
ROUTE 66
by Hotelplan.it
Nel
1926, quando il governo Americano emanò l’atto di nascita della U.S
Highway 66 che avrebbe collegato il centro di Chicago a Santa Monica,
nessuno poteva certamente immaginare che la strada fosse destinata a
diventare così famosa. La route 66 nacque inizialmente dall’esigenza di unire
tra di loro sia le centinaia di piccoli comuni rurali degli stati
dell’Illinois, Missouri e Kansas con Chicago, che il ricco Middle
East con la California. Il suo particolare tracciato diagonale
attraversando terre pianeggianti con temperature meno rigide rispetto a quelle
delle strade più a nord, la rendeva particolarmente adatta
agli autotrasportatori diretti verso Ovest.
Pochi anni dopo la sua costruzione, durante la grande depressione, la 66
divenne il teatro di una importante migrazione: più di trecentomila
contadini dell’Oklahoma furono costretti a lasciare la loro terra per cercare
lavoro in California.
Questa tragedia viene raccontata nel romanzo “Furore” del 1939 di John
Steinbeck, che tra i primi celebrò la Route 66, definendola “la strada madre,
la strada del viaggio”, come simbolo di fuga e di speranza di una vita
migliore per tutte quelle migliaia di persone che la percorsero.
Nel dopoguerra la 66 diventa espressione di ottimismo, voglia di libertà
e di evasione. Due milioni di giovani cercarono “il sogno
californiano” percorrendo i suoi 4000 km fino a Los Angeles e tra questi
anche Bobby Troup; sue sono le parole della famosa canzone “get your
kicks on Route 66”, cantata per la prima volta nel 1946 da Nat King Cole ed
entrata a far parte dei classici del rock’n roll.
E’ certamente questa l’età dell’oro della route 66, poco prima
dell’inizio del suo lento e definitivo declino: nel 1954 il
governo decide infatti di sostituirla con una più ampia rete di
autostrade, dopo che l’aumento della circolazione di automobili e il
verificarsi di gravi incidenti stradali, l’avevano resa ormai
inadeguata alle esigenze del trasporto moderno. Nel 1977 la route 66
“muore ufficialmente”, i pannelli indicanti la strada vengono tolti
nell’Illinois per lasciare posto a quelli delle nuove Interstate. Ma ormai
entrata a far parte dei “miti”, grazie anche alla letteratura, alla
pubblicità e alla musica, che ne hanno fatto una delle strade più famose del
mondo, nel 1987 l’Arizona concede la distinzione di Historic route 66 a
un troncone della strada. A partire da questa data, molte altre associazioni si
costituiscono per far rinascere lo spirito dell’America ROUTE 66.
Per chi sente ancora quello spirito “on the road”
alla Jack Kerouack, guidare su questo tratto di strada sarà
un’esperienza memorabile, non solo per il paesaggio dalle immense
pianure del Texas alle aree desertiche del New Mexico, con le sue cittadine
pueblo, ma perché ripercorrere la 66 da St. Louis ad Albuquerque, con le
sue vecchie pompe di benzina, i motel e i bar fioriti all’epoca della sua
costruzione, sarà proprio come tornare indietro nel tempo.
1° giorno: Chicago
Benvenuti nella “città del vento”, probabilmente quella che più di ogni
altra incarna il prototipo della città americana: grattacieli, edifici ultra
moderni, locali di Jazz e Blues, numerosi musei di arte ed infiniti ristoranti
per gli amanti delle “bistecche”.
2° giorno: Chicago
Giornata a disposizione per visitare la città. Si può partire dal “loop”,
il distretto finanziario, dove si trova la Sears Towers, che con i suoi 110
piani è il grattacielo più alto degli Stati Uniti. Poco lontano dalla Sears
Tower si trova la First National Bank Building and Plaza, famosa perché
decorata con Le Quattro Stagioni di Marc Chagall. E’ un obbligo passare una
serata in uno dei numerosi Blues Clubs. Chicago ha infatti sviluppato un suo
particolarissimo filone e non a caso il celebre film The Blues Brothers è
ambientato da queste parti.
03° giorno: Chicago/ St Louis (km 477)
La Route 66 incomincia all’angolo tra la Michigan e la Adam Avenue, e da qui
bisogna dirigersi a ovest. Una fermata interessante è Springfield, la città
natale di Abramo Lincoln, nonché il luogo dove ogni anno a Settembre, si tiene
il Festival Nazionale dedicato alla “strada madre”. Si arriverà quindi a St
Louis, il cui simbolo è l’arco del Gateway, che con i suoi 192 metri domina
la città. Qui si può fare una crociera sul Mississipi River o visitare il
Loclede’s Landing, il quartiere storico, brulicante di bar, ristoranti e
locali notturni.
04° giorno: St Louis/Springfield (km 344)
Durante il percorso, vicino a Stanton, si possono visitare le Caverne Meramec,
dove si dice si sia nascosto il bandito Jessie James, scampando alla cattura nel
1870. Giungendo a Springfield, incontriamo gli Ozarks, una zona collinare, con
boschi e caverne, che furono rifugio per molti fuorilegge.
05° giorno: Springfield/Oklahoma City (km 448)
Poco dopo avere lasciato Springfield, si incontra la cittadina di Carthage, in
caratteristico stile vittoriano. Prima di entrare nello Stato dell’Oklahoma si
guida sul vecchio tratto della Route 66 in cui si trovano ancora alcuni hotel
“storici”, quali ad esempio lo Shamrock. Giunti a Tulsa ci si po’ fermare
per una pausa e visitare il Gilcrease Museum, che ospita una delle più
grandi collezioni del mondo di oggetti d’arte delle civiltà dell’America
del West. Siamo a questo punti giunti in Oklahoma, la terra di molti gruppi
indiani, tra cui i Cherokee, gli Cheyenne e gli Apacha. Ad Oklahoma City ci sono
diversi musei che preservano le loro tradizioni e cultura, tra cui segnaliamo il
Red Earth Museum e lo State Museum of History.
06° giorno: Oklahoma City/Amarillo (km 413)
In questo tratto di strada rivivrete le sensazioni e l’atmosfera di quando la
Route 66 era ancora la “strada madre”: il Trading Post di Bethany,
numerosi negozietti caratteristici, alberghi “storici” come il Big 8 Motel
di El Reno, dove, nella camera 117, dormirono i due fratelli Tom Cruise e Dustin
Hoffman in “Rain Man”, o il Trade Winds Courtyard Inn, di Clinton. Qui hanno
una camera “Elvis Suite”, in onore del loro cliente più celebre. A McLean
si trova il Devil’s Rope Museum, dove si possono trovare testimonianze della
storia della Route 66, nonché la prima pompa di benzina Phillips 66.
L’attrazione di Amarillo invece è il Palo Duro Canyon: il secondo Canyon più
grande degli Stati Uniti.
07° giorno: Amarillo/Las Vegas (km 379)
Da non perdere, vicino ad Amarillo c’è il leggendario Cadillac Ranch,
costruito nel 1974 da Stanley Marsch dove 10 Cadillac giacciono sepolte con il
cofano nel terreno. Poco dopo si entrerà nello Stato del New Mexico, casa degli
indiani Pueblo e a Las Vegas, con la sua bella piazza storica, dove fra gli
altri edifici, troviamo quello dove il Generale Stephen W. Kearny proclamò la
conquista del New Mexico da parte degli Stati Uniti nel 1846.
08° giorno: Las Vegas/Santa Fe/Albuquerque (km 210)
La prima sosta è a Santa Fe, la seconda città più vecchia d’America, famosa
per l’arte e per il particolare stile architettonico adobe che prevale negli
edifici del centro storico. Da non perdere è la “plaza” della città, con
il suo Museo d’Arte e con il Palazzo del Governatore (l’edificio pubblico più
vecchio degli Stati Uniti ).Si prosegue per Albuquerque, anch’essa dotata di
una caratteristica “old Town”, il nucleo antico della città, con la
bellissima chiesa di San Felipe de Neri.
09° giorno: Albuquerque/Acoma Pueblo/Holbrook (km 379)
Si abbandona momentaneamente la Route 66 per la visita all’antico villaggio
Pueblo di Acoma Sky City, situato su un altipiano di roccia arenaria: il più
vecchio villaggio ancora abitato di tutti gli Stati Uniti che risale al 1250. Si
prosegue con la visita del Parco Nazionale della Foresta Pietrificata, dove si
trova la più alta concentrazione di legno pietrificato al mondo.
10°giorno: Holbrook/Grand Canyon (km 317)
Arrivati a Flagstaff si lascia ancora la Route 66, per la visita al Grand
Canyon, una delle meraviglie del mondo.
11° giorno: Grand Canyon/Las Vegas (km 475)
Si ritorna sulla vecchia Route 66, in uno dei tratti più antichi e
caratteristici di questa strada fino a Seligman, con i suoi negozi e
ristorantini unici, che hanno preservato le caratteristiche originali. Si
continua poi per la scintillante Las Vegas
12° giorno: Las Vegas
Giornata a disposizione per rilassarsi in piscina, tentare la fortuna al casinò,
o fare una delle possibili escursioni in giornata al Red Rock Canyon, alla
Valley of Fire o alla Death Valley.
13° giorno: Las Vegas/Los Angeles (km 458)
La Route 66 vi condurrà fino a Santa Monica, attraverso il deserto Mojave
dove sono ubicate le riserve indiane di Mojave. Sulla strada, nei pressi di
Barstow merita una visita la città fantasma di Calico Ghost Town. La realtà
dei centri come Calico non era particolarmente rara un tempo: piccoli paesi come
questo nascevano, crescevano e venivano improvvisamente abbandonati una volta
che le ragioni per le quali erano nati venivano a mancare.
14° giorno: Los Angeles