel, questa volta non ci perdiamo,
percorriamo Melrose Avenue e raggiungiamo il nostro bellissimo hotel, che ha un
parcheggio molto caro. Ceniamo in camera con la spesa fatta il giorno prima.
Barbara si infortuna gravemente ad un dito nel tentativo inutile di aprire una
scatoletta di tonno, non troviamo i cerotti e così viene “medicata” da
Vivina con un salvaslip! Andiamo a letto presto. Domani ci aspettano gli
Universal Studios.
30/07/2005 5^ giorno
Sveglia verso le otto colazione in hotel e partenza per Universal City, dove si
trovano gli Studios. L’ingresso è piuttosto caro, 45$ a testa nonostante gli
sconti trovati in hotel, ma ne è valsa la pena, le attrazioni sono molto belle,
ci è piaciuto soprattutto il giretto con il “trenino”, dove Viviana è
riuscita
a battere una giapponese per il numero di
fotografie fatte… peccato che non abbiamo capito molto di quello che la guida
ci diceva! Molto divertente anche l’attrazione di “ritorno al futuro” e
spettacolare quella ambientata sul set di “Terminetor”. Siamo fortunate in
quanto le code sono abbastanza brevi, a parte una dove siamo rimaste più di
un’ora in fila per salire sulle montagne russe… Girovaghiamo per il parco
divertimenti e ad un certo punto ci troviamo davanti alla libreria di Notthing
Hill, scopriamo così che il film è stato quasi interamente girato a Los
Angeles! Entriamo anche in un capannone dove ci spiegano alcuni segreti degli
effetti speciali. Verso le 4.00 stanche morte ce ne siamo andate, per visitare
Beverly Hills. Che dire, Rodeo Drive è come si vede in TV, piena zeppa di
negozi, soprattutto Italiani (Versace, Armani ecc. ecc.), il parcheggio è
gratuito se si lascia l’auto meno di due ore e le case sono veramente uno
spettacolo! Fatte le foto di rito siamo tornate in Hotel (dove abbiamo cenato) e
la sera classico giretto per la “walk of fame” alla ricerca della stella di
Brad Pitt che naturalmente non abbiamo trovato – chissà poi se c’è? –
dopo aver fatto un po’ di shopping e visitato il Kodak Theatre siamo ritornate
in hotel per il meritato riposo
31/07/2005 6^ giorno miglia percorse: 403
Sveglia prestissimo con Barbara tutta gonfia causa il troppo sole dei giorni
scorsi! Per cercare un Denny’s per la nostra colazione ci siamo perse, alla
fine siamo capitate in un locale messicano dove abbiamo mangiato un good
breakfast e dove probabilmente abbiamo dato alla cameriera una tip troppo alta,
dopo aver pagato ci guardava stralunata! Con la pancia piena siamo partite per
cercare la casa di Brad Pitt e,dopo varie ore, alla fine ci siamo arrivate, ma
un vicino di casa appena arrivate davanti al cancello (non si vedeva che quello
oltre la siepe) molto premurosamente ci ha chiesto se avevamo bisogno di aiuto e
che quella non era la casa di Brad, ma nessuno gli aveva chiesto niente! Bah.
Siamo ripartite alla ricerca della scritta Hollywood che non è per niente
facile da vedere e che alla fine abbiamo trovato per caso. Durante le nostre
ricerche abbiamo anche fatto tappa a downtown con i suoi grattacieli, ma il
tempo tiranno non ci ha permesso di fermarci.
Dopo aver percorso circa 50 miglia all’interno della città degli angeli, con
la morte nel cuore la salutiamo sperando di poterci tornare presto per poterla
visitare meglio perché, nonostante quello che si dice in giro Los Angeles, è
bella, basta andare nei quartieri giusti. La nostra meta odierna è Kingman
Arizona, con tappa a Barstow per vedere il famoso outlet, ma il caldo
allucinante (109° F) e il poco tempo a disposizione non abbiamo potuto fare
shopping come avremmo voluto.
Era già buio quando abbiamo visto per la prima volta il Colorado e,
oltrepassandolo, siamo arrivate in Arizona! Ci siamo fermate a fare benzina in
una stazione di servizio e appena scese dalla macchina ci ha assalito un vento
fortissimo e caldissimo, una tempesta stava per arrivare. Comprata la mappa
dell’Arizona e fatto un breve spuntino da Wendy’s siamo ripartire e abbiamo
raggiunto senza difficoltà Kingman. Abbastanza distrutte siamo andate a letto.
01/08/2005 7^ giorno miglia percorse: 216
Percorrendo con molta calma quel che resta della mitica “route 66” abbiamo
raggiunto Williams dove abbiamo bevuto un coffee al mitico Twister e shopping
nei negozietti dislocati nella via principale, il
tempo non è dei migliori ma almeno non
piove. Ripartiamo direzione Tusayan, ci arriviamo nel primo pomeriggio, dopo
esserci sistemate in hotel (qui Viviana ha il primo, di una lunga serie,
inconveniente con la sua carta di credito) raggiungiamo il Grand Canyon,
facciamo il Natural Park Pass e tutte contente ci prepariamo al nostro incontro
con una delle mete principali del nostro viaggio. Appena superato il village però
comincia a piovere a dirotto, rimaniamo in macchina nella speranza che smetta ma
niente da fare, così decidiamo di ritornare in hotel farci la doccia e
riprovare più tardi. il nostro secondo tentativo è migliore del primo e anche
se non c’è il sole per lo meno non piove. Prendiamo lo shuttle e visitiamo al
parte ovest del south rim, niente da dire è molto bello anche se sicuramente
senza le nuvole lo spettacolo sarebbe stato completamente diverso. Al tramonto
si fa vedere anche il sole. Non del tutto soddisfatte riprendiamo lo shuttle e
anche qui non sappiamo come e quando abbiamo sbagliato pulmann e ci siamo
perse… per fortuna un autista di buon cuore ci ha indicato al strada giusta e
a notte fonda siamo riuscite a raggiungere la nostra auto che era l’unica
rimasta nel parcheggio! Erano le 10 passate quando siamo tornate a Tusayan e ci
siamo infilate in una steak hause piena di italiani… la cena non è stata un
granchè, soprattutto rapportata al prezzo altissimo pagato e alla cameriera
scontrosa, non volevamo lasciarle la mancia ma era già compresa nel conto (check).
Tutti si lamentavano! Va beh, anche in Italia nelle zone turistiche non è che
si mangia a buon prezzo! A seguire rientro in hotel e una buona dormita!
02/08/2005 8^ giorno miglia percorse: 180
Seconda tappa al Grand Canyon, questa volta tocca alla zona est, per fortuna il
tempo migliora. Percorriamo in auto tutta la strada che costeggia il Canyon, i
view point sono spettacolari, niente da dire! Riprendiamo il nostro viaggio in
direzione Page e lungo il tragitto incontriamo per la prima volta i nativi
americani. Ci fermiamo in uno spiazzo dove gli indiani hanno allestito
bancarelle nelle quali vendono bigiotteria e souvenir vari, li vicino c’è
anche un bel canyon, nonostante la pioggia Barbara decide di visitarlo, mentre
Viviana rimane in macchina perché troppo stanca, pur essendo del tutto
sconosciuto è molto bello e gli altri (pochi) turisti si divertono ad urlare
frasi incomprensibili per sentire l’eco. Riprendiamo a macinare miglia ma la
strada non è molta e arriviamo a Page in tarda mattinata, l’hotel non è
male, facciamo un giretto per la cittadina e andiamo alla ricerca dell’Antelope
Canyon trovando invece l’Antelope Point, se non avessimo avuto il pass avremmo
dovuto pagare $10,00 per vedere non si sa cosa… Si tratta praticamente di un
porto turistico neanche molto attrezzato. Troviamo anche Antelope Canyon ma è
chiuso, al ritorno in città prenotiamo la visita per il giorno dopo poi ci
dirigiamo verso la Glen Hoover Dam dove si forma il Lake Powell. La diga è
impressionante, altissima! Ritornate a Page abbiamo fatto un giretto per la
cittadina, con le sue casette molto carine, tutte con la barca in garage e le
innumerevoli chiese. Naturalmente durante il nostro giretto ci siamo perse.
Ceniamo in un ristorante vicino all’hotel e andiamo a nanna!
03/08/2005 9^ giorno miglia percorse:155
subito appena sveglie veniamo assalite dal dubbio che forse ci siamo svegliate
in ritardo, in Arizona in questo periodo ci sono due diversi fusi orari;
all’interno legale, mentre nel resto dello Stato no, inoltre la sveglia della
nostra camera indicava un’ora e la TV un’altra… successivamente abbiamo
scoperto che anche se a Page ci sono molti indiani non fa parte della zona
Navajo, ma il dubbio di essere ritardo ci è rimasto fino quando non abbiamo
raggiunto l’ufficio del turismo. Fortunatamente non è così, anzi siamo in
anticipo quindi approfittiamo per curiosare in un negozietto alla ricerca di
souvenir e cartoline, ma ci ritorneremo dopo il nostro tour. Anche oggi il tempo
non è dei migliori, ma almeno non piove. Aspettiamo l’arrivo del Pick-up
guidato da una donna indiana e ha inizio l’escursione all’Antelope Canyon.
Descriverlo è impossibile: è da vedere! I colori sono bellissimi nonostante
l’assenza del sole, all’uscita un’altra guida indiana si è cosparsa il
viso con la terra rossa presente ovunque… adesso ci spieghiamo perché vengono
chiamati “pelle rossa”! Ritorniamo, sempre a bordo del Pick-up al parcheggio
dell’Ufficio del Turismo, facciamo pochi acquisti nel negozio visitato in
precedenza e ripartiamo alla volta di Kayenta dove rimarremo per due giorni.
Abbiamo raggiunto la meta senza particolari difficoltà e all’arrivo decidiamo
di dirigerci verso la Monument Valley per approfittare del sole (stranamente
presente) e quindi della buona luce per fotografarla nel modo migliore, in
quanto i nuvolosi sono sempre in agguato. Circumnavighiamo il parco (la visita
è prevista per domani) percorrendo la Highway 163 ed entriamo per un breve
periodo nello Utah. El Capitan è maestoso mentre le altre formazioni rocciose
sono troppo distanti per essere ben apprezzate. Decidiamo quindi di invertire la
marcia e di tornare sui nostri passi, ma ecco che davanti a noi appare uno
spettacolo da cartolina, lo sfondo rappresentato dalla Monument Valley con la
Highway che la taglia in due! Naturalmente le foto si sprecano. Ritorniamo verso
Kayenta, la colazione di questa mattina in Hotel è stata molto deludente (come
tutte quelle comprese nel prezzo) e Viviana comincia ad avere fame. Andiamo alla
scoperta della città e con rammarico ci accorgiamo che è costituita da due
benzinai, qualche motel, l’immancabile Mc Donald’s, l’ufficio del turismo
e un negozio frequentato dagli indiani che vivono in case fatiscenti o in
baracche… per fortuna il nostro hotel è molto bello (e anche molto caro!)
anche se al momento del check-in ci viene detto che la nostra prenotazione è
per una notte e non per due (un errore degli uffici italiani)! Per fortuna non
c’è il tutto esaurito e quindi ci confermano la stanza anche per domani. Ci
comunicano anche che ci troviamo nello Stato Navajo e quindi di portare le
lancette del nostro orologio avanti di un’ora! Dopo esserci sistemante in
camera decidiamo di uscire alla scoperta di Kayenta, non del tutto convinte che
la nostra prima impressione fosse giusta! Purtroppo non ci sbagliavamo e per
trascorrere un po’ di tempo andiamo all’ufficio del turismo a chiedere dove
possiamo trovare un internet point. Con nostra meraviglia (pensavamo che in
questo luogo sperduto non sapessero neanche di cosa si trattava) ci indicano un
pc che possiamo utilizzare, tra l’altro gratuitamente! Grazie al Web ci
aggiorniamo su quel che capita nel nostro Paese, da queste parti le TV negli
alberghi sono sintonizzate solo su canali americani (con l’esclusione dell’ABC).
Ci fermiamo anche nell’unico negozio e compriamo un gallone d’acqua. Di
ristoranti nemmeno l’ombra,
quindi decidiamo di cenare in stanza con
quello che resta dei nostri viveri. Al ritorno in Hotel Viviana vorrebbe fare un
“tuffo” in piscina ma secondo i suoi gusti c’è troppa gente… dopo il
lauto pasto (!) guardiamo un po’ di TV e andiamo a letto ponendoci un quesito:
ma perché proprio in questo luogo sperduto abbiamo deciso di fermarci per ben
due notti?
04/08/2005 10^ giorno miglia percorse: 190
Ci svegliamo sempre frustrate, cartina alla mano per decidere l’itinerario di
oggi. Optiamo per Bluff, Valley of the Gods, Mexican Hat Rock e nel pomeriggio
Monument Valley. Percorriamo la Hw 160 e poi la 191, entriamo nello Utah e
quindi raggiungiamo Bluff, un nome una garanzia: è inesistente, al pari di
Kayenta… A questo punto siamo sempre più demoralizzate e ci viene il dubbio
che tutte le “city” di questa zona sono uguali. …e pensare che volevamo
fare shopping!!! Inizia a piovere (tanto per cambiare) ritorniamo sulla 163 ed
entriamo nella “Valley of the Gods” (definita la Monument Valley in
miniatura) la strada piena di curve, salite e discese, Viviana alla guida si
esalta, ci sentiamo molto Thelma e Louise… Lo spettacolo non è niente male,
incontriamo pochissime altre auto: molto bello! Alla fine di questa escursione
ci dirigiamo verso Mexican Hat e ci fermiamo pe rvedere la strana roccia che
ricorda un messicano con il sombrero, facciamo alcune foto anche al San Juan
River con le suo acque dello stesso colore della terra che ci circonda.
Riprendiamo il nostro cammino e prima di raggiungere la nostra ultima meta della
giornata ci fermiamo per un “coffee to go” nel, tanto per dirlo, inesistente
paese di Mexican Hat… La Monument Valley è molto bella, la si può visitare a
piedi, con i pick-up degli indiani, a cavallo ma noi decidiamo di rimanere
fedeli alla nostra auto e dopo esserci fermate al Visitors Center facciamo il
classico tour fermandoci nei punti più caratteristici: Left, Right Mitten e
Merrick Butte, Three Sisters, John Ford’s Point ecc. ecc. Sembrerà scontato
ma si ha l’impressione di essere in un film…
Impolverate ma contente torniamo in Hotel dopo una breve sosta da Mc Donald.
Dopo la doccia andiamo a cena nel ristorante dell’albergo dove gustiamo i
piatti tipici della zona. Dopo cena ci sediamo vicino alla piscina con i nostri
coffee poi non avendo altro da fare andiamo a dormire.
05/08/2005 11^ giorno miglia percorse: 354
Ci aspetta una giornata molto intensa dopo la colazione in Hotel, rifornimento
ghiaccio ed eccoci nuovamente on the road… la nostra meta finale odierna è
Green River. Salutiamo l’Arizona ed entriamo nello Utah, la strada da
percorrere oggi è molta, facciamo tappa a Bluff per riempire il serbatoio (cosa
che facciamo tutte le mattine prima di partire per evitare spiacevoli
inconvenienti nonostante il fatto che anche nelle strade meno frequentate i
distributori sono sempre presenti) il benzinaio è un indiano che non esce dalla
sua baracca e che per leggere la quantità di benzina erogata si avvale di un
binocolo!!! Altra breve tappa a Monticello, un’altra a Moab ed infine
raggiungiamo Arches National Park. Anche oggi il tempo non è dei migliori, le
nuvole minacciano pioggia. Il parco è molto grande e, diversamente dagli altri,
le attrazioni principali non sono raggiungibili in auto, per cui percorrendo un
sentiero abbastanza impegnativo (tutto il salita) raggiungiamo il punto migliore
dove poter ammirare il Delicate Arche – simbolo dello Utah – che può anche
essere raggiunto da una passeggiata (dicono comoda)
della durata di circa 45’, ma noi non
abbiamo voglia quindi dedichiamo la nostra attenzione alle altre meraviglie del
parco: Park Avenue, Windows Section, Balanced Rock, ecc. ecc. Poi mentre Viviana
si riposa in auto Barbara armata di acqua e macchina fotografica, decide di
raggiungere “Landscape Arches” che si dice sia l’arco naturale più grande
del mondo, la passeggiata è lunga circa due miglia, per niente impegnativa e
l’arco è veramente molto grande. Dopo Arches raggiungiamo Dead Horse Point.
Essendo un parco statale non possiamo utilizzare il pass quindi dobbiamo pagare
il biglietto d’ingresso. Qui è stata girata l’ultima scena del film
“Thelma e Louise”, ma noi non riusciamo a trovare il punto esatto anche a
causa della pioggia che scende a dirotto e che non ci da la possibilità di
visitare bene il sito. Bagnate fradice ritorniamo in macchina e dopo aver
percorso poche miglia raggiungiamo Canyonlands, la pioggia smette di cadere e lo
spettacolo lascia senza fiato… ci fermiamo ad ogni view point, ma dobbiamo
salutare anche questo bellissimo parco, c’è ancora un po’ di strada da fare
ed infatti raggiungiamo Green River che è già buio. Ci fermiamo a cena in un
ristorante probabilmente frequentato solo da camionisti e stanche morte ci
dirigiamo verso il motel e qui ci aspetta una sorpresa… per la prima volta il
motel è veramente molto brutto, ma soprattutto mal frequentato, Viviana
rinuncia anche a fumare la sua sigaretta pre-sonno tanto ha paura… ci mettiamo
nel letto sperando di dormire e di andarcene da questo posto il più in fretta
possibile, incredibile a dirsi ma ci manca Kayenta!
06/08/2005 12^ giorno miglia percorse: 216
Lasciamo il motel più velocemente che possiamo e ci dirigiamo verso Salina
fermandoci nel primo ristorante che troviamo per fare colazione… la cameriera
sbaglia l’ordinazione e a Barbara viene servita una omelette con il bacon,
essendo vegetariana non riesce a mangiarla, quindi in pieno stile americano, fa
presente alla ragazza l’errore la quale si scusa e riporta l’omelette come
da ordine! Questo ci fa sentire molto americane! La novità di oggi è che
splende il sole anche se le nuvole, come al solito, sono sempre in agguato!
In tarda mattinata raggiungiamo Capitol Reef N.P. che è l’unica tappa
prevista per questa giornata, ma la visita dura molto meno del previsto infatti
l’unica attrazione è costituita da una casa abitata all’inizio del 1900 da
una famiglia di Mormoni i Gifford, è molto carina sia all’esterno, dov’è
rimasta parcheggiata la loro auto, che all’interno dove sono rimaste
fotografie, indumenti, soprammobili insomma sembra di tornare indietro nel
tempo, i volantini infatti dicono che la casa è rimasta intatta, ammobiliata
così com’era all’inizio del secolo scorso! Il resto del parco è costituito
da una strada panoramica che percorriamo interamente, lo scenario non è male,
ma se viene confrontato con ciò che abbiamo visto nei giorni precedenti…
Proseguiamo nel nostro cammino, decidiamo di andare a Richfield, intanto ci
godiamo il panorama che ci piace molto. Ci fermiamo a Loa per l’immancabile
coffee e la pausa sigaretta di Viviana la quale decide che questi paesini
immersi nel verde le piacciono a tal punto che si trasferirà qua con il marito
(non appena riuscirà a trovarne uno!!). Richfield è una bella cittadina, ma
niente di che, andiamo alla ricerca di un centro commerciale (non siamo ancora
riuscite a fare shopping pazzo) che non troviamo; ma ci sarà? Raggiungiamo
Salina, il Motel è carino,
classico motel da film e Viviana riesce
finalmente a fare il bagno in piscina, dove trova anche un ammiratore; un
ragazzino di circa 10 anni che la tampinata per tutto il tempo in cui è stata a
mollo…
Ceniamo nel ristorante annesso all’hotel, il menu è italiano anche se non si
capisce bene le pietanze da cosa sono costituite, Viviana ordina un piatto che
le sembra particolare, alla fine si tratta di bollito! Ritorniamo nella nostra
stanza, non abbiamo molta voglia di dormire, ma il luogo non consente nessun
tipo di vita notturna e ci rendiamo conto che da quando siamo arrivate negli USA
non siamo mai uscite la sera, se si esclude la passeggiatina nella walk of fame
di Los Angeles. Guardiamo un po’ di TV, i soliti programmi meteo che
dall’inizio del viaggio annunciano pioggia sul nostro cammino, e poi nanna.
Domani ci aspetta LAS VEGAS!
07-08/08/2005 13-14^ giorno miglia percorse: 317
Colazione nello stesso ristorante dove abbiamo cenato ieri sera e scopriamo che
in quanto clienti del motel abbiamo lo sconto del 10%!!! Saperlo prima!!!
Riprendiamo la nostra auto e partiamo, sarà perchè siamo impazienti di vedere
Las Vegas sarà perchè sono giorni e giorni che non vediamo una città ma il
panorama ci pare abbastanza monotono e ci sembra di non arrivare mai... ci
fermiamo per prendere il nostro solito coffee to go, fa moooolto caldo, ci
alterniamo alla guida (ora tocca a Viviana) e ripartiamo! Un urlo di Viviana
spezza la monotonia: si è rovesciata il caffe - bollente - addosso!!! Ci
fermiamo per una rapida ripulita alla macchina e a Viviana e ripartiamo...
salutiamo lo definitivamente lo Utah, rientriamo per un breve periodo in Arizona
ed infine ecco il NEVADA!!! Subito dopo il confine il primo casino... non
perdono tempo anche se non è un granchè, un altro po' di strada in mezzo al
deserto e poi finalmente la strada comincia ad allargarsi ed ecco apparire LAS
VEGAS!!! Ci dirigiamo subito al ns. hotel (Circus-Circus) non trovando
parcheggio vicino all'entrata, lasciamo i bagagli in macchina ed entriamo... c'è
moltissima gente e code per il check-in!!! dopo mezz'ora riusciamo ad avere le
chiavi della nostra stanza, ci danno una cartina per muoverci all'interno della
struttura (!!!) e non avendo ascoltato bene le indicazioni della ragazza alla
reception ci perdiamo anche qui!!!! Per fortuna che le valige sono in
macchina... saliamo e scendiamo dagli ascensori, passiamo attraverso il casino,
negozietti e ristoranti e alla fine riusciamo a raggiungere la camera che ci
hanno assegnato al 13^ piano! Andiamo a recuperare i bagagli, ci riposiamo un
po' e poi via, alla scoperta di questa pazza città... nei due giorni che
rimaniamo visitiamo i casino più importanti (new york new york - ceasar palace
- bellagio - paris paris - mirage ecc.ecc.) riusciamo anche a vedere lo
spettacolo delle fontane al Bellagio dalla prima fila, molto bello anche se
abbastanza breve.
09/08/2005 15^ giorno miglia percorse: 441
Colazione in Hotel/Casino, riprendiamo la nostra macchina (che puzza
terribilmente di caffè), facciamo un ultimo giro per la “strip” per
riprendere i vari casino con la videocamera e alla fine lasciamo questa città
veramente molto particolare. Entro sera dobbiamo raggiungere Bishop, ma la tappa
più importante della giornata è la Death Valley che raggiungiamo nel primo
pomeriggio, il termometro della ns. auto segna 111° F, ci fermiamo in tutti i
punti di osservazione - tranne dante's view che è chiuso -, il panorama è
molto particolare
a si concede una passeggiatina per
raggiungere Badwater, che si trova a -86 slm, il percorso è abbastanza breve ma
raggiungerlo è molto faticoso, il caldo è opprimente e ci si deve muovere
molto piano! Viviana rimane al “fresco” in auto, la solita sfaticata!
Ripartiamo nuovamente, Barbara alla guida, Viviana come navigatore e, causa
incomprensione, ci perdiamo!!!! Ci accorgiamo di aver girato per un centinaio di
km in tondo, quindi dopo ore siamo al punto di partenza!!! Poco male, non
abbiamo molto da fare in questa giornata ma c’è il problema della benzina,
bisogna fare rifornimento! Per fortuna troviamo un distributore, il caldo è
sempre opprimente, ci fermiamo, vicino a noi ci sono dei motociclisti che ci
salutano e ci chiedono di dove siamo, alla ns. risposta uno di loro in perfetto
italiano ci dice “grande casino”… non ha tutti i torti. La benzina nel
parco della Death Valley è molto ma molto cara, salutiamo i nostri amici
Harleysti e ripartiamo! Raggiungiamo la ridente cittadina di Bishop nel tardo
pomeriggio, non abbiamo alcun tipo di problema con il motel prenotato. Facciamo
la doccia e siccome siamo parecchio stanche decidiamo di prendere una pizza da
asporto nel locale davanti al motel e la mangiamo in camera, assolutamente non
ha niente a che vedere con la nostra idea di pizza, ma è buona!
10/08/2005 16^ giorno miglia percorse: 394
Partiamo per l’ultima tappa del nostro viaggio in direzione di San Francisco,
tentiamo di visitare la cittadina di Bodie, ma ci accorgiamo che è troppo
lontana, quindi percorriamo la strada che passa per lo Yosemite NP il panorama
è bello, ma molto simile alle nostre Alpi, quindi per noi niente di nuovo, a
parte l’incontro con una bestiola non riconosciuta, molto simile ad un lupo,
che stava tranquillamente passeggiano sulla strada! Ci fermiamo in pochi punti
di osservazione, oggi dobbiamo riconsegnare l’auto quindi siamo un po’ di
corsa.
Nel pomeriggio arriviamo a Frisco attraverso il Bay Bridge, ci dirigiamo al
nostro hotel dove scarichiamo i bagagli e, con tanta malinconia, svuotiamo
l’auto da tutte le nostre cose. Poi via alla ricerca del Golden Gate, c’è
molto traffico, ci imbattiamo in un incidente, deviamo di parecchio per trovare
un distributore ma alla fine raggiungiamo il ponte più famoso del mondo che,
come vuole la tradizione è immerso nella nebbia… spettacolare, come la coda
nell’altra direzione! Arriviate a Sualisito ci fermiamo ad un distributore per
chiedere se c’è una strada alternativa per raggiungere l’aeroporto, ma
anche se c’è molta coda ci consiglia di ripassare per il Golden Gate!
Abbastanza demoralizzate ci mettiamo in coda e alla fine riusciamo a raggiungere
la Hertz solo mezz’ora prima dell’orario previsto per la riconsegna
dell’auto… ora è proprio giunto il momento di salutare la nostra compagna
di viaggio, le facciamo la foto di rito e la lasciamo al suo destino! Ora
dobbiamo ritornare all’hotel, una vera e propria odissea, prendiamo un autobus
che più malandato non si può, con un autista molto maleducato al quale abbiamo
chiesto se ci poteva dire quando dovevamo scendere e che invece se n’è
fregato altamente di noi, abbiamo attraversato tutta la periferia della città
ed anche le persone a bordo del bus sembravano poco raccomandabili. Ad un certo
punto la paura ci ha assalite… Per fortuna abbiamo fatto pena ad un anziano
signore seduto vicino a noi che doveva scendere alla nostra stessa fermata e ci
ha indicato la strada per raggiungere l’hotel! Alle 21.40 siamo
in albergo, ma la nostra avventura non è
ancora finita, la porta della nostra stanza non si apre, alla reception abbiamo
scoperto che anche in questo caso la carta di credito di Viviana non è stata
accettata, gli accidenti alle Poste Italiane non si sono sprecati… per fortuna
che la Visa di Barbara non ha dato problemi, ma pagato anche questo hotel i
soldi rimasti a disposizione sono veramente pochi… con la coda tra le gambe
andiamo nella nostra stanza! Passata la paura a Barbara è venuta fame e quindi
andiamo a cena in un locale dall’altra parte della strada e poi buona notte!
11/08/2005 17^ giorno
Colazione compresa… anche questa volta assolutamente non degna, ma chi se ne
frega, siamo a S. Francisco!!! Di buon ora ci dirigiamo in centro e visitiamo:
Civic Center, Alamo Square con le deliziose six sisters, Castro il quartiere
gay, la fabbrica della Levi’s che purtroppo è chiusa, da qui in bus
raggiungiamo Financial District dove riusciamo a cambiare in dollari i pochi
euro che ci sono rimasti (non tutte le banche – anzi pochissime – offrono
questo servizio!), finalmente vediamo da vicino la Transamerica Pyramid, poi ci
dirigiamo a China Town e infine a North Beach il quartiere italiano. Che dire
questa città è veramente molto bella!
12/08/2005 18^ giorno
Partiamo di buon ora e raggiungiamo Union Square con l’intenzione di fare
shopping, ma i negozi aprono alle 10.00! quindi per non perdere ore preziose
rimandiamo il tutto a domani e raggiungiamo in bus Fishermans Wharf dove ci
concediamo la nostra ultima colazione americana: buonissima. Passeggiamo per il
Pier 39 e nel pomeriggio ci imbarchiamo in direzione Alcatraz (avevamo già
prenotato i biglietti), pochi minuti di traghetto e raggiungiamo la prigione più
famosa del mondo. Il panorama è bellissimo ma entrare in quella struttura
provoca strane sensazioni… finita la visita ci incontriamo con un amico di
Viviana, è italiano ma lavora da qualche mese all’ospedale della città, ci
beviamo un caffè e ci prenota per domani il trasferimento dall’hotel
all’aeroporto con una compagnia privata che fa questo servizio con dei
mini-bus, costa molto di più rispetto ai bus cittadini, ma non vogliamo
assolutamente ripetere l’esperienza dell’altro giorno! L’amico di Viviana
ci saluta e noi andiamo a cena all’Hard Rock Cafe, poi con il bus ritorniamo
in albergo
13/08/2005 19^ ed ultimo giorno
Oggi è l’ultimo giorno e la tristezza ci affligge, nel tardo pomeriggio
prenderemo l’aereo che ci riporterà a casa, ma abbiamo ancora mezza giornata
da trascorrere in questa bellissima nazione! Dedichiamo quasi tutta la giornata
allo shopping, assaggiamo finalmente il granchio (che però non ci è piaciuto
molto) e per non smentirci anche oggi facciamo le turiste. Con il bus ci
rechiamo a Telegraf Hill dove si gode uno splendido panorama della città.
Decidiamo di ritornare a piedi per goderci in pieno le strade di San Francisco.
Raggiungiamo l’hotel un po’ in anticipo e ci concediamo l’ultimo coffee in
un bar poco distante, inutile dire che l’umore è sotto le scarpe,
chiacchieriamo un po’ con il proprietario e poi ritorniamo in albergo dove
poco dopo arriva il mini-bus (che non è altro che un monovolume con otto posti)
e via verso l’aeroporto… purtroppo questa magnifica vacanza è finita!
Per concludere che dire? Bellissimo viaggio, gli americani sono veramente molto
gentili e disponibili
Abbiamo percorso un totale di 3457 miglia in auto; a piedi: non quantificabili
unica nota negativa: la malinconia affiora al solo pensiero dei posti
incantevoli visitati.
Un
ringraziamento particolare a Barbara per la concessione del racconto