Qui Nuova
York

Un
racconto di Mauro
“Qui Nuova York”, diceva il mitico Ruggero Orlando… un’espressione
familiare soltanto a chi si avvicina agli “anta”… Insomma, dopo averla
sognata per anni attraverso film, libri e canzoni; dopo aver messo in
discussione il modello sociale che esprime; dopo averla ammirata in quanto
simbolo della libertà e della democrazia e, più recentemente, averle
espresso tutta la mia solidarietà per gli attacchi subiti (senza dimenticare
la mia avversione verso le recenti scelte di politica estera a stelle e
strisce…) ho deciso che era giunto il momento di andare a fare due passi in
questa mitica meravigliosa città...
Formazione: Io, Manlio e Luciana (marito e moglie). Il quarto, il mio
compagno di stanza, ha dovuto dare forfait all'ultimo :-(
Voli: Andata "Delta Airlines" - da Roma Fiumicino (10,15) a New York JFK
(13,55). Ritorno "Alitalia" - da New York Newark (23,50) a Milano Malpensa
(12,35) e da Milano Malpensa (15,00) a Roma Fiumicino (16,20). Tutti
puntuali. Costo totale 468,86 euri.
Arrivati al JFK alle 13,55 locali, abbiamo optato per un taxi per
raggiungere l'albergo (Helmsley Middletowne Hotel). Ci è costato circa 50$
(45 + 5 pedaggio) un importo che diviso tre mi sembra abbordabilissimo.
L'albergo è una struttura con un buon rapporto qualità/prezzo (una camera
standard con due letti matrimoniali costa $116.70 + 20,82 di tasse per
notte), si trova a Midtown, 148 E 48th Street, a due passi dalla Grand
Central Station, con prima colazione (ma tenete presente che entro 100 metri
dall'albergo troverete almeno una dozzina di posti dove fare colazione,
Starbucks compresi...) che è un po' triste visto che si limitano ad
allestire un piccolo buffet di fronte alla già poco ampia reception di cui
dispongono. Tuttavia ci si può sempre fare un vassoietto e ritirarsi
comodamente nella propria stanza a consumare.
Dopo una bella doccia, abbiamo subito fatto un salto alla Grand Central
Station, una struttura architettonicamente molto suggestiva, piena di
negozi, bar e ristoranti, con un flusso di persone mozzafiato. Poi ci siamo
spinti fino all'Empire State Building limitandoci ad ammirarlo dalla strada
per poi entrare in uno dei miti dello shopping newyorkese: Macy's. Questo
Grande magazzino che dice di essere il più grande del mondo avrà pure prezzi
vantaggiosi ma non trovate certo le ultime collezioni... Per 24$ abbiamo poi
acquistato una MetroCard che consente corse illimitate (che verranno assai
sfruttate...) sulle metro newyorkesi. Passeggiata a Times Square con cena a
base di bistecca e patatine e puntatina digestiva al Rockefeller Centre.
2° Giorno. Scesi alla fermata Brooklyn Bridge abbiamo goduto della vista del
famoso ponte per poi volgergli le spalle e dirigerci, passando per il City
Hall Park, verso il World Trade Centre Site: ruspe al lavoro al tanto
rumore. Una visione desolante! Visita al dirimpettaio World Financial Centre
che ci ha fatto vedere Ground Zero dall'alto e passeggiatina lungo Battery
Park. A questo punto, dopo aver passeggiato in zona Wall Street (la Trinity
Church, il NYSE, the Charging Bull e così via...) abbiamo preso il traghetto
gratuito per Staten Island con vista sulla Statua della Libertà. Arrivati a
Staten Island, abbiamo deciso di farci uno spuntino e passeggiando in questa
zona dall'aspetto molto "british" ci siamo imbattuti in un posticino, aperto
da poco tempo, che ogni italiano apprezzerà tantissimo: Enoteca Nonna Maria,
27 Hyatt Street. Un posto gestito da simpatiche donne di origini italiane
che vi delizieranno con manicaretti di origine laziale-marchigiano-siciliana.
Tornati a Manhattan, abbiamo visitato il 21th century, l'altro grande
magazzino di New York. Una delusione totale: i romani lo definirebbero una
specie di MAS a stelle e strisce...
Visto che il 9 era il compleanno di Luciana, prenotando da Roma più un mese
prima, altrimenti non si riesce a metterci piede, siamo andati a cena dal
rinomato Peter Luger's (178 Broadway). Menù ridotto all'osso , camerieri
molto spicci, carne ottima, conto un po' salato e pagamento rigorosamente in
contanti sono peculiarità del posto. Fate voi...
3° giorno. Passeggiate per la 5th Avenue e Madison Avenue. Visita alla
Chiesa di St. Patrick dove abbiamo potuto verificare in modo inequivocabile
l'ossessione americana per la bandiera: ne pende una in bella mostra anche
in chiesa come del resto in tutta città... Ritorno di giorno al Rockefeller
Centre per ammirare la celebre pista di pattinaggio aperta a tutti e tuffo
tra le meraviglie artistiche contemporanee del Museum Of Modern Arts:
imperdibile!!!!! Consigliamo l’acquisto del City Pass, conveniente anche se
non lo sfruttate tutto.
Dopo aver fermato lo stomaco con un salatissimo Pretzel acquistato in un
banchetto di fronte al M.O.M.A., abbiamo proseguito la passeggiata
commerciale fermandoci da Abercrombie & Fitch a fare scorta di T-shirt
reperibili in Italia a prezzi impossibili...
Cenetta giapponese dall'ottimo HARU (280 Park Ave, all'altezza della 48ma)
dove con 25,75$ ci hanno servito un bel piatto di Sushi&Sashimi.
4° giorno. Messa ad Harlem alla Mount Zion African Methodist Episcopal
Church (1765 Madison Avenue). Una esperienza indimenticabile!! Pranzo a base
di Jerk Chicken, lo speziatissimo pollo caraibico e dritti all’Empire State
Building per godere di un panorama mozzafiato di Manhattan e dintorni
dall’86° piano. Siamo arrivati verso le 17,30, trovando una fila
accettabile, e in 20 minuti siamo entrati.
Le scarpinate cominciano a farsi sentire e al ritorno in albergo ci siamo
dilungati più del solito nel break pre-cena presentandoci così nel Greenwich
Village intorno alle 23 quando i ristoranti cominciavano già a sbaraccare
(altro che “city that never sleeps…”). In realtà abbiamo perso qualche
minuto anche per andare a visitare quel che rimane del mitico CBGB lo
storico locale, ormai chiuso perché sfrattato dal qualche mese, dove si sono
esibiti tutti i mostri sacri del punk-rock... Abbiamo quindi optato per una
cenetta in un pub con musica dal vivo. Scelta ottima: ho mangiato il miglior
piatto di Nachos della mia vita e una succulenta bistecca accompagnata da un
paio di pinte di Harp gelata cantando a squarciagola Piece Of My Heart di
Janis Joplin… Great!!!
5° giorno. Visita al Guggenheim Museum e lunghissima passeggiata per Central
Park tornando verso sud: mamme e tate a spasso con bambini, ragazzi con i
cani e tanti, tantissimi personaggi riamente abbigliati che fanno jogging in
tutto il parco. Che viavai…
“Merenda da Tiffany” sulla 5th avenue, per poi dirigerci verso Times Square
dove abbiamo assaporato delle enormi costate e bistecche di manzo con le
immancabili patatine fritte da Dallas BBQ. Tramonto sul ponte di Brooklyn:
una delizia! Un consiglio: prendete la metro (credo che si la A o la C) e
scendete direttamente ad High Street così il ponte ve lo fate una sola volta
a ritornare verso Manhattan.
6° giorno. Megagiro a piedi comprendente Nolita (molto radical-chic)-Little
Italy (tale e quale ai film "paisà, commo state...")-Soho e Chinatown (un
pullulare di cinesi e bancarelle mai visto…) e Tribeca (posto molto
tranquillo). Shopping al negozio Levi’s e birretta ristoratrice da Balthazar
(80 Spring Street) veramente un posto carino.
Ritorno in albergo, recupero dei bagagli, con immancabile mancia al facchino
e partenza in taxi (che per il New Jersey costa un po di più: circa 60$)
alla volta di Newark…
Voto 10!!!
Un ringraziamento particolare a Mauro per la concessione
del racconto
