Route66 e altro

foto by Alaska2005
un racconto
di Gabriela
“Route 66” da Chicago a Los Angeles
Monument Valley – Grand Canyon – Death Valley
“Pacific One” da Los Angeles a San Francisco
Dopo mesi di preparazione, documentazione, letture e approfondimenti sulla
Route 66 iniziamo questo viaggio lungo gli Stati Uniti per percorrere circa
7.000 chilometri in 25 giorni.
Partiamo da Roma e siamo un gruppo di 9 persone per attraversare la mitica
Route 66, detta anche la strada madre che inaugurata nel 1926 collegava
Chicago alla spiaggia di Santa Monica in California.
E’ stata una delle prime highway federali e attraversa gli stati
dell’Illinois, Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico, Arizona e
California.
Negli anni ‘80 era stata tolta dal sistema delle highway ma nei primi anni
‘90, grazie a diverse associazioni, è stata rivalutata come “Strada di
interesse storico”; infatti ora vieni denominata Historic Route 66.
2/08/06
Illinois: Chicago
Dopo diverse ricerche scegliamo di volare con Air Lingus da Dublino a
Chicago perché risultava essere il più economico (circa 700 €). Treno
dall’aeroporto O’Hare verso la città e metro per il centro. A darci il
benvenuto una pioggia torrenziale, tanto caldo e tanta umidità.
Avevamo già prenotato dall’Italia l’hotel Best Western Grant Park sulla
Michigan Avenue, la strada principale fronte lago, ad un prezzo molto
conveniente 70 € stanza per 4 persone, carino anche se un po’ vecchio. In
America i letti matrimoniali sono King Size e cioè più grande dei nostri e
in quasi tutte le stanze ci sono 2 letti King Size.
A causa della stanchezza e del fuso orario ceniamo nel ristorante della
catena Eleven city Diner che si trovava a 2 passi, molto carino in stile
minimalista.
Prime impressioni: sia le bibite che le porzioni di cibo sono abbondanti e
costano meno dell’Italia...ma non c’è molta scelta, solo hamburger, carne,
pollo, patate e toast.
Alcuni consigli: attenti all’aria condizionata nei locali è davvero molto
forte. Per quanto riguarda le bibite l’acqua non si paga ma ricordatevi di
chiederla senza ghiaccio.
3/08/06
Illinois: Chicago
Inizia la nostra passeggiata nel Loop (centro) di Chicago. E’ una città
veramente bella che sorge sulle rive del lago Michigan. Chicago si rivela
una vera sorpresa, una delle città più belle degli Stati Uniti. Visitiamo
tutto il centro a piedi tra strade, stradine, ponti, parchi e negozi.
Una cosa da non perdere è la vista dall’ultimo piano della Sears Tower, che
con i suoi 110 piani è il grattacielo più alto degli Stati Uniti; è
bellissimo vedere lo sky-liner e il lago Michigan. Costo: 12$
Per la cena una coppia di italiani che vive a Chicago conosciuta da
Starbucks ci consiglia un ristorante al centro, il Blackies, il quale si
rivelerà il migliore di tutto il viaggio. (campione della migliore carne nel
2002). Abbiamo mangiato degli hamburger squisiti. Il proprietario è un greco
gentilissimo che ha studiato in Italia negli anni 60 e parla bene l’italiano
e ci offre pure le birre.
Finiamo la serata in un locale di blues frequentato solo da americani il
Kingston Mine spostandoci tranquillamente con la metro anche se le guide
dipingevano Chicago come pericolosissima.
04/08/06 Route 66
Illinois: Chicago - Wilmington, Dwight, Mc Lean (circa 180 Km)
Ultima mattina a Chicago andiamo alla ricerca dell’angolo tra la Michigan
Av. e Adams Av: è qui che inizia la mitica Route 66.
Ritiro delle macchine all’aeroporto. Conviene prenotare tramite internet;
noi abbiamo prenotato due macchine e poi con l’aggiunta di qualche dollaro
abbiamo preso due Suv (una cherokee e una Toyota) a circa 1800 $ con ALAMO
per 19 giorni 2 macchine circa (con tutte le assicurazioni incluse). La
nostra fortuna è stata la riconsegna, a San Francisco non ci hanno chiesto
il drop off di circa 500$ a macchina.
Iniziamo la mitica Route 66; in tutti i bar, ristoranti, strada, negozi,
souvenir, ci sono i cartelli “Historic Route 66” e cartelli ispirati alla
Route perché dal 1990 è stata valorizzata e migliorata.
La route 66 è grande ed è quasi parallela alla superstrada; non cadete nella
tentazione di fare prima e correre un pochino di più facendo l’Interstate,
rimanete sulla Route e dotatevi del libro Lonely Planet Road Trip Route 66,
(in inglese), che vi indicherà passo passo come fare perché molte volte si
interrompe e bisogna fare un zig zag tra route e superstrada. Per essere
sicuri chiedete informazioni sulla Route, tutti saranno contenti di aiutarvi
a riprendere la strada.
Sosta a Wilmington nel Launching Pad Drive In ovviamente ispirato alla Route
66, i tavoli sono delle cartine geografiche che segnalano le tappe più
importanti.
Cena a Dwight in un simpaticissimo Family Dinner con solo 9$ e motel Super 8
a Mc Lean stanza 20$ per 4 persone.
5/08/06 Route 66
Illinois: Springfield – St. Louis
Missouri: Sullivan (circa 300 Km)
Visita alla tomba di Lincoln a Springfield capitale dell’Illinois. La
cittadina è molto piccola ma carina e tutto è ispirato al presidente
Lincoln; nome delle strade, dei negozi, parchi, statue, ecc. Riprendiamo la
Route fino ad incontrare l’enorme Missisipi River e visitiamo la città di
St. Louis. Arriviamo in pieno fermento, c’è la partita di baseball dei
Cardinals e passiamo vicino lo stadio, tutte le persone vestite di rosso
vanno ad incoraggiare la propria squadra.
Passeggiata nel parco dove si trova Gateway Arc, l’arco alto 192 metri da
dove è possibile vedere la città e il Missisipi River. Ci fermiamo poco in
questa città ma l’impressione è sicuramente positiva.
Entriamo nello stato del Missouri. Attraversiamo tante piccole cittadine,
alcune anche con solo 100 abitanti. Osserviamo le grandi strade, grandi
macchine, immense praterie, case distanti tra di loro e tutte con giardino,
barbecue e bandiera americana. Le persone sono gentili e ci fanno gli auguri
ed in bocca al lupo per il nostro viaggio, sono esaltati all’idea di sapere
che persone da lontano vengono per percorrere questa strada.
Per la notte abbiamo un po’ di problemi a trovare posto, (ci siamo mossi
troppo tardi 22.30), e ci fermiamo a Sullivan hotel Econolodge; sporco e
caro 80$ stanza per 4. Rimaniamo d’accordo che il motel nei prossimi giorni
si cercherà verso le 18.30/19.00, prima di andare a cena.
6/08/06 Route 66
Missouri: Sullivan – Lebanon – Carthage (circa 400 Km)
La Route continua in alcuni punti a non essere lineare e addirittura
inesistente, infatti si devono percorrere alcuni chilometri di I 44-55 per
poi riprendere la Route più avanti.
Iniziamo a vedere ranch di cavalli e mucche, piccoli paesini e grandi strade
dritte. Pranzo a Lebanon al Kentucky F. Chicken soltanto con 5$ (in compenso
tutto cibo fritto e pesante).
Troviamo un motel molto carino a Carthage il Best Budget Inn vicino a un
laghetto a 42$ la stanza. Ci rinfreschiamo in piscina e andiamo alla ricerca
di un ristorante, ma troviamo soltanto catene di fast food e scegliamo
Tacogringo.
7/08/06 Route 66
Missouri: Carterville – Joplin -
Kansas
Oklahoma: Miami – Claremore – Tulsa – Davenport – Chandler (circa 300 Km)
A metà mattinata ci fermiamo per una sosta in un diner molto carino e
particolare nell’arredamento il Dreama’s dedicato alla Route 66. Continuando
la strada passiamo per un piccolo tratto lo stato del Kansas per poi entrare
in Oklahoma.
Pranzo a Tulsa, una città triste, bruttina e deserta; si può tranquillamente
evitare la sosta in questa cittadina.
Scegliamo un motel molto carino a Chandler il Lincoln Motel, tutte capanne
in legno a 40 $ la stanza x due. Per la cena ci spostiamo in un ristorante
consigliato da gente del posto il Dan’s BAR-B-QUE Pit a Davenport, peccato
che in quasi tutti questi ristoranti si mangia ottima carne ma accompagnata
da acqua o coca cola. Niente birra ne vino, purtroppo molti ristoranti non
hanno la licenza per gli alcolici, però vendono delle belle t-shirt!
8/08/06 Route 66
Oklahoma: Oklahoma City - Clinton
Texas: Texola – Shamrock - Mc Lean – Groom (circa 400 Km)
Vistiamo il museo dedicato alla Route 66 a Clinton, dove si possono comprare
souvenir, cartoline, cappellini, targhe e fotografare le macchine, i
juke-box e le macchinette per le bibite utilizzati negli anni ’60.
Oltrepassiamo il confine con il Texas e ci fermiamo davanti al cartello per
fare le foto ricordo. Il paesaggio inizia a cambiare: paesini desolati e
disabitati chiamati “ghost town” (paesi fantasmi), motel abbandonati, pompe
di benzina antiche restaurate, abitanti con i cappelli da cowboy, paesaggio
arido e secco. Con la costruzione delle superstrade gli abitanti si sono
spostati nei centri urbani più trafficati abbandonando i paesi a ridosso
delle Route.
Per chi fa questo viaggio non può saltare una tappa: il famoso Cadillac
Ranch dove si trovano conficcate nel terreno delle vecchie Cadillac immerse
in un paesaggio arido e desolato. Le auto corrispondono ai modelli prodotti
dal 1949 al 1963 e disposte in ordine cronologico.
Ci fermiamo per la notte a Groom nel motel Chalet Inn 60$ stanza per 4
persone, ma non abbiamo altra scelta non ci sono altri motel e il paese più
vicino dista tanti chilometri.
Anche per la cena troviamo difficoltà poiché l’unico ristorante chiude alle
19.00 e quindi ci dobbiamo accontentare di hamburger e patatine a 5$
nell’’unico fast food il Dayri Queen.
9/08/06 Route 66
Texas: Amarillo – Vega – Adrian – Glenrio (circa 183 Km)
New Mexico: Tucumcari
Lungo il tragitto ci fermiamo a Conway un paesino fantasma e dopo un paio di
ore di strada desolata facciamo una sosta ad Amarillo. Passeggiata nella
zona di San Jacinto District, una strada lunga piena di negozi di
antiquariato, argenterie, cianfrusaglie, roba vecchia e negozi per
motociclisti. Mi fermo in un ristorante e parlo spagnolo con un signore del
Colorado e madre messicana che lavora nel ristorante Blue Gator Bar & Grill,
un ristorante particolare nell’arredamento ispirato tutto agli indiani e
risulta essere un’ottima scelta.
Nel pomeriggio passiamo il “midpoint” ad Adrian, cioè, siamo esattamente
metà strada della route 1.139 miglia; c’è un grosso silos bianco e alto che
indica questo punto. Qui ci fermiamo per la merenda e mangiamo la miglior
torta al cioccolato del viaggio nel bar Midpoint; anche se costa un pochino
ne vale veramente la pena.
Ci fermiamo a Tucumcari per la notte lungo la strada principale piena di
motel, optiamo per una stanza matrimoniale a 34$. In questa zona del Texas
quasi tutto è scritto anche in spagnolo, anche se le persone del luogo non
lo sanno parlare benissimo.
10/08/06 Route 66
New Mexico: Santa Rosa - Santa Fe (circa 340 Km)
La temperatura è altissima e l’asfalto è bollente, risultato: scoppia una
gomma mentre percorriamo la Route. Per fortuna queste macchine sono stabili
e non succede niente ma ritardiamo di un paio di ore il nostro viaggio.
Arriviamo a Santa Fe e scegliamo un motel, ma siccome è un posto molto
turistico non costano meno di 80$ a stanza per 4 persone.
Facciamo il giro di questa cittadina molto carina ma purtroppo è finta,
piena di negozi di lusso e costosi: è il luogo dove gli americani fanno le
vacanze.
Nella piazza centrale c’è un orchestra e tutti danzano allegramente.
Scegliamo il ristorante messicano Tomasita’s, ma tutto è molto turistico e
la qualità non è ottima.
11/08/06 Route 66
New Mexico: Alburquerque – Laguna – Gallup (circa 320 Km)
Andiamo all’aeroporto di Alburquerque, come concordato con Alamo per via
della gomma, ma invece di darci una gomma di scorta ci cambiano addirittura
la Grand Cherokee e scegliamo una Chevrolet con pochi chilometri.
Arriviamo a Gallup e notiamo che è piena di grandi magazzini che vendono
argento, pietre preziose ed artigianato fatto dagli indiani, ma qui non
conviene comprare, i prezzi sono altissimi.
12/08/06 Route 66
New Mexico: Gallup
Arizona: Kayenta – Monument Valley (circa 330 Km)
Prima di ripartire facciamo un giro nel mercato fuori Gallup dove gli
indiani vendono artigianato e argento a prezzi molto buoni. Entriamo nello
stato dell’Arizona e i colori del paesaggio cambiano, iniziano a spuntare
piccole montagne rocciose il tutto circondato da terra rossa e un cielo blu
intenso, bellissimo e suggestivo.
Arriviamo alla riserva Navajo dove si trova la Monument Valley e andiamo
alla ricerca di una stanza dell’unico motel il Holiday Inn di Kayenta (130$
per 4 persone). Dopo tanti chilometri e diversi giorni di viaggio iniziamo
ad incontrare i primi turisti, soprattutto tanti italiani.
Ci affrettiamo per vedere il tramonto all’interno della Monument Valley; il
paesaggio è bellissimo, un tramonto con colori intensi, forse uno dei posti
più belli di tutto il viaggio. Un incredibile vista su questi monoliti
spettacolari erosi dal tempo e immersi nella terra rossa e nel silenzio
assoluto.
La riserva è gestita dai Navajo, (5$ a persona e solo in contanti), e il
giro si fa in macchina in circa un paio d’ore. Ricordatevi di spostare la
lancetta dell’orologio nella riserva hanno un fuso orario “navajo”. Non c’è
molta scelta per la cena, soltanto un ristorante gestito da indiani.
13/08/06 Route 66
Arizona: Monument Valley – Grand Canyon (circa 250 Km)
Ci alziamo presto la mattina per fare la passeggiata a piedi di tre miglia e
mezzo nella Monument Valley. Con tristezza lasciamo questo paesaggio
straordinario e ci dirigiamo verso il Grand Canyon. Arriviamo in tempo per
vedere il tramonto (e per beccarci una grandinata!) e fare il giro in
macchina del belvedere entrando dalla parte Est e uscendo da Sud, il pass
auto costa 25$. Contrariamente alle nostre preoccupazione troviamo
facilmente posto dove dormire in un motel vicino l’entrata del Parco a circa
100$ la stanza per 4 persone. Qui i prezzi sono molto più alti, sia per
dormire che per mangiare (anche al pizza hut).
14/08/06 Route 66
Arizona: Grand Canyon – Seligman – Kingman (circa 280 Km)
Il Grand Canyon è uno dei posti più straordinari dell’America. È possibile
ammirare l’erosione fatta dal fiume Colorado nel corso dei secoli sulle
rocce e osservare i risultati di questa erosione: gli strati colorati nelle
rocce.
Nel Gran Canyon si possono incontrare diverse fasce climatiche passare dai
boschi di conifere ad ambienti caldi e deserti.
Decidiamo di fare la passeggiata di 14 chilometri lungo un costone del Grand
Canyon muniti di tanta acqua. Il paesaggio è magnifico e immenso, difficile
da descrivere Alla fine della camminata ci sono le navette che portano nei
punti ristoro e nei parcheggi; volendo si può fare il giro anche con queste
navette.
Il pomeriggio arriviamo a Kingman e pernottiamo al Motel 6.
15/08/06 – 16/08/06 Route 66
Nevada: Las Vegas (circa 170 Km)
In mattinata facciamo una sosta per osservare la diga Hoover. Arriviamo
verso ora di pranzo a Las Vegas ed è un peccato perché non vediamo da
lontano tutte le luci di questa enorme città che sorge nel deserto. Ci sono
45 gradi e lo Strip Boulevard è molto trafficato. Arriviamo all’albergo
prenotato via internet qualche giorno prima il “Luxor”, una piramide fatta
tutta di vetro; molto bello e le stanze molto grandi, 90$ a notte per stanza
per 4 persone.
E’ la città degli eccessi, luci dappertutto, alberghi con più di mille
stanze che rappresentano Parigi, Venezia, Roma, New York. Grandi macchine e
limousine e dappertutto sale giochi, slot macchine, roulette, tavoli da
gioco… proprio come nei film.
Gli alberghi sono di lusso e si fanno concorrenza con gli spettacoli
notturni; da vedere il gioco di luci e acqua del Bellagio e quello dei
pirati del Treasure Island; tutti gli altri sono a pagamento.
Conviene cenare nei buffet degli alberghi con 20$ si mangia senza limiti ed
è veramente buono con tante specialità cucina messicana, spagnola, cinese,
italiana, ecc.
Città anche delle grosse contraddizioni, da una parte i latinoamericani che
fanno i lavori più umili e dall’altra gente che scommette elevate somme di
denaro e poi per strada sarete invasi da bigliettini da visita di prostitute
anche a poco prezzo.
Da visitare il grande outlet a 50 chilometri da Las Vegas un centro
commerciale a Primt, i prezzi sono veramente bassi, ci siamo dedicati allo
shopping anche perché di giorno è impossibile passeggiare all’aria aperta.
17/08/06 Route 66
California: Death Valley – Ridgecrest (circa 370 km)
Arriviamo alla Death Valley, tappa da non saltare assolutamente.
Il paesaggio è stupendo, queste enorme distese di sale sotto il livello del
mare. Il caldo è insopportabile, si sfiorano i 50 gradi ed il giro si fa
scendendo poche volte dalla macchina. E’ una delle zone più aride della
terra, temperature alte e pochissime o inesistenti precipitazioni.
La temperatura è meno alta quando arriviamo in cima a Zabriskie Point e
facciamo una breve passeggiata. Queste rocce trasmettono l’impressione di un
paesaggio lunare senza vegetazione e senza vita. Subito dopo l’uscita del
parco uno spettacolo splendido: le Sand Dunes, distese di sabbia con dune
alte fino a 200 metri, ci fermiamo per sentire l’ebbrezza della passeggiata
a piedi sulla sabbia calda.
Sostiamo a Ridgecrest per la notte nel motel 6.
18/08/06 Route 66
California: Los Angeles (circa 230 Km)
Più ci avviciniamo a Los Angeles e più il paesaggio si trasforma.
Incontriamo il traffico ed il caos, grandi superstrade che portano a questa
enorme città. In questo tratto la route 66 è interrotta e sostituita da
superstrade che portano dritto a Santa Monica.
Attraversiamo rapidamente la città e vediamo da lontano la famosa collina di
Hollywood, percorriamo Beverly Hills e arriviamo lungo la spiaggia di Santa
Monica, famosa per il telefilm Baywatch.
Cerchiamo di trovare un motel e la cosa risulta complicata è fine settimana
ed è tutto pieno, alla fine troviamo uno libero proprio vicino al mare.
Passeggiata serale lungo le vie di Santa Monica e notiamo una realtà molto
diversa da quella della provincia americana dove le persone si curano molto
di più e vanno in ristoranti eleganti e alla moda.
19/08/06 Pacific One
California: Los Angeles – Santa Barbara – Santa Maria (circa 250 Km)
Passeggiata mattutina lungo la spiaggia ed il porticciolo di Santa Monica e
troviamo la targa dedicata all’umorista Will Rogers che indica la fine della
mitica Route 66.
Ci incamminiamo verso nord sulla Pacific One che collega Los Angeles con San
Francisco e lambisce la costa della California. Il panorama è spettacolare:
scogliere a picco, mare, verdi colline e cittadine molto belle; ci sono
tantissimi “vista point” dove è difficile trattenersi e non fermarsi per
scattare qualche foto. Ci fermiamo per pranzo a Santa Barbara e riposiamo
sulla spiaggia; anche se fa freddo è bello il contrasto del mare e del
vento, sotto un cielo grigio e un silenzio totale.
Troviamo un motel a Santa Maria, una tranquilla cittadina e ceniamo in un
ottimo ristorante, forse le bistecche più buone di tutto il viaggio: il
Shaw’s BBQ, dove le porzioni sono veramente giganti.
20/08/06 Pacific One
California: San Luis Obispo – Carmel - Monterey (circa 270 Km)
Continuiamo sulla Pacific One circondati da bellissimi paesaggi: scogli
lungo tutta la costa, spiagge mai battute e onde che si infrangono
dappertutto e dove si trova uno dei punti più belli e rinomati: il Big Sur.
In serata arriviamo a Monterey e pernottiamo nel motel Rodeway Inn.
Passeggiata al centro di Monterey, visitiamo il porto e ceniamo in un buon
ristorante indiano.
21/08/06 Pacific One
California: Carmel – San Francisco (circa 180 Km)
La mattina prima di ripartire andiamo a Carmel un paesino delizioso,
conosciuto anche per un noto sindaco della città: Clint Estwood. Carmel è
racchiusa dentro un percorso a pagamento la 17 mile. Consiglio di fare
questo percorso per vedere bellissime spiagge selvagge, lussuose ville
circondate da pinete e boschi.
Nel pomeriggio arriviamo a San Francisco ultima tappa del nostro viaggio e
la prima cosa che facciamo è quella di attraversare il Golden Gate e
visitare Sausalito. Il ponte è spettacolare ed evoca tante location di molti
film; alla fine del ponte c’è una piazza dedicata ai marinai e con una
bellissima vista sulla città e la baia.
Sausalito è un paesino residenziale e lussuoso e ha il pregio di avere una
vista mozzafiato da dove ammirare la baia di San Francisco. Il freddo si fa
sentire e mi vedo costretta a comprarmi una calda giacca di pile.
Ceniamo in uno dei ristoranti più vecchi e conosciuti di San Francisco il
Sears Fine Food in Powell St.
22 – 24/08/06
San Francisco
Dedichiamo 3 giorni a questa indimenticabile città centro della cultura
hippie degli anni ’60 e patria di tanti movimenti giovanili. Oggi è sede di
tantissimi ristoranti e caffè caratteristici e negozi eccentrici e dove
coesiste una miscela di particolari bohemien, trendy e 'urban chic'.
In questi giorni visitiamo l’affascinante Fisherman’s Wharf, il porto di San
Francisco con vista sulla baia, pieno di negozietti e ristorantini dove
cucinano granchi giganti e pesce, sulle piattaforme del porto al Pier 39 si
riuniscono i leoni marini e da lontano osserviamo l’isola di Alcatraz.
Facciamo un giro in cable car, il famoso tram che percorre tutta la città
lungo le strade che salgono e scendono offrendo uno spettacolo molto bello.
Chinatown è una tappa fissa per chiunque visiti questa città, ma non vi
limitate ad attraversare la strada principale e avventuratevi nelle stradine
secondarie per osservare questo quartiere abitato esclusivamente da
orientali, dove non si parla inglese e le scritte sono tutte in cinese. Qui
entriamo in alcuni negozietti e vediamo le cose che mangiano e che essiccano
per poterle mantenere a lungo.
Altre mete interessanti sono Financial District, North Beach, la mitica
Lombard Street e Civic Center.
Un ricordo particolare è quello del Golden Gate visto da sotto, si accede da
una stradina secondaria e si arriva nel punto esatto dove è stato girato “La
donna che visse due volte” di Hitchkook; molto suggestivo osservare da giù
l’imponente Golden Gate.
E’ veramente una città da non perdere e a cui dedicare un bel po’ di tempo.
25/08/06
San Francisco – Chicago – Dublino
Prendiamo di mattina presto un aereo verso Chicago e al nostro arrivo ci
accoglie una sgradevole sorpresa il volo Chicago – Dublino farà un bel po’
di ore di ritardo. Decidiamo quindi di prendere in maniera positiva questo
contrattempo e facciamo un salto al centro di Chicago (loop) per cenare
nuovamente nel ristorante Blackies e mangiare il nostro ottimo hamburger
prima di finire questo viaggio; anche se di corsa riusciamo a cenare e a
tornare in tempo all’aeroporto per prendere il nostro volo di ritorno e
lasciare un pezzo di cuoricino in questo meraviglioso paese con le sue terre
e le sue campagne sconfinate, i bei paesini di provincia, le sue grandi
metropoli e la sua natura selvaggia e suggestiva.
un ringraziamento particolare a
Gabriela per la concessione del racconto
