Stati centrali Usa

Un racconto di Monica
TOTALE MIGLIA: 3.000
TOTALE SPESA: circa 2500 euro a persona
Tutti i costi delle camere comprendono le tasse e quelli dei ristoranti una mancia del 10/15%
Le miglia includono
anche quelle fatte dentro ai parchi
30 luglio
Milano/Denver
Volo con British
Airways via Londra (€ 2.070,76 + € 100,00 di assicurazione, sia per
annullamento viaggio che medica; tutto prenotato con expedia).
All’arrivo restiamo a girare sull’aeroporto di Denver per 45 minuti.
Dopo un beve spavento in cui ci dicono che forse atterreremo a Colorado
Springs, procediamo con l’atterraggio a Denver e capiamo quale era il
problema: alla nostra sinistra vediamo un tornado! Ormai è tardi quindi
dopo aver preso la camera andiamo a mangiare nell’irish pub di fronte
all’hotel e andiamo a dormire.
Taxi: aeroporto/hotel ($ 50,00)
Hotel: Ramada Inn (prenotato dall’Italia con expedia: € 207,12 per due notti)
Cena: Irish pub ($
16,00)
31 luglio
Visita a Denver.
Dall’hotel ci dirigiamo a piedi verso il centro, facciamo colazione e
poi andiamo a visitare il Capitol dove c’è un gradino che indica il
punto esatto in cui siamo a un miglio di altezza sul livello del mare.
Saliamo sulla cupola per vedere il panorama ma c’è un po’ di foschia e
le montagne non si vedono. Da qui prendiamo un pullman per andare nel
centro commerciale di Cherry Creek dove facciamo un po’ di shopping.
Purtroppo se non vi piacciono i musei (come a noi), Denver non ha molto
da offrire. Decidiamo quindi di tornare in hotel a riposarci un po’ e
tornare in centro più tardi quando fa meno caldo. Nel downtown la via
principale è il Mall (16th street) dove si può fare una lunga
passeggiata tra locali, ristoranti e negozi; c’è anche un tram gratis
che la percorre tutta se siete stanchi di camminare. Dopo cena e due
passi rientriamo in hotel.
Colazione: Corner Bakery ($ 16,00)
Pranzo: Hard Rock Café ($ 26,00)
Cena: Earls ($ 56,00)
Tutti e tre sulla 16th street
Hotel: Ramada Inn
01 Agosto –
Denver/Silverthorne (211 mls)
Ritiriamo la macchina alla sede Dollar dell’aeroporto. Con la scusa che dobbiamo andare in montagna cercano di darci una jeep a un costo maggiore ma decidiamo di tenere la nostra. Ci danno una Dodge Caliber (comunque un po’ più grande di quella prevista) che in montagna si comporterà benissimo.
Partiamo verso il Rocky Mountain National Park e abbiamo la prima sorpresa del viaggio: per uscire dalla tangenziale di Denver dobbiamo pagare!. Ci fermiamo a fare colazione in un bar a Lyons e arriviamo all’ingresso del parco dove scopriamo che il National Park Pass non esiste più (o comunque non lo hanno qui!). Adesso hanno un pass annuale che vale anche per le federal recreational lands che a noi non interessano ma fanno lievitare il costo a $ 80,00 invece di $ 50,00. Il paesaggio è montano e arriviamo fino a 3.700 mt di altezza. Piove e quando scendiamo dalla macchina per fare le foto fa un po’ freddo. Dopo l’ingresso facciamo una deviazione per il Bear Lake. Mangiamo un hot dog all’Alpine Visitor Center e usciamo dal parco da Grand Lake.
Arriviamo fino a
Silverthorne dove dedichiamo le ultime ore del pomeriggio allo shopping
nei negozi dell’outlet mentre continua a piovere. Ceniamo con la prima
bistecca della vacanza e a letto presto (come faremo per tutta la
vacanza)
Taxi: hotel/rental car ($ 50,00)
Auto: Dollar (€ 360,00 incluso secondo viaggiatore e un pieno di benzina; prenotata dall’Italia con enoleggioauto)
Autostrada: $ 4,00
Colazione: $ 7,00
Pass parchi: $ 80,00
Pranzo: alpine visitor center ($ 11)
Cena: Red Mountain Grill a Dillon ($ 50,00)
Hotel: Silver Inn ($
74,00)
02 agosto –
Silverthorne/Moab (389,00 mls)
Colazione (finalmente mangio i primi pancake!) e partenza verso Moab. L’autostrada attraversa paesaggi bellissimi e in continuo cambiamento: prima le montagne (in questa zona ci sono le località sciistiche più famose degli USA), poi un piccolo canyon dove costeggiamo il fiume Colorado, poi spazi aperti con le tipiche rocce rosse e infine i vemilion cliffs dello Utah. Lungo il percorso attraversiamo il Colorado national Monument, una meta non molto frequentata, infatti ci siamo praticamente solo noi. Arrivati a Moab cerchiamo un motel e poi andiamo a vedere l’arches park. E’ veramente uno spettacolo, solo tenete in considerazione che per vedere gli archi da vicino bisogna fare delle belle camminate (da 1 a 5 km); un po’ per il caldo e un po’ perché siamo a fine giornata, decidiamo di farne solo un paio di quelle corte.
Ceniamo in un
ristorante segnalato dalla Lonely planet dove si mangiano piatti tipici
come il polpettone di bufalo e lo stufato d’alce.
Colazione: Sunshine café ($ 18,00)
Pranzo: Tacobell ($ 5)
Hotel: River Canyon Lodge ($ 83,00)
Cena: Buck’s Grill house ($ 56,00)
Benzina: $ 62,60
03 agosto – Moab/Price
(212 mls)
Facciamo colazione vicino al nostro albergo. Il posto è un po’ caro e scopriamo che l’english muffin non è il muffin che intendiamo noi. Lasciamo Moab per andare verso il Dead Horse Point (che è un parco statale quindi dobbiamo pagare l’ingresso) e il Canyonlands National Park. Qui abbiamo visto i paesaggi più belli. È come il Grand Canyon però più in piccolo e quindi, secondo noi, più suggestivo. Anche nel canyonlands ci sarebbero diversi sentieri a piedi da fare ma la nostra tabella di marcia non ce lo permette.
Usciti dal parco
iniziamo la tappa di avvicinamento a Salt Lake city e ci fermiamo a
dormire a Price. Troviamo un motel con una piscina interna molto carina
(e più grande delle vasche da bagno classiche dei motel). A cena ci
prendiamo una pausa dal cibo americano e andiamo a mangiare una pizza.
Colazione: Jailhouse Café ($ 14,00)
Ingresso Dead horse: $ 7
Pranzo: Burger King ($ 8)
Hotel: Greenwell Inn & Convention Center ($ 80,00)
Cena: Pizza hut ($
27,00)
04 agosto – Price/Salt
lake City (148 mls)
Facciamo colazione nel ristorante adiacente l’hotel e partiamo per Salt Lake city. Arriviamo abbastanza presto, troviamo un motel vicino a Temple square e iniziamo a visitare la città. Purtroppo anche qui come a Denver non c’è molto. Ascoltiamo un concerto d’organo nel Tabernacle e saliamo a vedere i giardini sul tetto dell’edificio vicino. Mangiamo velocemente alla food court di un centro commerciale li vicino e torniamo in temple square per realizzare che sono le due e non c’è più niente da vedere. Ci sdraiamo in un parco a rivedere il filmino fatto fino ad ora intanto che aspettiamo la camera (siamo arrivati molto presto e prima delle quattro non ce la davano). Alla sera per fortuna la città recupera qualche punto. Scopriamo che li vicino c’è un centro commerciale che si chiama The Gateway fatto come un villaggio. E’ tutto all’aperto, con negozi, ristoranti, cinema e c’è un sacco di gente. Ci mangiamo un bel granchio e andiamo a dormire.
Colazione: Ricardo’s ($ 11,00)
Benzina: $ 30,00
Pranzo: $ 9,00
Hotel: city Creek Inn ($ 62,00)
Cena: McGrath’s Fish
house ($ 80,00)
05 agosto – Salt Lake
City/Jackson (362 mls)
Partiamo da Salt Lake
per l’Antelope Island, un’isola disabitata che si trova nel lago salato
a 30 minuti dalla città. Per il pranzo compriamo dei panini per strada
perché pensavamo di fermarci per fare il bagno e rilassarci un po’ ma il
tempo non è un granché e sinceramente il lago non invoglia molto a
tuffarsi. Qui iniziamo a vedere qualche animale, antilopi e bufali. In
fondo alla strada che attraversa il parco (che è statale e quindi anche
qui dobbiamo pagare) c’è un ranch tenuto perfettamente con anche la casa
in cui abitavano i proprietari. Visto che ci siamo fermati meno del
previsto decidiamo di fare più strada ed avvicinarci di più all’ingresso
del Grand Teton. Facciamo una telefonata a un motel di Jackson per
prenotare perché sappiamo che è difficile trovare da dormire agli
ingressi dei parchi e abbiamo fatto bene perché quando arriviamo è tutto
pieno. Il paese è pieno di motociclisti; di solito nel parchetto (che ha
gli ingressi fatti con corna di alce) fanno una rappresentazione di una
sparatoria ma purtroppo è domenica (l’unico giorno in cui non è
prevista). Come per i motel anche i prezzi per mangiare sono più alti
che da altre parti. Cena, passeggiata tra le stradine con atmosfera da
vecchio west e nanna.
Colazione: Starbucks ($ 9,00)
Pranzo: panini ($ 6,00)
Ingresso Antilope: $ 9,00
Benzina: $ 32,00
Cena: Teton Steak House ($ 72,00)
Hotel: Virginian Lodge
($ 122,00)
06 agosto –
Jackson/West Yellostone (129 mls)
Facciamo colazione in
un posto segnalato dalla guida dove dovrebbero fare dei biscotti grandi
e soffici. Peccato che scopriamo che questi Biscuits altro non sono che
pane e non biscotti come li intendiamo noi. Dopo colazione compriamo dei
panini, faremo così per tutti i giorni nello Yellowstone perché dentro
al parco ci sono solo i ristoranti nei lodge e preferiamo fare un pic
nic nelle varie aree previste dal percorso; scopriamo che esistono
questi negozi in cui ti danno un foglio con i vari ingredienti, tu segni
quello che vuoi nel panino e te lo fanno al momento e personalizzato.
Naturalmente le loro porzioni sono come tre delle nostre. Stamattina il
tempo è ancora brutto ma per fortuna dopo migliorerà. Attraversiamo il
Grand Teton fermandoci ai point of view a fare qualche foto. Paesaggi
tipicamente di montagna con laghi e praterie. Entriamo allo Yellowstone
dall’ingresso sud e andiamo a vedere la prima zona di geyser, il West
thumb. L’odore di zolfo è forte, ma il paesaggio è mozzafiato e
soprattutto ci rendiamo conto di essere in una zona in continuo
“movimento”. Ci dirigiamo verso l’Old Faithful, il geyser più grande che
emette un getto d’acqua di 30 mt ogni 90 minuti circa. Quando arriviamo
un cartello ci dice che la prossima “eruzione” srarà dopo un’ora quindi
facciamo una passeggiata sulle passerelle di legno che portano a vedere
i diversi geyser della zona (queste passeggiate possono anche essere di
qualche miglio). Al rientro ci sediamo sulle panchine con gli altri
visitatori e il geyser inizia a spruzzare acqua puntualissimo (dura
qualche minuto). Rispetto agli altri parchi abbiamo incontrato molta più
gente (in alcuni punti facevamo anche fatica a parcheggiare). Usciamo
dal parco da ovest per raggiungere il paese di West Yellowstone dove
abbiamo prenotato già dall’Italia. Cena e, come al solito, a letto
presto.
Colazione: Bubba’s ($ 10,00)
Pranzo: panini ($ 11,00)
Cena: Three Bear Restaurant ($ 47,00)
Hotel: Days Inn West
Yelowstone (€ 96,68 prenotato dall’Italia con expedia)
07 agosto –
Yellostone/Gardine (131 mls)
Dopo colazione
rientriamo nel parco e all’ingresso troviamo la coda; vediamo anche che
alla postazione del ranger dove ci sono tutti i costi di entrata mettono
anche il national park pass da 50 dollari!! Anche oggi vediamo diversi
geyser e laghi fumanti oltre che al canyon creato dal fiume Yellowstone
(con una cascata di 94 metri). A un certo punto vediamo le macchine
ferme in coda sulla strada con tutta le gente che scende con le macchine
fotografiche in mano. Naturalmente scendo anche io e vedo che vicino
alla strada c’è un grosso alce che mangia. Gli altri animali che vediamo
sono i bisonti (ce ne sono davvero tanti e ogni tanto te li trovi anche
in mezzo alla strada). L’ultima zona che vediamo è quella di Mammoth Hot
spring da dove usciamo per andare a dormire a Gardiner. Il paese è un
po’ più piccolo di West Yellowstone e non offre molto per la cena.
Finiamo quindi nel ristorante di fianco all’albergo (che tra l’altro si
trova in una bella posizione con vista sul fiume).
Colazione: Trappers ($ 12,00)
Benzina: $ 16
Pranzo: panini $ 12
Cena: Yellowstone Mine ($ 50,00)
Hotel: Best Western
Mammoth Hot Spring (€ 105,08 prenotato dall’Italia con expedia)
08 agosto –
Gardiner/Red Lodge (184,00)
Stamattina rientriamo
nel parco da nord per fare l’ultima parte e uscire da Tower junction, ma
di tutto il parco questa è la zona meno interessante. Dall’uscita
percorriamo la Beartooth highway che è considerata una delle strade più
panoramiche degli Stati Uniti. Effettivamente i paesaggi sono bellissimi
ma molto simili a quanto abbiamo visto allo Yellowstone quindi fanno un
effetto più attenuato. Oggi non faremo molta strada perché vogliamo
fermarci a Red Lodge, un paesino molto carino alla fine della strada.
Per cena chiediamo consiglio al proprietario del motel che ci indica un
posto un po’ lontano (19 miglia) ma dove il cibo vale veramente la pena.
Per raggiungerlo percorriamo un strada di praterie e ranch con lo
steccato bianco da cartolina. Il paese di chiama Roscoe ed è composto
dal ristorante e qualche casa. Qui abbiamo mangiato una carne favolosa.
Due consigli: non ci sono indicazioni per il ristorante e appena passato
il cartello bisogna girare alla prima via a sinistra (noi al primo
passaggio non l’abbiamo visto e pensavamo già di rinunciare). Secondo:
la strada è totalmente buia e al ritorno state attendi perché ci sono
diversi animali che attraversano la strada.
Colazione: Soutooth ($ 12,5)
Pranzo: panini ($ 5)
Hotel: Red Lodge Inn ($ 82,5)
Cena: Gruzzly Bar –
Roscoe ($ 63,00)
9 Agosto – Red
Lodge/Sheridan (216 mls)
Facciamo colazione in
un posto che abbiamo scoperto il giorno precedente. Hanno un caffè
ottimo, torte e muffin come li intendiamo noi. Ci dirigiamo verso il
Little bighorn Battlefield. Decidiamo di ascoltare la spiegazione del
ranger. Dura un’ora ma è molto utile perché ci fa capire tutte le
strategie e gli spostamenti delle truppe nei due giorni di battaglia (e
apprezziamo anche l’atteggiamento di rispetto del ranger nei confronti
degli indiani). Scopriamo anche che il cimitero che si trova all’entrata
e che abbiamo già visto in molte immagini, non è dove sono sepolti
Custer e i suoi, ma una serie di persone che hanno partecipato a diverse
guerre, dalla prima guerra mondiale a quella di Corea. Usciamo
brevemente dal parco per mangiare qualcosa e al rientro iniziamo il giro
in macchina. Il percorso è segnato da cartelli che raccontano cosa è
avvenuto e quando sulle varie colline. I prati circostanti sono pieni di
tombe che si ricordano sia i soldati americani che i guerrieri indiani
morti nella battaglia, fino all’ultimo avamposto dove si vede la tomba
di Custer. La visita richiede più tempo del previsto così decidiamo di
saltare il bighorn Canyon e raggiungere Sheridan. Mentre cerchiamo da
dormire abbiamo una bella sorpresa: a pochi chilometri da li è appena
iniziato il più grande raduno di harley del mondo. In un piccolo paesino
chiamato Sturgis (dove noi pensavamo di fermarci a dormire) sono
arrivati 800.000 motociclisti. Ma il problema non è solo Sturgis ma
tutti i paesi nelle black hills, che è giusto l’ultima zona che ci manca
da vedere. Il proprietario del nostro motel ci dice che sarà impossibile
trovare da dormire e che comunque le camere hanno prezzi che sfiorano i
250 dollari. Per aiutarci prova a chiamare un albergo a Keystone di cui
espone la brochure e riesce a trovarci una camera che a questo punto
prendiamo per tre notti: guardando la cartina vediamo che possiamo
tenere Keystone come base e da li andare a vedere quello che ci manca.
Passato il momento di panico, andiamo in cerca di una pizzeria ma
finiamo a mangiare l’ennesimo hamburger.
Colazione: $ 5
Benzina: $ 34
Pranzo: KFC ($ 8)
Cena: Pony Bar & Grill ($ 23)
Hotel: Trails End
Motel ($ 107,80)
10 agosto
Sheridan/Keystone (301 mls)
Ci alziamo presto e
andiamo a vedere il Devils Tower National Monument. C’è una piccola
passeggiata da fare intorno al monolite da dove si vedono quelli che
fanno le arrampicate. A questo punto decidiamo di fermarci a Sturgis per
vedere il raduno. La quantità di moto è impressionante, ci sono due
strada completamente piene di harley e di personaggi diciamo
“caratteristici”. Ci sono gli stand dei produttori di moto, bancarelle
che servono enormi cosce di tacchino arrosto, gente che si fa i tatuaggi
in vetrina, musica da vivo. E’ stata una bellissima esperienza.
Continuiamo il nostro viaggio (ma non saranno gli ultimi motociclisti
che vedremo perché gli effetti del raduno arriveranno fino a Keystone).
Passando da Rapid City vediamo che ci sono alcuni motel con la scritta
vacancy e iniziamo a chiederci se abbiamo fatto bene a fidarci di Alì,
ma l’amico riguadagna punti quando all’arrivo in hotel scopriamo che
grazie alla sua telefonata, il prezzo di 97,15 tasse incluse che ci
avevano fatto è molto più basso di quello ufficiale (150). Anche
Keystone è invasa dai bikers. Non offre molto per mangiare. Ci sono
soprattutto family restaurant dove si mangia a buffet, quindi optiamo
per un ristorante normale.
Colazione: nel ristorante del motel ($ 7,00)
Benzina: $ 32
Pranzo: stazione di benzina ($ 5,00)
Hotel: White House Resort ($ 97,15)
Cena: Ruby house
Restaurant ($ 39)
11 agosto –
Keystone/Badlands/Keystone (218 mls)
Facciamo colazione in
un posto con buffet ma ci rendiamo conto che per come e quanto mangiamo
noi non ne vale assolutamente la pena. Direzione Badlands National Park
(che non è poi così vicino come pensavamo). Il paesaggio è desertico, un
po’ simile alla Valle della morte. Ovunque ci sono cartelli che dicono
di stare attenti ai serpenti a sonagli. Entriamo dalla Northeast
Entrance, attraversiamo il parco fermandoci nei vari view point a fare
le foto e usciamo dalla Pinnacles Entrance. Qui decidiamo di fermarci a
mangiare a Wall, conosciuto per un grande centro commerciale (fatto però
in stile western) pieno di cianfrusaglie e dove bevi il caffè per 5
centesimi. Pensavamo di fermarci a Rapid city ma attraversando la città
non ci attira un granché, quindi torniamo a Keystone. Andiamo a vedere
la partenza del treno a vapore che ogni giorno ti porta avanti e
indietro da Hill City (il viaggio dura 1 ora a tratta e ti porta dentro
le Black Hills; purtroppo gli orari non si sono mai incastrati con il
nostro programma); facciamo anche una passeggiata nella vecchia
Keystone. Alla sera decidiamo di andare a vedere lo spettacolo di luci
al Monte Rushmore che si rivela essere un lungo filmato della storia dei
4 presidenti che finisce con il monumento che si illumina lentamente
mentre il pubblico canta l’inno americano in piedi con la mano sul
cuore. Il parcheggio è a pagamento ma dura per tre giorni quindi ci
tornerà utile per la visita diurna del giorno dopo.
Colazione: $ 24
Pranzo: Badlands Bar ($ 16)
Cena: Ruby House ($ 35)
Hotel: whitehouse Resort ($ 97,15)
Parcheggio Monte
Rushmore: $ 8
12 agosto
-Keystone/Monte Rushmore/Crazy horse n.m./Jewel Cave/Keystone (75 mls)
Troviamo un posto per
la colazione che fa i bagels. Questa mattina I posti da vedere sono più
vicini. Ritorniamo al Monte Rushmore, e facciamo il percorso a piedi
alla base della montagna. Purtroppo c’è una fastidiosa nebbiolina che
limita un po’ la visibilità. Da qui ci spostiamo al Crazy horse National
Monument. Non fa parte di parchi nazionali quindi paghiamo l’ingresso.
Prima di prendere il pulman che porta vicino alla montagna (in modo da
vedere la faccia di Crazy horse di fronte), vediamo un video nel teatro
del visitor center che spiega perché è stato deciso di fare il monumento
e racconta la storia dello scultore e della sua famiglia (sono i suoi
figli che stanno continuando il lavori). La scultura è ancora in
lavorazione (hanno finito solo il viso) e siccome non accettano
sovvenzioni statali i lavori vanno molto a rilento. Nel visitor center
c’è un modello del progetto. Mangiamo un hot dog qui e ci dirigiamo
verso la Jewel Cave, la più lunga caverna degli Stati Uniti. Ci sono tre
opzioni per fare la visita: la prima lungo una passerella con la caverna
illuminata dalle luci artificiali; con la seconda ogni partecipante deve
portare una lanterna, l’ultima è una vera e proprio escursione
speleologica. Optiamo per la prima, anche perché per la seconda parte
dopo 1 ora e mezza. Torniamo a Keystone dove nel frattempo la maggior
parte del motociclisti se ne sono andati (è domenica e probabilmente il
giorno dopo dovranno andare a lavorare). Per cena decidiamo di cambiare
e scegliamo uno dei Family restaurant.
Colazione: Bagels Bakery ($ 7,5)
Benzina: $ 36,00
Ingresso Crazy Horse: ($ 10)
Bus Crazy Horse ($ 8)
Pranzo: $ 7
Escursione Jewel Cave ($ 16)
Cena: $ 18,00
Hotel: Whitehouse
resort ($ 97,15)
13 agosto – Keystone/Cheyenne (322 mls)
Oggi iniziamo
l’avvicinamento all’aeroporto di Denver. L’unica sosta la facciamo a
Fort Laramie, dove alcuni edifici della vecchia postazione militare sono
stati ricostruiti. Ci fermiamo a mangiare in un bar di Guernsey lungo la
strada e arriviamo nel tardo pomeriggio a Cheyenne. Sinceramente
pensavamo fosse una città un po’ più viva. Probabilmente l’unico periodo
in cui vale la pena di andarci è durante il frontiers days, il
campionato mondiale di rodeo. Ceniamo al ristorante del Best Western e
poi torniamo in camera a fare le valigie.
Colazione: Bagels Bakery ($ 8)
Lunch: crazy Tony’s ($ 12,5)
Benzina: $ 10
Cena: The Cattle Company ($ 66)
Hotel: Super 8 ($
75,25 inclusa colazione)
14 agosto – Cheyenne/Denver
Intl airport (107)
Dedichiamo la
mattinata a visitare un po’ la città (praticamente deserta). Vediamo il
museo del west e il museo del Frontiers Days. Mangiamo una pizza e poi
partiamo verso l’aeroporto. Arriviamo alla Dollar mentre il
contachilometri segna esattamente 3.000 miglia percorse. Dopo una
discussione con l’ufficio della Dollar (volevano addebitarci un costo
non previsto) andiamo al terminal dove scopriamo che il volo è in
ritardo di un ora e mezza (questo comporterà una bella corsa per
prendere la coincidenza a Londra).
Ingresso Nelson Museum: $ 8
Ingresso Frontier Museum: $ 12
Pranzo: Pizzeria Venti ($ 20)
Autostrada: $ 4