Iniziamo dando un pò di numeri e curiosita:
Numero giorni del viaggio: 18
Temperatura minima registrata: 11,6 °C al Bryce Canyon
Temperatura massima registrata: 37,2 °C a Las Vegas
Altitudine minima trovata:€ 2688 metri sul livello del mare al Bryce Canyon
Altitudine massima trovata: -86 metri sul livello del mare nella Death Valley
Km percorsi con l’auto: 3919 (in 10 giorni, ovvero i giorni di utilizzo reale
dell’auto)
Costo volo:€ 710 a testa incluso il volo Roma - Cagliari
Costo hotel:€ 1511,00
Costo mangiare:€ 615,00
Costo carburante:€ 150,00
Costo noleggio auto:€ 352 (più € 110 circa per navigatore GPS)
Costo ingressi attrazioni e mezzi pubblici: €476,00
Assicurazione medica: € 129,00
Guida turistica, adattatori e trasformatori: €70,00
Totale viaggio: arrotondato € 4720,00 esclusi souvenir e acquisti vari
01 Settembre
Partiamo da Bari (il nostro viaggio di nozze prevedeva la prima tappa a S.G.
Rotondo) verso le 6.40 del mattino con un volo diretto a Fiumicino da qui
proseguiremo per gli Usa facendo uno scalo al bellissimo aeroporto di Chicago,
qui andiamo al controllo passaporti, e dopo una brevissima fila è il nostro
turno, ci fanno alcune domande sui motivo e il tempo di permanenza e ci prendono
le impronte... ‘E TUTTO OK, ora siamo entrati ufficialmente negli USA.
All’aeroporto di Chicago dopo una breve pausa si riparte subito per San
Francisco. Qui atterriamo verso le 7 di sera, per un totale di circa 15 ore di
volo. Un pò stanchi e intontiti decidiamo di portarci avanti con la cena, ma
avendo voglia di andare subito in hotel decidiamo di prendere un panino da
mangiare poi in camera, la nostra scelta ricade su Sub Way. Per raggiungere
l’hotel decidiamo di utilizzare la BART, ovvero la metropolitana di S.
Francisco. Per andare alla fermata della BART occorre salire su una sorta di
shuttle su rotaia che collega tra loro i vari teminal e la bart. I biglietti
vanno fatti in una sorta di biglietteria automatica, essendo visibilmente
impacciati nel maneggiare tale strumento ci viene subito in aiuto un addetto, il
quale preme i pulsanti corretti. Saliti e accomodati raggiungiamo la nostra
fermata, ossia Powell St. Appena scesi ci sentiamo un pò spaesati, è notte ci
sono parecchi barboni in giro e non riusciamo a capire dover andare per l’hotel,
abbiamo prenotato al HOTEL STRATFORD sito al 242 di Powell St. Cerchiamo di
capire dove siamo, andiamo avanti e indietro e dopo un po chiediamo info ad un
signore, che tutto tecnologico tira fuori il suo iPhone e consulta la mappa
indicandoci dove andare (non ceravamo accorti di essere gia sulla strada a 3
minuti dal hotel), nel frattempo si avvicina un barbone e ci indica anche lui
con una cartina in mano la posizione del hotel, poi dice qualcosa, noi non
capiamo, il signore americano ci blocca col braccio, mette la mano i tasca e da
dei soldi al barbone.
Stupiti di tanta gentilezza proseguiamo verso l’hotel.
Finalmente arrivati, facciamo il check-in e saliamo in camera, restiamo un
delusi perchè è moooolto piccola (vi posto le foto), in compenso da sul retro
del hotel per cui e abbastanza silenziosa. Doccia, mangiamo e poi a nanna.
02 Settembre
Ci svegliamo dopo una bella dormita, stupidi di non aver sofferto il fuso,
pronti ad affrontare San Francisco. Dopo una bella colazione di un ora (saranno
quasi tutte cosi) siamo pronti ad iniziare il nostro tour, prima di uscire
accanto alla reception del hotel prendiamo una cartina di SF in cui sono anche
segnate le principali linee del tram e cable car ( http://www.baycityguide.com ).
Usciamo dall’hotel, risaliamo Powell St e arriviamo Union Square, qui iniziamo a
girovagare qua e la e ogni tanto entriamo in qualche negozio, proseguiamo verso
Chinatown, Financial District, Transamerica Pyramid, Ferry Building.
Per pranzo optiamo per una pizza made in italy da rosa nero, nei pressi di
Justin Herman Plaza.
Rifocillati e riposati proseguiamo entriamo a Marketplace, poi proseguamo per
market st. percorrendola tutta fino all’incrocio con Powell St, praticamente
fino a dove siamo scesi con la Bart il giorno precedente. Qui di fronte si trova
il centro commerciale Westfield affiancato al Nordstorm, vista l’ora decidiamo
di entrare.
‘E immenso, veramente grande, da fuori non si direbbe, dopo aver girovagato qua
e la decidiamo di cenare al piano -1 del centro commerciale, qui si trovano
tanti bar, “ristoranti”, fast food…insomma tutto per rifocillarsi, noi optiamo
per la cucina tailandese, la quale si è rivelata una pessima scelta.
Mangiato poco di quello che non sappiamo cosa fosse, andiamo a terminare la cena
da Burger King in Powell St.
Sfiniti e un po preoccupati per il tipo di alimentazione che ci aspettera
torniamo in Hotel.
03 Settembre
Ci alziamo verso le 8 dopo una notte con diversi risvegli (il jet-leg a colpito
in ritardo).
Oggi è il giorno dei Pier e di Alcatraz.
Ce la prendiamo comoda e andiamo a fare la solita lunga colazione e poi a fare
qualche telefonata all’italia. Raggiungiamo il capolinea del cable car che si
trova appunto all’incrocio tra Powel St. e Market St., raggiungiamo la
biglietteria e ci facciamo il pass valido 3 giorni al costo di 18$ (lo avremo
dovuto fare ieri ma ci siamo dimenticati).
La fila per salire sul cable care è bella lunga, sta di fatto che arriviamo alle
11.30 alla fermata di Mason (ce la siamo presa troppo comoda), da li proseguiamo
girando per i vari negozi fino ad arrivare ai vari Pier.
Ormai e ora di pranzo e optiamo per la famosa zuppa di granchio. Devo dire che
non mi ha entusiasmato per nulla, anzi dopo un po mi ha nauseato, alla fine
sempre piu preoccupati per le pietanze americane terminiamo il pranzo con un Hot
Dog.
Continuiamo la visita ai Pier, il piu famoso su tutto è il Pier 39 dove, oltre
ad esserci la famosa colonia di leoni marini, si trovano anche tantissimi
turisti che girano per gli innumerevoli negozi di Souvenir.
Verso le 6 raggiungiamo il Pier 33, infatti da qui alle 6.30 partirà la visita
ad Alcatraz.
La visita e molto ben organizzata, si parte puntualissimi, si arriva al molo di
attracco dopo aver compiuto quasi un giro completo attorno all’isola.
Sbarcati veniamo accolti e guidati lungo un percorso, qui un Ranger parla e
spiega qualcosa, tutti sono interessati, tranne noi che non capiamo nulla o
quasi. Dopo questo intro entriamo all’interno di una sala (la sala docce) in cui
ci vengono consegnate delle audio guide in italiano, che con una voce narrante
ci guida a visitare “in autonomia” Alcatraz.
L’audio guida e molto ben fatta, la vista di SF di notte e stupenda, veramente
notevole, poi alcatraz di notte ci ha fatto un effetto particolare, molto
emozionante.
Terminata la visita, verso le 8.30 di sera attracchiamo nuovamente al Pier 33, e
proprio qui di fronte prendiamo il Bus (Qui chiamato Muni) che ci porta in
Market St. quasi davanti a Powell St.
Saliamo per Powell St e notiamo che proprio di fronte al nostro Hotel c’è il
“Ristorante Bellini”.
Andiamo a vedere il menu, e poco soddisfatti della cucina US optiamo per una
bella cena all’italiana…. Spaghetti alla bolognese.
Il piatto è molto abbondante e gustoso, saltiamo il secondo e andiamo
direttamente al dolce.
Finita la cena e soddisfatti della giornata torniamo in Hotel.
04 Settembre
Oggi e una giornata anomala, oltre ad esserci un freddo cane dell’itinerario
previsto delle giornata non si è fatto nulla, per cui nulla North Beach, Alamo
Square, city hall, etc. Vediamo un po come è andata.
Anche oggi ci alziamo verso le 8 e dopo la solita colazione decidiamo di andare
a visitare Lombard St, per cui scendiamo al capolinea della Cable Car e da qui
prendiamo quello diretto ad Hide. Ci accorgiamo che una fermata del Cable car e
proprio sopra la Crookedest St, per cui scendiamo al volo e facciamo le foto di
rito prima dall’alto e poi dal basso. Proseguiamo in direzione dei Pier perchè
Francesca deve fare degli acquisti evitati il giorno prima per via della visita
ad Alcatraz( non avevamo voglia di portarci appresso i souvenir), girovagando
qua e la perdiamo l’intera mattina passando anche in zone che il giorno prima
non avevamo notato. Per pranzo decidiamo al Pier 43 di provare un panino con i
gamberi per Francesca e una super porzione di calamari e patate per me.
Il tutto buono, forse le patate un po’ troppo piccanti.
Dopo pranzo continuando a girovagare qua e la, e capisco che il programma della
giornata è definitivamente saltato, quando Francesca mi dice di voler ripassare
al centro commerciale. Per cui nel pomeriggio torniamo su Market St,
girovaghiamo per i negozi con un ultima puntata al Westfield.
Usciti risaliamo Powell St, e visto la positiva esperienza del giorno prima
andiamo a cenare nuovamente dal ristorante bellini.
05 Settembre
Oggi iniziano i problemi, ci svegliamo un po prima del solito, facciamo
colazione e andiamo a ritirare l’auto da Alamo in Bush St. verso le 9 di
mattina, notiamo subito che c’è una bella fila, non sembra neanche tanto lunga,
peccato che sia tutta un illusione, infatti tra la lentezza e il numero ridotto
degli addetti ci viene consegnata l’auto verso mezzogiorno. Usciamo fuori, monto
il mio tom tom, e quest’ultimo non mi calcola i percorsi, per cui rientro dentro
e mi faccio dare un garmin a prezzo da usurai, oltre a questo il bay bridge e
chiuso per lavori.
Vista l’ora, salta la mia intenzione di fare una parte della 17 mile drive,
della visita a sausalito, e la visita al view point sulla collina oltre il
golden bridge.
Visto che comunque il golden bridge è da vedere, decidiamo di passarci sopra e
poi di tornare indietro e iniziare il viaggio verso mariposa.
Avevamo fatto male i conti, all’ingresso del golden bridge verso San Francisco
c’è una fila di auto paurosa, per cui vista l’ora, nostro malgrado, proseguiamo
per Mariposa facendo il giro da Richmond.
Ci fermiamo a pranzare da Carrows, un fast food lungo la strada, i km da fare
sono tanti, arriviamo verso alle 5.30 a Mariposa, naturalmente salta la visita
alle sequoie a Mariposa Grove, per cui decidiamo di andare in hotel, facciamo il
Check-in e qui ci danno un’altra brutta notizia: il Tioga Pass e chiuso per
incendio. Tutti tristi e un po incavolati, andiamo in camera.
L’ hotel e molto carino, le camere sono belle spaziose, ed in camera e presenta
la Wi-Fi gratuita, sistemate le valige andiamo a dare un occhiata alla piscina,
la voglia di fare un bagno e tanta ma si sta alzando un po il vento e non
pensiamo si stia poi cosi bene da li a mezzora, per cui decidiamo di farci un
giro in paese con puntata al information center.
Qui ci danno conferma della triste notizia, il tioga passe chiuso, e la signora
ci indica la strada alternativa da fare per raggiungere Lone Pine, e un giro
pazzesco, purtroppo non ce nulla da fare, e l’unica strada possibile.
Rattristati usciamo e proseguiamo il tour del paese che è veramente piccolo e si
vede poca gente in giro, entriamo in un market e compriamo la borsa frigo in
polistirolo in cui mettere il ghiaccio (preso sempre a gratis dai distributori
di ghiaccio degli hotel) per tenere in fresco l’acqua e le bibite.
Il buoi arriva molto velocemente e per cena andiamo in una pizzeria molto
frequentata in centro paese, li troviamo un signore americano che scambia con
noi quattro chiacchiere in italiano e ci parla un po del parco e della zona. La
pizza è abbastanza buona, torniamo in albergo, dopo una navigata sul web si va a
nanna.
06 Settembre
Ci alziamo di buon ora, e mentre facciamo colazione in hotel continuiamo a
postare sul forum di vacanze in America per esporre il problema del tioga pass.
Decisi comunque a visitare Yosemite e Mariposa Grove e dopo i consigli del
forum, decidiamo almeno di passarci.
Partiamo in direzione Yosemite, lungo strada troviamo parecchio traffico, anche
solo per entrare ci facciamo almeno 30 minuti di coda, arriviamo al parco in
tarda mattinata, per l’ingresso optiamo per l’acquisto del pass a tutti i parchi
al costo di 80$, una volta entrati ci fermiamo ogni tanto per fare un qualche
foto, andiamo in direzione del village, ma c’è tantissima gente e non troviamo
posto per parcheggiare, desistiamo visto che abbiamo un altro appuntamento: le
sequoie a Mariposa Grove.
Lasciamo la valle per dirigerci verso le sequoie, la strada è lunga ma riusciamo
ad arrivare non troppo tardi, parcheggiamo in un punto in cui vediamo parecchi
turisti salire sugli shuttle e saliamo anche noi al volo, questo ci porta alle
zona delle sequoie. Col senno di poi saremo potuti salire in macchina
direttamente su, infatti ho visto tante auto nel grosso parcheggio presente.
Le sequoie sono spettacolari, veramente enormi, i visitatori sono tanti come
d'altronde lo erano alla Yosemite Valley, facciamo un piccolo giro di 1Km circa
tra le primissime sequoie del percorso e poi decidiamo di tornare indietro, ci
aspettano oltre 600Km da fare.
Contenti di aver visto almeno un po di quello che ceravamo proposti, ci
incamminiamo, la strada per Lone Pine sembra non finire piu, passiamo in posti
desertici, alcuni molto caratteristici, in cui non incontriamo ne auto e ne
stazioni di servizio per enormi distanze, vado ad una velocità un po superiore
al consentito, piano piano il buio inizia a calare, stanco e un po stufo vado
ben oltre il limite consentito (alternavo al limite consentito velocità fino ai
95Mh per non sentirmi troppo in colpa), ad un certo punto quando ormai eravamo
nei pressi di Lone Pine un auto da dietro lampeggia, io penso voglia passare e
mi metto un po’ piu a destra, ad un certo punto pero si accendono luci blu e
rosse… AIUTO è la legge!!!!! ‘E inutile dire il panico che ci ha preso, io gia
mi vedevo col pigiama a righe dietro le sbarre, pensavo cavolo, qui mi hanno
beccato prima quando stavo correndo e sono venuti a multarmi.
Scende il poliziotto, si affaccia al finestrino e mi dice “It’s OK”, e noi “Yes
Yes”, praticamente ci aveva visto sbandare e ci ha fermato, piu rilassato li
dico (cerco di dirgli) che stavo girando il monitor del navigatore satellitare e
quindi senza accorgermene avevo sbandato.
Chiarita la situazione, ci indica anche lui dove troviamo l’hotel e ci saluta
cordialmente.
La situazione ci ha svegliato, eravamo molto stanchi ma l’incontro con le forze
dell’ordine ci ha dato una bella scossa, proseguiamo e raggiungiamo dopo pochi
minuti l’Hotel, il quale è veramente bellino, anche questo ha la piscina, la
camera è veramente spaziosa e anche qui la wi-fi gratuita come a mariposa.
Mangiamo un panino preso lungo la strada dal solito Sub Way, anche questa volta
avevamo visto giusto, infatti abbiamo iniziato a mangiarlo molto tardi verso le
22,30 e a quell’ora non avremo sicuramente avuto voglia di cercare qualcosa in
paese.
07 Settembre
Ci alziamo verso le 4.50 per affrontare la Death Valey, andiamo a fare colazione
in hotel e incontriamo altre persone gia a tavola che come noi hanno fatto la
levataccia, alle 6.00 siamo in auto belli svegli pronti a partire. Piano piano
il sole sorge e man mano la death valley si avvicina, una volta entrati ci
troviamo uno spettacolo veramente surreale, il caldo è tanto ma sopportabile,
siamo sui 37°C, anche qui incontriamo tanti turisti, arriviamo nei pressi del
Furnace creek Museum, entriamo mostriamo la Card ai ranger i quali ci consegnano
lo mappa in cui sono segnati i vari view point.
Ora iniziamo il nostro giro vero e proprio nella valle, con la cartina alla mano
si vede subito quali posti visitare, percorriamo la strada 178 in direzione Bad
Water, durante il tragitto incontriamo le deviazioni per l’artistic drive, una
strada asfaltata percorribile in un unico senso in cui si posso osservare gli
spettacolari colori che assume la roccia, sicuramente al tramonto a
all’albeggiare lo spettacolo risulterà fenomenale; e il e Devil's Golf Corse,
una strada non asfaltata che conduce ad una enorme distesa di sale cristallizato.
Eccoci arrivati a bad water, il punto piu basso della valle, qui si trova una
enorme distesa salata che è cio che resta di un lago che ricopriva la valle.
Risaliamo in direzione Fornace Creek fino all’incrocio della strada che porta al
Zabrysky Pointe e poi fuori dalla valle. Forse Zabrysky Point è il punto della
valle che piu ce piaciuto, peccato per i sovraffollamento di gente (6 pullman di
turisti e tante auto). Proseguiamo la strada per uscire dalla valle in direzione
della seconda tappa di oggi ovvero Las Veags, non troviamo un granche per
fermarci a pranzare e vista l’ora optiamo per una pausa in una stazione di
servizio.
Arriviamo a Las Vegas verso le 15.00, il navigatore si incasina un po infatti
devo fare un po ad intuito per portami nei pressi della strada principale,
inutile dire che il traffico presente e veramente tanto. Arriviamo all’hotel, il
The Venetian, (inizialmente lo avevo scartato per l’eccessivo costo ma poi una
settimana prima del viaggio, vado per prenotare appunto e trovo il prezzo in
promozione) qui lasciamo auto e valige davanti all’ingresso, penseranno gli
addetti a parcheggiare la macchina e portare le valige in camera.
L’hotel è spettacolare, la camera è spettacolare, abbiamo 3 TV LCD, un letto
comodissimo e morbidissimo, un divano angolare, scrivania, fax, tavolo, tende
elettriche, lettore dvd, cd, etc..Ma si sa che qui gli hotel sono belli e che
tutti gli extra si pagano, e cari, quindi niente wi-fi e soprattutto bisogna
fare attenzione ai prodotti presenti sul vassoio, infatti quest’ultimo e dotato
di sensori e quando uno prova a sollevare uno dei prodotti presenti, questo
viene automaticamente addebitato nel vostro conto. Comunque arrivate le valige,
ci facciamo una doccia e ci buttiamo subito in strada, che dire Las Vegas ci
piace veramente tanto, specialmente gli Hotel, qualcosa di assurdo, ad esempio
il Venetian col canale e i gondolieri al 1° primo piano e la piscina al quarto,
incredibile, unico problema, in tutti i posti hanno l’aria condizionata
posizionata sul livello ibernazione, ci sono degli sbalzi di temperatura assurdi
tra interno ed esterno. Per cenare andiamo al Buffet del Paris il quale non ha
deluso le aspettative, tanta scelta e abbiamo mangiato veramente bene, ci voleva
proprio dopo il primo periodo di panini, hamburger e pizza. Dopo cena
proseguiamo il tour per la strip, ma poi molto stanchi, decidiamo di tornare in
camera senza raggiungere l’MGM e hotel limitrofi.
08 Settembre
Ci alziamo veramente riposati, questo letto del The Venetian è favoloso, peccato
che meno favolosa sia la sua posizione lungo la strip, infatti è il penultimo
hotel e questo ci pesa parecchio perche dobbiamo riattraversare le zone gia
viste ieri per andare oltre. In mattinata andiamo a visitare il museo delle cere
di Madame Tussot ospitato nella struttura del Venetian, ci e piaciuto tanto,
praticamente si posso fare le foto con le statue di cera dei personaggi famosi,
molto divertente, proseguiamo il resto della mattina in giro per gli hotel, per
pranzo ci troviamo di fronte al harras e decidiamo di entrare a mangiare qui,
sempre al buffet, il quale e meno ricco del Paris, ma ci è costato anche solo 17
dollari, per cui ci puo stare. Proseguiamo il giro e verso le 3 rientriamo in
hotel per farci 2 ore di relax in piscina. La piscina non e molto grande, ma la
gente che c’è non è tanta per cui si sta molto bene, ci vengono forniti
gratuitamente asciugamani e lettino. Riusciamo verso le 7,40 per andare in
direzione del Mirage, infatti qui alle 8 ci sarà lo spettacolo dell’eruzione del
vulcano (uno spettacolo ogni ora dalle 7 alle 11), carino ma ci aspettavamo di
piu. Ripercorriamo per l’ennesima volta lo stesso tratto di strep per andare a
cena, oggi proviamo il buffet del Bellagio. Questo buffet ci è piaciuto, ma
forse era migliore quello del Paris, o per lo meno la scelta dei primi al
Bellagio era molto ridotta. Dopo cena assistiamo a 2 spettacoli delle fontane
del Bellagio i quali vengono ripetuti ogni 15 minuti, ci sarebbe l’intenzione di
andare agli hotel New York e Mgm, ma a Francesca fa male la caviglia, per cui si
ritorna in direzione hotel. Arrivati in hotel facciamo una puntata alle slot
macchine, giochiamo 6 dollari senza vincere nulla, diamo un occhiata ai tavoli
da gioco di black jack, dadi, roulette, vorremo fare un altro giro nella
“Venezia” al primo piano, ma la caviglia le fa sempre piu male per cui decidiamo
di andare a letto.
A Las Vegas c’è tanto e allo stesso tempo poco da fare, saremmo voluti andare
agli outlet, a vedere uno spettacolo del cirque du soleil e anche lo spettacolo
di devid copperfild, ma purtroppo non abbiamo fato a tempo.
Oggi a malincuore lasciamo Las Vegas, col rimpianto di non essere riuscita a
passare negli outlet e negli ultimi alberghi della strep, purtroppo ieri notte
non abbiamo messo la sveglia convinti di svegliarci non troppo tardi,
sbagliavamo, tra caricare valige in auto, check-out, e telefonate, partiamo da
Las Vegas verso le 11 (dovevamo partire alle 9) in direzione Bryce Canyon. La
strada comunque scorre veloce, per pranzo ci fermiamo nei pressi di St. George
in un Burger King di una stazione di servizio, un riposati e ben rifocillati
proseguiamo verso la nostra meta.
Per raggiungere il Bryce Canyon si hanno 2 possibilità, passare dalla I15 oppure
dalla U9 attraverso lo Zion Park, noi avendo fatto la National Parks Card Pass
decidiamo per il secondo percorso, i panorami che incontriamo sono molto belli,
anche questo deve essere un bel parco, incontriamo diverse auto parcheggiate,
sicuramente un parco da visitare con qualche trail, lungo strada passiamo anche
dentro l’arco di roccia, quello in cui ci passa la strada attraverso, veramente
bello, ci speravo.
Arriviamo al Bryce Canyon verso le 16.30 e decidiamo di entrare subito nel parco
senza passare in hotel, all’ingresso dopo aver mostrato la card ai Ranger ci
danno come al solito la mappa del parco, iniziamo a vedere i view point,
purtroppo sta per piovere e facciamo giusto a tempo a vedere il primo e poi
siamo costretti a scappare in hotel, la visita è rimandata a domani ma questo
primo assaggio promette molto bene. L’hotel è bello grande, diviso in lodge, le
camere pero sono un po troppo rumorose, appena uno si muove lo si sente subito,
pero la sua posizione e formidabile, infatti dista un paio di minuti di auto
dall’ingresso al parco. Per cena optiamo per il buffet dell’hotel, niente a che
vedere con quelli faraonici dei giorni prima, ma ceniamo molto bene comunque.
Qui niente wi-fi gratuita e niente colazione, dopo cena ci facciamo un giretto
per il market del hotel per prenderci qualcosa per l’indomani mattina e poi a
nanna.
La giornata di oggi prevedeva la visita in elicottero al Gran Canyon, ma dopo la
sciagura accaduta a NY Francesca non ne ha voluto sentire di salirci e non
l’abbiamo piu prenotato. Visto che ieri non abbiamo potuto visitare i view point
del parco per via del brutto tempo, rientriamo al gran canyon national park e
iniziamo a visitarli tutti cominciando dal piu lontano ovvero il Desert View.
Incontriamo tantissima gente, nei view point piu famosi non troviamo neanche
parcheggio, purtroppo la vista del gran canyon è disturbata da una fastidiosa
foschia e da molte nubi che proiettano fastidiose ombre sul paesaggio impedendo
di apprezzarne l’immensità. Proseguiamo la visita che ci impegna tutta la
mattina. Finiamo di vedere i view point verso l’ora di pranzo e decidiamo di
andare a mangiare a Tusayan, optiamo nuovamente per il Mc Donald (erano 10 anni
che non ci andavo, ne avevo abusato in un viaggio a Londra). Dopo pranzo giriamo
un po per il paese, entriamo in qualche negozio e al National Geographic center.
Verso le 14.30 partiamo in direzione di Kingman percorrendo la AZ-64, nei pressi
di Williams imbocchiamo la strada I-40 W fino a Seligman, qui lasciamo la I-40 W
per imboccare il vecchio tratto della route 66. Lungo la strada AZ-64
incontriamo quello che pensiamo essere una sorta di parco giochi con tema i
Flinstons e ci facciamo una foto con l’insegna. Il vecchio tratto della route 66
e molto deludente, vediamo poco o nulla di interessante, decidiamo di entrare a
vere qualcuno di questi paesei, piu che paesi sono 4 baracche in croce, a
truxton o a valentine, facciamo un incotro-scontro con un uomo del luogo il
quale passa questo con un PK tutto scassato, io ero parcheggiato un po male, ma
stavo velocemente reimpostando il navigatore GPS, e lui si ferma nonostante ci
passasse strabenissimo e mi urla diverse cose. Io li dico ok va bene (in
italiano), senza sapere cosa mi abbia detto, mi sposto, lui dice qualcosa e
riparte, noi usciamo dal paese e ci rimettiamo in cammino bocciando alla grande
questa deviazione sulla route 66.
Arrivati a kingman raggiungiamo l’hotel, facciamo il check-in e andiamo a
scaricare le valige, qui succede un fattaccio, mi cade la fotocamera reflex e si
rompe la ghiera di attacco dell’ obbiettivo. Tutto abbacchiato raccolgo i 2
pezzi della fotocamera, cerco di assemblarli ma nulla, piu abbacchiato di prima
finisco di portare le valige in camera. L’albergo e carino, la camera è
abbastanza grande, anche qui c’è la piscina (il tempo per andare a farci un
bagno lo abbiamo, ma manca la voglia dopo il danno all’obbiettivo) c’è la
lavanderia, la wi-fi nelle camere e una postazione internet per i clienti nella
hall. Per cena andiamo da Denny’s e ci troviamo molto bene, dopo mangiato ci
facciamo un giretto per il paese, ma non ci dice un granche, non vediamo nulla
di interessante e poco dopo torniamo in camera.
Gran CanyonOggi la sveglia suona molto presto, ci alziamo verso le 6, ci aspetta
una tappa di trasferimento di oltre 500km per raggiungere Los Angeles, con tappa
rompi tratto all’outlet di Barstow. Abbiamo un po di problemi nel trovarlo, non
capiamo bene dove si trova, purtroppo io non mi sono preoccupato di cercare il
nome prima di partire. Dopo varie peripezie riusciamo comunque a raggiungerlo,
facciamo un giro per i negozi, proviamo qualcosa, ma non compriamo nulla, non ho
trovato nulla che mi piacesse, e se mi piaceva mi stava male, o troppo stretto o
troppo largo, pazienza, pranziamo e ci rimettiamo in cammino per Los Angeles.
Devo dire che la cosa che piu mi preoccupava di questa tappa di trasferimento
non erano tanto i 500Km, ma piuttosto il riuscire ad arrivare all’hotel,
fortunatamente i miei timori erano infondati, siamo riusciti ad arrivarci
tranquillamente col fido Garmin.
Arriviamo verso le 4.30 in hotel, lasciamo l’auto nel parcheggio gratuito
interno, poggiamo le valige in camera e usciamo subito nella walk of fame, la
via con tutte le stelle degli artisti, che dista 5 minuti dal nostro hotel, qui
ci sono tanti figuranti mascherati dai vari personaggi dei film e si propongono
per delle foto con relativa mancia. Entriamo in quello che sembra essere una
sorta di centro commerciale all’aperto, attaccato al kodak Teatre, e qui vediamo
le prove di un concerto che si svolgera la sera, riusciamo in strada e
continuiamo a girovagare lungo la Walk of Fame.
Verso le 7.30 torniamo in camera, ci facciamo una doccia e andiamo a cenare,
optiamo per il ristorante italiano Trastevere nel “centro commerciale” attaccato
al Kodak Teatre, qui si sta svolgendo il concerto di cui abbiamo assistito alle
prove, ci dicono che la cantante è una ragazza che 3 anni fa ha vinto America
Hero, c’è parecchia gente, il ristorante Trastevere ha dei tavoli in esterno che
si affacciano sulla piazza sottostante in cui si svolge lo spettacolo,
ovviamente non c’è un tavolo libero per cui ci accomodiamo all’interno, ceniamo
molto bene, e cosa incredibile, ci portano il classico pane che si trova da noi.
Finita la cena continuiamo a girovagare nei pressi del Kodak Teatre e poi
andiamo a letto.
15 Settembre
Oggi è il giorno degli Studios dell’Universal, per arrivarci prendiamo la
metropolitana, che dista 10 minuti dal nostro hotel, scendiamo appunto nella
fermata degli studios, e da qui uno shuttle ci porta dentro fino alla city walk,
praticamente si tratta di una strada interna agli studio piena di negozi e
ristoranti.
Noi andiamo subito all’ingresso vero e proprio degli studios, c’è una fila
parecchio lunga, quando è il nostro turno optiamo per un ingresso classico al
costo di 69$ e per mangiare prendiamo il pacchetto da 20$ che ci permette di
mangiare tutto quello che vogliamo in 3 ristoranti-fast food, bevande escluse.
Gli studios piu che altro sono una sorta di parco a tema, entriamo in quasi
tutte le attrazione, quelle che ci sono piaciute di piu sono state Shrek 4D, i
Simpson e uno a tema egizio che non ricordo il nome. Divertente anche il tour
vero e proprio all’interno degli studios dove girano i film e i vari programmi
televisivi, il tempo passa molto velocemente, e purtroppo gli studios chiudono
alle 5.
Andando via incontriamo un problema, un cartello dice che il servizio navetta
termina alle 4.30, incavolati neri perche non esiste che chiudi alle 5 e il
servizio navetta termina mezzora prima, ci incamminiamo verso la metropolitana a
piedi (molto lontana), fortunatamente ci vede un autista che guida uno shuttle
di un hotel e clemente ci da un passaggio, lasciata la piu che meritata mancia,
scendiamo alla fermata della metropolitana. Arrivati nuovamente sulla walk of
fame, ci fermano per proporci un tour per Los Angeles della durata di 2 ore al
costo di 20$, vista l’ora accettiamo. Il tour passa per le principale ville dei
VIP, a Bel’Air, Beverly Hills, Rodeo Drive, etc.
Finito il tour torniamo in Hotel.16 Settembre
Oggi è il penultimo giorno di permanenza , domani si parte, facciamo il
check-out e chiediamo se possiamo lasciare l’auto nel parcheggio dell’hotel per
2 orette, non ci fanno storie e torniamo nella Walk of fame per comprare qualche
souvenir, cerchiamo un ufficio postale per comprare i francobolli e spedire le
cartoline, verso l’ora di pranzo andiamo a mangiare da Mc Donald e dopo pranzo
ci dirigiamo verso venice beach. Purtroppo sbagliamo zona, andiamo nella zona
del molo, qui non ce un granché, stiamo un po a prendere il sole e poi decidiamo
di dirigerci verso l’hotel.
Arriviamo abbastanza agevolmente da dove ci trovavamo, l’hotel e molto bello,
scarichiamo le valige in camere e andiamo a riconsegnare l’auto da Alamo. Qui al
contrario di San Francisco sono super organizzati, ci sono tanti addetti che ti
prendo l’auto, la controllano con una sorta di palmare e ti mandano via subito.
Per tornare in albergo e andare all’aeroporto esiste una servizio di shuttle che
in breve tempo ci porta a destinazione. Col senno di poi avremmo speso piu tempo
questo pomeriggio a Los Angeles, ma pensavamo di trovare piu difficoltà. Tornati
in camera, sistemiamo le valige, ci facciamo una navigata in internet e poi
andiamo a cena.