
Un racconto di Andrea
Dopo aver visitato in lungo e in largo la vecchia e cara (in ogni senso!)
Europa abbiamo deciso (io e la mia compagna di avventura!) di andare a visitare
gli Stato Uniti.
Abbiamo colto al volo una duplice occasione: l’amicizia con una nostra amica
che vive in un piccolo paese vicino a Detroit (Ann Arbor) e la possibiità di
fare le ferie alla fine di settembre, lontano dai percorsi abituli del turismo
di massa.
Il volo è andato ottimamente (abbiamo viaggiato con la Northwest Airline), e
alle 19.30 di domenica 15 settembre tocchiamo terra all’aeroporto
internazionale di Detroit! Una vera emozione, per la prima volta nei mitici
Stati Uniti.
Ci prendere la nostra amica, Gina e stavolti dalle pratiche docanali andiamo in
auto a casa sua. Preparatevi a rispondere almeno tre-quattro volte alle stesse
domande “dove andate, quanto restate, avete i biglietti per il ritorno” per
arrivare a quelle canoniche e famose “appartenete a frangie di combattenti
nazisti, avete fatto parte del partito comunista, ecc.”. Inoltre armatevi di
santa pazienza perché i controlli dei bagagli sono veramente rigidi e
minuziosi.
L’impatto è veramente disarmante: auto grandissime, strade a quattro corsie
per senso di marcia e distanze misurate…in ore di strada!
Abbiamo soggiornato da questa nostra amica ad Ann Arbor (circa mezz’ora da
Detroit). Una cittadina molto carina, con una università famosissima e
costosissima (70.000 dollari l’anno per l’iscrizione), tanti locali, tanti
giovani e soprattutto tantissimi negozi.
Abbiamo fatto una gita di un giorno a Detroit o quello che ne rimane…è una
città fantasma, completamente abbandonata, negozi, chiusi, tantissimi
senzatetto e moltissima criminalità. Gli abitanti si rifiutano di girare in
strada la sera ed è pericoloso farsi trovare in giro dopo il tramonto…la
prima causa di morte secondo le statistiche è per armi da fuoco!
Fa molta tristezza vedere questo gigante ferito, con i suoi enormi grattacieli
(bellissimo quello della GM) ma vuoto nella sua anima, senza nessun impulso.
Dicono che 20 anni fa era una città nel pieno del suo splendore, della sua vita
con la General Motor motore (in tutti i sensi!) portante dell’economia della
regione e del Paese. Oggi con la crisi dell’auto, tutta la città è
abbandonata a se stessa….e vengono i brividi a pensare a cosa potrebbe
succedere alla nostra Torino legata al cordone ombellicale della Fiat…
Dopo un paio di giorni il 17 settembre affittiamo una Chevrolet Metro e
andiamo verso il Canada. Viaggiamo su queste enormi freeway, autostrade infinite
dove il limite di 70 miglia è rispettato da tutti…tranne dai trucks che
sfrecciano a velocità impressionanti.
Un’altra cosa che ci ha subito colpito è l’enorme numero di motel presenti
lungo le autostrade…ce ne sono tantissimi, di tante catene (vi segnalo Days
Inn, Motel 6, Super 8, Confort Inn ma le catene sono centinaia) con prezzi che
partono da 35 dollari a camera in su. Sono tutti molto puliti e confortevoli, e
vi possono essere d’aiuto soprattutto quando avete guidato per 4-5 ore di fila
e la vista vi si comincia ad appannare!! Ci dirigiamo verso Toronto e dopo aver
varcato la frontiera a Port Huron ed aver risposto alle solite domande del
doganiere canadese (“avete intenzione di cercare lavoro in canada, portate con
voi delle armi ecc.”) filiamo verso la capitale dello stato dell’Ontario. Il
nulla più desolante ci accompagna lungo la strada, intervallata da motel,
benzinai e auto della polizia ferme lungo la strada con poliziotti armati di
pistola laser per verificare il rispetto dei limiti (in Canada il limite scende
a 65 miglia, poco meno di 100 km/h!).
Stanchi dal viaggio arriviamo nella periferia di Toronto e abbiamo una piccola
soropresa: un traffico devastante! Per uscire dalla città e raggiungere le
proprie abitazioni intasano strade enormi a cinque corsie…fortunatamente noi
entriamo in città ed il traffico e leggermente più scorrevole! Ci dirigiamo
verso Yonge Street ma abbiamo la seconda sorpresa…prima però c’è una breve
premessa. Le indicazioni stradali non sono come in Italia…quando si entra su
una strada (o ancora meglio su un’autostrada) c’è l’indicazione per la
città più vicina o per la direzione…direzione Milano, Napoli, Genova ecc.
Negli USA invece c’è l’indicazione della strada (espressa con un numero,
95, 82 ecc.) con l’indicazione della direzione espressa attraverso i punti
cardinali quindi troverete cartelli come 85 North oppure 25 East…quindi occhio
alla direzione perché tornare indietro potrebbe essere piuttosto
difficile…Noi ci dirigiamo verso Yonge Street la strada principale di Toronto
senza sapere che ha una particolarità: è la strada più lunga del mondo con i
suoi 1.900 km arriva fino allo stato dell’Alberta.
Noi la prendiamo nel verso sbagliato (ovviamente) cioè verso north anziché
south e quindi impieghiamo un’ora per arrivare nel downtown della città. Alla
fine riusciamo a parcheggiare in un parcheggio multipiano (è impossibile
lasciare l’auto per strada, sarete sicuramente multati) e andando al Tourist
Information Center che si trova dentro una grande centro commerciale, “Sears”.
Lì ci indicano un bell’albergo poco distante, L’Hotel Victoria. Paghiamo
105 C$ (1 C$ = 0,70 euro) a notte per una stanza belissima, con aria
condizionata, televisione, ferro da stiro, bagno super lusso e colazione!
L’unica nota dolente è il parcheggio visto che siamo costretti a pagare il
parcheggio ben 15C$ al giorno.
Facciamo un piccolo giro di orientamento e poi andiamo a letto stremati.
Il giorno dopo (18/9) ci dedichiamo alla visita della città, visitiamo il porto
(con i suoi parchi e le abitazioni residenzaili) e la CN Tower, la costruzione
più alta del Mondo con i suoi 553 mt.!! La visita fino a 2/3 della sua altezza
costa 18 C$!! Un’altra (bella) sorpresa è che i pezzi esposti non
corrispondono a quello che pagherete! Infatti i prezzi non includono le tasse
che però pagherete al momento del conto!!! Per ogni cosa, quindi tenete a mente
le tasse. La parte piacevole è relativa al rimborso delle tasse al momento di
lasciare il Paese, per tutte le spese documentate per alberghi e acquisto di
beni (non per il cibo e per i divertimenti, né ovviamente per garage e
benzina!). Chiedete dunque sempre le ricevute e mettete da parte tutto quanto.
Al momento di lasciare il Paese recatevi alla dogana e ricevere indietro circa
il 7% delle vostre spese. Niente male, no? Sembra che solo il 10% dei vistatori
richiede la restituzione delle tasse…quindi non fatevi sfuggire
quest’occasione!
Al porto sono numerose le barche che fanno giri del lago Ontario e la visita
dell’isola Center Island che si trova di fronte a Toronto. Il giro è
d’obbligo perché solo in questo modo potrete ammiorare lo skyline della città
e vi assicuro che è bellissimo. Ci hanno chiesto 25 C$ per fare questo giro ma
voi non cedete alle tentazioni…fate come noi…ci sono dei ferry di linea che
collegano Toronto all’isola principale ed il biglietto di andata e ritorno
costa….5 C$…valutate voi se conviene!
Center Island è fantastica…è un parco naturistico, tenuto benissimo con
decine di scoiattoli (una costante un po’ in tutto il Nord America), oche e
anatre. Inoltre tanti servizi (potete affittare bici, canoe ecc.) oppure fare un
pic nic all’aria aperta!
Un’altra attrattiva di Toronto è Casa Loma (entrata 10 C$ + 7 C$ il
parcheggio). Un castello alla periferia nord di Toronto costruito alla fine
dell’ottocento da un ricchissimo personaggio dell’epoca e ora gestito da
un’associazione privata. Il prezzo della visita è alto ma il castello merita
veramente ed inoltre nel biglietto è inclusa la guida elettronica multilingue
(anche l’italiano!) che vi aiuterà nella comprensione e nella spiegazione dei
misteri di tutte le stanze del Castello!
Un’altra cosa che non potrete fare a meno di fare è lo … shooping. Tanti
sono i centri commerciali e i negozi lungo le strade di Toronto e i prezzi,
grazie al cambio favorevole, sono convenienti (questa è una cosa rara per noi
italiani che con la lira non abbiamo mai avuto vita facile!) Ma se volete
veramente fare dello shopping conveniente dovete recarvi presso gli outlet mall,
dei centri commerciali fuori delle grandi città, dove i prezzi sono molto bassi
e la scelta è pressoché infinita.
Ve ne segnalo uno lungo la strada per le Niagara Falls, dove è possibile
comprare Levi’s da 30 C$, Nike da 60 C$ e chi più ne ha più ne metta.
Purtroppo questi sono Paesi dove il consumismo è una costante e a meno di
essere molto ligi al dovere, non riuscirete a resistere alla tentazione.
Il giorno 19/9 ci incamminiamo verso le Niagara Falls, ci vuole circa un’ora
di macchina (traffico permettendo). Arrivati alla città di Niagara Falls il
Tourist information ci indirizza alla periferia di Niagara Falls dove ci sono
centinaia (dico sul serio) di motel di tutti i tipi e di tutti i prezzi (alcuni
hanno le insegne che pubblicizzano le Jacuzzi in camera…). I prezzi sono
decisamente concorrenziali e noi abbiamo dormito in bel motel stile americano
con piscina a 60 C$.
Sistemati i bagagli, siamo andati a vedere le cascate (erano le 6 di pomeriggio
ormai) e lo spettacolo che ci appare davanti è a dir poco mozzafiato…due
cascate bellissime una sul lato americano e l’altra, quella più grande sul
confine canadese – americano. Le cascate infatti si trovano al confine delle
due nazioni che sono unite dal Rainbow Bridge (il ponte dell’arcobaleno) e che
vedono due città guardarsi una di fronte all’altra e che hanno il medesimo
nome, Niagara Falls!!!
Il frastuono, il pulviscolo dell’acqua ci tolgono il fiato…è un’emozione
veramente bella. Decidiamo per il giorno dopo di fare un giro in battello per
ammirarle da sotto! Ma le possibilità sono infinite (per tutte le tasche):
potete scegliere di fare un giro in elicottero, di dormire in grattacielo di una
grande catena alberghiera (a vostra scelta Sheraton, Hilton, Marriott ecc.) con
camera che si affaccia sulle cascate…e poi la sera il grande show…appena la
notte scende le cascate vengono illuminate da un coloratissimo gioco di
luci…bianche, rossi, blu, gialle…dalle 20,30 alle 24,00 il colore domina
questo spettacolo della natura.
Per mangiare non avrete che l’imbarazzo dela scelta, la città di Niagara
Falls è una sorta di Las Vegas del nord, con decine di ristorante di tutti i
tipi, per tutti i gusti…negozi di souvenir e…divertimenti di ogni tipo
(musei dell’orrore, casa di dracula, museo del guiness dei primati, ecc.).
Il 20/9 facciamo la gita sotto le cascate in barca (costo 25 C$ comprensive di
impermeabile – utilissimo). E’ un’emozione indescrivibile. Sono belle
viste da sopra ma sotto è uno spettacolo sconvolgente, l’imbarcazione arriva
fino a poche decine di metri dal punto di caduta dell’acqua senza nessuna
remora…i più impazziti sono i giapponesi (a decine) che scattano impazziti
qualsiasi cosa gli capiti a tiro.
Nel pomeriggio ci avviamo verso Detroit e ci imbattiamo in un temporale pazzesco
lungo la strada, a pochi chilometri dal confine con gli Usa…ci fermiamo in un
motel (della catena Confort Inn pagando 99 C$ una camera dotata di ogni confort)
a circa un’ora di macchina dal confine.
La mattina del 21/9, dopo una ricca colazione, ci avviamo verso il confine,
entrando negli Usa attraverso il ponte che unisce Detroit al lato canadese (si
paga poco più di un dollaro). Abbiamo passato un paio di giorni da amici, che
ci hanno fatto assaporare la vita del Midwest americano (imperdibile la catena
Starbuck’s dove potrete gustare un favolor frappucino al cioccolato – una
sorta di granita di caffè con cioccolato e panna -).Li lasciamo con molta
nostalgia domencia 22 settembre ma la destinazione ci stimola non poco…andiamo
in Florida per un favoloso giro tra Olrando, Miami fino ad arrivare alle isole
Keys…
Arriviamo all’aeroporto internazionale di Orlando dopo 2 ore e mezza di volo
(e dopo 2 ore di controlli, che sui voli interni sono molto molto più severi
che su quelli internazionali) circa alle 19.00 Un’umida pazzesca ci
accoglie…85% di umidità, 28°C la temperatura dell’aria, un ciclone
tropicale che sembra essersi abbattuto sulla zona un’ora prima del nostro
atterraggio…è veramente incredibile lo scenario…comunque ritiriamo il
bagaglio e ci dirigiamo all’autonoleggio Thrifty per ritirare la macchina che
avevamo prenotato da Detroit. Il responsabile appena sene che siamo italiani
improvvisa una scenetta in italiano perché è stato due mesi in Italia in
vacanza e lui ci è stato benissimo…gli siamo simpatici e quindi ci offre allo
stesso prezzo un’auto di categoria superiore…niente male!! La sorpresa è
relativa al prezzo…il costo base dell’auto per 7 giorni è pari a 140 U$
prerzzo finale comprese tasse e assicurazioni 420 U$!!!! Qui abbiamo il sospetto
della “sola” (come diaciamo a Roma). Infatti il tizio ci dice che il prezzo
incluse le tasse è di 200 U$ ma in qusto prezzo non ci sono assicurazioni di
nessun tipo, neanche la responsabilità civile. Inoltre ci dice che se rubano
l’auto saremo chiamati al pagamento della stessa. Questo ci allarma e allora
facciamo tutte le nostre brave assicurazioni (salate) e quinid il prezzo diventa
quello detto prima…penso (anzi pensiamo) che se ci fossimo documentati in
Italia tutto questo non sarebbe successo…quindi consiglio a tutti di
verificare prima il costo totale.
Anche perché negli Usa le assicurazioni auto non sono obbligatorie o
meglio…sembra che gli americani assicurino la persona e non l’auto quindi il
sig. Ken Smith è assicurato e può guidare qualsiasi auto e sarà coperto con
la sua assicurazione..alla guida di auto a nolo, alla guida di auto prestate da
amici o altro. Comunque….ingoiato il rospo partiamo alla ricerca
dell’albergo e andiamo appena fuori Orlando. C’è una strada (International
Drive) dove ci sono decine di alberghi, motel, ristoranti ecc. aperti tutta la
notte, per tutte le tasche. Andiamo al Days Inn (35 U$ a notte) con piscina e
aria condizionata (senza sareste morti!!). Cena presso un ristorante messicano e
via a nanna.
PS fino ad ora vi ho messo un piccolo particoalre sui locali americani. Esiste
il free-refill ovvero acquisti una bevanda analcolica e bevi quanto
vuoi…quindi ti riempiono il bicchiere continuamente…veramente fico ma
attenti e che vi gonfiate come un pupazzo della Michelin!!!!
Il 23/9 andiamo agli Universal Studios di Orlando…paghiamo il biglietto (54
U$ a testa+ 7 U$ di parcheggio) e andiamo!!! Il caldo è opprimente, la
sensazione di afa raggiunge livelli insopportabili…beviamo una quantiotà di
liquidi impensabile per cercare di sopravvivere…gli Studios non sono un granché
sinceramente. Ci sono degli spettacoli riproposti a diverse ore del giorno…gli
stuntman cowboy, lo spettacolo dei ghostbusters, poi quello dei Blues Brothers…vediamo
delle simulazioni degli uragani (twister), dei terremoti (heartquake), di E.T. e
qualche altra cosina…ma sinceramente è più un parco adatto ai bambini
piuttosto che agli adulti. Forse era meglio il parco Island’s of Adventure
dove forse il divertimento era maggiore o forse…era meglio eviate di spendere
questi soldi e andare da qualche altra parte.
Il giorno dopo (24/9) ci dirigiamo verso Miami e qui il viaggio si comincia a
fare interessante…andiamo giù diretti con Turnpike (autostrada dedicata al
presidente Reagan) dove si paga a chilometraggio. Evitate di farla è meglio
prendere la strda freeway che costeggia l’oceano (che non vedrete mai) è un
po’ più lunga ma sicuramente il fatto che sia gratis è un
toccasana….comunque arriviamo a Palm Beach e apriti cielo..un mare verde
smeraldo, sole, acqua caldissima e il bendiddio sulle spiagge. Quanta gioventù,
quanta bella gente!!! Andiamo più avanti e arrivati a West Palm Beach facciamo
un bel bagno ristoratore…bellismo, vedrete pellicani enormi svolazzare sopra
le vostre teste, gabbiani passeggiare sui vostri asciugamani (giuro!).. Andiamo
ancora più giù e ci fermiamo a North Miami Beach dovre troviamo un motel molto
carino, con piscina, spiaggia privata e un prezzo veramente accessibile (60 U$
con colazione inclusa). Si trova a 10 min. di macchina da Miami Beach e costa la
metà. Ve lo consiglio vivamente!!! Ci godiamo il bel tempo (che fortuna, visto
che intorno sentiamo notizie di uragani i vari Isidoro, Lilli ecc.), l’acqua
stupenda e la pochissima gente…la sera andiamoa Miami e facciamo un giro a
Ocean Drive, South Miami, Little Havana ecc. In realtà la sera questi posti
sono molto meno affascinanti che di giorno, dove c’è più animazione e più
gente in giro. Di sera la situazione cambia, molta polizia per frenare la forte
delinquenza (ci dicono) verso i turisti, molti immigrati che girano su macchine
improponibili e comunque poca allegria…l’unica strada meritevole è Lincoln
Roard dove ci sono ristornati e negozi aperti fino a tardi. Ci ripromettiamo di
tornare da queste parti di giorno per godere meglio la città!
Il giorno dopo (25/9) andiamo a visitare l’isola di Key Biscayne con il suo
faro di South Florida. E’ uno spettacolo…spiagge bianche, mare caldo e
azzurro…per entrare nell’isola si paga un pedaggio di 1 U$…per arrivare
nel parco dove c’è il faro si paga ancora (e ci mancherebbe altro)…se non
ricordo male 2-3 U$. Se la giornata è bella vi assicuro che vale la pena.
Potrete fare un bellismo bagno, prendere il sole e fare un pic-nic. C’è
infatti una bellissima area attrezzata per la sosta, con tanto di barbecue!
Ma l’isola di Key Biscayne è famosa anche per l’acquario che ospita, il
Miami Seaquarium. All’interno (biglietto 25 U$) potrete ammirare meravigliosi
spettacoli con foche, delfini, orche, alligatori. Inoltre ci sono dei bellissimi
acquari. E’ un bello spettacolo, se avete bambini è obbligatorio se non li
avete e …. vi sentite bambini come noi allora non ne potrete fare a meno..ah,
dimenticavo di dirvi che anche il parcheggio è a pagamento! Per la visita e per
assistere a tutti gli spettacoli dovete calcolare almeno 3-4 ore…gli
spettacoli sono scaglionati nel corso della giornata e sono ripetuti per due
volte, una la mattina e l’altra il pomeriggio. Non vi conviene entrare se sono
passate le 14,30 altrimenti rischiate di non vedere alcuni spettacoli..quindi
prendete bene i riferimenti!
In serata ci siamo diretti verso le isole Keys, passando per Coconat Grove. Lì
ci aspettava un traffico bestiale, neanche fosse la tangenziale nelle ore di
punta e quiandi arriviamo a Key Largo verso le 21.00
Di notte lo spettacolo non è proprio il massimo, non si vede nulla, e tutto
molto buio. Troviamo alloggio al Best Western di Key Largo (90 U$ per un
appartamento a due piani! Con colazione inclusa). Questo lodge è molto indicato
per chi prevde di stare qualche giorno per fare delle immersioni. Infatti c’è
a disposizione una bellissima cucina, due bagni e due camere da letto. Inoltre,
il lodge ha un molo da cui partono quotidianamente le escursioni in mare, verso
la barriere corallina (prezzo parte da 25 U$ escluso il nolo
dell’attrezzatura).
Noi abbiamo dovuto rinunciare per mancanza di tempo, ma vi assicuro che ci
torneremo… dopo una lauta e meritata cena a base di pesce in uno dei tanti
ristorantini dell’isola ci ritiriamo per una giusta sosta!
Eccoci al 26/9…giornata interlutoria..andiamo avanti per le isole fino ad
arrivare a Islamorada dove troviamo una spiaggia bianchissima…ma con grande
sorpresa il mare è molto sporco e poco invitante. L’idea è quella di essere
arrivati in un posto esasperatamente turistico, dove ci sono decine di
discoteche, pub sulla spiaggia e negozi di ogni tipo ma il mare è praticamente
uguale a quello di Ostia! Brutta sorpresa anche andando più avanti dove
addirittura troviamo un cartello che indica il divieto di balneazione!
A questo punto chiediamo spiegazioni in un negozio, ma ci viene detto che il
bello è vicino alla barriera corallina, quindi se non andiamo lì è meglio
tornare indietro oppure proseguire per Key West. Ma la lunghezza delle isole
Keys (157 miglia!) non ci consente di affrontare tutta la traversata, anche
perché dobbiamo avvicinarci ad Orlando per tornare indietro. Quindi invertiamo
la rotta e puntiamo su Miami.
Ci arriviamo verso le 14.00 facciamo un bel giro per Miami Beach (Ocean Drive e
la spiaggia di South Miami) e poi ci dirigiamo al nostro vecchio motel per una
bella nuotata e per una cena ristoratrice!
Il giorno dopo (27/9) è una giornata dedicata al trasferimento, infatti
dobbiamo risalire la china per tornare ad Orlando dove il giorno dopo abbiamo il
volo per Detroit e poi per Roma. Quindi andiamo diretti verso nord e decidiamo
di fare due tappe: una a Cocoa Beach (spiaggia amati dai surfisti) e l’altra a
Cape Canaveral (sede della base della Nasa).
La mattina la passiamo a prendere l’ultimo sole e verso le 11 partiamo.
Arriviamo nel primo pomeriggio a Cocoa Beach. Decine di negozi di surf, decine
di giovani muscolosi che vanno in giro con la tavola sotto al braccio…ma le
onde sono assai modeste e quindi lo spettacolo offerto non è proprio quello che
uno si immaginava. Insomma niente onde da 5 metri ma modeste onde che questi
baldanzosi giovani cavalcano a bordo di queste tavole senza dare entusiasmo
alcuno. Comunque non ci perdiamo d’animo e ci avviamo verso Cape Kennedy. Alle
17.00 arriviamo al Kennedy Space Center e con grande sorpresa scopriamo che
dobbiamo pagare per entrare a visitare il museo spaziale!!! Vogliono 27 U$ a
testa e considerando che il museo chiude alle 18.00 decidiamo di andare via,
rubando qualche foto dello shuttle dall’esterno…ma non nascondiamo ad una
simpatica poliziotta tutto il nostro stupore per il prezzo eccessivamente alto
per visitare un museo nazionale!!! Tristi e sconsolati ci avviamo verso Orlando.
La nostra vacanza volge al termine e dunque non ci rimane che riconsegnare
l’auto, e dirigerci verso l’aeroporto. Da lì un volo per Detroit e la
coincidenza per Roma.
Stravolti ma felici arriviamo a Roma. L’esperienza che abbiamo fatto è stata
bellissima e per giorni restiamo senza parole, pensando a quando potremmo
tornarci. Comunque se qualcuno di voi volesse scambiare quattro chiacchiere,
opinioni ed impressioni ci troverà ben disposti!
Ciao a tutti
Un ringraziamento particolare ad Andrea per la concessione del racconto
andrews_71@yahoo.com