Stregati dalla baia: Welcome to Frisco

Un racconto di Alberto
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Sarà questa fastidiosa ma suggestiva
nebbia a rendere così unica San Francisco; sembra danzare sulla city svelandone
lentamente l’inconfondibile skyline, creando giochi di luce magici e
indimenticabili. O forse è la splendida baia che la circonda, dove tra le
montagne si staglia in lontananza il simbolo arancione del Golden Gate, il ponte
che sembra sospeso nel vuoto con le alte campate che svettano sopra le nuvole
basse. Oppure saranno i suoi delineati e multi-etnici quartieri? Passare da uno
all’altro sembra di scoprire in un semplice istante mondi differenti, ognuno con
la propria fisionomia ben precisa, con le vedute mozzafiato dalle ripidissime
strade che nemmeno le auto e i bus osano sfidare, territorio incontrastato degli
scampanellanti Cable Car da dove, aggrappati in modo precario, sembra di vivere
più un sogno che una realtà.
Trasgressiva, cosmopolita, aristocratica e raffinata, sono gli aggettivi più
appropriati per rendere omaggio al suo stile ineguagliabile. Un insieme di tanti
mondi che sembrano essersi riuniti in un grande mosaico dove, fieri delle
proprie tradizioni, convivono popolazioni giunte da luoghi lontani o
semplicemente persone appartenenti a credo diversi e stili di vita differenti,
tanto che basta un solo isolato a separare gli inconfondibili odori di China
Town dall’aroma del caffè di casa nostra a North Beach, la spregiudicata e
provocatoria Castro dall’aria festosa del centro america di Mission, o ancora
l’essenza e l’originalità del sol-levante a Japan Center dalla sofisticata
Haight Asbury con le sue case vittoriane e quel delicato tocco di snob.
Frisco è da scoprire senza fretta, aggirandosi tra le strade rese familiari dal
grande schermo, ma senza tralasciare i percorsi meno battuti alla scoperta di
quei particolari che più volte restano sconosciuti al turista, e ricercare
quegli angoli segreti dove scattare una foto indimenticabile ed assaporare la
vera essenza culturale della baia. Sfidando anche il vento gelido che spira
costante in ogni stagione dal Golden Gate, con raffiche che sembrano un pugnale
che trafigge il cuore.
Vento freddo e pungente che rende ancor più problematica la sopravvivenza dei
numerosi senza tetto che si aggirano a Tenderloin, con carrelli strapieni di
stracci malandati e un paio di puzzolenti coperte, in un misero quartiere che si
trova ad un solo isolato dal lusso frenetico di Union Square. E’ stato il set
naturale per Gabriele Muccino e Will Smith, raro caso in cui Hollywood non è
finzione ma una denuncia della cruda realtà di questa America di contrasti. Una
ricerca della felicità che al contrario del film non arriverai mai, perché qui
le favole non esistono!
La scoperta di San Francisco non può che partire dal suo quartiere più
pittoresco, Chinatown. Il portale d’ingresso, il celebre Dragon’s Gate decorato
con lanterne, dragoni e animali propiziatori, non è una semplice costruzione
architettonica; varcare la soglia significa essere trasportati direttamente nel
cuore del continente asiatico. Qui vive la più grande comunità cinese al di
fuori dell’Asia, che in passato si chiuse al mondo esterno come una città nella
città, con usi e costumi che si sono tramandati nel tempo e gelosamente
custoditi. Dal gioco d’azzardo alla malavita locale, fatta di sfruttamento della
manodopera, fumerie d’oppio, case di piacere e abitazioni al limite della
sopravvivenza. Ciò che resta oggi, oltre all’aspetto puramente turistico fatto
di lampioncini che ornano le strade e negozietti turistici con ogni sorta di
souvenir, sono i vari piccoli templi racchiusi tra le viuzze dove si respirano
incensi e oli profumati, le antiche erboristerie con ogni sorta di medicine ed
unguenti, piazze dove la gente si esercita nelle antiche arti di t’ai chi, sotto
la costante benedizione di Kuan Di, la divinità più adorata dalla comunità
cantonese la cui statuetta è presente quasi ovunque, nei templi, nei negozi, nei
ristoranti. Scendete senza timore per le traballanti scalinate che quasi non si
notano tra gli edifici, che conducono a tempietti nascosti nel sottoterra.
Mostratevi interessati alle loro divinità, e la comunità cinese vi accoglierà
con un genuino sorriso.
Abbandonando le due arterie più frequentate, Grant Avenue e California St, ci si
addentra negli angusti vicoli colmi di atmosfera con balconi dipinti, negozi
indaffarati e ristoranti tradizionali, dove è d’obbligo una sosta per un pasto
leggero a base di dim sum, bocconcini di pasta farciti, fritti o cotti a vapore
rigorosamente in stile Hong Kong.
Un luogo assolutamente indimenticabile grazie all’atmosfera frenetica del
quartiere, con gli assillanti venditori ambulanti e l’andirivieni dei Cable Car
che corrono fino in vetta a Nob Hill, la collina più alta della città con
alberghi e residenze lussuose che offrono una vista incredibile sulla baia e su
tutta la città.
Nella vicina North Beach si deve passeggiare senza meta, fermandosi in uno dei
numerosi cafè per scambiare due chiacchiere, per capire che cosa attira da
decenni gli artisti e perchè la zona è stata denominata Little Italy, fare
colazione in una panetteria attratti dal profumo di pane appena sfornato,
entrare nelle librerie per ripercorrere le origini della Beat Generation che qui
ha avuto origine. Sviluppatosi attorno agli anni Cinquanta, questa corrente di
pensiero attirò migliaia di giovani desiderosi di libertà, manifestandosi in una
combinazione di ogni forma di arte, dalla letteratura, alla musica, alla
pittura. Per finire salendo le ripide scalinate che portano fino a Russian Hill,
tra parchi e case vittoriane che si affacciano sul sottostante Fisherman’s Wharf.
La zona del porto è un luogo piacevole dove trascorrere qualche ora. Il famoso
Pier 39 abbonda fin troppo di attrazioni forzate, ma la sua aria festosa sembra
piacere ai leoni marini che hanno scelto uno dei suoi moli come fissa dimora.
Prendendo uno dei tram storici della città, la linea F, si scende all’Embarcadero
e al Ferry Building, sovrastati dal Financial Center, unica zona di San
Francisco simile alle classiche metropoli americane, con grattacieli che
svettano verso il cielo e un’architettura futuristica. Su tutti si distingue la
Transamerica Pyramid, l’edificio più riconoscibile di tutta la città dall’alto
dei suoi 256 metri.
La particolarità più sorprendente di San Francisco è che ad ogni fermata di bus
sembra di scendere in una città diversa. Si può risalire sulla mitica F fino al
capolinea, oppure optare per le più veloci sotterranee Muni e raggiungere un
altro mondo: Castro District, affiancato da Mission, quartieri vicini
geograficamente ma così lontani idealmente. Trasgredire a San Francisco è
normale, e a Castro è quasi d’obbligo; incontrerete più persone stravaganti qui
in una settimana che in tutti gli States in un anno. L'orgoglio gay è
manifestato senza pudore, senza vincoli di moralità, grazie alla mentalità
libera dei suoi abitanti. A Castro sono iniziate tutte le lotte per ottenere i
diritti più comuni, che da qui sono stati poi parzialmente estesi non senza
difficoltà a tutto il resto del mondo. Confesso il mio approccio spinto da
ironica curiosità nel pensare di vedere qualcosa di “diverso”. Al contrario, è
proprio la normalità del luogo e della gente a sorprendere ed aprire la mente a
chi ha avuto da sempre vedute troppo ristrette.
A Mission è meglio recarsi il tardo pomeriggio, per riuscire a vedere con il
chiaro i bei murales e nello stesso tempo attendere l’imbrunire, per ammirare il
tramonto sulla baia, gustare gli squisiti burritos e vivere l’aria festosa del
luogo e di una folle nottata in uno dei tanti locali etnici, dove impazzano i
ritmi frenetici latino-americani.
Tornando verso il centro è d’obbligo una sosta ad Alamo Square, splendido
balcone sulla baia e sui grattacieli che fanno da sfondo alle “Sette Sorelle”,
una fila di case vittoriane dalle candide facciate circondate da un tranquillo
parco. Poco oltre, l’imponente City Hall ci ricorda la Basilica di S. Pietro,
mentre nei sontuosi interni si ammirano trionfali scalinate in marmo bianco.
Dal Civic Center inizia il tratto più variopinto di Market St fino all’angolo
con Powell St. dove ci si può riposare in un cafè con i tavolini all’aperto
nella vicina Unior Square, cuore della città e sede dei grandi magazzini Macy’s.
Qui si attende in un’aria festosa un Cable Car per un viaggio tra salite e
discese mozzafiato giù fino alla baia. Questi mezzi si agganciano ad una rete
sotterranea di cavi che scorrono ad una velocità costante, e permettono in
questo modo di superare le pendenze estreme delle colline della città. Le
delicate operazioni di aggancio sono gestite direttamente dai conducenti, che
devono superare complicate fasi di addestramento. Scendendo a Lombard St., si
percorre a piedi la strada più tortuosa del mondo, dove dieci stretti tornanti
permettono alle auto di percorrere il proibitivo dislivello. Di fronte, nel
mezzo della baia, appare come per incanto la mitica Alcatraz. Sembra
vicinissima, eppure compare e scompare nella nebbia quasi fosse stregata. Con un
tour di mezza giornata si possono visitare le celle che hanno ospitato i banditi
più famosi d’America, come Al Capone e Frank Morris.
Il mio angolo preferito è senza dubbio Haight Asbury, il quartiere che si trova
all’incrocio tra le due rispettive strade. Edifici dalle facciate fantasiose,
atmosfera hippie, frenetico via vai tra locali stravaganti e negozi che offrono
ogni tipo di shopping. E’ qui che negli anni ’60 nacque il mito dei figli dei
fiori e la Summer of Love, tra nudismo, marijuana, concerti rock e amore libero.
Basta poi scendere sulla parallela Page St per passeggiare solitari tra
splendide case vittoriane, un luogo solitamente privo di turisti in quanto non
citato dalle guide.
Il vicino Golden Gate Park è l’ideale per qualche ora lontano dai ritmi
frenetici fino ad ora vissuti. Nel centro dell’immenso parco lungo 5 km, il
Japanese Tea Garden è un angolo idilliaco con placidi laghetti, fiori profumati
e caratteristici tempietti giapponesi immersi in una quiete surreale.
Ma la vista è sempre rapita dal leggendario Golden Gate Bridge. Il brillante
colore arancione, i punti panoramici che ne permettono una visione
indimenticabile, le campate che si perdono nella nebbia. Non si discute, questo
non è un semplice ponte, ma uno status symbol non solo della città o della
California, ma dell’America intera.
Approfondimenti
In bici per la baia
Nonostante le impegnative salite che caratterizzano le strade, una delle più
entusiasmanti cose da fare è quella di percorrere in bici la baia di San
Francisco attraversando paesaggi mozzafiato. Il percorso di 13 km si svolge
interamente su pista ciclabile e non è per niente faticoso: si parte dal
Fisherman Wharf, dove si può affittare una due ruote presso uno dei tanti centri
noleggio (ad esempio da Blazing Saddles). Passando dall’Exploratorium, dove si
ammirano le finte rovine classiche del Palace of Fine Arts, si costeggia tutta
la Marina fino a Fort Point ai piedi del Golden Bridge, per una splendida vista
del ponte e di tutta la baia. Risalendo, si percorrono i 3 km di quello che
all’epoca della sua costruzione era il ponte sospeso più lungo del mondo con
campate distanti 1200 metri, un percorso indimenticabile con viste straordinarie
sulla city. Giunti sul versante orientale, si può salire a Vista Point, a picco
sull’oceano, per poi sfrecciare sulla lunga discesa che conduce fino a Sausalito,
tranquilla cittadina che nonostante il notevole afflusso turistico ha mantenuto
gli aspetti di un piccolo centro di pescatori. Qui si può passeggiare tra
lussuosi negozi, pranzare con vista sulla baia ed esplorare le case galleggianti
che una volta appartenevano ai pescatori. Al termine, imbarcata la bici sul
ferry della Blue and Gold Fleet, si rientra direttamente al punto di partenza
dopo circa trenta minuti di navigazione, oppure, per chi non fosse ancora stanco
di pedalare, si può proseguire per altri 10 km fino a Tiburon, dove parte un
altro ferry che riporta al pier 41.
Risparmiare a San Francisco
Anche in una città relativamente costosa è possibile risparmiare con qualche
accorgimento. All’arrivo in aeroporto, la prima cosa da acquistare è il munipass,
abbonamento ai trasporti della città che permette tra l’altro corse illimitate
sui Cable Car (corsa singola $ 5). Disponibili per un giorno ($ 11), tre giorni
($ 18) o sette giorni ($ 24).
Il modo meno costoso per raggiungere il centro è utilizzare la nuova Bart che
ora è collegata direttamente con l’aeroporto. La tariffa per singola tratta è di
$ 5,15 e le fermate disponibili sono Civic Center, Powell ed Embarcadero,
praticamente a pochi passi dalla maggior parte degli hotels.
Chi avesse intenzione di visitare i maggiori musei della città, può prendere in
considerazione l’acquisto di un conveniente Citypass, al prezzo di $ 49. Oltre
all’abbonamento ai trasporti urbani per sette giorni, comprende l’ingresso al
Museo delle Arti Moderne, collezione di arte contemporanea, all’Exploratorium,
combinazione tra arte, scienza e percezione umana, ed alla Legion of Honor, che
espone opere di Picasso, Monet e Rembrant. Nel prezzo è compresa inoltre una
crociera nella baia con la Blue & Gold Fleet, l’ingresso all’acquario e uno a
scelta tra l’Asian Art Museum o l’Accademia delle Scienze, dove incontrare
pinguini e barriere coralline, oltre alla simulazione di un terremoto e molte
altre esposizioni.
Per mangiare:
Taylor St. Coffee Shop: best breakfast in San Francisco per due anni
consecutivi, è uno stretto locale dove spesso si attende in piedi prima di
trovare un tavolo. Il menu da $ 10 comprende toast, bacon, salsiccia, bistecca
di prosciutto, omlette e tè o caffè. Svuotata la tazza, i camerieri provvedono
immediatamente al rabbocco gratuito. Aperto a colazione e a pranzo (375 Taylor
St).
Lefty O’ Doul’s, a metà tra pub irlandese e saloon di cowboy, è uno dei pochi
ristoranti economici in zona Union Square. Serve ottime carni cucinate e
tagliate al momento, servite in un unico piatto con spaghetti, riso e verdure al
prezzo di circa $ 10 (aperto a pranzo e cena, 333 Geary St).
Original Joe’s, ristorante italiano raffinato ma con prezzi non proibitivi, dai
primi piatti di casa nostra alle classiche portate principali tra cui
scaloppine, salmone o costate in perfetto stile americano. Piatti tra i 10 e 17
dollari (pranzo e cena, 144 Taylor St).
Dove dormire
Hotel Mark Twain (345 Taylor Street.), la migliore soluzione per quanto riguarda
il rapporto qualità prezzo, in ottima posizione a due passi da Union Square e da
Market St. Una double double che può ospitare fino a quattro persone, costa in
offerta speciale $ 80 tasse incluse, anche in alta stagione. Facciata in stile
art decò, interni funzionali e confortevoli, ottimo servizio, stanze
discretamente spaziose (chiedetene una silenziosa che si affacci sul cortile).
DIARIO DI VIAGGIO
Domenica 17 giugno, San Francisco
Il volo British è puntuale e dopo aver acquistato i Muni Passport, abbonamento
per tutti i mezzi di trasporto ($18 x 3gg) ci dirigiamo verso la Bart che ci
condurrà fino a Powell St.. E’ il mezzo più economico che collega l’aeroporto al
centro ($5,15), oltre che essere comodissimo. Il nostro hotel, Mark Twain ($ 80
la tripla, offerta speciale direttamente sul sito), dista pochi minuti da Powell
e rappresenta una comoda ed economica soluzione per visitare la città. Giusto il
tempo di sistemarci e non curanti del fuso (sarebbe mezzanotte passata),
partiamo subito per un primo assaggio della città. Prima tappa Union Square, una
moderna e ampia piazza che si affaccia su alcune delle vie più movimentate.
Percorriamo Powell St fino al capolinea dei Cable Car, ma rinunciamo a salire
vista la lunga coda e prendiamo la storica linea F che percorre l’immensa Market
St. fino al Ferry Building dove scendiamo e facciamo una passeggiata. Purtroppo
è domenica e la zona, frenetica durante i giorni feriali, è piuttosto deserta.
Lo skyline della città moderna ricorda le classiche metropoli americane; siamo
infatti nel Financial Discrict caratterizzato da moderni grattacieli e
architetture futuristiche. E’ il caso dell’impressionante atrio con ascensori a
vista dell’Hotel Hyatt, e della Transamerica Pyramid, l’edificio più alto e più
singolare. Qui, senza coda, prendiamo il cable car che percorre tutta California
St attraversando China Town fino a salire in vetta a Nob Hill. Davvero
caratteristici questi mezzi, che percorrono le salite mozzafiato della città
scampanellando continuamente. Davidino regge bene la fatica (gran fisico per un
pupo di 6 anni…) per cui scendiamo all’altezza di China Town e a piedi torniamo
verso Union Square. in cerca di qualche locale per la cena. Optiamo per Lefty O’
Doul’s, a metà tra pub irlandese e saloon di cowboy, è uno dei pochi ristoranti
economici in zona Union Square. Serve ottime carni cucinate e tagliate al
momento, servite in un unico piatto con spaghetti, riso e verdure al prezzo di
circa $ 10. Dopo cena torniamo velocemente in hotel quando comincia a soffiare
un vento pungente (in Italia sarebbero le 6 del mattino!) e noi siamo in piedi
dalle 4!!!! Non male per il primo giorno.
Lunedì 18 giugno, San Francisco
Il cielo è terso, la temperatura gradevole: giornata ideale in previsione
dell’intenso programma odierno. Prima sosta a Nob Hill, dove visitiamo
l’imponente Grace Cathedral, costruita su modello della Notre-Dame de Paris.
Saltiamo al volo su un Cable Car e raggiungiamo China Town, il quartiere più
caratteristico della città, da visitare con molta calma entrando nei vari
templi, nei negozi tipici e in quelli più turistici e gustare l’atmosfera etnica
delle varie viuzze. Al termine, raggiungiamo Blazing Saddles dove affittiamo le
bici ($25) per una delle escursioni più belle: l’attraversamento del Golden Gate
fino a Sausalito, da dove poi si rientra in ferry ($8,50). La ciclabile risulta
molto piacevole, con splendide viste sulla città e sul ponte. Dopo una sosta
all’Exploratorium, proseguiamo fino a Fort Point, dove il cielo terso si
trasforma improvvisamente in una nebbia che circonda tutto il Golden Gate. La
salita fino al ponte è piuttosto faticosa ma i panorami sono splendidi, così
come le sensazioni che si provano a percorrere il mitico ponte arancione. Il
vento è fortissimo e gelido, ma come per incanto, giunti sul versante opposto,
ecco sparire la nebbia per lasciare posto ad uno splendido e caldo sole e una
magnifica vista sulla baia. La lunga discesa a Sausalito è decisamente più
piacevole che la salita ed il paesino appare come un’oasi di pace dove
trascorrere piacevolmente un paio d’ore. Prendiamo il ferry per tornare a San
Francisco, ammirando la nebbia che pare inghiottire il Golden Gate e Sausalito,
davvero suggestivo, così come il Financial Center visto dal mare. La sera
andiamo a cena da Original Joe’s, ristorante italiano raffinato ma con prezzi
non proibitivi, dai primi piatti di casa nostra alle classiche portate
principali tra cui scaloppine, salmone o costate in perfetto stile americano.
Piatti tra i 10 e 17 dollari.
Martedì 19 giugno, San Francisco
La mattina minaccia nebbia, piuttosto freddino ma nel giro di un paio d’ore ecco
splendere il sole per una piacevolissima giornata. Prima tappa il Civic Center
dove entriamo nella City Hall, davvero elegante. Proseguiamo per il Golden Gate
Park, dove visitiamo gli incantevoli Japanese Garden. Tornando verso il centro,
sostiamo prima ad Haigh Asbury, splendide strade con case vittoriane e negozi
stravaganti, quindi ad Alamo Square, uno degli angoli più belli della città, un
delizioso balcone sulla baia e sui grattacieli che fanno da sfondo alle “Sette
Sorelle”, una fila di case vittoriane dalle candide facciate circondate da un
tranquillo parco. Tornati in Market St, facciamo una ventina di minuti di fila
per prendere il Cable Car linea PH, uno dei percorsi più suggestivi, un continuo
saliscendi per le ripidissime strade, fino a Lombar St, la via più tortuosa del
mondo che percorriamo a piedi in discesa. Siamo vicini al Fisherman Wharf, dove
si ammira una colonia di leoni marini che occupa un molo. Ultima tappa una
passeggiata a Castro, dove risiede la comunità gay della città.
RACCONTO E FOTO DI VIAGGIO SUL MIO
SITO:
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