West Coast
Un
viaggio di Cristiana

29 luglio ‘05 giorno della
partenza! Eccoci finalmente dopo tanta preparazione e attesa Io e Stefania
insieme per una nuova avventura questa volta un po’ alla Thelma e Luise ma con
il lieto fine ovviamente…
Ritrovo a Malpensa ore 10.00 ha inizio la nostra super vacanza.
Il volo con Alitalia è andato bene c’è costato un po’ di più rispetto ad
altre compagnie ma volevamo trattarci al meglio consapevoli che il giro scelto
non è proprio una passeggiata,un solo scalo a New York dove ci hanno scattato
una bella foto e preso le impronte digitali.
Arriviamo a destinazione San Francisco verso le 8 pm elettrizzate di spirito ma
fisicamente morte. Fermiamo subito un taxi e ci facciamo portare in centro in
uno dei tanti Hotel “economici” segnalati dalla Lonely planet, ci mettiamo
poco a scoprire che nulla è economico in america, il taxi ci spilla 50$ di
corsa e gli hotel in centro oltre a costare il triplo perchè sabato, sono tutti
pieni, finiamo così in un *Hostello fatiscente i viaggiatori che approdano qui
non sono certo pretenziosi, sono tutti alla buona come la nostra compagna di
stanza punk viene dal Minnesota viaggia da sola e ama lavorare a maglia, un
personaggio unico. Troppo stanche per capire in che realtà assurda ci siamo
ritrovate, cadiamo in un sonno profondo.
( *Globe Hostel – situato a Soma nel mezzo dei locali notturni)
30 luglio Ci svegliamo all’alba causa let jeg è abbastanza traumatico ma
siamo finalmente in america, esaltate, eccitate all’idea di cominciare il
nostro giro. La città è silenziosa alle 8 siamo già fuori, che freddo la
temperatura che ci accoglie non è certo quella lasciata a Milano, ci
ricarichiamo con un’abbondante colazione, sicuramente il pasto più caro della
giornata. Il tempo comincia a migliorare la nebbia si alza e un raggio di sole
riesce a farsi strada, ci dirigiamo verso il centro a piedi e veniamo attirate
da una massa di gente ordinatamente in fila. Aspettava il cable car, con 9$
acquisti il biglietto per tutta la giornata. La fila scorre velocemente, io ho
fatto di tutto per mettermi fuori attaccata al tram un po’ come si vede nei
film ma va a fortuna, e così il primo giro lo abbiamo fatto dentro schiacciate
tra salite e discese fino al molo, si attraversa la città e la vista panoramica
è stupenda.
Arriviamo al Fisherman’s Wharf (Molo del Pescatore), a travolgerci una massa
di gente, personaggi strani che si esibiscono lungo la strada, musica, e
profumi, decine di banchi che cucinano il pesce al momento e lo paghi a peso, la
specialità sono i granchi e io, che amo assaggiare tutto, mi sono presa una
zuppa di granchio bollente servita all’interno di un panino svuotato, non male
se ami le brodaglie.
Dopo aver pranzato lasciamo il molo riprendiamo il nostro cable e scendiamo a
China Town, facciamo un giro a piedi fino a sbucare a Union Square la piazza
principale circondata dai più importanti centri commerciali americani.
Perderci nei negozi subito il primo giorno non ci va e così decidiamo di
sfruttare al massimo il nostro biglietto del tram “All Day”. Lungo la Market
st. prendiamo un autobus a caso che porta a Castro il quartiere Gay della città,
molto carino compresa la particolarità delle persone che ci vivono….. Il sole
comincia a calare e fa un gran freddo, ceniamo con un trancio di pizza e
rientriamo nella nostra umile dimora. Per un totale di 12 ore in giro come delle
zingare, per essere il primo giorno non è male.
31 luglio Anche questa mattina siamo in piedi col canto del gallo, apriamo la
finestra ed è il solito quadro triste, nebbia, freddo e cielo grigio, devo
ammettere che la descrizione non invoglia ad uscire. Ma San Francisco è strana
sembra che dopo le 10 qualcuno a comando alzi il sipario e dietro c’è il
cielo azzurro, un sole caldo, e tanta gente sorridente come nel truman show.
Ritorniamo al Fisherman’s sicuramente all’apparenza il punto più vitale,
dopo aver lasciato il nostro ostello e aver deciso di girare la città
completamente a piedi. Salite e discese non facilitano la camminata ma almeno
aiutano a riscaldarci, gironzoliamo per la city ci fermiamo in ogni angolo a
scattare foto: dalla Lombard street fino al molo ci sono dei panorami stupendi,
poi abbiamo la grande idea di metterci in coda per l’isola di Sausalito, 15$
andata e ritorno e un pomeriggio perso; sull’isola non c’è assolutamente
niente! Se sei uno sportivo puoi noleggiare la bici e costeggiare la piccola
scogliera, altrimenti aspetti al molo con ansia il traghetto di ritorno che
passa ogni due ore.
Rientriamo con una fame tragica e l’aria gelida che si è alzata non ci aiuta
a sopportarla ma sono le nove e pensiamo bene di avvicinarci al centro così
siamo più vicine all’hotel; pessima idea, è tutto chiuso l’unico che ci può
sfamare e un Burgher King deserto.
1 agosto Finalmente ci svegliamo con una vista diversa ma con il rumore
assordante dei cable car che passano proprio sotto di noi. Terminato il week end
cioè trascorsi venerdì e sabato, gli alberghi si sono svuotati e i prezzi sono
diventati super economici, così ieri abbiamo trovato una sistemazione più
adeguata. Spoulding Hotel - O’Farrell st. 40$ a camera colazione inclusa,
sorvolerei su quest’ultima.
Oggi usciamo già con degli impegni precisi, noleggiare l’auto, e prendere il
traghetto delle 11 per Alcatraz, siamo fortunate non dobbiamo fare molta strada
Mason St., Taylor St. angolo O’Farrell e piena di rent car tra le diverse
compagnie valutate e i diversi preventivi, abbiamo scelto la *Alamo è la più
economica e quindi fa al caso nostro.
Di tutta fretta ci dirigiamo al molo Pier 41 ritiriamo i biglietti già
prenotati i primi di luglio tramite internet, (www.allsanfranciscotours.com) e
ci imbarchiamo. Oggi la giornata non tende a migliorare e sul traghetto il vento
freddo rende insopportabile la traversata. Durante il tragitto verso l’isola
Stefy comincia a fantasticare su come avevano fatto a fuggire i fratelli John,
sulle storie di Al Capone e l’uomo uccello, su chi aveva fatto quella
traversata per l’ultima volta ecc. ed io l’ho assecondata subito il
passaggio verso l’isola avvolta dalla nebbia è sicuramente suggestivo. Il
giro del carcere è molto interessante hai a disposizione delle cuffie con la
storia e racconti dei carcerati tutto tradotto in italiano ovviamente e il
percorso è guidato.
Rientriamo alla base e consumiamo il resto del pomeriggio a fare un po’ di
shopping. Domani si parte e ci sarà da ridere!
(*Alamo 16gg assicurata casco 760 dollari riconsegna a Las Vegas, non chiedono
di vedere la patente internazionale, noi ne abbiamo fatta una in due, alla Aci
ti chiedono 75€ per un pezzzo di carta che è solo la traduzione della tua
patente. Noi non abbiamo mai trovato poliziotti per strada)
2 agosto Ore 10.30 abbiamo già fatto la prima coda, più di un’ora per
ritirare l’auto, ora trascorsa con un’agitazione comprensibile, la nostra
prima volta con il cambio automatico, infilarci nel traffico del pieno centro e
imbroccare l’autostrada,
sembra complicato. Terminata la
prima mezz’ora di ansia passata a studiare un po’ le strade e il
funzionamento della super car (nissan modello sconosciuto super economy) eravamo
già espertissime, poi onestamente non c’è nulla di più facile che guidare
in America. Strade a quattro corsie e non esiste quella di sorpasso, si viaggia
tutti alla stessa velocità 110/120 Km orari 65 miglia, e nessuno stronzo ti fa
i lampeggianti per sorpassare, direi che è quasi rilassante ti godi
tranquillamente il paesaggio che da S. Francisco a Santa Barbara (nostra prima
destinazione) è stupendo.
Assolutamente bisogna percorrere la costa del Big Sur abbandonate la superstrada
101 e prendete la statale Hwy 1 il tratto è di una bellezza tale da rimanere
incantati, un alternarsi di colori e di profumi una natura da capogiro. Una
nebbia fitta ti avvolge quando attraversi le nuvole e ogni volta che ne esci si
apre un paesaggio nuovo, boschi immensi e scogliere esagerate. Ci fermiamo a
Cambria a fare il primo pieno: é un paesino lungo mare tipico di una cartolina
d’inverno fanno da contorno una spiaggia deserta, un faro spento i gabbiani
fermi immobili a riva e un gruppo di elefanti marini che oziano sulla spiaggia,
inizialmente non potevamo credere a una fantasticheria simile e li abbiamo
scambiati per scogli. Arriviamo verso sera a S. Barbara, troviamo un motel
economico vicino alla via centrale dopo averne girati un po’, l’importante
è non essere impazienti, qualcuno ci consigliava le catene Motel 6, Super 8,
Days inn ecc.. Noi li abbiamo trovati cari ti chiedono tutti 85 dollari più le
tasse, ce la siamo sempre cavata con i più anonimi, essenziale è sempre vedere
prima la camera.
3 agosto Siamo in piedi di buon ora come sempre con una gran fame, speravamo di
trovare un tempo migliore e invece anche qui ci svegliamo con il consueto
grigiore, colazione abbondante da Starbucks solito muffin al cioccolato da 1 kg
e cappuccio, servono energie per le nostre camminate folli. La città non è
grande in mezza giornata l’hai visitata tutta, caratteristica è la strada
principale State st. che porta fino al molo piena di bellissimi negozi e qualche
viuzza particolare, siamo nel pieno della settimana spagnola “Old Espaniol
Day” S. Barbara è in festa ogni piazza presenta qualche spettacolo a tema,
decidiamo di pranzare qui con un bel tacos giusto per entrare nello spirito
della festa e partire subito dopo alla volta di Los Angeles per non arrivare con
il buio.
La strada scorre via semplice, ma una volta arrivate nell’area di L.A.
entriamo nel panico. Un piccolo problema di tutte le uscite autostradali in
america è che indicano solo il nome della “Road”, non capisci mai quando
sei realmente arrivato. Quindi fondamentale è avere il navigatore o una cartina
dettagliata ovviamente conoscendo già il nome della via che ti interessa,
altrimenti se vai a caso come noi devi avere un grande “naso”
L.A. è grande quanto tutta la Lombardia è impressionante, non sapendo dove
uscire imbocchiamo il primo svincolo col nome più familiare Beverly Hills,un
po’per logica e un po’ per istinto seguiamo la strada più intrafficata e
così usciamo da quello che sembra un quadro dipinto tutto pulito, ordinato e
arriviamo sulla SunSet. Girare L.A. a piedi è impensabile, non serve neanche
visitarla tutta perchè in realtà c’è poco da vedere, ci sono tre vie
principali da conoscere la Sunset blvd, la Holliwood blvd, e la Santa Monica.
Adesso è semplice raccontarlo ma appena
arrivate è stato facile perdersi
la nostra fortuna è stata passare davanti al *Cafè Med uno dei ristoranti
italiani più famosi e a noi familiare, ci siamo fermate per avere qualche
indicazione dai camerieri su dove alloggiare e fino a che punto arrivare
conoscendo di fama la pericolosità della città. Facciamo ancora un 500 metri e
finalmente troviamo un *Motel libero “VACANCY”. Non è il massimo del lusso
ma è pulito e confortevole, Stefy col suo fare da venditrice riesce a trattare
il prezzo 60$ week end compreso il proprietario è un vero personaggio, Braian
sud africano, assomiglia un po’a zio Fester della famiglia Adams è
gentilissimo, forse troppo e non siamo abituate. Ceniamo da Burgher Out una
catena californiana, la carne è molto più buona ed è meno costoso dello zio
Mec. e poi distrutte andiamo a dormire.
(*Cafè Med 8615 Sunset Blvd W. Hollywood
*Motel Hollywood Hills Inn 6830 Sunset Blvd)
4 agosto Sveglia alle 8 prima tappa colazione, e poi via cominciamo a
passeggiare sulla walk fame, la posizione del nostro motel è strategica siamo
proprio dietro la Hollywood Boulevard così riusciamo a muoverci a piedi, diamo
inizio al nostro book fotografico la strada è affollata già la mattina presto,
personaggi travestiti come star di Hollywood rendono molto coreografica la via,
io sono alla ricerca della stella di Bred Pitt ma non la trovo. Poi prendiamo la
macchina e ci avventuriamo per le ville spettacolari di Bel Air sperando di
vedere qualche vip ma è utopico, scendiamo verso Berverly Hills e passeggiamo
per la Rodeo Drive a piedi, riusciamo a infilarci anche nel Wilshire Beverly
hotel dove hanno girato Pretty Woman un paio di riprese e prendiamo nuovamente
la strada del ritorno. Direi che per quello che c’è da vedere a L.A. cioè
nulla 2 giorni bastano, la nostra decisione di farne 5 è per provare a viverla
anche di notte e poi vogliamo continuare parte della vacanza con Anto e Davide
due amici in viaggio di nozze Stasera cena Italiana, andiamo a mangiare al Cafè
Med un decoroso piatto di pasta, i ragazzi del ristorante ci indicano qualche
locale per fare serata, è tutto molto strano qui in California iniziano a
cenare alle 18.00 alle dieci sono già nei locali e massimo alle 2.00 tutti a
casa c’è una specie di coprifuoco è molto importante essere in lista per
entrare.
5 agosto Il programma di oggi è spiaggia e mare, a Los Angeles escluso la sera
che ci vuole sempre un golfino, di giorno fa caldo quindi decidiamo di
concederci una giornata di relax.
Direzione Santa Monica, Venice, Malibù, il traffico è improponibile
bisognerebbe prendere la Freeway 101 ma noi vogliamo vedere un po’ l’interno
e così ci armiamo di pazienza fino a Venice.
Il lungo mare è carino pieno di artisti svalvolati, sarebbe il caso di
noleggiare una bici, ma noi che siamo un po’ autolesioniste decidiamo di farci
un paio di km a piedi tra negozietti musica e personaggi divertenti che fanno il
loro show. Pranziamo con l’ormai solito trancio di pizza, è divertente per
noi è una specie di abbonamento settimanale, fino a che non ci esce dagli occhi
non cambiamo, prima erano hamburgher, ora margherita e poi chissà.
Troviamo una postazione tranquilla sulla spiaggia e ci addormentiamo secche per
un’oretta ne abbiamo approfittato per farci la pennichella pomeridiana. Il
seguito del pomeriggio lo trascorriamo tra i negozi carini di Santa Monica lungo
la Main Street, facciamo un giro anche a Malibù dove rimaniamo deluse non c’è
assolutamente niente, case
che si affacciano direttamente
sulla piccola scogliera senza un lungomare di sabbia per passeggiare, il posto
ha solo un nome famoso.
Cena fissa al Cafè Med, ma questa sera siamo in compagnia, i nostri cari amici
ci hanno raggiunto, e così noi prezzemoline abbiamo deciso di spezzare la loro
intimità, avendo delle tappe comuni proseguiamo insieme. Domani si punta la
sveglia gita agli Studios.
6 agosto che bello questa mattina la compagnia si è allargata con Anto e
Davide, tutti pronti per gli Universal Studios andiamo verso il metrò sulla
Hollywood blv, sono tre fermate, andare con la macchina significava spararsi ore
di traffico senza sapere dove avremmo parcheggiato e così opzione metrò
suggerita dal mitico Braian è stata ben condivisa. La giornata scelta purtroppo
è sicuramente la peggiore: il sabato attese interminabili per accedere agli
spettacoli, la prima coda che abbiamo sopportato allegramente sotto il sole è
stata la cassa per entrare, ma durante l’attesa siamo stati fortunati,
l’entrata costa normalmente 53$, con i vari sconti che trovi sui giornali o
sulle lattine di coca cola risparmi 15$ noi non avevamo niente di tutto questo
ma dei simpatici giapponesi che abbondavano di tagliandi hanno voluto farci un
regalino.
Siamo entrati alle 10.00 e siamo usciti alle 21 distrutti, abbiamo visto e fatto
tutto ma posso dire cosa vale la pena veramente vedere, Ritorno al futuro, la
Mummia, Water world, simpaticissimo è Shrek in 4 dimensione, carino jurassic
park, il resto può essere evitato.
7 agosto Oggi possiamo prendercela con tutta comodità, facciamo un giro con la
macchina nella down town, è decisamente un altro mondo non è molto
rassicurante camminare per queste strade e così ritorniamo sulla hollywood blvd
a fare shopping come è di prassi per l’ultima giornata. Durante il pomeriggio
ci infiliamo in un internet point per vedere la situazione voli da Las Vegas a
Miami dove pensiamo di trascorrere l’ultima settimana, questo viaggio nasce
proprio come avventura siamo partite senza prenotare niente, anche perché molte
persone in Italia dicevano che negli U.S.A avremmo trovato prezzi più
convenienti. Falso! Sicuramente fuori stagione il risparmio c’è, ma qui è
estate e come da noi i prezzi raddoppiano. Su internet abbiamo trovato
un’offerta volo + hotel 10 gg a 700$ sulla Ocean Beach, la zona è
centralissima, ma anche in questo caso abbiamo bisogno di aiuto, dicono che le
prenotazioni on line negli U.S.A non sono permesse se non possiedi una carta di
credito americana ed è vero a me è stata negata l’operazione. Abbiamo
pensato a mille soluzioni, tranne a Braian, il nostro amico che vedendoci in
difficoltà ha prontamente offerto il suo aiuto. Siamo diventate il suo caso
umano, ha anticipato la sua carta di credito e così siamo riuscite a prenotare.
E’ bello trovare ancora persone così disponibili.
8 agosto Dopo aver sistemato le ultime cose con la cheaptickets.com il sito con
il quale abbiamo confermato la prenotazione, salutiamo affettuosamente Braian, e
siamo pronte per la prossima tappa San Diego.
Durante il tragitto ci fermiamo per un paio di scatti fotografici a Orange
County, Newport e la Jolla, paesini molto carini. Arriviamo a San Diego nel
tardo pomeriggio e troviamo alloggio in un albergo nel mezzo della Little Italy
70$ in una King room (con King room intendono 2 letti a una piazza e mezza, Qeen
room letto matrimoniale standard) usciamo subito in avanscoperta del centro, per
nostra fortuna siamo vicini
così possiamo muoverci a piedi.
E’ una città più a misura d’uomo tutto concentrato, la strada principale
è la 5th avenue dove sono raggruppati tutti i ristoranti che fanno a gara per
persuaderti ad entrare, e localini notturni con musica dal vivo. Nella via
parallela ci sono i negozi e un grandissimo centro commerciale, dove ceniamo in
un Fast food cinese Panda Express è la nostra nuova alternativa si mangia bene
e costa poco. E’ la serata di inizio del campionato di Baseboll, dallo stadio
i fuochi d’artificio aprono la prima partita dei San Diego Padres e noi
completamente profane di questo sport guardiamo dallo schermo gigante le prime
battute, l’entusiasmo dei tifosi ci ha coinvolto.
9 – 10 agosto Potendo finalmente usufruire di una cucina attrezzata di frigo e
forno a micronde facciamo la prima colazione sana, latte e cereali, oggi
pensiamo di passare la giornata in spiaggia. Il mare non è proprio vicino,
bisogna prendere la macchina sono circa 20 minuti per arrivare a Mission Beach o
Ocean Beach quest’ultima dove ci fermiamo noi è la più carina, dove hanno
girato Bay Watch, tanti surfisti, studenti, ragazzini che seguono i corsi per
diventare life gard e soprattutto tanti italiani, interessante è che il 40%
della popolazione qui è italiana.
Al tramonto andiamo a fare un giro a Coronado island, un’oasi tranquilla
collegata da un ponte lunghissimo è suggestivo attraversarla al calar del sole
prende dei colori stupendi, concludiamo con una tappa al balboa park macchia
verde nel mezzo della città. Evitiamo di proposito il famoso acquario Seaworld,
che richiede almeno mezza giornata di visita e dove purtroppo vengono ancora
proposti spettacoli con orche e foche ammaestrate.
In una giornata riesci a vedere tutto, noi rimaniamo un giorno in più per
oziare visto che il bello del viaggio deve ancora arrivare, ci attende la parte
più faticosa ma sicuramente la più entusiasmante…
11 agosto Basta con le grandi città, ci aspettano natura, deserto e tanto
caldo. Puntello con Anto e Davide alle 7.30, carichiamo la macchina di nuovi cd
compagnia essenziale per lunghi tragitti e prendiamo la direzione per Phoenix, i
paesaggi non sono per niente stancanti cambiano continuamente e guidare mi
rilassa, Stefania è già alle prese con la telecamera l’unico fastidio è il
primo vero caldo soffocante.
Ci fermiamo a Yuma per fare benzina e prendere qualche sneck, c’è un grande
centro commerciale dove si rifugiano tutti alla ricerca di fresco, visto che non
siamo lontani passiamo dalla storica prigione lo “Yuma Territorial Prison
State” da fuori assomiglia al fortino di Rin Tin Tin c’è da pagare
un’ingresso per entrare ma noi abbattuti dall’aria soffocante scegliamo di
riprendere il viaggio verso Phoenix. Un deserto di sabbia e ciottoli ci
accompagna e sullo sfondo un’infinità di cactus dalle strane forme, dopo
circa 5 ore di viaggio siamo vicini alla meta il traffico ne è la prova, è la
sesta città più grande degli Stati Uniti una vasta area metropolitana. Sulla
guida c’è scritto di non fermarsi in città perchè dopo le 6 è tutto
chiuso, anche i nostri amici confermano, e noi dovendo solo pernottare cerchiamo
una sistemazione a Scottsdale un paese nella periferia di Phoenix molto
caratteristico, per la prima volta riusciamo ad usufruire dei coupon che si
trovano sui giornali con gli sconti, il days inn ci costa 25$ in due. Un trucco
è quello di chiedere prima il prezzo e la disponibilità poi mostrare lo sconto
altrimenti ti dicono che non c’è posto. Per caso ci troviamo davanti a un
ristorante italiano la Buca di Beppo molto famoso nella zona e soprattutto
particolare nell’arredamento, i piatti di pasta sono accettabili formato
americano “enormi”.
12 agosto La sveglia suona alle 7.00, ci piacerebbe ignorarla ma la meta da
raggiungere è la più emozionante…partenza per il Gran Canyon, lasciamo il
deserto e cominciamo a salire di quota, siamo circondate dai boschi abbiamo
abbandonato il caldo torrido e ad attenderci in lontananza si vedono grossi
nuvoloni neri, i fulmini sono quelli che fanno più impressione li vedi cadere
in questi immensi spazi aperti, avevo immaginato la mia entrata nel Gran Canyon
un po’ diversa seguita da un caldo sole con i suoi giochi di luce ed invece la
nuvola di fantozzi ci ha seguito. Arriviamo all’entrata e paghiamo
l’ingresso, ci consigliano una tessera open di 50$ a macchina, un renger molto
carino ci spiega che è valida per tutti i parchi, facciamo due conti veloci e
effettivamente conviene, ci dirigiamo subito al primo point view, non sto nella
pelle,ci facciamo largo tra la massa di turisti e finalmente è imponente
davanti a noi, rimaniamo a bocca aperta uno spettacolo mozzafiato a me
personalmente provoca un senso di vuoto allo stomaco, nonostante il brutto tempo
le emozioni sono davvero tante e sicuramente poco descrivibili. Ci allontaniamo
per andare a cercare i Lodge dove dormire, per convenienza dormiremo tutti
insieme, le camere ci sono e non costano tantissimo 120$, noi abbiamo solo
deciso di interrompere la monotonia dei novelli sposi.
Già sognavo di vedere un bellissimo tramonto e invece oltre alle nuvole fa
anche freddo indossiamo maglia di lana e giacca, facciamo un giro in macchina
per il parco con giro intendo un percorso di 30 Km dove ammiriamo nel bosco
cerbiatti che allattano, coyote ed enormi alci. Questo posto è incantato. La
giornata si conclude con cena al ristorante del lodge, si poteva sicuramente
trovare di meglio, ma all’interno del parco si trovano 5 ristoranti le strade
sono senza luci e abbastanza complicate, la facile prospettiva era quella di
perdersi così abbiamo rinunciato e ci siamo accontentati del nostro self
service.
13 agosto Che bello svegliarsi tutti insieme, c’è anche il sole che da una
bella carica, ci prepariamo e andiamo a fare colazione carichiamo le valige in
macchina e riprendiamo il viaggio. Visto che è di strada decidiamo di fermarci
a rifare qualche foto con la luce migliore al Desert View secondo me il punto di
vista più bello.
Prossima destinazione Page e il Lago Powell. Lungo il tragitto ci soffermiamo più
volte ad ammirare il paesaggio spettacolare di pareti scoscese e scenari
desolati che i fiumi Colorado e Green River hanno formato, attraversiamo la
riserva indiana e veniamo attirati dalle tante bancarelle lungo la strada è un
attimo lasciarci coinvolgere nell’acquisto di souvenir.
Arrivati a destinazione cerchiamo un motel, ce ne sono parecchi nel centro noi
ci fermiamo al Page Boy la proprietaria parla italiano e ci fa sentire un po’
a casa, abbandonati i bagagli scendiamo verso il lago cerchiamo il Visitor
Center, l’intenzione è quella di salire sul battello e di fare tutto il giro
del lago ma rimaniamo delusi, i primi posti disponibili sono per il giorno dopo,
e così facciamo un breve giro con la macchina. Superata la diga c’è il
blocco dei renger dove ti chiedono di pagare l’ingresso e noi tutte contente
dell’affare esibiamo la nostra tessera parchi, le strade percorribili
con la macchina sono quasi tutte
interrotte stanchi rientriamo in albergo e ci concediamo un po’ di relax in
piscina, ammollo nella vasca idromassaggio ammiriamo il cielo; da una parte il
sole che tramonta con dei colori impressionanti, arancio viola e dall’altra
parte è tutto nero con dei fulmini che vanno a cadere chissà in quale distesa,
naturalmente ben lontani da noi.
La sera ceniamo in una steack house un po’ stile country con musica dal vivo e
carne spettacolare!
14 agosto Oggi è il giorno della separazione, io e Stefy proseguiamo da sole
per la Monument Valley, abbiamo delle mete diverse dai novelli sposi li
ribeccheremo a Las Vegas. Siamo fortunate è una giornata di sole pieno i luoghi
sono da cartolina, in due ore arriviamo a Kayenta il primo paese abitato e
servito di motel e fast food, durante il tragitto trovi solo baracche o camper
sparse nel deserto con sopra piantata una bella parabola, questa è la riserva
navajo. Iniziamo finalmente a percorrere la strada che attraversa queste
formazioni rocciose stupende fino a Mexican Aut, il posto è sconfortante, ci
sono due motel se sei fortunato trovi una stanza libera, noi di passare una
notte qui non ci va proprio così torniamo indietro.
Ci fermiamo all’entrata della monument dove chiedono di pagare l’ingresso
sono 10$ è riserva navajo e le nostre tessere non valgono, che gran fregatura !
Per fare il giro in mezzo alle rocce devi avere un’auto adeguata le strade non
sono asfaltate, altrimenti ti portano in Jeap o a cavallo 50$ a persona. Noi
rinunciamo, non vogliamo entrare nella parte delle fighette ma abbiamo studiato
la situazione, in macchina ti becchi tutta la terra che alza la macchina che ti
precede e a cavallo muori per un’insolazione. Ammirato bene il paesaggio che
vale sicuramente tutta la strada fatta ce ne torniamo a Page.
15 agosto La sveglia suona alle 8.00 la giornata è splendida, dopo tutta
l’acqua presa ieri sera è un miracolo, rotta stabilita “Bryce Canyon”. Il
viaggio è come sempre piacevole sono circa 200 miglia, strada facendo sono
diversi gli stop che ci concediamo, ammiriamo le strane composizioni che le
rocce formano, entrate nel Red Canyon facciamo le spavalde e ci arrampichiamo su
una salita ripida e piena di ciottoli vi dico solo che la discesa me la sono
fatta con il sedere ma ne è valsa la pena, come vale la pena di arrivare su
fino al Bryce è un vero spettacolo della natura, a mio parere è il Canyon più
bello tra quelli visti fino ad ora. Ci saremmo fermate in qualche lodge a
dormire ma il tempo stringe e il programma è arrivare a Las Vegas entro sera.
Il parco dello Zion è di passaggio e così lo attraversiamo una fermata breve
è obbligatoria per scattare qualche foto, le rocce qui sono ancora più strane
assomigliano a delle dune di sabbia increspate dal vento, c’è un tunnel che
è necessario superare e dalla parte opposta ti ritrovi un ambientazione
completamente diversa, sei immerso nella foresta. Se vuoi proseguire
all’interno del bosco devi abbandonare la macchina e continuare con la
navetta.
Noi vogliamo essere per cena a Vegas, Anto e Davide arrivati un giorno prima,
hanno già prenotato il ristorante così Stefy schiaccia il piede
sull’acceleratore, viste le strade completamente deserte ci permettiamo di
superare un po’ il limite, e alle 8.30 siamo a destino. Ci guardiamo intorno
ed è tutto uno spettacolo, una sala giochi gigante, come prima sera vista la
poca voglia di girare i grandi Hotel ci posizioniamo in un motel da
poco sulla via principale la “Strep”,
la nostra camera è da film con la scritta al neon che lampeggia fuori dalla
finestra, una doccia veloce e raggiungiamo i ragazzi al Fornaio ristorante
italiano all’interno dell’Hotel New York, mangiamo discretamente e notiamo
che non c’è il divieto di fumo da nessuna parte. Ci piacerebbe girare ancora
un po’ ma sembriamo ormai dei flipper impazziti abbiamo solo voglia di
dormire.
16 agosto Apriamo gli occhi finalmente ad un orario decente, la nostra reazione
è come la scritta che lampeggia fuori dalla nostra finestra; ad intermittenza
stordite ma elettrizzate rifacciamo i bagagli per trasferirci subito al Luxor
Hotel dove alloggiano i nostri amici, sono 50$ a persona e la camera è spaziale
siamo al 27° piano della piramide, gli ascensori salgono su obliqui, dentro
l’hotel è facile perdersi, solo per arrivare dal parcheggio alla hall ho
perso la strada quattro volte. Il nostro programma per oggi è di vagabondare
tutto il giorno, dentro e fuori da queste meravigliose costruzioni, forse sempre
meglio dentro visti i 50° di fuori. Facciamo un po’ di shopping qualche
souvenir simpatico e poi rientriamo in albergo per un riposino.
Abbiamo girato tutti gli Hotel e sicuramente vale la pena vedere il Cesar,
Venetian, Paris, New York, Mirage, e il Bellaggio da fuori per lo spettacolo
delle fontane che si ripete ogni 20 minuti.
Alle 9.00 ci incontriamo con la bella coppietta al Venetian per cenare,
ristorante scelto il Tintoretto ovviamente italiano. Terminiamo la serata in
mezzo ai tavoli da gioco, nessuno di noi è un appassionato, ma una puntatina
alla roulet ci vuole giusto per dire ho giocato a Las Vegas.
17 agosto ultimo giorno di vacanza avventura, domani inizia la vacanza
divertimento e relax.
Tiriamo su una bella comitiva e passiamo la giornata nella mega piscina del
Luxor, verso le 5 pm prepariamo le valigie pronte ad affrontare un bel volo. Mi
sarei goduta un’altro giorno a Vegas magari scegliendo qualche spettacolo
serale da vedere…
18 agosto Eccoci a Miami con il caldo afoso e soffocante. Ci aspetta tanto mare,
poco sole vista l’interferenza dell’uragano Katrina, e tanta vita notturna,
feste spettacolari grazie a gli MTV music award che si tengono a Miami proprio
durante la nostra settimana. Fortuna che avevamo prenotato su internet
l’intero soggiorno altrimenti ci toccava dormire in spiaggia visto il pienone.
29 agosto Rientro a Milano Malpensa. E’ dura ritornare dopo aver trascorso dei
giorni così ricchi di sensazioni strepitose un po’ meno ricco è il nostro
portafoglio, il totale della spesa è di 4.500€ compreso di volo ci siamo
state alla grande nel budget stabilito all’inizio, la giornata non ci costava
più di 70$ e siamo riuscite a fare uno shopping esagerato gli ultimi giorni.
“Prima di partire per un lungo viaggio porta con te la voglia di non tornare
più.” Non c’è frase che si addica di più a una vacanza così bella…

Un
ringraziamento particolare a Cristiana per la concessione del racconto
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