Thanksgiving a New
York

Un racconto di Pamela e Marco
Tutti sanno che il giorno del ringraziamento e’ una festa molto sentita
in America e gli appassionati di U.S.A come noi non potevano di certo
rifiutare l’invito a pateciparvi. Se poi considerate che si tratta di
trascorrerlo a New York che non abbiamo ancora visitato … beh allora e’
proprio la ciliegina sulla torta!
Partiamo da Genova con volo Alitalia e facciamo scalo a Roma. Da qui
ripartiamo con piu’ di 2 ore di ritardo e questo vuol dire che il nostro
pomeriggio a New York e’ gia’ bello che andato, difatti l’arrivo era
schedulato per le 14 ma arriviamo che sono le 16 passate.
Ritirati i bagagli andiamo a chiedere informazioni sul modo piu’ veloce per
raggiungere Manhattan e visto il traffico optiamo per il treno +
metropolitana.
L’impatto iniziale e’ shockante. Appena arriviamo alla N.Y. Penn Station ci
troviamo catapultati nel caos piu’ assoluto. Intorno a noi c’e’ una miriade
di gente di tutti i colori e le razze che va alla velocita’ della luce e noi
cerchiamo di muoverci come possiamo trascinando la nostra valigia facendo
slalom tra la folla.
E qui inizia il bello !
Dobbiamo prendere la metro ma non abbiamo idea di quale biglietto ci
convenga di piu’ fare. O meglio, ci hanno consigliato di acquistare la
MetroCard da 10$ e di utlizzarla in due ma io non sono convintissima xche’
non capisco se e’ legale oppure no. Chiedo al banco informazioni e quando
dico “underground” l’omino mi guarda con due occhi strampalati come se io
fossi un alieno sceso da qualche pianeta sconosciuto. Capisco solo dopo che
qui la metro la chiamano subway !
Alla fine ci fidiamo e prendiamo la MetroCard da 10$, saliamo sulla metro e
ci ritroviamo all’angolo tra la Sesta Av. e la Terza St. dove finalmente ci
incontriamo con mia sorella e Andy.
Per questa sera ci hanno prenotato i biglietti per andare a vedere Stomp e
siccome e’ gia’ tardi andiamo subito a casa per cenare e recuperare gli
altri.
Lo spettacolo e’ stato bellissimo ma noi siamo un po’ cotti per via del fuso
e quindi quando finisce ce ne andiamo subito a nanna.
La mattina dopo ci alziamo prestissimo in quanto dobbiamo andare a vedere la
parata a casa della nonna di Andy che abita a Central Park e le strade
presto chiuderanno.
Quando arriviamo veniamo annunciati in portineria (se non sei sulla lista
non puoi salire) e un tizio in livrea ci conduce con l’ascensore fino al
decimo piano.
Sono le 9 e stanno allestendo la tavola per la colazione … o forse dovrei
dire brunch visto che il tutto si protrae fino alle 14 !!
Diamo il via all’abbuffata e ci uniamo agli altri nell’assaggiare quella che
sembra essere la prelibatezza della giornata: bagel con formaggio e salmone
!
Fuori piove ma c’e’ lo stesso un sacco di gente ai bordi della strada che
aspetta la parata … noi invece siamo comodamente seduti accanto alla
finestra, al calduccio e con la pancia piena … mi sento molto privilegiata !
Purtroppo oltre alla pioggia c’e’ anche vento e quindi i balloon vengono
tenuti bassi. Ci hanno spiegato che l’anno scorso erano praticamente
all’altezza delle loro finestre mentre quest’anno sono meno spettacolari.
A noi piace ugualmente, anche xche’ e’ la nostra prima volta, e poi
l’atmosfera di festa che c’e’ in casa ha coinvolto anche noi.
In casa ci sono parecchi ospiti e non tutti sono parenti. Anzi, alcuni sono
conoscenti che vengono praticamente solo per il giorno del ringraziamento e
a quanto pare a loro non dispiace. Addirittura lasciano la porta aperta e la
gente passa da una casa all’altra come se niente fosse.
Probabilmente tra vicini di casa si conoscono e il fatto che non possano
salire estranei elimina la paura di trovarsi qualche ospite indesiderato.
Per noi e’ tutto molto buffo e bizzarro ma e’ divertente e partecipiamo con
grande piacere a questo andirivieni nel palazzo.
Finita la parata si sta ancora un po’ assieme, in genere c’e’ qualcuno che
suona al pianoforte a gli altri che cantano, oppure si scambiano solo un po’
di chiacchiere in famiglia.
Alle 14:30 ce ne andiamo per raggiungere gli altri parenti che stanno nel
New Jersey dove verra’ consumata la cena.
C’e’ molto traffico per strada e ci mettiamo un po’ ad arrivare quindi ne
approfittiamo per fare un pisolino in macchina.
Al nostro arrivo ci presentano e ci fanno accomodare per l’aperitivo.
Sembrano contenti di averci come ospiti e non mancano di esprimerci il loro
amore per l’Italia.
All’inizio facciamo un po’ fatica a capirli xche’ parlano velocemente e
hanno un accento molto new yorkese che gli fa “mangiare” le parole ma dopo
un po’ ci facciamo l’orecchio e riusciamo a fare due discorsi.
Tra uno stuzzichino e l’altro e qualche bicchiere di champagne, il tempo
scorre e ci ritroviamo nuovamente con le gambe sotto al tavolo per
assaggiare il tanto atteso tacchino.
Hanno iniziato a cuocerlo la mattina e per loro e’ una gran soddisfazione.
Per noi anche, xche’ dopo averlo visto tante volte nei film, questa volta
assistiamo a una diretta.
Oltre al tacchino vengono servite tante altre cose (tra cui la famosissima
salsa di mirtilli) ma, abituati alla cucina italiana, facciamo un po’ fatica
a buttarle giu’.
Ad un certo punto iniziamo ad essere stanchi e con tutto il cibo ingurgitato
e’ faticoso tenere gli occhi aperti.
Ci riportano a casa e crolliamo stecchiti !
La mattina dopo ci svegliamo col profumo di bacon che proveniene dalla
cucina …
Dopo la ricca colazione siamo pronti per la nostra prima giornata da
turisti.
Iniziamo la visita prendendo lo Staten Island Ferry che ci permette di
vedere in un colpo solo la Statua della Liberta’ e lo skyline di Manhattan.
A seguire, il ponte di Brooklyn e Wall Street (con tanto di “strofinata” al
toro), poi Ground Zero dove e’ impossibile non piangere davanti alla lunga
lista di nomi dei caduti.
Proviamo a entrare da Century 21, un negozio a quanto pare molto
conveniente, ma e’ impossibile girare xche’ c’e’ il mondo.
Non dimentichiamoci che oggi e’ il Black Friday e quindi sono tutti in giro
a fare acquisti !!!
Finora abbiamo camminato parecchio e nonostante la colazione non proprio
leggerissima, abbiamo bisogno di ricaricarci e di far riposare i piedi per
cui facciamo una sosta da Mc Donald.
Ci rimettiamo in marcia ma stavolta prendiamo la metro per andare a Union
Square. C’e’ un mercatino natalizio e anche se non compriamo nulla facciamo
un giretto.
Camminiamo ancora e ancora e finiamo a Little Italy e Chinatown … per poi
tornare a casa esausti.
Il giorno dopo saltiamo la colazione e andiamo al negozio ufficiale dei
vigili del fuoco per fare qualche acquisto.
Dopo pranzo ci avviamo a piedi verso l’Empire State Building. Quando
arriviamo la coda sembra interminabile, addirittura fa il giro del palazzo e
non riusciamo a capire da dove inizia.
Ci mettiamo in fila e attendiamo pazientemente il nostro turno.
Passano alcune ore e quando saliamo sull’ultimo ascensore il sole sta ormai
per tramontare. Sono contenta xche’ ho la possibilita’ di vedere la citta’
sia con la luce che col buio ma ahime’ … quando usciamo e’ troppo tardi
xche’ e’ gia’ tutto scuro.
Lo spettacolo e’ ugualmente bello, e devo dire che e’ valsa la pena farsi
tutta quella coda per salire.
Abbiamo anche preso un audio tour e quindi rimaniamo quassu’ per un bel po’
… anche se bisogna ammettere che il tour guidato e‘ piu’ adatto quando c’e’
la luce xche’ altrimenti alcuni riferimenti che ti da’ non si vedono !!!
Scendiamo con ancora tutte le lucine negli occhi ma la parte piu’ bella deve
ancora arrivare.
Ci stiamo dirigendo verso Times Square che per me e mio marito ha sempre
avuto un fascino particolare e infatti, inebriati da tutti quei cartelloni
luminosi, staremmo li’ ore e ore con la testa all’insu’.
Proseguiamo fino al Rockfeller Center ad ammirare qualche caduta sulla pista
di ghiaccio finche’ lo stomaco non reclama e noi lo sfamiamo con una
bistecca gigante da 10 e lode.
Passiamo davanti alla St. Patrick Cathedral e ci infiliamo nella Grand
Central per andare a prendere la metro.
E un’altra giornata se n’e’ andata …
Ci sentiamo a casa ormai e siamo tristi xche’ e’ giunto il nostro ultimo
giorno nella Grande Mela.
Dobbiamo ancora vedere un po’ di cosette, soprattutto io non voglio perdermi
la Fifth Avenue e naturalmente un giro da Tiffany.
Quando arriviamo li’ davanti deve ancora aprire e c’e’ la gente che fa la
fila … ci sembra un po’ folle ma anche noi vogliamo entrarci e quindi
aspettiamo. Siamo fortunati, non sono passati nemmeno 5 minuti e le porte
vengono spalancate.
Ci si sente un pizzico in imbarazzo all’inizio xche’ e’ tutto cosi’ chic ma
poi ci si fa l’abitudine.
Certo che … ci sono dei diamanti che fanno cadere le mascelle ed e’ uno
spettacolo per gli occhi anche se non ce li possiamo permettere.
Percorriamo tutta la 5th., e poi andiamo a fare un giro da Macy’s.
C’e’ troppa gente e noi abbiamo fretta. E’ un gran peccato xche’ i prezzi
sono molto buoni e sicuramente qui non usciremmo a mani vuote ma … il tempo
stringe e noi dobbiamo tornare a casa per salutare Andy che ha il volo x
Chicago.
Torniamo in tempo per i saluti … e visto che il nostro volo e’ la sera tardi
facciamo ancora qualche giretto sotto casa.
Poi prendiamo i bagagli e assieme a mia sorella andiamo a prendere la Path
che ci porta fino a Newark.
Ci dirigiamo a fare il check-in e, sorpresa … ci dicono che la nostra
valigia pesa troppo e che dobbiamo pagare 25$ di supplemento.
Siamo inviperiti ! Non abbiamo praticamente fatto acquisti e quando siamo
partiti la valigia pesava 25kg, com’e’ possibile che ora sia piu’ di 32 !??!
Tra l’altro il monitor indica 60 lb che non corrispondono nemmeno a 30 kg.
Chiediamo spiegazioni e ci dicono che se abbiamo un’altra valigia possiamo
dividere il bagaglio ma che una singola valigia non puo’ pesare piu’ di 50
lb.
Strano, prima di partire abbiamo chiamato il call center Alitalia per
chiedere se potevamo portare una valigia sola e ci hanno detto che era
possibile purche’ non pesasse piu’ di 32 kg.
Non e’ la prima volta che viaggiamo e la regola e’ sempre stata quella per
tutte le compagnie quindi ci facciamo le nostre ragioni e alla fine ci
chiamano la responsabile.
La discussione e’ durata per un po’ … dall’altra parte continuavano a dire
che eravamo in soprappeso e dovevamo pagare mentre noi insistevamo sul
contrario.
Abbiamo chiesto di telefonare al call center Alitalia in modo da sentire
cosa avessero da dire ma si sono rifiutati e alla fine hanno ceduto dicendo
che ce lo facevano come favore personale ma che comunque eravamo nel torto.
Siamo sfiniti e nervosi e non vediamo l’ora di salire sull’aereo. Siamo
talmente cotti che appena ci sediamo crolliamo dal sonno nonostante l’aereo
sia davvero striminzito e dobbiamo stare tutti rannicchiati..
Arrivati a Genova e … secondo round con l’Alitalia: alla nostra valigia
mancava una rotella x trascinarla !
Reduci da un altro episodio simile a ottobre, quando a Milano abbiamo
ritirato il bagaglio con la serratura rotta e non ci hanno voluto nemmeno
far fare la denuncia xche’ Alitalia da un po’ di tempo a questa parte non
rimborsa piu’ alcuni danni, ci siamo avviati all’ufficio Lost&Found
consapevoli che avremmo dovuto fare un’altra litigata.
Fortunatamente abbiamo trovato una ragazza gentilissima che ci ha fatto fare
ugualmente la denuncia anche se le speranze di prendere il rimborso sono
minime.
Pazienza, siamo ancora sotto l’effetto vacanziero di New York … ci penseremo
domani !!!!
Pamela & Marco
Un ringraziamento particolare a Pamela per la
concessione del racconto
