California - Nevada - Utah - Arizona
Un racconto di Adri & Francy

15/04/06 MILANO - SAN FRANCISCO
Chilometri tappa: 16 Km
Alle 11.20 di sabato 15 aprile ha inizio la nostra stupenda avventura, che ci
porterà a conoscere posti veramente fantastici ed emozionanti! Volo Milano -
Londra decisamente tranquillo!..... Londra - San Francisco.. un pò meno! Come
compagno di viaggio abbiamo avuto un simpatico bimbo americano di 18 mesi che si
è esibito in un assolo veramente notevole per tutta la prima ora di viaggio!!
Per fortuna il sonno ha vinto e si è placidamente addormentato! come sono belli
i bimbi quando dormono!! Abbiamo sorvolato l'Islanda e la Groenlandia e abbiamo
potuto ammirare i ghiacciai che si protendono nel mare. Un paesaggio veramente
bello! Volo e decisamente ottimo, tranne il cibo... ma su un volo British c'era
da aspettarselo!
Dopo le formalità doganali, impronte digitali di entrambi gli indici e foto, via
a prendere i nostri bagagli!..... facile a dirsi..... i bagagli di Adriano sono
arrivati subito... ma i miei... no. Per un disguido sono rimasti a Londra...
fantastico! Ci rassicurano con una parola italiana, speriamo domani, e nel
mentre mi danno una carta di credito da 50$ per comperarmi l'occorrente per la
notte, un beauty firmato British contenente una maglietta, spazzolino
dentifricio e bagnoschiuma. Avendo poi ricevuto i bagagli comodamente in albergo
il giorno dopo, posso dire che offrono veramente un bel servizio efficiente!
Per raggiungere la Hertz e tutte le compagnie di autonoleggio, dall'aereoporto
parte una comoda metrotranvia aerea che ci porta subito a destinazione! Ritirata
la nostra bella macchinina Chevrolet Cobalt si parte per addentrarci nella
splendida San Francisco!
Bhe... visto il mio umore causa valigie, non è che mi gusto appieno
l'avvicinarsi alle mille luci della città! Con l'aiuto delle mappe forniteci
della Hertz e dal percorso stampato dal programma Microsoft Street and Trips,
raggiungiamo "quasi" agilmente l'albergo, con un ottimo parcheggio coperto ed
una camera pulita e decisamente spaziosa! Breve passeggiata nei dintorni, un
piatto di pasta al pomodoro (non è che sentiamo già la nostalgia.. ma dopo tre
pasti in volo... è meglio mangiare qualcosa di meno "finto"!) Fortuna per noi
che il Columbus si trovi proprio nel quartiere italiano! Esausti torniamo in
camera! Per la visita della città ci penseremo domani!
Albergo:
Columbus Motor Inn
1075 Columbus Avenue
San Francisco, CA 94133
Prezzo camera (doppia): 80$
16/4 SAN FRANCISCO
Dopo una notte passata per me praticamente in bianco.... la nostra bellissima
camera era vicinissimo alla "fondamentale" macchina del ghiaccio che ha passato
tutta notte a funzionare.... no comment... sveglia quindi all'alba.. colpa anche
del fuso orario! Purtroppo la città ci ha accolto con il suo caratteristico
tempo.... cielo grigio, pioggerellina fine fine. Il tempo comunque non ci
scoraggia e usciamo alla ricerca di una colazione.. Adri ci tiene a portarmi a
uno Starbucks!
Con nostra gioia scopriamo che il nostro albergo è veramente in una posizione
ottima! a due passi dal Fisherman's Warf, dalla Lombard Stret, da Chinatown!
Seguendo i grattacieli nella speranza di trovare uno Starbucks, visitiamo
Chinatown e arriviamo in Union Square. La pioggia inizia a cadere meno
intensamente! Fatta colazione, il mio intento era andare a seguire una messa in
una chiesa famosa per i cori Gospel... ma ahimè la chiesa era gremita e si
poteva assistere alla celebrazione solo da un grosso televisore... al che
abbiamo desistito. Era una chiesa metodista, e siamo rimasti colpiti dal loro
modo di celebrare, canti, applausi, nulla a che vedere con le nostre messe.
Come graditissimo regalo di Pasqua... ecco il sole! Passando per il Civic
Center, ci dirigiamo verso Alamo Square, famosissima per le sue caratteristiche
case vittoriane con sullo sfondo i grattacieli! Veramente splendido! Andiamo poi
fino al quartiere Castro e salendo sul Mission Dolores Park abbiamo dominato con
lo sguardo la città!
Ritornati su Market Street (sul mio tram milanese!), mangiato un boccone al
Burger King, seguiamo le rotaie dei cable car, su e giù per le vie di San
Francisco, fotografando qualsiasi cosa !
Alla sera cenetta a base di pesce al Fisherman's Warf, foto notturna al Bay
Bridge illuminato! Tornati in albergo ultimo graditissimo regalo!! le mie
valigie sono arrivate!!
17/4 SAN FRANCISCO - MARIPOSA
Chilometri tappa: 336 Km
Svegliati con una magnifica giornata di sole e cielo blu! Sarà il primo di una
lunga serie! Per nostra fortuna! Colazione in Fisherman Wharf con cappuccino e
brioche.. niente male! Dopo vari acquisti in Fisherman Wharf siamo andati al
Pier 39 per vedere i leoni marini che si rosolavano beatamente e pigramente al
sole. E finalmente siamo riusciti ad intravedere da lontano il Golden Gate!
Puntatina alla Lombard Street perchè alla mattina il sole è perfetto per
fotografarla.
Dopo pranzo in macchina torniamo prima un salto in Alamo square per fotografare
le case vittoriane, questa volta col cielo blu, e poi raggiungiamo Il Golden
Gate! Un impatto veramente notevole! Attraversare quel ponte protagonista di
molti film! Bellissimo veramente! Il ponte ha su ambo i lati una ciclabile ben
divisa dalla strada. Abbiamo parcheggiato al viewpoint e siamo tornati indietro
a piedi fino a metà ponte per poter ammirare la baia di San Francisco. Poi in
macchina abbiamo preso una strada che saliva su delle colline verdissime per
fotografare in tutta la sua bellezza il ponte con sullo sfondo San Francisco.
Che colori!
Ma l'albergo di Mariposa ci stava già aspettando... e quindi dato un ultimo
bacio alla città abbiamo iniziato il nostro vero viaggio America on the road!
Per uscire dalla città abbiamo fatto un bel po' di coda.. l'unica della vacanza!
l'autostrada fuori san Francisco a 5 corsie passa attraverso un paesaggio
verdissimo, con dolci colline con qualche mucca al pascolo. Sembrava una Toscana
senza case e tutta a pascoli! Rilassante!
Abbiamo fatto la spesa in un supermercato di Patterson, preso un bella scorta di
acqua e qualche cibaria per i periodi di "carestia"! E che gentili i "commessi"
del supermercato... per chi vuole, portano anche la spesa alla macchina!
Siamo arrivati a Mariposa alle 9.00 di sera.. sfiniti.. tanto per cambiare!
Albergo classico americano con le camere che danno su di un ballatoio e la
macchina parcheggiata davanti alla stanza.. o quasi. Camera pulita e anche qui
il lavandino non è in bagno ma nella camera.... Vista l'ora e la "grandezza" del
paese (non riusciamo a scorgere nessuna luce) siamo andati a mangiare una steak
in un locale di fronte al Best Western... accompagnata dal solito bicchiere 95%
ghiaccio 5% coca-cola... (beh forse esagero... con la percentuale di coca
cola... lezione n.1: prima cosa da dire al cameriere: NO ICE PLEASE!) poi alle
22.00 "gentilmente" ci hanno detto che il locale chiudeva!!! I ristoranti e fast
food americani servono la cena dal tardo pomeriggio (molti già dalle 16.00) sino
alle 22.00.. sappiatevi regolare!
Albergo:
Best Western Yosemite Way Station 4999
State Highway 140,
Mariposa, California, 95338-9700, US
Prezzo camera: 75$
18/4 YOSEMITE
Chilometri tappa: 163 Km
Ed eccoci qui alla scoperta del primo dei tanti parchi da visitare, lo Yosemite
N.P.
Sveglia alle 7.30 da Mariposa, almeno un'ora di auto per arrivare al parco. Non
c'è nemmeno una nuvola!! Strada praticamente deserta, tanto da faticare molto
per stare nei limiti. La cosa un po' strana è che passiamo in valli senza
nemmeno una casetta, un paesino... tutto perfettamente deserto. Arrivati al
parco, chiediamo il National Park Pass. Che gentile il ranger! davvero una
persona squisita! Ci spiega per bene a cosa serve il Pass, per quanto tempo
dura, tutto con un sorriso davvero simpatico! E siamo riusciti così a spendere i
50 $ gentilmente "regalati" dalla British! Come in ogni parco ci danno una
cartina e un depliant che assomiglia molto ad un giornale, con tutte le
informazioni. Orari del Visitor Center, trail, distanze da un punto di interesse
e l'altro. Proprio molto ben organizzati!
Entrati nel parco, ci dirigiamo subito verso Tunnel View, sulla strada verso
Wavona, girando a destra poco dopo l'ingresso. Da qui si ha una vista veramente
fantastica sulla Yosemite Valley, con l'aggiunta del tocco di bellezza delle
Bridaveil Falls sulla destra. Visto com'era orientato il sole decidiamo di
visitare queste cascate nel pomeriggio per poterle fotografare in sole.
Proseguiamo quindi nel parco parcheggiando la macchina in uno dei parcheggi ad
uso giornaliero. Ci muoveremo un po' a piedi e un po' in autobus (servizio che
collega i vari punti del parco, ma onestamente le distanze, eccetto per la
fermata delle Vernall falls, sono davvero minime e il bus risulta una perdita di
tempo). Un'ottima idea sarebbe girare il parco in bici. La strada è tutta in
falsopiano.
La visita del parco in questa stagione è limitata, in quanto non si può accedere
alla strada del Glacier Point. E inoltre tutta la zona verso il Tioga pass, la
parte del parco che dicono più selvaggia, ci è preclusa. La cosa invece positiva
di questa stagione è che si possono ammirare le cascate con una portata d'acqua
considerevole. Per prima cosa ci dirigiamo verso le Yosemite Falls. La cascata
si getta un una conca piena ancora di neve. Molto bella! Si potrebbe anche
salire verso le Yosemite Falls Upper, ma visto il tempo che abbiamo a
disposizione preferiamo fare il trail che porta alle Vernall Falls. Non siamo
stati molto fortunati perchè non si poteva salire nella parte alta delle Vernall
Falls perchè il sentiero era sbarrato con un cartello che avvisava pericolo
caduta massi. E quindi possiamo solo vederle dal basso.
Scesi da quel trail andiamo a piedi fino al Mirror Lake, un laghetto in cui
dovrebbe specchiarsi l'Half Dome. Però lo troviamo grande poco più di uno
stagno. Peccato.
Nel ritorno verso Mariposa ci fermiamo a fotografare la Bridaveil Fall e, già
che ci siamo rifacciamo una capatina al Tunnel View per salutare degnamente la
valle!
Nel complesso la valle ci è piaciuta, anche se sono paesaggi che si trovano
tranquillamente nelle nostre Alpi. La vista dello Yosemite da Tunnel View
ricorda invece il Canada con le sue distese di conifere! Molto ma molto bello!
Rientrati a Mariposa ci fermiamo a mangiare al Red Fox, un ristorantino che si
trova sulla sinistra. Lo consiglio! Ottima l'insalata che ho mangiato che tanto
di fragola! Comunque anche il resto era proprio buono! La cosa che più abbiamo
apprezzato è stata la cameriera, cordiale come tutti gli americani finora
incontrati, che ci ha conquistato anche con l'originale sistema di servire ai
tavoli: portava un enorme vassoio appoggiato alla spalla con le nostre pietanze
e con l'altro braccio portava uno sgabello pieghevole sul quale appoggiava poi
il vassoio per servire! Abbiamo poi scoperto che è una tecnica molto usata nei
ristoranti americani.
Dopo la gustosa cena, torniamo al nostro albergo per una meritata doccia!
19/4 MARIPOSA - SEQUOIA - RIDGECREST
Chilometri tappa: 637 Km
Francesca, svegliati con calma che tanto oggi è una tappetta di trasferimento...
così Adri esordisce il 19 Aprile... molto ingenuamente come potete vedere dai km
effettivi di tappa! Non arriveremo mai così tardi al motel come questo giorno...
Quindi partiamo con calma da Mariposa, e dopo aver fatto dell'ottima benzina a
meno di 3$ al gallone (3,78 litri mi pare... proprio come in Italia!), eccoci
fra colline verdeggianti e venditori di frutta, in direzione Kings Canyon.
L'ultimo tratto di strada è davvero in salita... tanto da trovarci in un
paesaggio totalmente invernale, con almeno mezzo metro di neve!!! Fantastico!!!
Il cielo è limpidissimo, la giornata mite, la neve bianca che rende ancora più
luminoso il tutto, e il bellissimo colore delle Sequoie... che bello il primo
impatto con questi giganti!
Breve passeggiata al trail del General Grand Tree nei pressi del visitor Center,
fino al famoso General Grand Tree. "Ottimo" pranzo a base di pane americano,
salame e formaggio (beh almeno così c'era scritto sulla confezione...), e via
per un tentativo di esplorare il Kings Canyon. Il tempo ahimè è tiranno, e la
strada nel Canyon è chiusa, pertanto torniamo immediatamente sui nostri passi
per dirigerci verso il Sequoia Park.
Questa strada, che al mattino non era praticabile, viene fortunatamente aperta e
possiamo raggiungere rapidamente il Sequoia Park attraversando una suggestiva
foresta. Parcheggiamo l'auto nei pressi dell'albero più grande del mondo, il
General Sherman... Notevole!!! Sembriamo proprio piccolini in confronto!
Correndo qua e là su oltre mezzo metro di neve facciamo la breve passeggiata fra
le varie Sequoie... piedi inzuppati, ma ne valeva la pena! Il colore e la
grandezza di queste piante sono davvero entusiasmanti!
La neve è tanta, e la visita al Moro Rock e al Tunnel log ci sono precluse...
peccato davvero, ci tenevamo proprio a passare con la macchina sotto alla
Sequoia per la classica foto vista più volte in internet. Peccato!!! Ma
dall'altra parte, vedere il tutto così luminoso grazie alla neve ci ha dato
delle soddisfazioni, vediamo un po' i lati positivi!!!
Lasciamo quindi il Sequoia N.P. e scendiamo verso Three rivers, per una strada
di montagna piena di curve... Superata una diga che forma un grande lago,
imbocchiamo una strada tutta dritta... Francesca mi fa sbagliare a imboccare la
strada 155, e così ci ritroviamo più a sud del previsto. La tentazione sarebbe
di scendere ormai fino a Bakersfield, ma dopo aver tirato a sorte, torniamo sui
nostri passi e imbocchiamo la strada consigliata da Street & Trips come la più
veloce... chi lo sa se poi sia effettivamente così... c'è un bel tramonto ma la
strada (peraltro circondata da tante belle colline) che dovrebbe condurci a Lake
Isabella non finisce più, anzi si sale e si sale fino a 2000 metri... vediamo
pure un cartello del Sequoia Park e iniziamo a preoccuparci (ancora al Sequoia
park dopo tutto questo tempo???), perchè la benzina diventa sempre meno e in
fondo sono passati tanti km nei quali non abbiamo visto che due casette... e
nessuna macchina!
Arriveremo o no a Ridgecrest la sera? Nessun cartello ci dà conforto per diversi
km, troviamo solamente indicazioni sull'altitudine... dove siamo finiti? A un
certo punto una luce, finalmente! Notiamo di essere arrivati in una stazione
sciistica... e finalmente anche un cartello Lake Isabella ci dà conforto. Pochi
km di discesa ripida e finalmente ecco un po' di vita... niente di che, siamo a
Wofford Heights, ma almeno è qualcosa. Di corsa a fare benzina e poi per la cena
non ci resta che mangiare in macchina un'ottima cena by McDonald... era rimasto
aperto solo il drive thru... che fatica farsi capire! Alla fine non riuscendo a
pronunciare nemmeno il nome di un panino senza ridere, passiamo dal microfono
direttamente alla cassa, e finalmente possiamo addentare qualcosa... Imboccato
da Francesca coi mitici "pollini" (pollini da pollo, non con l'accento sulla ò)
del Mc, prendiamo di corsa la strada per Ridgecrest, i km saranno ancora un
centinaio. Con il cruise control sempre al limite di velocità, eccoci per
un'altra strada fortunatamente dritta e scorrevole... peccato che sia buio e una
miriade di topi e lepri ci attraversano la strada incuranti del pericolo...
discesona finale ed ecco le molte luci di Ridgecrest... raggiungiamo velocemente
il motel 6, il più economico di tutta la vacanza... ma non ci si può di certo
lamentare! Camera pulita e ci sarebbero anche piscina e lavanderia... ma fra 6
ore massimo 6 e mezza si deve ripartire... è decisamente meglio andare a nanna,
sognando la Death Valley...
Albergo:
Motel 6
178/S China Lake Blvd US 395
AT SR Ridgcrets, CA, USA, 93555
Prezzo camera: 35$
20/4 RIDGECREST -DEATH VALLEY- LAS VEGAS
Chilometri tappa: 518 Km
Ore 5:45... driiiiiiiiiiiiinnnnnn... anzi no... bip bip, bip bip, bip bip... di
già?!?!? Vabbè dai stasera andremo a nanna prima... finalmente! (...certo come
no...)
Partenza a razzo per le vie deserte della deserta e desertica Ridgecrest,
imbocchiamo la bella strada dritta dritta e a volte con qualche dosso che ci
condurrà alla meravigliosa Death Valley. La giornata è piuttosto calda, ma è
meglio così, non sarebbe nemmeno bello visitare la Valle della Morte con il
fresco. Passati per Trona, una cittadina con delle cave di zolfo e una puzza di
uovo marcio che metà basta... (in pratica un lago mezzo prosciugato, un po' di
fabbriche e quattro squallide casette... eh già, i paesi americani... un
agglomerato di case attorno alla strada principale) scappiamo in fretta e ci
avviciniamo alla Death Valley da Panamint Springs, dove incontriamo anche un
abile ciclista che con un mega zaino sulle spalle affronta la salita all'uscita
della valle.
Superato Panamint Springs, lasciamo la macchina a fianco della strada e ci
incamminiamo verso Sand Dunes. Che bella passeggiata fra queste belle dune di
sabbia dorata con dietro le montagne scure!
Seconda fermata con deviazione al Salt Creek interpretative trail... un piccolo
corso d'acqua con pesciolini piccolissimi in mezzo alla valle, e dei simpatici
uccellini che si muovono a gruppi numerosi. Speriamo di trovare la zona fiorita
(beh almeno un pochino...), ma ahimè era solo un'illusione... Sosta pranzo a
Furnace Creek dove sotto le palme ci riprendiamo un attimo. Visita al campo da
golf più basso del mondo (ah questi americani...), e poi partenza verso Badwater,
con sosta al Golden Canyon e la Red Cathedral, non male! Raggiungiamo quindi
Badwater e facciamo due passi sul sale. Sembra di stare quasi in montagna... se
non che notiamo un bel cartello del "sea level" sulle rocce 87 metri sopra a
dove siamo noi. E' il 19 aprile e la temperatura si aggira sui 34°C. Nel ritorno
prendiamo la deviazione per il Devils Golf Course (il campo da golf del
diavolo... che si può vedere nella terza foto a fianco).
Dopodichè percorriamo l'Artist Drive, una bella strada panoramica circondati da
rocce dai colori più svariati... dal giallo al marrone al rosso al verde
all'azzurro al rosa. Meraviglioso l'Artist Palette, dove tutte queste rocce le
troviamo ravvicinatissime! E' il tardo pomeriggio, il cielo ahimè è pallido e
con molta foschia, ci dirigiamo quindi all'uscita della Valle. Prima però sosta
al famosissimo Zabriskie Point. La vista più famosa è un po' accecante a
quest'ora (sarebbe proprio bello venirci all'alba.. sarà per la prossima
volta...) ma anche le varie rocce attorno a questo punto meritano decisamente.
Sarà uno degli scorci più belli della vacanza! Non contenti e assolutamente
contrari a lasciare questo posto spettacolare, ultima puntatina a Dante's View,
dove si può dominare tutta la valle dall'alto!
E' giunta l'ora di riprendere il nostro "cammino". Un bellissimo tramonto ci
accompagna mentre attraversiamo Pahrump, cittadina vicino a Las Vegas. E' ormai
buio quando arriviamo nella capitale mondiale del gioco d'azzardo... le luci
arrivano fino a molti km di distanza... che effetto, dal deserto alla mega città
in un attimo!!! Prendiamo la strada a molte corsie a fianco della Strip e
scorgiamo subito il nostro bellissimo albergo, davvero simpatico... ma che
fatica fare l'ultimo tratto in mezzo a taxi che sembrano formiche impazzite...
raggiungiamo l'hotel e dopo un veloce check-in passiamo con le valigie in mezzo
alle slot machine per raggiungere la camera.
Sono già le 21:30 e corriamo a cercare un buffet per la cena. Con un passaggio
molto breve tutto all'interno raggiungiamo il Luxor... buffet veramente ben
fornito e di qualità! Peccato essere arrivati tardi... ci hanno costretto ad
abbuffarci in 35 minuti (beh sono stati anche sufficienti dai...). Perdiamo
qualche dollaro alle slot finchè esausti decidiamo che è meglio andare a
dormire... domani è una lunga giornata e ci sono un sacco di alberghi da
visitare!
Albergo:
Excalibur hotel & casinò
3850 Las Vegas Blvd South
Las Vegas, Nevada (USA)
Prezzo camera: circa 75 dollari il giovedì, 145 il venerdì (il venerdì e sabato
sera purtroppo a Las Vegas i prezzi degli alberghi raddoppiano ovunque. Meglio
comunque prenotare molto tempo prima per avere prezzi più bassi)
21/4 LAS VEGAS
Dopo aver svegliato la dormigliona, eccoci pronti alla scoperta della Strip e
dei suoi famosissimi alberghi e casinò! Partiamo dal Luxor, il più suggestivo
con la sua struttura a Piramide. All'interno c'è una grandissima Hall in stile
egizio. Ci guardiamo attorno e lo sguardo verso l'alto fa davvero impressione.
Le stanze sono tutte sui "lati" della piramide... (in pratica le stanze più in
alto sembrano quasi sospese ad almeno 30 metri sopra di noi in verticale)...
notevole!!!
Proseguiamo poi per il New York New York, col suo ottovolante e le stanza nei
grattacieli (ovviamente non manca la statua della libertà!), e successivamente
ci incamminiamo verso il Bellagio, dove assistiamo al primo spettacolo delle
fontane... che viene eseguito ogni mezzora di giorno e ogni quarto d'ora la
sera.
C'è molta gente per la Strip, tantissimi turisti... e tantissimi rompiscatole a
cercare di distribuire volantini di dubbio gusto... ma d'altronde siamo nella
città del peccato! Giretto al Paris con la sua Torre Eiffel e l'arco di trionfo,
poi il Cesar Palace che ricorda Roma e il Flamingo coi suoi animali esotici.
Sosta per un pranzo al buffet del Flamingo... niente di che!
Pomeriggio dedicato all'Aladdin (bellissimo l'Interno col suo soffitto e i suoi
negozietti), il Mirage (dove poi torneremo a cena... ottima varietà ma inferiore
a quella del Luxor), al Treasure Island ma soprattutto al Venetian... dove
vediamo qualcosa di incredibile... l'esterno con il ponte di Rialto e le
gondolette tipiche, il campanile di S.Marco, e all'interno una bella Hall, il
casinò, ma soprattutto il secondo piano, con i canaletti riprodotti con grande
attenzione. Pazzesco!!!
Dopo cena aspettiamo lo spettacolo dell'eruzione vulcanica al Mirage (che caldo
quando "erutta"!), ed in seguito assistiamo a 4/5 spettacoli delle fontane del
Bellagio, diverse a seconda della musica di sottofondo... Senza fiato lo
spettacolo con "God bless the USA" di Lee Greenwod.
Esausti, dopo una breve tappa alle slot del Bellagio (in fondo 10 dollari se li
meritano per le fontane ... beh cerchiamo di consolarci così!), e una veloce
occhiata al MGM e all'interno del NY NY, a notte fonda (senza nemmeno renderci
conto dell'ora), torniamo nella nostra stanza... domani si tornerà nella natura!
22/4 LAS VEGAS - ZION N.P. (SPRINGDALE)
Chilometri tappa: 404 Km
Sveglia molto calma e successivamente partenza per Zion. Usciti da L.V., il
nulla... una strada da 75 miglia orarie... fortuna che c'è il Cruise Control.
Sosta pranzo a S.George per un pranzo da Denny's e una rapida occhiata all'outlet
sulla strada in fondo alla cittadina, si parte subito per Sprindgale...
Spostiamo l'orologio avanti di un'ora e ci accorgiamo che di tempo per Zion ne
abbiamo veramente poco!!! Gitarella velocissima col bus (non si può fare
altrimenti), ma pensiamo che è meglio tornare rapidamente alla nostra
macchina... abbiamo in testa una gita al tramonto ad un parco ad un'ora
abbondante di strada da Springdale, il Coral Pink Sand dunes.
La strada sopra Springdale è piena di curve e molto in salita, con tanto di
galleria stretta e buia... appena usciti ci troviamo in un paesaggio molto
particolare, con delle rocce striate veramente belle! Ma non c'è molto tempo...
il sole scappa... infatti arriviamo al Coral Pink Sand dunes quando ormai gli
ultimi raggi di sole baciano questa bellissima sabbia rossa... dalla quale
spuntano anche delle conifere. Molto suggestivo... spettacolare per gli amanti
del fuoristrada.
Tornando verso Zion in questa calda giornata, ci fermiamo per una
"romanticissima" cena del sabato sera a Mount Carmel Junction. Ritorno a
Springdale e nanna al nostro Quality Inn.
Albergo:
Quality Inn At Zion Park
UT 079479 Zion Park Blvd,
Springdale, UT,US, 84767
Prezzo camera: 90$
23/4 ZION N.P. - BRYCE CANYON
Chilometri tappa: 225 Km
Partenza alle 8 da Springdale... ahimè il cielo è nuvoloso... ci fermiamo per
qualche foto alle rocce particolari di Zion. Uscendo dal parco, non possiamo che
notare i ranger... molto puntigliosi... non li avevamo mai visti così
preoccupati nel chiedere il pass e nel misurare la lunghezza dei camper.
Imbocchiamo la 89 e poi la UT12, direzione paradiso terrestre... Bryce Canyon
arriviamoooooooooo!!!
Sosta brevissima al Red Rock Park (più che altro un paio di foto-stop dalla
strada)... ma la mente è già a Inspiration point! Scendiamo dalla macchina e di
corsa sul precipizio per ammirare lo scenario più spettacolare dei nostri 15
giorni americani... 5 minuti senza fiato e senza nemmeno scattare una foto... il
panorama è tutto da gustare... di posti belli ne abbiamo visti, ma più bello di
questo è difficilissimo trovarne...
Ripresi dalla forte emozione, dopo un veloce pranzo, è l'ora della passeggiata
nel canyon. Percorriamo i famosi Navajo Loop e Queens Garden Trail (scendendo da
Sunset point e risalendo poi a Sunrise point), assolutamente da non perdere. Una
discesa all'interno di questo bellissimo anfiteatro è meravigliosa... anche se
nel cuore resterà per sempre la vista panoramica!
E' pomeriggio, e mentre il giorno precedente a Zion c'erano anche 25°C a 1500 mt,
il tempo peggiora e cade pure qualche fiocco di neve (beh a oltre 2500 mt c'è da
aspettarselo... 20 giorni prima aveva pure nevicato molto, ma ormai le tracce
sono quasi del tutto sparite). Con l'auto scendiamo verso sud e visitiamo un po'
tutti i viewpoint. In ogni caso, nulla a che vedere con il famoso anfiteatro.
Breve sosta in albergo... sperando esca il sole per ammirare il tramonto da
Sunset point. Beh... quando si apre un attimo il cielo è ormai troppo tardi, ma
non importa, siamo già molto felici così! E' stata comunque una giornata
indimenticabile. Cena al Ruby's Inn (buffet a base principalmente di carne) e
nanna... che freddo!!!
Albergo:
Ruby's Inn, Bryce
1000 South Hwy 63,
Bryce, Utah 84764
Prezzo camera: 80$
24/4 BRYCE CANYON - MOAB
Chilometri tappa: 521 Km
24 Aprile... Tanti auguri Adri!!!
Peccato sia una giornata da dimenticare... forse la mamma di Adri 27 anni fa
stava pure meglio... usciamo dalla stanza alle 6 per assistere all'alba da
Sunrise Point... temperatura -8°C, fortuna che siamo ben coperti... mentre il
sole illumina l'anfiteatro con tutti i fotografi appostati coi loro
cavalletti... Adri crolla... congestione tremenda... sarà forse colpa del cibo?
O forse più probabilmente si è dimenticato di dire NO ICE la sera prima e ha
trangugiato un bicchierone d'acqua ghiacciata in un secondo? Di certo la
giornata sarà da dimenticare anche per me, che mi sono dovuta sorbire oltre 500
km di macchina con un mezzo cadavere sul sedile a fianco... con varie soste...
Ma andiamo con ordine: lasciato il paradiso (beh si poteva lasciarlo meglio...),
prendiamo la UT-12 della quale ne abbiamo sentito parlare molto bene. A dire il
vero ci aspettavamo molto di più, molto più bella la prosecuzione della strada
lungo la UT-24, nella zona di Capitol Reef. La strada è anche piuttosto
trafficata... quel giorno a quanto pare c'era una tappa di un percorso d'auto
d'epoca del museo di Phoenix, che sembrano poco attente ai limiti di velocità...
Lasciata la bella UT-24, circondata da rocce molto particolari... ci dirigiamo
per una breve visita alla Goblin Valley (una deviazione della UT24 a nord di
Hanksville... forse il tratto di strada "più rettilineo" della vacanza), dove
troviamo delle formazioni rocciose molto particolari che riempiono un'intera
vallata.
Visto lo stato di Adri non abbiamo molto da raccontare... e sicuramente non ci
siamo gustati appieno il percorso... ma è meglio andare a Moab, tentare di
mangiare qualcosa di commestibile (ci buttiamo su un piatto di pasta al
pomodoro... beh certo che come pomodoro fa davvero pietà...) ma almeno Adri, che
avrà perso un kg e mezzo in 24 ore (come se ne avesse bisogno...), riesce a
mettere qualcosa sotto ai denti...
Andiamo al nostro motel (nella norma, con una buona colazione compresa... dico
buona perchè scopro i waffle... non so se si scrive così.. sono delle cialde che
gli americani riempiono con sciroppo d'acero... noi con marmellata... ma mi
piacciono molto!), e mentre Adri cerca di guardare il suo canale preferito, The
Weather Channel, ci addormentiamo beatamente... non ce la facevamo proprio
più...
Albergo:
Moab Valley Inn
711 S Main Street
Moab UT US 84532
Prezzo camera: 80$
25/4 MOAB - ARCHES - MOAB
Chilometri tappa: 110 Km
Giornata da dedicare al parco nazionale di Arches, dove ci sono un'infinità di
archi naturali. La giornata è davvero stupenda e fortunatamente Adri si è
ripreso.
Iniziamo l'esplorazione del parco da Park Avenue (completamente contro sole),
quindi fuggiamo rapidamente per il Double Arch, vicino al Turret Arch e alle
"Windows". Molto suggestivo il Double Arch (veramente grande, come potete vedere
nella prima foto... Francesca c'è in basso a destra ma non si vede!).
Consigliatissima la visita al Sand dunes Arch, un arco che non stupisce tanto
per la sua conformazione, quanto per la sua collocazione in una piccola
spaccatura fra le rocce su un terreno di sabbia giallo/rossa. Un po' d'ombra per
rinfrescarsi un attimo.
Pranziamo con i soliti panini prosciutto e formaggio (portatevi del cibo, dato
che la strada all'interno del parco è lunga e posti in cui danno del cibo non ne
abbiamo trovati). Breve gita ai Devil's Garden nella zona più a nord, dove ci
sono dei trail per vedere alcuni archi, su tutti il lunghissimo Landscape Arch,
del quale per i fotografi consigliamo la visita al mattino! (per noi infatti è
tutto controsole).
Ma siamo al piatto forte della giornata. Il famosissimo Delicate Arch... che
abbiamo già visto al mattino da un punto panoramico molto più in basso che non
dà la minima idea di quello che troveremo poi lassù... L'arco è raggiungibile
invece con una camminata di 2,5 km. Per quanto uno possa vedere foto e foto
anche con luce stupenda di questo arco, per quanto si vedano mille cartoline in
tutti i negozietti nelle zone vicine... questo arco vi stupirà, sia per la
maestosità, sia per la collocazione in un particolarissimo "anfiteatro" scavato
dall'acqua... foto di rito anche sotto all'arco, e poi ci mettiamo con molti
fotografi in attesa del tramonto (beh un momento prima del tramonto...), quando
la luce si fa più rossa e rende ancor più spettacolare il tutto! Questa vista
sarà l'emozione più forte di tutta la vacanza dopo il Bryce Canyon!
La giornata è stata molto bella e soprattutto rilassante... dopo i km e km ci
stava decisamente una tappa tranquilla, con brevi passeggiate, soste ai vari
archi e passeggiata serale in questo magnifico luogo... quindi torniamo a Moab
(una discreta cittadina... certo la solita strada principale con attorno quattro
case... ma almeno c'è un po' di movimento!)
26/4 MOAB - MONUMENT VALLEY - KAYENTA
Chilometri tappa: 406 Km
I lavori in corso in America sono minimo 7 miglia alla volta... un omino blocca
il traffico in un senso, e una macchinina guida le macchine prima da una parte e
poi dall'altra per tutte le 7 miglia... la striscia in mezzo alla strada è
arancione, mentre ai lati è bianca... lasciando perdere queste piccole
informazioni, torniamo al nostro viaggio!
Usciti da Moab incontriamo una strada molto scorrevole (a parte quelle miglia di
lavori in corso) da 65 mph, e non incontriamo grossi paesi eccetto Monticello e
Boulder, dove prendiamo la deviazione per il Natural Bridge National Monument.
Breve giro con piccole soste ai vari View Point, ma dopo aver visto Arches
questo parco non ci attira particolarmente e riprendiamo la strada verso Mexican
Hat... in giro ci siamo praticamente solo noi, e un bel serpente giallo che le
nostre ruote svegliano dal sonno in cui era caduto!
Prima di Mexican Hat, deviazione per Muley Point... qualche km di strada
sterrata che comunque affrontiamo con calma e senza problemi con la nostra
Chevrolet. Arrivati lassù, ci sono altri due turisti, che ci abbandonano subito
e ci lasciano soli in questo punto panoramicissimo. Vista a oltre 180°. Al di
sotto la Valley of Gods, il Gooseneck State Park e in lontananza l'altopiano
della Monument Valley. Sublime!!! Spettacolari i segni lasciati nell'altopiano
dal passaggio del San Juan River, che vedremo poi più vicino al Gooseneck State
Park.
Prima affrontiamo una ripidissima discesa per una strada senza guardrail, e
tentiamo di intraprendere la strada per la Valley of Gods, ma è già pomeriggio e
vogliamo arrivare alla Monument Valley con calma per il tramonto. Sosta breve ma
comunque ricca di emozioni al già accennato Gooseneck State Park, e via verso la
Monument Valley.
C'era una volta il West a tutto volume ed eccoci a percorrere la famosissima
strada con curva finale che ti porta dentro la Monument e i suoi famosi Butte
(guglie di roccia). Pagati i 5$ a testa ai Navajo, entriamo e percorriamo una
brutta strada sterrata... ci sentiamo un po' limitati, non possiamo fare altro
che seguire la strada e scendere solo nei punti che vogliono loro... non
possiamo avvicinarci ai Butte... peccato... ma i Navajo hanno stabilito così e
rispettiamo la loro scelta. Lo scenario è sicuramente affascinante... ma in
verità ci aspettavamo di più... sosta per il tramonto dal visitor center, e poi
prendiamo la strada per Kayenta... piccola cittadina con 3 motel... noi andremo
all'Hampton Inn, un bel motel. Gustosa cena (finalmente un dolce decente, una
specie di strudel... porzione decisamente abbondante!) e poi nanna.
Albergo:
Hampton Inn Kayenta
Highway 160 Kayenta,
Arizona 86033
Prezzo camera: 95$
27/4 KAYENTA - PAGE - GRAND CANYON
Chilometri tappa: 433 Km
Partenza dall'Hampton inn, con calma tanto a Page bisogna tirare indietro le
lancette di un'ora. Il Weather Channel ci dà poche speranze ma il sole domina...
temiamo molto di arrivare a Page per la visita a mezzogiorno all'Antelope Canyon
con cielo nuvoloso, o addirittura con un temporale che potrebbe impedirci di
entrare.
Fortunatamente la nostra gita prenotata con anticipo dall'Italia da Caroline
Ekis, parte puntuale alle 11,30, con un numeroso gruppo. Su un mezzo 4x4
raggiungiamo l'ingresso di questo "slot canyon", mentre le nubi avanzano
minacciose... Ma eccoci nel canyon in compagnia di molti turisti e fotografi...
che fatica passare... non osiamo immaginare ad Agosto cosa si possa trovare! Gli
amanti della fotografia non possono che impazzire di fronte a queste rocce
striate, strette, e con i raggi di sole che entrano a picco! La passeggiata
dentro al canyon è da brividi... peccato che a metà le nuvole coprono ormai
tutto il cielo... ma lo spettacolo non è di certo mancato... ogni giorno vediamo
qualcosa di diverso ed incredibile... cosa chiedere di più?
Finito il tour, breve pausa pranzo da Taco Bell con assaggio di coca cola alla
ciliegia... mamma mia direi proprio che non è accompagnabile con un pasto!
Gita breve alla diga del Lake Powell e al Glen Canyon Recreation Area, un parco
nazionale attorno al lago. Non sembra affatto male, e sarebbe anche interessante
la navigazione... ma il tempo è tiranno. Non sarebbe stato male avere un giorno
in più a disposizione.
Prendiamo quindi la strada verso il Grand Canyon. Appena fuori Page però ci
imbattiamo in un'altra bellezza assoluta, segnalata con un cartello sulla destra
e una passeggiata di 1,2 km. Fino al precipizio camminiamo senza vedere nulla...
siamo nel deserto... all'improvviso il vuoto.. sotto di noi una meravigliosa
ansa del Colorado River, con dei bellissimi colori nonostante non ci sia più il
sole! Foto di rito e torniamo in macchina... finalmente anche la nostra
macchinina si prende la meritata doccia... anche se non servirà a nulla nello
stato in cui è ridotta dopo la scampagnata alla Monument Valley!
Prendiamo la strada per il Grand Canyon. Arriviamo in tempo per un bel tramonto
coi raggi di sole fra le nubi dal primo punto all'interno del parco, Desert View,
dopodichè è ora di dirigerci al nostro albergo, lo Yavapai Lodge proprio nel
Grand Canyon Village. Ottima la posizione, un po' meno la camera... ma va bene
anche così! Cena al Bright Angel, occhiatina ai souvenirs e poi nanna!
Albergo:
Yavapai Lodge
1 Main Street Grand Canyon Village
AZ USA 86023
Prezzo camera: 95$
28/4 GRAND CANYON
Oggi ci aspetta il gran finale... il tanto atteso (soprattutto da parte di
Francesca) Grand Canyon. Partenza presto, c'è da fare la passeggiata fino al
Colorado River!!!
Queste erano le intenzioni, in realtà la prendiamo comoda... forse non ci
sentiamo troppo attratti dal posto, forse siamo un po' delusi perchè in fondo in
13 giorni di vacanza abbiamo visto tantissime cose belle... che il Grand Canyon
sembra dispersivo...troppo vasto per dare quelle emozioni dei giorni precedenti.
Comunque prendiamo il Bright Angel Trail e scendiamo per questo sentiero molto
ripido all'inizio, verso gli Indians Garden (7,2 km). A quel punto una scelta.
Andiamo al Plateau Point (9,6 km dalla partenza, 2,4 dagli Indians Garden), che
è considerato uno dei punti più panoramici del G.C., oppure scendiamo giù fino
al Colorado e facciamo altri 5 km?) Scegliamo il Plateu Point, anche scoraggiati
da molti cartelli che richiamano all'attenzione il fatto che scendere è
fattibile, ma poi bisogna risalire.
Incontriamo alcuni cavalli, e all'ora di pranzo siamo al Plateau Point. La vista
non è male, siamo vicini al Colorado e immersi nel Canyon. Comunque a nostro
avviso, se volete scendere nel Canyon, arrivare agli Indians Garden ha poco
senso. Almeno bisogna arrivare al Plateau Point, per avere una buona vista.
Affascinante, ma onestamente ci aspettavamo di più. In poco più di 3 ore saremo
di nuovo in cima... e rivaluteremo anche il Grand Canyon un pochino... infatti i
colori ora sono decisamente cambiati... e il tanto verde del mattino ha lasciato
spazio a un po' di rosso...
Gita col bus (non si può fare altrimenti in quanto la maggior parte delle strade
sono percorribili soltanto con i mezzi pubblici) per altri view point, per
raggiungere al tramonto Yaki Point. Bel tramonto, ma anche questo non ci
colpisce così tanto... abbiamo comunque camminato per 20 km senza allenamento, e
la stanchezza si fa sentire... cena e poi nanna.
29/4 GRAND CANYON - FLAGSTAFF
Chilometri tappa: 314 Km
Eccoci pronti a lasciare il Grand Canyon... spedite le numerose cartoline,
prendiamo la macchina e percorriamo la strada verso Cameron, con sosta ai vari
View Point. Beh come colori non è affatto male questa zona del Grand Canyon. I
migliori Viewpoint di questo tratto Moran Point e Lipan Point... ove riusciamo
un po' a rivalutare il Grand Canyon, o almeno ci proviamo!
Prendiamo la strada verso Flagstaff. C'è la deviazione per il Wupatki N.M. ma
decidiamo che qualche rovina non fa per noi... o meglio per Adri (scherzo!).
Andiamo quindi fino a Flagstaff. Pranzo dal tanto amato Mc, e gita pomeridiana
al Walnut Canyon dove si possono vedere le rocce scavate nel Canyon con le
antiche dimore dei Sinagua.
Ma il piatto forte di giornata è sicuramente il Sunset Crater. Visitor Center
ormai chiuso, ci affidiamo al nostro istinto, o meglio facciamo due passi dove
c'è posto per mettere la macchina. Prima tentando di affrontare un trail
perfettamente verticale in mezzo ad un bosco di conifere nato sui lapilli neri,
poi dando uno sguardo al trail che consiste in una camminate sopra la lava
(eruzione del XII secolo). Sembra un po' l'Etna! Molto belle anche le colline
nere con delle conifere che tentano timidamente di "diventare grandi"... Al
Crater invece non si può arrivare... motivo? boh... il visitor center era
chiuso... a parte gli scherzi, probabilmente è troppo pericoloso!
Giretto a Flagstaff, famosa per il passaggio della Route 66, e dove finalmente
troviamo una specie di centro con delle panchine in una piazza. Cena discreta al
Mountain Oasis (ottimi dolci e ottima pasta!), e poi nanna al nostro
confortevole Day's Inn sulla Route 66.
Albergo:
Days Inn Highway 66
1000 West route 66 Flagstaff,
Arizona 86001 US
Prezzo camera: 60$
30/4 FLAGSTAFF - PHOENIX
Chilometri tappa: 293 Km
Ebbene si, siamo arrivati all'ultimo giorno... sigh sigh... ormai la testa è già
all'aeroporto... partenza da Flagtaff direzione Oak Creek... per chi è abituato
a vedere pinete e valli scavate da torrenti, non c'è niente di particolare...
Sosta rapida a Slide Rock S.P... 8$ per vedere un fiume che levigando le rocce
su cui scorreva ha creato pozze d'acqua per potersi rinfrescare durante
l'estate. Belle le rocce... noi ci accontentiamo di una vista dalla strada... e
via verso Sedona.
Molto bella questa cittadina, dove le case si mischiano nel deserto, con un
impatto ambientale veramente minimo. Tutte case basse e con i tetti dello stesso
colore della terra rossa. Anche i vari McDonald e Denny's hanno le insegne
mimetizzate... quasi si fatica a riconoscerli. Città turistica ma decisamente
carina, niente da dire! Poco al di fuori incontriamo il Red Rock Park con le sue
rocce rosse. Ci sembra quasi una mini Monument Valley, ma circondata da tanto
verde. Un contrasto di colori perfetto. Pagando 8$ si potrebbe anche lasciare la
macchina lungo la strada e inerpicarsi su queste rocce, ma un aereo ci
aspetta...
Mentre ormai stiamo per salutare questo magnifico paese con le lacrime agli
occhi... con la targa dell'Arizona come souvenir per Francesca (targa con la
scritta, nazione del Grand Canyon e un bel cactus), ci poniamo giusto la
questione? Ma dove sono questi cactus??? Pensiamo che forse sono molto più a
sud... e invece finalmente poco prima di Black Canyon City a circa 50 miglia da
Phoenix eccoli!!! Prendiamo per un attimo forza e uscendo dalla interstate ci
mettiamo con la nostra macchinina per una foto accanto a questi particolarissimi
cactus... beh particolarissimi nel senso che per noi non sono così comuni... ah
che bello... sarà l'ultima emozione di questo bellissimo ed indimenticabile
viaggio... a fatica (anche per il fatto che ci sono davvero pochi cartelli
stradali a Phoenix per l'aeroporto) lasciamo la nostra macchinina che ormai è
più rossa che blu, e dal nostro bel Boeing 747/400 salutiamo l'America...
ARRIVEDERCI!!!!
Totale chilometri viaggio: 4375 Km

Un ringraziamento particolare ad Adri & Francy per la
concessione del racconto
http://www.meteobarzio.it/USA/Diario di viaggio/copertina.htm